Arcidiocesi di Petra

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Petra di Palestina
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Petrensis in Palaestina
Patriarcato di Gerusalemme
Sede titolare di Petra di Palestina
Mappa della metropolia di Petra
Arcivescovo titolare vacante dal 4 dicembre 1970
Istituita XVII secolo
Stato Giordania
Regione Palestina
Diocesi soppressa di Petra di Palestina
Eretta  ?
Soppressa  ?
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Petra (in latino: Archidioecesis Petrensis in Palaestina) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

A partire dal XII secolo, fu una delle quattro arcidiocesi facenti capo al patriarcato di Gerusalemme dei Latini, nel Regno crociato di Gerusalemme.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Petra, il cui sito archeologico si trova nell'odierna Giordania, era l'antica sede metropolitana della provincia romana della Palestina Terza nella diocesi civile d'Oriente e nel Patriarcato di Gerusalemme. Tra le sue diocesi suffraganee erano annoverate: Arad, Arindela, Augustopoli, Metrocomias, Caracmoba, Ela, Elusa, Faran, Feno, Jotapa e Zoara.

Tra le testimonianze archeologiche più importanti circa la presenza cristiana a Petra, è da segnalare la scoperta di un'iscrizione nella cosiddetta «tomba all'urna corinzia», uno dei monumentali edifici funerari della città: nell'iscrizione si ricorda la trasformazione della tomba in chiesa (forse la cattedrale?) e la sua consacrazione nel 446 al tempo del vescovo Giasone e del diacono Giuliano.[1]

Nel 1168, in epoca crociata, fu eretta un'arcidiocesi di rito latino chiamata Petra Deserti, serviva la regione dell'Oltregiordano e, tradizionalmente, anche il Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, sebbene la protezione dei Crociati arrivasse raramente così lontano. Ne fu primo arcivescovo Guerrico (ante 1168 - post 1183)[2], che fu probabilmente anche l'unico titolare di questa sede in epoca crociata. L'arcidiocesi latina aveva sede in Charac-Moba, l'antica capitale dei Moabiti ora Al-Karak, e non va confusa con Petra, l'attuale Ouadi-Moussa. [3]

La conquista musulmana nel VII secolo aveva eliminato il controllo bizantino dall'area e con esso la protezione per i Cristiani. Tuttavia comunità cristiane di palestinesi e siriani avevano prosperato durante l'occupazione islamica e, con la nascita dei principati crociati, esse furono poste sotto la supervisione dell'arcidiocesi con l'intenzione di ripristinare le radici cristiane nell'area. Si aggiunsero presto numerosi Ifranj e, prima della riconquista di Saladino, l'area aveva un crescente numero di comunità cattoliche. A seguito della distruzione del Regno di Gerusalemme operate da Saladino, quel poco di protezione di cui i cristiani avevano goduto fu eliminata e le nascenti comunità cristiane furono presto distrutte.

Oggi Petra sopravvive come sede arcivescovile titolare; la sede è vacante dal 4 dicembre 1970.

Cronotassi degli arcivescovi greci[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Asterio † (344 - 362)
    • Germano † (menzionato nel 359) (vescovo ariano)
  • Giasone † (menzionato nel 446)
  • Giovanni † (menzionato nel 457)
  • Teodoro † (menzionato nel 536)
  • Atenogene † (menzionato nel 600 circa)

Cronotassi degli arcivescovi latini[modifica | modifica sorgente]

  • Guerrico † (prima del 1168 - dopo il 1183)

Cronotassi degli arcivescovi titolari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piccirillo Michele, Gruppi episcopali nelle tre Palestine e in Arabia, in: Actes du XI congrès international d'archéologie chrétienne, Roma, École Française de Rome, 1989, pp. 478-481.
  2. ^ Sabino De Sandoli, Corpus Inscriptionum Crucesignatorum Terrae Sanctae in Pubblicazioni dello Studium Biblicum Franciscanum, vol. 21, 1974, p. 254. URL consultato il 18 dicembre 2008.
  3. ^ (EN) Petra, Catholic Encyclopedia. URL consultato il 12 dicembre 2008.
  4. ^ Federico Marcello Lante Montefeltro Della Rovere ricevette tuttavia il titolo di San Pancrazio fuori le mura solo il 5 aprile 1745
  5. ^ Luigi Sincero era già cardinale diacono di San Giorgio in Velabro ed era stato nominato cardinale nel concistoro del 23 maggio 1923 da papa Pio XI, quando non era ancora vescovo: la consacrazione episcopale ebbe luogo il 13 gennaio 1929

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]