Diocesi di Tolemaide di Fenicia

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Tolemaide di Fenicia
Sede vescovile titolare
Dioecesis Ptolemaidensis in Phoenicia
Patriarcato di Antiochia
Sede titolare di Tolemaide di Fenicia
Mappa della diocesi civile d'Oriente (V secolo)
Vescovo titolare sede vacante
Istituita XIV secolo
Stato Israele
Diocesi soppressa di Tolemaide di Fenicia
Suffraganea di Tiro
Eretta ca. 1133
Soppressa 1291
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

La diocesi di Tolemaide di Fenicia (in latino: Dioecesis Ptolemaidensis in Phoenicia) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Nel corso della sua lunghissima storia, la città assunse nomi diversi: Accho in epoca biblica, Tolemaide in epoca romana e bizantina, San Giovanni d'Acri nel Medioevo. Corrisponde all'odierna città israeliana di Acri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tolemaide di Fenicia è stata una sede episcopale della provincia romana della Fenicia Prima, nella diocesi civile di Oriente. Faceva parte del patriarcato di Antiochia ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Tiro, come attestato da una Notitia Episcopatuum del VI secolo.[1]

L'introduzione del cristianesimo a Tolemaide risale all'epoca apostolica. L'apostolo san Paolo, di ritorno dal suo viaggio in Macedonia (regione storica), in Acaia e in Asia, sbarcò a Tiro e da lì raggiunse Tolemaide, dove restò alcuni giorni con la locale comunità cristiana (Atti 21,7).

Il primo vescovo conosciuto è Claro, che verso il 190 partecipò ad un concilio che vide riuniti alcuni vescovi di Fenicia e di Palestina per trattare la questione della data della festa pasquale. Bisogna però risalire al IV secolo per ritrovare il successivo vescovo, Enea, che prese parte al primo concilio di Nicea nel 325 e al sinodo celebrato ad Antiochia nel 341. Nectabo fu tra i padri del primo concilio ecumenico di Costantinopoli nel 381. Tra IV e V secolo visse il vescovo Antioco, avversario di Giovanni Crisostomo. Elladio partecipò al concilio di Efeso nel 431. Paolo prese parte al concilio indetto ad Antiochia del 445 per giudicare l'operato di Atanasio di Perre e al concilio di Calcedonia del 451. Nel 518 il vescovo Giovanni sottoscrisse una lettera sinodale contro Severo di Antiochia e il partito monofisita. Infine, ultimo vescovo conosciuto è Giorgio, che partecipò al secondo concilio di Costantinopoli del 553.

Con la conquista dei Crociati nel XII secolo, la città, chiamata San Giovanni d'Acri, entrò a far parte del regno di Gerusalemme e contestualmente venne eretta una diocesi di rito latino, con sede nella cattedrale della Santa Croce. Contro la prassi e la tradizione ecclesiastica orientale, i Crociati sottrassero la diocesi, assieme ad altre della Fenicia meridionale, al patriarcato di Antiochia, per sottometterla a quello di Gerusalemme.

Dopo la caduta di Gerusalemme nel 1187, la sede del patriarca fu trasferita momentaneamente a Tiro e poi a San Giovanni d'Acri nel 1191; il patriarca tornò a Gerusalemme nel 1229, quando la città fu restituita ai Crociati, poi di nuovo a San Giovanni d'Acri nel 1244. San Giovanni d'Acri ebbe un suo vescovo fino al 1263, quando i patriarchi di Gerusalemme la ressero in amministrazione fino alla caduta della città in mano ai musulmani nel 1291. Il più noto vescovo di San Giovanni d'Acri fu il cronachista Jacques de Vitry.

Oggi Tolemaide di Fenicia sopravvive come sede vescovile titolare; la sede è vacante dal 12 settembre 1988. Fino a metà dell'Ottocento essa aveva il nome Aconensis o Acconensis

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Tolemaide[modifica | modifica wikitesto]

  • Claro † (fine del II secolo)
  • Enea † (prima del 325 - dopo il 341)
  • Nectabo † (menzionato nel 381)
  • Antioco † (inizio V secolo)
  • Elladio † (menzionato nel 431)
  • Paolo † (prima del 445 - dopo il 451)
  • Giovanni † (menzionato nel 518)
  • Giorgio † (menzionato nel 553)

Vescovi di San Giovanni d'Acri[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi titolari Acconensis[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola di Arlon, O.Carm. † (27 giugno 1344 - 1392 deceduto)
  • Gualtiero, O.F.M. † (1392 - ?)
  • Ludovico † (? deceduto)
  • Rodrigo Alvaro, O.P. † (6 giugno 1397 - ?)
  • Frédéric de Mulhouse, O.E.S.A. † (3 marzo 1399 - 1400 dimesso)
  • Giovanni Riccardo Blunt de Helde, O.F.M. † (11 giugno 1400 - ?)
  • Matteo de Luca, O.Cist. † (5 dicembre 1403 - ?)
  • Teodorico, O.P. † (? deceduto)
  • Hermann, O.F.M. † (6 marzo 1415 - 8 settembre 1450 deceduto)
  • Antonio † (? deceduto)
  • Oddone Garnerii, O.P. † (19 gennaio 1422 - ?)
  • Johannes Goldener, O.E.S.A. † (14 gennaio 1451 - 25 aprile 1475)[5]
  • Isidoro † (? deceduto)
  • Enrico de Albertis † (2 marzo 1459 - 19 ottobre 1461 nominato vescovo di Nizza)
  • Raimondo de Rota, O.P. † (6 novembre 1461 - ?)
  • Arnaldo di Cambera, O.P. † (9 maggio 1491 - ?)
  • Martin von Fürstenwalde, O.P. † (26 novembre 1503 - ?)
  • Alberto Polonus, O.P. † (1513 - ?)
  • Heinrich Leucker, O.P. † (18 dicembre 1514 - ?)
  • Bernard von Sachsen, O.Cist. † (23 marzo 1519 - dopo il 1536 deceduto)
  • Michael de Vehe, O.P. † (21 febbraio 1539 - 1539 deceduto)
  • Johannes Monsaugis, O.P. † (29 ottobre 1539 - ?)
  • Johannes Kridt † (19 marzo 1550 - ?)
  • Gerolamo † (dopo il 1574 - ? deceduto)
  • Angelo di Grado, O.F.M.Conv. † (17 ottobre 1588 - 28 marzo 1620 deceduto)
  • Nikolaus Arresdorf, O.F.M.Conv. † (27 novembre 1592 - 28 marzo 1620 deceduto)
  • Johann Nikolaus Claessens † (8 agosto 1622 - 1º aprile 1650 deceduto)
  • Giovanni Battista de Righis, O.P. † (12 dicembre 1672 - ?)
  • Thomas Joseph Talbot † (26 febbraio 1766 - 24 febbraio 1795 deceduto)
  • Pietro Leopardi † (31 marzo 1806 - 17 luglio 1807 deceduto)
  • Maciej Paweł Możdżeniewski † (10 luglio 1815 - 5 aprile 1819 deceduto)
  • Pietro Gravina Luzzena † (11 luglio 1836 - ?)
  • San Marie-Nicolas-Antoine Daveluy, M.E.P. † (13 novembre 1855 - 30 marzo 1866 deceduto)

Vescovi titolari Ptolemaidensis in Phoenicia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luiz de Castro Pereira, C.S.J. † (29 ottobre 1804 - 1º agosto 1822 deceduto)
  • Giovanni Antonio Balma, O.M.V. † (5 settembre 1848 - 27 ottobre 1871 nominato arcivescovo di Cagliari)[6]
  • Carmelo Pascucci † (27 ottobre 1871 - 22 aprile 1874 deceduto)[7]
  • Cassien-Léonard de Peretti † (31 marzo 1875 - 22 febbraio 1892 deceduto)[8]
  • José Marcondes Homem de Melo † (6 dicembre 1906 - 9 agosto 1908 nominato vescovo di São Carlos do Pinhal)
  • Augustin Dontenwill, O.M.I. † (29 gennaio 1909 - 30 novembre 1931 deceduto)
  • Louis-Eugène-Arsène Turquetil, O.M.I. † (15 dicembre 1931 - 14 giugno 1955 deceduto)
  • Edmundo Luís Kunz † (1º agosto 1955 - 12 settembre 1988 deceduto)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Echos d'Orient X, 1907, p. 94.
  2. ^ Ucciso alla battaglia di Hattin.
  3. ^ Cancelliere di Baldovino I di Costantinopoli durante la Quarta crociata.
  4. ^ Steven Runciman, A History of the Crusades III, p. 132. Eubel riporta I nomi dei vescovi Tedaldo (1208) e Gualtiero (1208 e 1212).
  5. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana, Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 402.
  6. ^ Gli Annuari Pontifici 1862-1871 lo assegnano alla sede di Tolemaide di Libia (o Cirenaica).
  7. ^ L'Annuario Pontificio del 1872 lo assegna alla sede di Tolemaide di Libia.
  8. ^ Secondo l'Annuario Pontificio del 1882, con questo vescovo inizia la serie dei titolari Ptolemaidensis in Phoenicia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]