Lingua gaelica scozzese

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Gaelico scozzese (Gàidhlig)
Parlato in Scozia Scozia (Regno Unito)
Flag of Nova Scotia.svg Nuova Scozia (Canada)
Flag of Prince Edward Island.svg Isola del Principe Edoardo (Canada)
Persone 61.000 (in Scozia)
84.000 (totali)
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue celtiche
  Lingue celtiche insulari
   Lingue goideliche
Statuto ufficiale
Nazioni Scozia Scozia (Regno Unito)
Regolato da Bòrd na Gàidhlig
Codici di classificazione
ISO 639-1 gd
ISO 639-2 gla
ISO 639-3 gla  (EN)
SIL gla  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Tha gach uile dhuine air a bhreth saor agus co-ionnan ann an urram 's ann an còirichean. Tha iad air am breth le reusan is le cogais agus mar sin bu chòir dhaibh a bhith beò nam measg fhein ann an spiorad bràthaireil.

Il gaelico scozzese (Gàidhlig) è una lingua appartenente al gruppo goidelico o gaelico delle lingue celtiche.

Viene chiamato anche gaelico degli scozzesi, o gàidhlig per evitare confusione con le altre lingue gaeliche. Al di fuori della Scozia, viene talvolta definito scozzese, un uso che risale ad almeno 1.500 anni fa; un esempio è l'inglese antico Scottas.

Il gaelico scozzese non dovrebbe essere confuso con lo scoto, perché fin dal XVI secolo la parola Scoto è stata usata per lo più per descrivere l'anglico delle Terre Basse ("Lowlands"), che si sviluppò a partire dalla forma nordica del primo inglese medio. In inglese scozzese, Gaelic viene pronunciato ˈgaːlɪk; al di fuori della Scozia, è generalmente pronunciato ˈgeɪlɪk.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Il gaelico scozzese ha avuto una crisi nel '700 e nell'800 quando gli inglesi vietarono di parlarlo. In questa fase avvenne una vera e propria pulizia etnica, caratterizzata dall'esproprio delle terre ai clan, l'abolizione degli stessi clan, il divieto di parlare gaelico in pubblico. Nessuna tradizione poteva essere seguita (compreso il suonare la cornamusa). L'emigrazione verso altre terre fu in parte forzata. Ora si sta riprendendo specialmente in ambito accademico.

Lingua ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Il gaelico scozzese è stato riconosciuto lingua ufficiale della Scozia nel 2006.[1]

Dialetti e lingue derivate[modifica | modifica sorgente]

La lingua gaelica è anche parlata in Nuova Scozia e nell'Isola del Principe Edoardo in Canada (gaelico canadese).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Incoronazione di Re Alessandro III a Moot Hill, Scone il 13 luglio 1249. Viene accolto dall'ollamh rígh, il poeta reale, che gli si rivolge con l'invocazione "Benach De Re Albanne" (= Beannachd Dé Rígh Alban, "Beneditzione di Dio [Benedictio Dei], Re di Scozia"); il poeta reciterà quindi la genealogia di Alessandro

Il gaelico scozzese, discendente del gruppo goidelico e imparentato strettamente con l'irlandese, è la lingua tradizionale degli Scoti o Gaeli, e divenne la lingua storica della maggior parte della Scozia dopo aver sostituito il cumbrico, il pittico e l'antico norreno. Sostituì anche l'inglese in regioni importanti.[2] Non è chiaro per quanto tempo il gaelico era stato parlato in quella che ora è la Scozia ma era parlato nell'Argyll prima del periodo Romano, ma non esiste un consenso su questo punto. Tuttavia, il consolidarsi del regno di Dál Riata intorno al IV secolo, con unione della provincia dell'Ulster in Irlanda del Nord e la parte occidentale della Scozia, accelerò la diffusione del gaelico, così come fece il successo della chiesa di lingua gaelica. I nomi dei luoghi mostrano come il gaelico fosse parlato nei Rhinns di Galloway verso il V o il VI secolo.

La lingua gaelica alla fine soppiantò il pittico a nord del fiume Forth, e fino alla fine del XV secolo venne identificato in inglese come Scottis. Il gaelico iniziò a declinare nella Scozia continentale verso l'inizio del XIII secolo, e insieme ad esso anche il suo status di lingua nazionale [senza fonte]. Verso l'inizio del XV secolo, iniziò a delinearsi la linea di confine tra alte terre ("highlands") e basse terre ("lowlands").[senza fonte]

Diffusione del gaelico scozzese nel 2001, quando venne riconosciuto e tutelato per la prima volta.
Diffusione del gaelico scozzese nel 1400.

Verso gli inizi del XVI secolo, coloro che parlavano inglese diedero alla lingua gaelica il nome Erse (che significa irlandese) e da allora fu invariabilmente la collezione di dialetti dell'inglese medio parlati all'interno del Regno degli Scoti cui essi si riferirono chiamandola Scottis (da cui scoto). Ciò appare ironico perché fu esattamente in questo periodo che il gaelico andava sviluppando le sue forme distintamente scozzesi caratteristiche del periodo moderno[3]. Ciononostante, il gaelico non è mai stato espropriato completamente del suo status di lingua nazionale, ed è tuttora riconosciuto da molti scozzesi, sia che parlino gaelico o meno, come una parte fondamentale della cultura nazionale. Altri possono vederlo principalmente come una lingua regionale delle Highlands e delle Isole scozzesi interne.

Il gaelico possiede una ricca tradizione orale (beul-aithris) e scritta, essendo stato la lingua della cultura bardica dei clan delle Highlands per diversi secoli. La lingua conservava la conoscenza e l'adesione alle leggi e ai costumi pre-feudali (rappresentati, per esempio, dalle espressioni tuatha e dùthchas). La lingua soffrì specialmente allorché gli Highlanders e le loro tradizioni vennero perseguite dopo la Battaglia di Culloden del 1746, e durante le Highland Clearances, ma le attitudini pre-feudali erano ancora evidenti nelle lamentele e nelle richieste della Lega Territoriale delle Highlands ("Highland Land League") degli ultimi anni del XIX secolo: questo movimento politico riuscì ad ottenere l'elezione di propri membri al Parlamento del Regno Unito. La Lega Territoriale fu dissolta come forza parlamentare dal 1886 Crofters' Act e dal modo in cui il Partito Liberale venne ritenuto supportivo degli obiettivi della Lega Territoriale.

Il gaelico scozzese dovrebbe più correttamente essere chiamato gaelico delle Highlands per distinguerlo dai dialetti ora defunti del Gaelico delle Lowlands. Tra questi il Galwegian Gaelic era parlato a Galloway e sembra essere stato l'ultimo dialetto gaelico ad essere parlato nelle Lowlands, sopravvivendo fino al Primo Periodo Moderno. Per la fine del Medioevo, il gaelico delle Lowlands era stato soppiantato dall'inglese medio/scoto delle Lowlands in quasi tutte le Lowlands, mentre il brittonico si era estinto. Non esiste, comunque, alcuna prova dell'esistenza di una linea di confine linguistica sovrapponibile a quella topografica nord-sud. Allo stesso modo, non esistono prove a partire dai nomi geografici di differenze linguistiche tra, per esempio, l'Argyll e il Galloway. I dialetti da entrambi i lati dello Stretto di Moyle (Canale del Nord) che mettono in relazione il gaelico Scozzese e l'irlandese sono oggi estinti.

Sulla scorta di un riferimento bibliografico in The Carrick Covenanters di James Crichton (Senza data. “Printed at the Office of Messrs. Arthur Guthrie and Sons Ltd., 49 Ayr Road, Cumnock.”), l'ultimo posto delle Lowlands dove il gaelico era ancora parlato era il villaggio di Barr nel Carrick (solo pochi chilometri all'interno e ad est di Girvan, ma al contempo molto isolato).

Pronuncia[modifica | modifica sorgente]

Vocali[modifica | modifica sorgente]

Pronuncia delle vocali gaeliche
Grafia Pronuncia Equivalente italiano Come in
a, á [a], [a] a, ha, gatto bata bastone, lochán laghetto
à [aː] 'a' lungo (doppiato) bàta barca
e [ɛ], [e] me, te le con, teth caldo
è, é [ɛː], [eː] 'e' lungo aperto, 'e' lungo chiuso sèimh bellezza, fhéin stesso
i [i], [iː] mi, ti sin quello, ith mangia
ì [iː] 'i' lungo mìn liscio
o [ɔ], [o] porta, o/ho poca sacco, bog morbido, soffice
ò, ó [ɔː], [oː] 'o' lungo aperto, 'o' lungo chiuso pòcaid tasca, mór grande
u [u] brutto tur secco
ao [ɯ] non esiste in Italiano - 'u' con le labbra nella posizione di 'i' saoghal mondo, vita
ù [uː] 'u' lungo tùis inizio

Nota: gli equivalenti italiani sono solo approssimativi.

Nomi di luogo[modifica | modifica sorgente]

I toponimi nella loro originale lingua scozzese stanno diventando sempre più comuni nei segnali nelle Highlands scozzesi.
Aberdeen — Obar Dheathain

Dumfries — Dùn Phris

Dundee — Dùn Dèagh

Edimburgo — Dùn Èideann

Fort William — An Gearasdan

Glasgow — Glaschu

Inverness — Inbhir Nis

Kilmarnock - Cill Mhearnaig

Paisley — Pàislig

Perth — Peairt

St Andrews - Cill Rìmhinn

Stirling — Sruighlea

Stornoway — Steòrnabhagh

Nomi di persona[modifica | modifica sorgente]

Esistono vari nomi di persona propri del gaelico scozzese, quali Aonghas, Dòmhnall, Donnchadh, Coinneach, Murchadh, che con il tempo sono stati introdotti anche nella lingua inglese (Angus, Donald, Duncan, Kenneth, Murdo). Ci sono poi forme gaeliche dei più comuni nomi diffusi in Europa, come Iain (Giovanni), Alasdair (Alessandro), Uilleam (Guglielmo), Caitrìona (Caterina), Cairistìona (Cristina), Anna (Anna), Màiri (Maria).

Alcuni nomi sono confluiti nel gaelico dal norreno, per esempio Somhairle ( < Somarliðr), Tormod (< Þórmóðr), Torcuil (< Þórkell, Þórketill), Ìomhair (Ívarr). Convenzionalmente, questi sono resi in inglese come Sorley (o, storicamente, Somerled), Norman, Torquil, e Iver (o Evander).

Vi sono poi nomi gaelici che non hanno un diretto equivalente in inglese: Oighrig, normalmente reso con Effie (Euphemia) o Etta (Henrietta, in passato anche con Henny e Harriet), Morag, reso con Sarah, Diorbhal, reso con Dorothy, semplicemente a causa di una somiglianza nella sillabazione; Gormul, reso con 'Gormelia' o 'Dorothy'; Beathag, con Becky (Rebecca), Betsy o Sophie.

Molti di questi nomi sono ora considerati antiquati e non sono più utilizzati. Poiché vi sono relativamente pochi nomi gaelici tradizionali, alcune famiglie nelle comunità di lingua gaelica recentemente hanno deciso di cercare nomi usati nel più ampio mondo della lingua inglese per i loro bambini. Questi nomi, naturalmente, sono privi di equivalenti in gaelico. Bisogna ancora vedere quali effetti avrà questa pratica sulla lingua, se diverrà popolare. Attualmente, è chiaro che ci sono diversi madrelingua gaelici che vogliono rompere con la tradizione. Le opinioni su queste usanze sono divise, qualcuno pensa che questo indebolisca la loro eredità culturale e linguistica, altri invece pensano che il gaelico, come ogni lingua moderna, debba mantenersi flessibile e adattabile per sopravvivere nel mondo moderno.

I noti nomi Hamish e il più recente Mhairi (pronunciato /va:ri/) vengono dalle forme gaeliche per James e Mary, rispettivamente, precisamente dalla forma che assumono nel caso vocativo: Seumas (James) (nom.) → a Sheumais (voc.), e, Màiri (Mary) (nom.) → a Mhàiri (voc.).

La forma più comune per i cognomi gaelici è quella che inizia con mac (gaelico per figlio), come nel caso di Mac GhillEathain (MacLean). Il femminile è nic, l'abbreviazione di inghean mhic figlia del figlio, quindi Catherine MacPhee, in gaelico, è propriamente Caitrìona Nic a' Phì.

Molti colori hanno dato origine a cognomi scozzesi comuni: bàn (Bain - bianco), ruadh (Roy - rosso), dubh (Dow - nero), donn (Dunn - marrone).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Gaelic Language (Scotland) Act 2005 Commencement Order 2006, 25-01-2006.
  2. ^ W. F. H. Nicolaisen: Scottish Place-Names, B. T. Batsford, London 1986, p.133
  3. ^ Gaelic - A Past and Future Prospect. MacKinnon, Kenneth. Saltire Society Edinburgh 1991. p41

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gillies, H. Cameron (1896) Elements of Gaelic Grammar, Vancouver: Global Language Press (reprint 2006), ISBN 1-897367-02-3 (hardcover), ISBN 1-897367-00-7 (paperback)
  • Gillies, William (1993) "Scottish Gaelic", in: Ball, Martin J. and Fife, James (eds) The Celtic Languages (Routledge Language Family Descriptions), London: Routledge. ISBN 0-415-28080-X (paperback), p. 145–227
  • Lamb, William (2001) Scottish Gaelic, Munich: Lincom Europa, ISBN 3-89586-408-0
  • McLeod, Wilson (ed.) (2006) Revitalising Gaelic in Scotland: Policy, Planning and Public Discourse, Edinburgh: Dunedin Academic Press, ISBN 1-903765-59-5
  • Boyd Robertson, Iain Taylor, Teach Yourself Gaelic, McGraw-Hill, 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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