Leptinotarsa decemlineata

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Dorifora della patata
Colorado potato beetle.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Coleopteroidea
Ordine Coleoptera
Sottordine Polyphaga
Infraordine Cucujiformia
Superfamiglia Chrysomeloidea
Famiglia Chrysomelidae
Sottofamiglia Chrysomelinae
Genere Leptinotarsa
Specie L. decemlineata
Nomenclatura binomiale
Leptinotarsa decemlineata
Say, 1824

La dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata Say, 1824) è un insetto dell'ordine dei Coleotteri e alla famiglia dei Chrysomelidae[1].

Ciclo biologico[modifica | modifica sorgente]

La Dorifora è un insetto olometabolo propriamente detto. Gli adulti svernano nel terreno e compaiono sulla superficie quando la temperatura del terreno alla profondità di 25-40 cm supera i 14 °C. Gli accoppiamenti avvengono al raggiungimento di una temperatura media giornaliera di 16 °C; in seguito avviene la deposizione di uova preferibilmente sulla pagina inferiore di quelle foglie che risultano essere esposte a est.

Lo sviluppo embrionale richiede un periodo di tempo variabile tra 4 e 15 giorni in funzione delle condizioni ambientali. Nascono quindi le larve che, completate tre mute (in 12-20 giorni), raggiungono la maturità, si lasciano cadere al suolo dove si impupano in una cella terrosa ad una profondità variabile tra i 5 e i 15 cm. La vita pupale dura 1-2 settimane, decorse le quali appariranno gli adulti della prima generazione dell'anno. Seguiranno accoppiamento, ovodeposizione, larve e pupe da cui si origineranno gli adulti i seconda generazione, destinati, nella generalità dei casi, allo svernamento. In condizioni ambientali favorevoli potrà seguire una terza generazione (sud Italia). Gli adulti svernanti danno solitamente inizio ad una nuova infestazione nella primavera successiva; possono tuttavia verificarsi casi in cui la diapausa invernale si prolunghi per più anni consecutivi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Uovo[modifica | modifica sorgente]

Di forma ovoidale e lungo circa 1,6 mm, presenta corion liscio di colore giallo-arancio. Viene deposto in ovature di 20-40 uova sulla pagina inferiore delle foglie della pianta ospite. Nel corso della sua vita una femmina di Dorifora può deporre fino a 1000 uova.

Larva[modifica | modifica sorgente]

Oligopoda, campodeiforme, lunga 11-12 mm, nel complesso di colore giallo-arancio, con capo e zampe nere, parte posteriore del protorace annerita e due file laterali di placche nere lungo l'addome.

Pupa[modifica | modifica sorgente]

Di aspetto simile a quello della larva. Immobile, si stabilisce in una cella terrosa a 5-15 cm di profondità in cui avverrà la metamorfosi definitiva.

Adulto[modifica | modifica sorgente]

Lungo 10-12 mm, ha forma ovale; presenta colore di fondo giallo-ocra, pronoto e zampe con macchie nere irregolari per forma e dimensioni. Le elitre sono di colore più chiaro, percorse longitudinalmente da dieci bande nere (da cui il nome di decemlineata).

Origine e distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Giallo - Origini della dorifora
Arancione - Diffusione della dorifora
Verde - Origini della patata

Le origini dell'insetto non sono chiare, ma sembra che sia originario delle regioni meridionali del Nord America, specificatamente della zona tra il Colorado e il Messico. Attualmente questo insetto è diffuso in quasi tutto il globo.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1877, la dorifora raggiunse l'Europa e procedette a diffondersi in tutto il continente. Durante la Seconda guerra mondiale l'invasione della dorifora venne usata come propaganda, affermando che la dorifora era stata lanciata dagli aerei americani. A questo periodo risale la diffusione in tutta Europa dell'insetto che fu introdotto in Italia nel 1944.

Piante ospiti[modifica | modifica sorgente]

La Dorifora si sviluppa esclusivamente su Solanaceae, preferibilmente sulla patata (Solanum tuberosum L.); molto soggetta agli attacchi è anche la melanzana (Solanum melongena L.) su cui migrano gli adulti in estate quando abbandonano le piante ormai scheletrizzate di patata. Molto meno frequenti sono le infestazioni a carico di pomodoro (Solanum lycopersicum L.) e peperone (Capsicum annuum L.) e su solanaceae spontanee (Solanum nigrum, morella comune; Solanum dulcamara, dulcamara).

Danni provocati[modifica | modifica sorgente]

Larve di dorifora su foglie di Solanum tuberosum

Il danno si manifesta sulle foglie ed è determinato da tutte le forme mobili (adulti e larve) che si comportano da defogliatori. Le piante infestate vengono defogliate completamente; le piante possono morire subito o reagire producendo germogli laterali a scapito della produzione di tuberi.

Metodi di lotta[modifica | modifica sorgente]

Scultura raffigurante la Dorifora della patata a Hédervár, Ungheria

Chimica[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento chimico va eseguito alla comparsa delle prime infestazioni verificando che la pianta non sia in fioritura. Se la pianta è in fioritura occorre anticipare o posticipare gli interventi. I trattamenti possono essere ripetuti a seconda delle necessità alternando le sostanze attive per evitare fenomeni di desensibilizzazione. In certi casi si possono utilizzare dei piretroidi caratterizzati da bassa tossicità, breve periodo di carenza, ma ad effetto abbattente e sterilizzante sulla biocenosi, specialmente quella utile. Possibile anche l'utilizzo di Neonicotinoidi per irrorazioni fogliari e concia dei tuberi-seme e di Chitinoinibitori per la devitalizzazione di uova e larve di I età.

Biologica[modifica | modifica sorgente]

La Dorifora è controllata in natura da diversi limitatori naturali tra cui meritano menzione Edovum puttleri Grissel, Imenottero parassitoide oofago la cui femmina depone le uova all'interno dell'uovo di Dorifora che viene utilizzato solo per colture in ambiente protetto e Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki (ceppo EG2424) e tenebrionis (specifico), batteri in grado di provocare la paralisi dell'intestino medio degli insetti che li ingeriscono.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Colorado Potato Beetle (Lepinotarsa Decemlineata).
  2. ^ insetti aracnidi e altri invertebrati da tutto il mondo - chrysomelidae vol: 25, pag 4.

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