Slesia ceca

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La Slesia ceca (in ceco České Slezsko; in tedesco Tschechisch-Schlesien; in polacco Śląsk Czeski), una delle tre regioni ceche, è la parte della Slesia all'interno dei confini cechi. È situata nel nord-est della Repubblica Ceca. In passato era conosciuta anche come Slesia Morava, Slesia Austriaca (prima del 1918), e Slesia Sudeta (dal 1918 al 1945).

Bandiera della Slesia ceca

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Slesia ceca
Stemma della Slesia ceca

La regione storica si estende ad est e ad ovest della città di Ostrava, comprendendo gran parte dell'odierna Regione di Moravia-Slesia e, nell'estremità occidentale, una piccola porzione della Regione di Olomouc attorno alla città di Jeseník. Oltre Ostrava, i centri più importanti sono Opava e Český Těšín, la parte della città di Cieszyn che è compresa nella Repubblica Ceca.

Gran parte del territorio è occupata dai Sudeti e ad est dai Carpazi. I fiumi principali sono l'Oder, l'Opava e Olše (che forma una parte del confine con la Polonia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Slesia ceca è principalmente costituita dai territori che rimasero alla monarchia Asburgica nel 1742 quando, alla fine della prima guerra di Slesia (una fase della guerra di successione austriaca), gran parte della regione venne ceduta alla Prussia. La Slesia austriaca venne così a costituire il Ducato dell'Alta e della Bassa Slesia, con capitale a Opava (in tedesco Troppau). Nel 1900, il Ducato si estendeva su un'area di 5140 km², con una popolazione di 670.000 abitanti.

Nel 1918, il Ducato entrò a far parte della Provincia dei Sudeti, assieme alla Moravia settentrionale. A seguito del Trattato di Saint Germain nel 1919, la regione venne in buona parte ricompresa nel nuovo stato della Cecoslovacchia, a parte il territorio ad est del fiume Olza attorno a Cieszyn, che venne inclusa nella Polonia. Hlučínsko (in tedesco Hultschiner Ländchen), che apparteneva alla Slesia prussiana, venne annessa alla Cecoslovacchia con il Trattato di Versailles.

Dopo l'accordo di Monaco, nel 1938, gran parte della Slesia ceca venne inclusa nel Reichsgau dei Sudeti (Sudetenland), anche se Hlučínsko fu riunificato alla Prussia e la Polonia acquistò terre sulla sponda occidentale dell'Olza, perse a seguito dell'invasione nazista avvenuta l'anno successivo.

A parte le aree attorno a Cieszyn e Ostrava, la Slesia Ceca fu abitata in prevalenza da popolazioni di etnia tedesca fino al 1945. A seguito della seconda guerra mondiale, i Sudeti e Hlučínsko tornarono alla Cecoslovacchia e le popolazioni tedesche vennero espulse. Il confine con la Polonia venne nuovamente stabilito sull'Olza (anche se ciò non fu confermato da un trattato fino al 1958).

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Una parte della popolazione parla il Lach, classificato come un dialetto della lingua ceca [1], anche se presenta similitudini con il polacco. Vicino al confine di Cieszyn la minoranza polacca parla un particolare dialetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.ethnologue.com

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


 
Territori storici nella Repubblica Ceca contemporanea
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