Diocesi di Betlemme

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Betlemme
Sede vescovile titolare
Dioecesis Bethleemitana
Chiesa latina
Sede titolare di Betlemme
Basilica della Natività a Betlemme: mosaico del XII secolo.
Vescovo titolare sede vacante
Istituita 1245
Diocesi soppressa di Betlemme
Suffraganea di Patriarcato di Gerusalemme
Eretta 1110
Soppressa 1244
Il titolo è concesso dal 1840 agli abati di San Maurizio d'Agauno
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

La diocesi di Betlemme (in latino: Dioecesis Bethleemitana) è una sede titolare della Chiesa cattolica. Nel medioevo fu sede episcopale durante il periodo delle crociate.

Indice

Storia[modifica]

Nel 1099 Betlemme fu conquistata dai crociati che costruirono un nuovo monastero con chiostro per gli Agostiniani a nord della Basilica della Natività, a sud eressero una torre di difesa e ad ovest l'episcopio. Il clero ortodosso fu scacciato dalla propria sede e sostituito da religiosi latini. Fino a quel momento la presenza ufficiale cristiana nella regione era stata greco-ortodossa.

Il giorno di Natale del 1100 Baldovino I fu incoronato a Betlemme primo Re di Gerusalemme; quello stesso anno papa Pasquale II, su richiesta di Baldovino I, eresse la cittadina a vescovado latino[1]. Era direttamente sottoposta al Patriarcato latino di Gerusalemme[2]. Prima di allora Betlemme non era mai stata sede episcopale.

Nel 1187 Saladino riconquistò Betlemme togliendola ai crociati. Il clero latino fu costretto a partire permettendo a quello greco-ortodosso di tornare. Nel 1192 Saladino consentì il ritorno di due preti e due diaconi latini; tuttavia, l'economia di Betlemme soffrì della drastica riduzione dei pellegrini dall'Europa[1].

Nel 1168 il crociato Guglielmo IV, conte di Nevers aveva promesso al vescovo di Betlemme che se la città fosse caduta in mano musulmana l'avrebbe accolto, lui stesso o i suoi successori, nella cittadina di Clamecy, in Borgogna. Anche se il conte era ormai defunto la sua volontà fu rispettata nel 1223, quando il vescovo di Betlemme si insediò a Clamecy, che rimase sede permanente del vescovo in partibus infidelium per circa 600 anni, fino alla Rivoluzione francese nel 1789[3].

Nel 1229 Betlemme — insieme con Gerusalemme, Nazaret e Sidone — tornò per breve tempo al Regno di Gerusalemme in forza di un trattato tra il Sacro Romano Imperatore Federico II e il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, in cambio di dieci anni di tregua tra Ayyubidi e Crociati. Betlemme fu riconquistata dai musulmani nel 1244, dopo la scadenza del trattato nel 1239[4].

Nel 1250, con l'avvento al potere dei Mamelucchi sotto Baybars, la tolleranza per i cristiani declinò; il clero lasciò la città le cui mura furono demolite nel 1263. Il clero latino tornò a Betlemme nel secolo successivo e si stabilì nel monastero adiacente alla Basilica della Natività. I greci-ortodossi ebbero il controllo della basilica e condivisero il controllo della Grotta del Latte con i latini e gli armeni[1].

Il re di Francia Carlo VI, nel febbraio 1413, concesse ai vescovi di Betlemme residenti a Clamecy gli stessi diritti e le medesime prerogative di cui godevano gli altri vescovi francesi. Essi venivano nominati dal re e canonicamente istituiti dal papa; avevano giurisdizione episcopale su un piccolissimo territorio, costituito da un ospizio e da una cappella dedicata a Notre-Dame, nella quale avevavo il pieno diritto di esercitare tutte le funzioni episcopali proprie. Non di rado, nell'esercizio dei suoi diritti, il vescovo di Betlemme entrava in conflitto con i vescovi delle diocesi limitrofe, in particolare con quello di Auxerre, che gli contestava la sua giurisdizione spirituale e soprattutto i benefici e le rendite di cui era detentore.

Durante l'episcopato di Arnaud de Limone (1436-1457) la cappella di Notre-Dame fu restaurata e dotata di un capitolo di canonici.

In seguito al concordato del 1516, il diritto di presentare alla Santa Sede i vescovi di Betlemme fu concessa ai duchi di Nevers, fatta salva l'approvazione del re.

La diocesi, immediatamente soggetta alla Santa Sede, fu soppressa in seguito al Concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801.

Il 3 luglio 1840 con il breve In amplissimo di papa Gregorio XVI agli abati di San Maurizio d'Agauno in Svizzera fu concesso in perpetuo il titolo di vescovi di Betlemme.

Il titolo non viene più assegnato dal 14 luglio 1987.

Cronotassi dei vescovi[modifica]

Vescovi di Betlemme[modifica]

Vescovi di Betlemme in Clamecy[modifica]

Vescovi titolari[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ a b c (EN) History of Bethlehem. Bethlehem Municipality. URL consultato in data 2008-01-22.
  2. ^ Figliuolo , op. cit., p. 391
  3. ^ L. de Sivry, Dictionnaire de Géographie Ecclesiastique, p. 375, edizione del 1852. Archivi ecclesiastici delle lettere inviate dai vescovi in partibus infidelium di Betlemme ai vescovi di Auxerre.
  4. ^ Paul Reed, 2000, p. 206.
  5. ^ a b c d e f g Du Cange , op. cit., pp. 784-793
  6. ^ Tyerman, op. cit., p. 29
  7. ^ a b c De Sandoli , op. cit., pp. 233-237
  8. ^ Alla battaglia di Adrianopoli
  9. ^ I vescovi "romani" furono vescovi meramente titolari.
  10. ^ La nomina a Soissons non ebbe effetto; il 31 maggio 1432 fu nominato vescovo di Auxerre.
  11. ^ Secondo il Gams muore il 9 marzo 1498.
  12. ^ Gams, riprendendo La France Pontifical, riporta una serie di vescovi nominati dai duchi di Nevers, che evidentemente non furono mai confermati dalla Santa Sede: Dominique Flelin (10 febbraio 1555 - ?), Antoine Trusson (5 dicembre 1560 - dopo il 1574), Charles Bourbonnat (1578), Louis Hébert (1579), Simon Jourdain (31 maggio 1584 - prima del 3 settembre 1591). In questo periodo Roma nominò dei vescovi titolari, la cui serie si interruppe con la nomina di Louis de Cléves nel 1605.
  13. ^ Nominato dal duca di Nevers il 28 aprile 1558 (cfr. France Pontificale, p. 159), ma confermato dalla Santa Sede nel 1560.
  14. ^ Vescovo coadiutore di Caserta. Cfr. Eubel, vol. III.
  15. ^ Secondo le bolle di nomina della Santa Sede, Louis de Cléves succede a Philibert de Beaujeu le Doux.
  16. ^ Nipote del vescovo precedente.
  17. ^ Accettato dal re come vescovo di Betlemme nel 1701, fu proposto all'approvazione della Santa Sede solo nel 1713.
  18. ^ L'ultimo vescovo si oppose alle dimissioni, si rifugiò in Inghilterra dove morì.
  19. ^ Vescovo ausiliare di Jaén. Cfr. Eubel, vol. III.
  20. ^ Vescovo coadiutore di Muro Lucano. Cfr. Eubel, vol. IV.

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]