Freccia del Sud

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La E.646.192 in testa all'espresso 823 presso Imera

Freccia del Sud è la denominazione che venne attribuita dalle Ferrovie dello Stato ai treni Direttissimi (in seguito divenuti treni Espressi) che collegavano Milano Centrale alla Sicilia, giungendo in seguito con una sezione fino ad Agrigento Centrale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il treno venne istituito il 20 dicembre 1953. Fu la prima relazione ferroviaria della storia delle ferrovie italiane a collegare direttamente l'Italia Settentrionale con quella Meridionale, con una percorrenza di 1546 km tra Milano e Palermo, percorsi in 23 h e 55 m, e 1496 km percorsi in 22 h e 55 m per Siracusa senza alcun trasbordo. La sua velocità commerciale era elevatissima al tempo raggiungendo la media di 72 km/h tra Milano e Reggio Calabria Centrale[1].

Circolò come Direttissimo MS/SM (tali sigle identificavano le località di partenza e di arrivo: M=Milano, S=Siracusa), all'epoca delle grandi migrazioni interne e collegava Milano con Catania e Siracusa con una sezione in proseguimento per Palermo che prendeva un altro numero da Messina. A metà degli anni sessanta raggiungeva composizioni di tutto rispetto dell'ordine delle 19 carrozze complessive al traino delle, allora nuovissime, locomotive E.646.

In seguito al successo della relazione, non potendo ulteriormente aumentare la composizione del treno, all'inizio degli anni settanta venne istituito il treno direttissimo corrispondente Conca d'Oro per Palermo, per cui la Freccia del Sud non ebbe più in composizione le carrozze per Palermo e acquisì quelle per Reggio Calabria ed Agrigento. Fino al 1975 il treno aveva la numerazione 574/575 ed aveva in composizione anche carrozze letto di 1 classe e cuccette di 1 e 2ª classe Milano-Siracusa con una sezione che veniva staccata e riattaccata al ritorno a Catania; la percorrenza complessiva, tra le due estremità, era di 21 h e la marcia era particolarmente raccomandata.[2]

In seguito assunse i numeri 590/591, categoria che nella Prefazione Generale all'Orario di Servizio delle FS designava i treni più importanti, ma in seguito al calo del traffico viaggiatori e all'istituzione di IC sulle relazioni diurne tra Milano e Napoli, divenne 790/791 negli anni ottanta.

Nella primavera 2007 il treno da giornaliero venne effettuato trisettimanalmente, ma a ottobre dello stesso anno tornò ad essere quadrisettimanale da Milano, restando gli altri tre giorni limitato alla tratta Roma-Agrigento (853/854)

Dagli anni ottanta, quando assunse la numerazione 790/791, il treno ebbe preponderanza di carrozze con posti a sedere, con eliminazione di tutti i servizi accessori ad eccezione di una sezione di carrozze a cuccette per Agrigento. Da giugno 2009 il treno divenne composto da carrozze con soli posti a sedere.

Nei giorni in cui partiva da Milano era il treno con la percorrenza interna più lunga circolante in Italia: quasi 1600 km tra le due città estreme in circa 22 ore. Dal dicembre 2008, l'entrata in vigore del nuovo orario e della nuova linea ad alta velocità Milano-Bologna, produsse paradossalmente l'aumento del tempo di percorrenza dell'intera tratta, diventato di 23 ore e 10 minuti con evidente peggioramento del servizio. Con l'emanazione dell'orario 2009-2010 (a dicembre 2009) la denominazione Freccia del Sud scomparve definitivamente.

Dal 1º marzo 2010 è stato, infine, definitivamente soppresso[3] il treno Espresso 823/834 Milano-Agrigento, trasformando da periodica a giornaliera la relazione Roma Termini - Agrigento Centrale con l'Espresso 853/854. Anche il superstite Roma-Agrigento ebbe vita breve: soppresso anche quest'ultimo dal cambio orario di dicembre 2010.

Scomparve così il servizio, un tempo di prestigio, poi gradatamente sempre meno curato, che attraversava per lungo tutto lo stivale. Il mancato finanziamento del servizio ferroviario senza cambio che univa le due aree estreme della penisola è stato motivato con la sua bassa reddività adducendo la spiegazione che da Roma è possibile raggiungere Milano con i treni veloci in meno tempo; ciò tuttavia con costi di viaggio molto più elevati e con maggiori disagi per il cambio di treno.

Il treno è stato oggetto di numerose realizzazioni cinematografiche tra cui il film Italiani la cui trama si svolge praticamente tutta lungo il viaggio del treno in epoche differenti. Ha anche ispirato testi di canzoni come Ripensando alla Freccia del Sud, del 1976, di Umberto Tozzi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A.Pelizza,I grandi treni espressi ed il nuovo orario 23 maggio 1954 in La tecnica professionale n.8/1954. CIFI Roma
  2. ^ Orario Pozzo 1975: quadro 5 a pag 148-150
  3. ^ www.ferroviedellostato.it Orario ufficiale Trenitalia InTreno consultato il 2 marzo 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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