Ferrovia Bolzano-Caldaro

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Ferrovia transatesina
Überetscher Bahn
Cald02.jpg
Inizio Bolzano
Fine Caldaro
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 17,3 km
Apertura 1898
Chiusura 1971
Precedenti gestori AG Überetschbahn; Società anonima ferrovia transatesina
Scartamento 1435 mm
Elettrificazione 1100 V cc
Note un tratto con terza rotaia per presa corrente laterale
Ferrovie

La ferrovia elettrica transatesina (in tedesco Überetscher Bahn), nota anche come ferrovia Bolzano-Caldaro, era una linea ferroviaria privata elettrificata e a scartamento normale. Congiungeva la città di Bolzano con Caldaro sulla strada del vino in provincia di Bolzano. Restò in esercizio dal 1898 al 1971.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A fine '800 nacque la necessità di collegare i comuni dell'Oltradige con la rete ferroviaria europea. Lo scopo era da un lato facilitare l'esportazione di frutta e vino, e dall'altro di favorire il turismo germogliante. Per evitare di dover trasbordare le merci presso la stazione di Bolzano, ove avveniva l'interconnessione con la rete ferroviaria nazionale, si decise di utilizzare lo scartamento normale di 1435 millimetri. L'avvio del progetto fu possibile grazie all'importante finanziamento del banchiere bolzanino Sigismund Schwarz. Il 15 dicembre 1897 venne così costituita la Aktiengesellschaft Überetschbahn con sede a Bolzano.[1]

La linea tra Bolzano e Caldaro fu costruita dalla ditta Stern & Hafferl, presso la quale lavorava come assistente nel controllo della costruzione l'ingegnere bolzanino Josef Riehl che sarebbe poi diventato un personaggio importante nel mondo delle costruzioni ferroviarie, e che tra l'altro fu successivamente responsabile della costruzione della vicina ferrovia del Renon.

Il 16 dicembre 1898 fu inaugurata la tratta Bolzano-Caldaro. Le prime motrici furono due locomotive a vapore ottenute in prestito dalle Ferrovie statali austriache.

Nel 1903, in occasione della costruzione della funicolare della Mendola, fu realizzato il prolungamento da Caldaro fino alla frazione di Sant'Antonio (563 m slm). Quest'ultima sezione, piuttosto ripida, era elettrificata in corrente continua a 1100 V ed era percorsa da due automotrici elettriche a due assi e due vetture passeggeri prodotte dalla Grazer Waggonbaufabrik. Le motrici avevano in realtà un doppio ruolo, essendo anche adibite al trasporto passeggeri, e somigliavano a dei tram. Sia le motrici che le vetture avevano cassa in legno e arredamento interno a salone. L'aspetto delle vetture era piuttosto simile a quello che può ancor oggi essere osservato in provincia presso la ferrovia del Renon.

Nel 1911 l'intero restante percorso (Bolzano-Caldaro) fu elettrificato. Furono acquisite altre due motrici elettriche dalla Grazer Waggonbaufabrik, e sei carrozze già in uso con la trazione a vapore furono adattate per il nuovo servizio. Il primo viaggio con motrici elettriche avvenne il 14 settembre 1911. Al termine della prima guerra mondiale, con il passaggio dell'Alto Adige dall'Austria all'Italia, la linea fu gestita dalle Ferrovie dello Stato. Nel 1923 subentrò alla gestione una società locale, la Società anonima ferrovia transatesina (SAFT) (successivamente SpA). L'elettrificazione della ferrovia Bolzano-Merano avvenuta nel 1935 comportò una nuova difficoltà tecnica, in quanto le caratteristiche elettriche delle due ferrovie erano incompatibili. La soluzione fu trovata posando, lungo il tratto fra Bolzano e Ponte Adige, una terza rotaia accanto al binario esistente, adibita appunto alla alimentazione della corrente, come ancor oggi avviene prevalentemente in alcune linee metropolitane. Questa "barra" era protetta da un’incastellatura di legno per evitare il pericolo di contatti accidentali. Le motrici vennero dotate di un pattino collettore di corrente allungabile lateralmente. Nel tratto tra Ponte Adige e Sant'Antonio le motrici utilizzavano la linea aerea.

La ferrovia era anche nota con i nomignoli affettuosi "Kaltererbahnl", "Lepsbahnl" e "La Vacca di Caldaro".

Nei successivi trent'anni non si ebbero ulteriori miglioramenti né investimenti. Nell'agosto 1963 la ferrovia cessò il servizio passeggeri che fu sostituito da trasporto su gomma. Per alcuni anni proseguì il trasporto di merci utilizzando due motrici Jenbacher in prestito. Il 28 giugno 1971 fu effettuato l'ultimo viaggio. Negli anni successivi la ferrovia fu progressivamente smantellata, e dopo il 2000 sul percorso tra Ponte Adige e Caldaro fu realizzata una pista ciclabile.

Nei primi anni del nuovo millennio, anche alla luce del successo del ripristino della linea ferroviaria della val Venosta Merano-Malles, si accese una discussione sulla possibilità di ricostruire un collegamento ferroviario tra Bolzano e Caldaro.

Caratteristiche e tracciato[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia aveva origine presso la stazione di Bolzano e utilizzava il binario della Bolzano-Merano fino a poco prima di Ponte Adige (Sigmundskroner Brücke). Qui si diramava attraversando l'Adige su un ponte metallico ad arco (che era una delle principali opere ingegneristiche realizzate) e iniziava a salire. Attraverso due tunnel raggiungeva San Michele Appiano e quindi Caldaro, nota zona di produzione vinicola. Da qui un prolungamento raggiungeva la frazione di Sant'Antonio, terminando a fianco della stazione a valle della funicolare della Mendola che porta all'omonimo passo.

L'intero percorso Bolzano-Sant'Antonio aveva una lunghezza di 17.3 chilometri e superava un dislivello di 280 metri con una pendenza massima del 62 per mille. Passava attraverso Castel Firmiano, Frangarto e San Michele Appiano.

Percorso, stazioni e fermate[modifica | modifica wikitesto]

BSicon STR.svg Linea per il Brennero
BSicon BHF.svg Bolzano 266 m s.l.m.
BSicon xABZlf.svg Linea per Verona e per Merano (dal 1980)
BSicon exHST.svg Ponte Roma/Rombrücke 261 m s.l.m.
BSicon exHST.svg Ponte Resia/Reschenbrücke 248 m s.l.m.
BSicon xABZrg.svg Linea per Bolzano (dal 1980)
BSicon xABZrf.svg 0+000 Bivio per l'Oltradige/Überetscher Abzweigung Linea per Merano
BSicon exHST.svg 0+125 Bivio Casanova/Kaiserauer Abzweigung 242 m s.l.m.
BSicon exWBRÜCKE.svg 0+410 Fiume Adige
BSicon exHST.svg 0+950 Castel Firmiano/Sigmundskron-Überetsch
BSicon exTUNNEL2.svg 1+302 Galleria Castel Firmiano (145,5m)
BSicon exTUNNEL2.svg 3+824 Galleria S. Paolo ( 123,8m)
BSicon exHST.svg 4+750 San Paolo/St. Pauls
BSicon exBHF.svg 6+135 Appiano - Cornaiano/Eppan-Girlan 402 m s.l.m.
BSicon exHST.svg Ganda/Gand
BSicon exHST.svg 8+900 Monticolo-Pianizza/Montiggl-Unterplanitzing
BSicon exBHF.svg 10+428 Caldaro/Kaltern
BSicon exHST.svg 11+783 Sallegg
BSicon exKBHFe.svg 12+850 Sant'Antonio/St. Anton Funicolare della Mendola 509 m s.l.m.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda storica sulla Mendel- e Überetschbahn

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Museumsführer - Führer durch das Lokalbahnmuseum der Tiroler Museumsbahnen, 1991.
  • (DE) Elisabeth Baumgartner, Eisenbahnlandschaft Tirol - Verkehrsgeschichte zwischen Kufstein und Ala im Spannungsfeld von Tourismus, Politik und Kultur, Innsbruck, Haymon, 1989. ISBN 3-85218-065-1
  • (DE) Martin Sölva, Die Überetscher Bahn, Bozen - Kaltern, Caldaro, Verein für Kultur- und Heimatpflege Kaltern, 1998.

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