Calogero Antonio Mannino

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Calogero Mannino
Calogero mannino X legislatura.jpg

Ministro dei Trasporti
Durata mandato 28 luglio 1987 –
13 aprile 1988
Predecessore Giovanni Travaglini
Successore Giorgio Santuz

Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste
Durata mandato 1 dicembre 1982 –
4 agosto 1983
Predecessore Giuseppe Bartolomei
Successore Filippo Maria Pandolfi

Durata mandato 13 aprile 1988 –
22 luglio 1990
Predecessore Filippo Maria Pandolfi
Successore Vito Saccomandi

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
on. Calogero Mannino
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Asmara, Africa Orientale Italiana
Data nascita 20 agosto 1939 (1939-08-20) (72 anni)
Professione Avvocato
Partito DC (1976-1992),
UDC (2001-2010)
Popolari per l'Italia di domani (dal 2010)
Legislatura VII, VIII, IX, X, XI, XVI Legislatura
Gruppo Democrazia Cristiana (1976 - 1992),
UdC (2008-2010),

Gruppo misto (dal 28 settembre 2010)

Coalizione UdC
Circoscrizione XXIV (Sicilia 1 (XVI leg.)
Incarichi parlamentari
  • I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) dal 13 maggio 2008
  • Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazioni dal 4 giugno 2008
Pagina istituzionale
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Legislatura XV Legislatura
Gruppo UDC
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione Sicilia (XV)
Incarichi parlamentari
  • 4ª Commissione permanente (Difesa): Membro dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
  • Commissione di inchiesta sull' uranio impoverito: Membro dal 18 novembre 2006 al 28 aprile 2008
Pagina istituzionale

Calogero Antonio Mannino (Asmara, 20 agosto 1939) è un politico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Originario di Sciacca, si trasferisce fin da giovane nel capoluogo siciliano per sostenere gli studi universitari. Conseguita la maturità classica nel giugno del 1957 e l'abilitazione magistrale nell'ottobre dello stesso anno, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Nel 1961 consegue la laurea, ma procede negli studi laureandosi anche in Scienze Politiche.

[modifica] L'attività politica

Tanti saranno i settori di interesse che vedono Mannino attivo fin da giovane: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca.

La carriera politica del giovane Mannino prosegue con l'elezione a consigliere comunale di Sciacca nel 1961. Nel 1971 viene eletto deputato all'Assemblea regionale siciliana e, nel luglio dello stesso anno, diviene Assessore regionale alle Finanze rimanendo in carica fino al febbraio del 1976.

[modifica] L'attività parlamentare

Nel 1976 è eletto deputato nazionale tra le file della Democrazia Cristiana nel collegio Sicilia occidentale, rieletto nel 1979, 1983, 1987 e 1992.

Nel 1979 viene eletto Vice Presidente del Gruppo Parlamentare alla Camera dei deputati. Nel luglio 1980, durante il Governo Forlani, viene nominato sottosegretario al Tesoro con il ministro Beniamino Andreatta.

Nel luglio del 1981 entra a far parte del Governo Spadolini I come Ministro della Marina Mercantile. Nel dicembre 1982, con il Governo Fanfani V, diviene Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste, rimanendo in carica fino al luglio del 1983.

Nel 1987, durante il Governo Goria, torna al governo come Ministro dei Trasporti. Nel marzo del 1988, con il Governo De Mita, viene nominato ministro per l'Agricoltura: viene confermato per il VI Governo Andreotti, ma si dimette, insieme ad altri ministri, nel luglio del 1990 per dissenso sulle posizioni assunte dal governo in merito alla Legge Mammì (Legge sulle emittenti televisive). Nel febbraio del 1991, nel VII Governo Andreotti, viene nominato ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno.

Non è rieletto alle politiche del marzo 1994, dove si presentò al senato con la lista civica "Scudo Democratico". Dopo dodici anni di assenza dalla vita politica aderisce nel 2006 all'UDC e viene eletto senatore nel collegio Sicilia.

Nelle elezioni del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati con l'UDC, che si presenta al di fuori dagli schieramenti e si pone all'opposizione rispetto al Governo Berlusconi IV.

[modifica] L'abbandono dell'UDC

A settembre 2010, insieme ai deputati meridionali Saverio Romano, Giuseppe Drago, Giuseppe Ruvolo e Michele Pisacane, entra in polemica con il leader dell'UDC Pierferdinando Casini e il 28 settembre 2010 aderisce al Gruppo misto fondando con loro la componente Popolari per l'Italia di domani (PID).[1] I 5 deputati abbandonano quindi il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell'UDC, e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra di Silvio Berlusconi; come primo atto votano la fiducia al Governo.[2] Mannino assume la presidenza del PID, mentre Romano ne diventa il coordinatore nazionale.[3]

Il 14 marzo 2011 Calogero Mannino annuncia l'abbandono del partito per lavorare alla fondazione di Iniziativa Popolare. A detta di Mannino «il PID non ha mai preso consistenza. È stato purtroppo attraversato dalla conclusione della dolorosa vicenda giudiziaria di Totò Cuffaro, ma più ancora è stato riassorbito dall'esigenza di Berlusconi di organizzare un gruppo parlamentare per fronteggiare l'emorragia dei finiani». Questi giudizi vengono accompagnati dall'esigenza di un riavvicinamento all'UdC e all'MpA.[4]

Il 14 ottobre 2011 Mannino afferma che non avrebbe mai più votato la fiducia al Governo Berlusconi IV[5].

L'8 novembre 2011, è uno dei deputati della maggioranza che non vota il Rendiconto Generale dello Stato 2010 portando alla crisi del Governo Berlusconi IV e le rispettive dimissioni del premier.

Il 17 gennaio 2012 aderisce alla componente del Gruppo Misto Repubblicani-Azionisti.

[modifica] Produttore vinicolo

Calogero Mannino associa all'attività politica quella di produttore viti-vinicolo. A Pantelleria è titolare dell'azienda vinicola Abraxas, il cui prodotto principe è il passito naturale, che nel 1999 ha ricevuto la medaglia d'oro alla fiera Vinitaly.

[modifica] Procedimenti giudiziari penali

Nel 1991 sulla base delle dichiarazioni del pentito Rosario Spatola il sostituto procuratore di Trapani Francesco Taurisano, aprì un procedimento contro Mannino per rapporti con uomini d'onore, ma nell'ottobre dello stesso anno la procura di Sciacca, a cui erano state inviate le dichiarazioni, archivia il caso.[6] Taurisano denunciò delle pressioni da parte del procuratore Antonino Coci. Il CSM trasferì d'ufficio entrambi.

Il 24 febbraio 1994 la Procura di Palermo avvia un'inchiesta nei suoi confronti con la notifica di un avviso di garanzia; viene arrestato il 13 febbraio 1995 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: secondo l'accusa, poi rivelatasi insussistente, Mannino avrebbe stretto un patto con la Mafia per avere voti in cambio di favori. Dopo un periodo di detenzione (nove mesi di carcere e tredici di arresti domiciliari), durante il quale si mette in moto un'ampia mobilitazione sostenuta anche da una raccolta di firme per la scarcerazione motivate dalle sue precarie condizioni di salute, nel gennaio del 1997 viene rimesso in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Nel 2001 Mannino è assolto in primo grado perché il fatto non sussiste.[7][8][9]

L'assoluzione viene impugnata dal Pubblico Ministero e la Corte d'Appello di Palermo, nel maggio 2003, lo riconosce colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa fino al 1994, e condanna Mannino a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Nel 2005 la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna riscontrando un difetto di motivazione, rinviando ad altra sezione della Corte d'Appello. Nell'occasione il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, nel chiedere l’annullamento della sentenza di condanna, così si esprime: “Nella sentenza di condanna di Mannino non c’è nulla. La sentenza torna ossessivamente sugli stessi concetti, ma non c’è nulla che si lasci apprezzare in termini rigorosi e tecnici, nulla che possa valere a sostanziare l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Questa sentenza costituisce un esempio negativo da mostrare agli uditori giudiziari, di come una sentenza non dovrebbe essere mai scritta...”.[10]

Il 22 ottobre 2008, riprendendo la sentenza di primo grado, i giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo assolvono Mannino perché il fatto non sussiste.[10][11] La procura generale di Palermo in seguito impugna l'assoluzione, facendo ricorso in Cassazione.[12]

Il 14 gennaio 2010, la Corte di Cassazione assolve definitivamente l'ex ministro democristiano, confermando le tesi contenute nella sentenza d'appello.[13]

[modifica] Note

  1. ^ «Romano: "Nasce Popolari per l'Italia di domani"». Giornale di Sicilia, 28 09 2010. URL consultato in data 01-10-2010.
  2. ^ «Berlusconi ottiene la fiducia grazie ai voti di Mpa e Fli». lineasicilia.it, 29 09 2010. URL consultato in data 01-10-2010.
  3. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/12/il-dopo-udc-parte-senza-cuffaro-romano.html
  4. ^ «Mannino, addio al Pid: "Nascerà movimento di ispirazione cattolica"». Giornale di Sicilia, 14 03 2011. URL consultato in data 26-03-2011.
  5. ^ «Mannino: “Non voterò la fiducia al governo, Paese a rischio. Sono contrario alle elezioni anticipate”». SiciliaInformazioni, 13 ottobre 2011. URL consultato in data 16 ottobre 2011.
  6. ^ Mannino non è mafioso e il caso viene archiviato
  7. ^ Mafia, assolto l' ex ministro Mannino «perché il fatto non sussiste», l' imputato: un atto eroico, i pm mi volevano al rogo.
  8. ^ "...Il 5 luglio del 2001 Mannino è stato assolto"
  9. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2001/luglio/06/Mafia_assolto_ministro_Mannino_co_0_0107062374.shtml
  10. ^ a b http://www.ilvelino.it/la_memoria.php?Id=839337&Page=2
  11. ^ Motivazioni della sentenza di appello1 pag. 176, centro.
  12. ^ RaiNews24, 7 giugno 2009
  13. ^ Mannino assolto in Cassazione

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste Successore: Italy-Emblem.svg
Giuseppe Bartolomei 1 dicembre 1982 - 4 agosto 1983 Filippo Maria Pandolfi I
Filippo Maria Pandolfi 13 aprile 1988 - 22 luglio 1990 Vito Saccomandi II
Predecessore: Ministro dei Trasporti della Repubblica Italiana Successore: Italy-Emblem.svg
Giovanni Travaglini 28 luglio 1987 - 13 aprile 1988 Giorgio Santuz
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