Global Peace Index

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Mappa del mondo secondo il Global Peace Index 2011. I paesi che appaiono più verdi sono classificati come più pacifici, i paesi che appaiono più rossi sono classificati come meno pacifici
Variazione del numero di paesi in ogni classificazione GPI dal 2007 al 2011.

L'Indice della Pace Globale (GPI) è un tentativo di classificare le nazioni e le regioni in base a fattori che ne determinino lo stato di pacificità, o meglio l'attitudine di un determinato paese ad essere considerato pacifico. L'indice è prodotto su base annuale ed è sviluppato dall'Institute for Economics and Peace (IEP) in collaborazione con un équipe internazionale di esperti di pace da istituti e da think tank su dati forniti e rielaborati dall'Economist Intelligence Unit, società di ricerca e consulenza che fornisce analisi sulla gestione di stati ed aziende. La lista è stata pubblicata per la prima volta nel maggio 2007 ed in seguito ogni maggio o giugno successivo. Si ritiene sia il primo studio di classificazione di stati secondo i relativi tassi di pacificità.

Lo studio classifica 162 stati. È l'invenzione dell'imprenditore australiano Steve Killelea ed è approvato da personalità quali Kofi Annan, il Dalai Lama, l'ex Presidente finlandese Martti Ahtisaari, Muhammad Yunus e l'economista Jeffrey Sachs, l'ex Presidente irlandese Mary Robinson, l'ex Presidente USA Jimmy Carter.

I fattori analizzati dagli autori includono fattori interni, quali i livelli di violenza e crimini nello stato e fattori relativi alle relazioni estere, quali la spesa militare e guerre.

Metodo[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo di ricerca è guidato dall'Institute for Economics and Peace in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit e con la guida di accademici ed esperti nel campo della pace. Hanno misurato il tasso di pacificità basato su una gamma di indicatori, 22 in tutto (originariamente 24 indicatori, ma uno è stato escluso nel 2008 e l'atro nel 2013)[1].

Nella tavola, UCDP rappresenta Uppsala Conflict Data Program – Programma informativo sui conflitti di Uppsala – curato dall'Università di Uppsala, Svezia, EIU rappresenta l'Economist Intelligence Unit, UNSCT rappresenta United Nations Survey of Criminal Trends and Operations of Criminal Justice Systems – Indagine sulle tendenze criminali e funzionamento dei sistemi di giustizia criminale, IEP rappresenta l'Institute for Economics and Peace, un think tank indipendente basato a Sideny in Australia, ICPS rappresenta l'International Center for Prison Studies presso il King's College London, IISS rappresenta l'International Institute for Strategic Studies – Istituto internazionale per studi strategici – nella pubblicazione The Military Balance 2007, SIPRI rappresenta il registro dei trasferimenti di armi del Stockholm International Peace Research Institute – Istituto internazionale per la ricerca sulla pace di Stoccolma – e BICC rappresenta il Bonn International Center for Conversion – Centro internazionale per la conversione (di impianti ed equipaggiamenti militari ad uso civile) di Bonn.

#
Indicator
Source
Year(s)
Coding
1 Numero di conflitti esterni ed interni combattuti UCDP 2004 to 2009 Numero totale[2]
2 Decessi stimati dovuti a conflitti esteri UCDP 2010 Numero totale[2]
3 Decessi stimati dovuti a conflitti interni UCDP 2010 Numero totale[2]
4 Livello di conflitto interno organizzato EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
5 Relazione con stati vicini EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
6 Livello di criminalità percepita dalla società EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
7 Numero di rifugiati e profughi in percentuale alla popolazione UNHCR e IDMC dal 2009 a 2010 Popolazione rifugiata per percentuale di popolazione dello stato originario
8 Instabilità politica EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
9 Livello di rispetto dei diritti umani (bilancio del terrore politico) Amnesty International dal 2009 Misura qualitativa
10 Terrorismo IEP dal 2010 al 2011 Numero di eventi terroristici e livello di danno causato, classificato da 1 a 5
11 Numero di omicidi UNCTS dal 2005 al 2009 Omicidi volontari, includendo infanticidio, ogni 100 000 persone
12 Livello di criminalità violenta EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
13 Probabilità di dimostrazioni violente EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5
14 Numero di carcerati ICPS 2010 Persone incarcerate ogni 100 000 persone
15 Numero di agenti di polizia e sicurezza UNCTS dal 2008 al 2010 agenti di sicurezza civili ogni 100 000 persone[3]
16 Spesa militare in percentuale al GDP IISS dal 2009 al 2010 Denaro esborso per forze armate in percentuale al GDP[4]
17 Numero di personale delle forse armate IISS 2010 Personale militare permanente ogni 100 000 persone
18 Importazioni di armi convenzionali rilevanti SIPRI dal 2009 al 2010 Importazioni di armi convenzionali rilevanti ogni 100 000 persone[5]
19 Esportazione di armi convenzionali rilevanti SIPRI dal 2009 al 2010 Esportazione di armi convenzionali rilevanti ogni 100 000 persone[5]
20 Fondi per missioni di peacekeeping dell'ONU IEP dal 2007 al 2010 Numero totale
21 Numero di armi pesanti e capacita' nucleare IEP 2009 Armi ogni 100 000 persone[6]
22 Facilità di accesso ad armi leggere EIU dal 2010 al 2011 Scala qualitativa, classificato da 1 a 5

Indicatori che non sono sempre classificati in una scala da 1 a 5, sono stati convertiti utilizzando la seguente formula: x=(x-Min(x))/(Max(x)-Min(x)) dove Max(x) e Min(x) sono i valori più alti e più bassi per quel indicatore degli stati classificati nell'indice. Il punteggio da o ad 2 che è risultato è stato poi convertito in una scala di 1 a 5. Indicatori individuali sono poi stati pesati secondo il giudizio di importanza da un gruppo di ricerca. Il punteggio è stato presentato in due indici secondari misurati: pace interna, misurata al 60% di un punteggio finale dello stato, e pace esterna, misurata al 40% di un punteggio finale dello stato.[7]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ All information in indicator table from Global Peace Index: Indicators, Vision of Humanity. URL consultato il 7 ottobre 2007.
  2. ^ a b c In questo caso, un conflitto è definito come "un'incompatibilità contestata che concerne goeverni e/o territori in cui l'uso di forze armate tra due parti, di cui almeno una sia il governo di uno stato, risultino almeno 25 decessi correlati al conflitto in un anno."
  3. ^ Sono escluse milizie e polizia militare.
  4. ^ Si include, "denaro esborso dal governo centrale o federale per affrontare i costi delle forze armate – includendo forze strategiche, terrestri, navali, aeree, di comando, amministrative e di supporto anche forze paramilitari, doganali e guardia di confine se queste sono addestrate e equipaggiate come forze militari."
  5. ^ a b Si include trasferimenti, acquisti, o donazioni di velivoli aerei, veicoli armati, artiglieria, sistemi radar, missili, navi, reatori
  6. ^ Armi definite in quattro categorie: veicoli armati, artiglieria, velivoli arei da combattimento, navi da combattimento rilevanti.
  7. ^ Global Peace Index: Methodology, Vision of Humanity. URL consultato il 7 ottobre 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]