Monastero di Stella Maris

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Veduta del Monte Carmelo nel 1894

Il Monastero carmelitano di Stella Maris sorge su un sito (la punta estrema del Monte Carmelo, nell'alta Galilea) venerato sin dall'antichità, citato in documenti egizi del XIV secolo a.C. (è riportato come una delle conquiste del faraone Thutmose III) e nella Bibbia (è la cima da cui il profeta Elia sfidò i profeti di Baal); Vespasiano vi sacrificò nel 66 d.C. e inoltre fu luogo di eremitaggio per secoli. Una prima fondazione risale all'epoca bizantina; nel XII secolo il luogo venne fortificato dai Crociati e nacque l'Ordine Carmelitano, fondato da S. Broccardo (la regola fu approvata agli inizi del XIII secolo). Nel 1230 il superiore dei Carmelitani, S. Simone Stock, ebbe la visione della Madonna che dette origine alla devozione dello Scapolare del Carmelo. Secoli dopo la sconfitta crociata (1291), i carmelitani ritornarono nel luogo in cui era nato l'ordine e costruirono un primo convento sotto il faro (1631); in seguito (1768) si trasferirono sul sito attuale. La fallita campagna napoleonica del 1799 scatenò la repressione turca: il convento venne distrutto e i suoi occupanti (monaci e soldati francesi feriti) furono uccisi.

Statua di Elia nella grotta del Monastero sul Monte Carmelo. Secondo la tradizione era la Grotta di Elia

L'edificio attuale fu costruito fra il 1823 ed il 1828 da monaci italiani e presenta pianta a croce greca sormontata da una cupola; l'interno è rivestito di marmi e di affreschi degli inizi del XX secolo che narrano la storia dell'Ordine. Sotto il coro si trova una grotta, che la tradizione vuole abitata da Elia; gli scavi hanno dimostrato che si tratta di un antico luogo di sepoltura.

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