Oriente cristiano

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Per Oriente cristiano si comprende l'insieme delle Chiese cristiane e delle tradizioni liturgiche sviluppatesi nei Balcani, nell'Europa orientale, in Anatolia, in Medio Oriente, in Nord Africa e nell'India meridionale. Tali Chiese e le relative comunità pastorali hanno sviluppato proprie liturgie, con riti distinti dal rito latino, che invece è caratteristico delle Chiese Cristiane d'occidente.
Il termine «Oriente cristiano», usato nell'ambito del cristianesimo occidentale, connota le chiese orientali come "altre" rispetto a quelle occidentali, tuttavia non vuole indicare una tradizione che ha reciso i legami con l'occidente. Infatti alcune Chiese orientali mantengono affinità storiche e teologiche con la cristianità occidentale che con altre Chiese dell'Oriente cristiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni liturgico-pastorali, così come i termini "Oriente" ed "Occidente", risalgono ai tempi della composizione delle provincie ecclesiastiche tipiche dell'Impero Romano nella sua divisione in Impero d’Occidente e Impero d'Oriente sotto l'ascesa al potere di Costantino il Grande.
L'apertura di Costantino al cristianesimo fu sancita con l'editto di Milano del 313[1]. Dopo la fondazione di una nuova capitale, per l'Impero d'Oriente, Costantinopoli (330), la Chiesa cristiana venne suddivisa in cinque patriarcati, che formarono la cosiddetta Pentarchia: il vertice della Chiesa universale.

Le cinque sedi erano: Roma (patriarcato d'Occidente), Costantinopoli (patriarcato ecumenico), Alessandria d'Egitto, Antiochia e Gerusalemme. Le tradizioni orientali, alla base primigenia dei vari riti orientali, si cristallizzarono principalmente in tre filoni:

La divisione dei riti, le prassi pastorali, le differenti sensibilità e le relative circoscrizioni ecclesiastiche o territori canonici si sono andate delineando nel corso dei secoli in modo molto variegato tra le varie popolazioni, maturando, nel contempo, in maniera non sistematica, reciproche influenze e sovrapposizioni, tra l'altro già iniziate prima dell'avvento di Costantino.

Le quattro Chiese principali[modifica | modifica sorgente]

Le Chiese orientali spesso condividono le medesime tradizioni culturali, mentre su quelle propriamente religiose la coesione è minore. Infatti esse nacquero in un periodo storico, quello dei primi secoli, in cui la cristianità si divise più volte su questioni cristologiche e sui fondamenti della teologia, oltre che sulle identità etniche e nazionali (romani, siriaci, persiani, ecc.). All'anno 2000, le Chiese dell'Oriente cristiano possono essere raggruppate in quattro famiglie principali, che condividono una teologia e una dogmatica ben precise:

Nella maggior parte di esse sono i parroci ad amministrare la Cresima, mentre i sacerdoti possono sposarsi prima di ricevere l'Ordine sacro. Le Chiese sui iuris riconoscono ovviamente l'autorità del Papa ma seguono tradizioni rituali orientali del tutto affini a quelle delle Chiese ortodosse, tra cui quella di conferire l'Ordine a uomini già sposati.

Nonostante l'evento più traumatico della cristianità sia stato il Grande Scisma, iniziato nel 1054, gli scismi delle chiese orientali iniziano circa sei secoli prima.Con il concilio generale del 424, avvenuto sette anni prima del Concilio ecumenico di Efeso del 431, la Chiesa Assira dichiarò la propria indipendenza dal sistema ecclesiastico dell'Impero romano, non prendendo quindi parte alla teologia colà elaborata. In seguito a tale concilio, avvenne un'ulteriore fuoriuscita, da parte delle Chiese orientali antiche, mentre le prime Chiese ortodosse si spaccarono in seguito al Concilio di Calcedonia del 451, che vide l'uscita delle chiese monofisite. Infine si ebbe la definitiva separazione fra l'ortodossia ed il cattolicesimo con il Grande Scisma, un avvenimento che non significò solamente una spaccatura all'interno del cristianesimo, ma marcò la profonda divisione culturale e politica fra Oriente ed Occidente che si era sviluppata durante tutti i primi secoli della cristianità..

Altre comunità dell'Oriente cristiano[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai quattro gruppi principali, vi sono numerose comunità sorte in seguito a dispute in seno alla tradizione dominante di un'area. Non possono essere definiti come Protestanti, poiché mancano di legami con la Riforma e, soprattutto, non hanno sviluppato una vera e propria teologia protestante. Si tratta piuttosto di gruppi legati ad antiche tradizioni locali, come i "Vecchi credenti", una costellazione di gruppi nata da uno scisma all'interno dell'ortodossia russa, il movimento più radicale della Cristianità spirituale, anch'essa divisa al suo interno in vari sotto gruppi, dal Molokanesimo fondato sulla Bibbia, agli anarchici Doukhobors, fino agli auto-mutilazionisti Skoptsy. Nessuno di questi gruppi è mai rientrato in comunione con la Chiesa ortodossa russa, eccetto alcune parrocchie di Vecchi Credenti che si sono riunite alla Chiesa Ortodossa Russa fuori dalla Russia

Vi sono movimenti di dissenso di tipo nazionale, formati da gruppi etnici che rivendicano la loro chiesa, come la Chiesa ortodossa montenegrina e la Chiesa ortodossa macedone, entrambe dipendenti dalla Chiesa ortodossa serba.

Liturgia[modifica | modifica sorgente]

Le Chiese orientali appartengono, a grandi linee, alle seguenti famiglie liturgiche:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Costantino stesso si convertì in punto di morte alla nuova religione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ignazio Guidi, Raccolta di scritti 1: Oriente cristiano, Istituto per l'oriente Ed., 1945
  • Atti del convegno internazionale sul tema: L'oriente cristiano nella storia della civiltà: Roma, 31 marzo-3 aprile 1963 - Firenze, 4 aprile 1963, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1964
  • Vincenzo Poggi, L´Oriente cristiano: Panorama delle Chiese cristiane in Asia e in Africa, Edizioni Studio Domenicano, 2005, ISBN 9788870945577
  • Riccardo Pane, L'Oriente cristiano - La Chiesa armena, Edizioni Studio Domenicano, 2005, ISBN 978887094575607

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