Circoscrizioni di Ancona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Ancona.

Circoscrizioni di Ancona

Le circoscrizioni di Ancona sono tre e all'interno del loro territorio sono ripartiti i ventisette quartieri e rioni e le dodici frazioni della città.

In particolare, otto rioni e un quartiere sono compresi nella prima circoscrizione, sette rioni, tre quartieri e cinque frazioni nella seconda circoscrizione, tre rioni, quattro quartieri e sette frazioni nella terza circoscrizione. Si ricorda che ad Ancona il termine "rione" indica le suddivisioni più antiche della città, il termine "quartiere" quelle più recenti, in genere successive agli anni Ottanta del Novecento[1].

Abitanti[2]
Ancona (frazioni escluse)[3] 90 565
Frazioni
Aspio[4] 500
Candia 757
Casine di Paterno 126
Gallignano 165
Ghettarello 304
Massignano 129
Montacuto 196
Montesicuro 344
Paterno 157
Poggio 430
Sappanico 174
Varano 585
Contrade
Angeli di Varano (Varano) 47
Barcaglione 55
Case Lanternari 78
Forte Montagnolo 36
Madonna delle Grazie (Gallignano) 54
Madonnina 63
Monte Baldino 61
Monte degli Elci (Sappanico) 120
Monteferro (Sappanico) 252
Monte Galluzzo (Montesicuro) 58
Nave (Montacuto) 62
Portonovo[5] (Poggio) 1
San Luigi (Gallignano) 45
Sant'Andrea (Massignano) 33
Taglio di Candia (Candia) 273
Taglio di Torrette 207
Trave (Varano) 19
Villa Romana 62
case sparse 4.549

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Rioni e quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Nel momento in cui entrò a far parte del Regno d'Italia, la città di Ancona era suddivisa in tre rioni originati dai terzieri medievali: San Pietro, Porto e Capodimonte; inoltre la città comprendeva tre borghi fuori dalle mura: oltre porta Pia si estendeva Borgo Pio (o degli Archi), fuori porta Farina e porta Càlamo i borghi omonimi.

Con la grande espansione seguita all'unità italiana, vennero costruite nuove mura e fu aperto corso Vittorio (ora Garibaldi); a nord e a sud di esso nacquero rispettivamente i rioni ottocenteschi del Cardeto e di Santo Stefano, che inglobarono i borghi Càlamo e Farina; Borgo Pio intanto diventava definitivamente "rione degli Archi". Fuori dalle nuove mura, nelle vicinanze della nuova stazione ferroviaria, si sviluppavano intanto i rioni periferici del Piano San Lazzaro e della Palombella.

Nel periodo tra le due guerre mondiali, la città si espanse verso est e verso sud, con la nascita di altri rioni.

Dopo la Seconda guerra mondiale, nel periodo della Ricostruzione, si ebbe un nuovo periodo di intenso sviluppo urbano, necessario a ridare casa a chi l'aveva persa a causa dei bombardamenti; sorsero così nuovi rioni, che vennero indicati con un numero progressivo. Due frazioni vennero raggiunte dall'espansione urbana: le Grazie e Posatora, che divennero altrettanti rioni. Nel 1957, con la costruzione di Collemarino, si usò per la prima volta in città il termine "quartiere" per indicare una suddivisione urbana.

Tra l'inizio degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, furono istituiti nuovi rioni, nati in tre diversi modi: espansione del centro urbano fino ad inglobare alcune frazioni (le Tavernelle, Pietralacroce e il Pinocchio); espansione di una frazione che diviene un quartiere satellite (le Torrette); distacco da rioni già esistenti (il Passetto dal rione Adriatico e Vallemiano dal rione Montirozzo).

L'ultima grande espansione urbana è degli anni Ottanta, quando sorsero i nuovi quartieri contigui di Brecce Bianche, Pontelungo e Monte Dago. Gli ultimi quartieri sono i recentissimi Passo Varano (già frazione), Montemarino (per distacco da Vallemiano) e Palombare (per distacco dal Pinocchio).

Nella tabella sottostante è riassunto lo sviluppo dei rioni della città dal 1860 agli anni Duemila[6]

Fino al 1860 1860-1918 1918-1945 1945-1960 1960-1980 1980-2000 dopo il 2000
Rione Porto Rione Porto Rione Porto Rione I: Porto[7]
Rione San Pietro Rione San Pietro Rione San Pietro Rione II: San Pietro Rione San Pietro Rione San Pietro Rione San Pietro
Rione Capodimonte Rione Capodimonte Rione Capodimonte Rione VII: Capodimonte Rione Capodimonte Rione Capodimonte Rione Capodimonte
Borgo Pio[8] Rione Archi Rione Archi Rione VIII: Archi Rione Archi Rione Archi Rione Archi
Borgo Càlamo[9]
Borgo Farina[10]
Rione Plebiscito[11] Rione Cardeto Rione III: Cardeto Rione Cardeto Rione Cardeto Rione Cardeto
Rione Montebello[12] Rione Santo Stefano Rione VI: Santo Stefano Rione Santo Stefano Rione Santo Stefano Rione Santo Stefano
Rione Carlo Alberto[13] Rione Piano San Lazzaro Rione X: Piano San Lazzaro Rione Piano San Lazzaro Rione Piano San Lazzaro Rione Piano San Lazzaro
Rione Palombella Rione Palombella Rione XI: Palombella Rione Palombella
Rione Borghetto[14]
Rione Palombella Rione Palombella
Rione Adriatico Rione IV: Adriatico Rione Adriatico[15]
Rione Passetto
Rione Adriatico
Rione Passetto
Rione Adriatico
Rione Passetto
Borgo Rodi Rione V: Borgo Rodi Rione Borgo Rodi Rione Borgo Rodi Rione Borgo Rodi
Rione C. Colombo[16] Rione XII: Scrima Rione Scrima Rione Scrima Rione Scrima
Rione Montirozzo[17] Rione IX: Montirozzo[17] Rione Montirozzo
Rione Vallemiano
Rione Montirozzo
Rione Vallemiano
Rione Montirozzo
Rione Vallemiano
Quartiere Montemarino[18]
Rione XIII: Posatora Rione Posatora Rione Posatora Rione Posatora
Rione XIV: Le Grazie Rione delle Grazie Rione delle Grazie Rione delle Grazie
Rione Tavernelle Rione Tavernelle Rione Tavernelle
Rione Pietralacroce Rione Pietralacroce Rione Pietralacroce
Rione Pinocchio Rione Pinocchio Rione Pinocchio
Quartiere Palombare
Quartiere C.E.P. di Palombina[19] Quartiere Collemarino Quartiere Collemarino Quartiere Collemarino
Quartiere Palombina Nuova Quartiere Palombina Nuova Quartiere Palombina Nuova
Quartiere Torrette[20] Quartiere Torrette Quartiere Torrette
Quartiere Q1 (Università)[21] Quartiere Brecce Bianche
Quartiere Q2[22] Quartiere Ponterosso
Quartiere Q3[23] Quartiere Montedago
Quartiere Passo Varano

Frazioni e contrade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio extraurbano del comune, sin dall'unità italiana, è suddiviso in frazioni, costituite dagli antichi castelli medievali a difesa della città (i castelli di Ancona). Il territorio di ogni frazione, poi, è ulteriormente suddiviso in contrade. Esse comprendono una zona agricola o boschiva con le abitazioni sparse che in essa si trovano, oltre ad eventuali nuclei abitati minori dipendenti dal centro principale della frazione.

Storia delle circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1977, all'indomani della legge sul decentramento amministrativo[24], il comune di Ancona venne suddiviso in undici circoscrizioni[25]:
    • I Circoscrizione: rioni Adriatico, Passetto e Pietralacroce;
    • II Circoscrizione: rioni Borgo Rodi, Montirozzo e Vallemiano;
    • III Circoscrizione: rioni Archi, Capodimonte, Cardeto, Porto, San Pietro, Santo Stefano;
    • IV Circoscrizione: rioni della Palombella, del Piano San Lazzaro e frazione Borghetto[26];
    • V Circoscrizione: rioni Grazie e Tavernelle;
    • VI Circoscrizione: rioni Posatora, Scrima e frazione Fornetto[27];
    • VII Circoscrizione: rione Pinocchio e frazioni Pontelungo[28], Ghettarello, Montesicuro, Aspio, Candia;
    • VIII Circoscrizione: frazioni Gallignano, Paterno, Casine di Paterno, Sappanico;
    • IX Circoscrizione: quartiere Torrette;
    • X Circoscrizione: quartieri Collemarino e Palombina Nuova;
    • XI Circoscrizione: frazioni Massignano, Montacuto, Poggio, Varano, Passo Varano[29].
    • I quartieri delle Brecce Bianche, di Monte Dago e di Ponterosso non sono citati nell'elenco soprastante perché non erano ancora stati costruiti.
  • Nel 1993[30] nuove disposizioni governative ridussero a sette le circoscrizioni di Ancona:
    • I Circoscrizione: rioni Capodimonte, Cardeto, Porto, San Pietro, Santo Stefano, Adriatico, Passetto e Pietralacroce;
    • II Circoscrizione: rioni Archi, Borgo Rodi, Montirozzo, Palombella, Piano San Lazzaro, Posatora, Scrima e Vallemiano;
    • III Circoscrizione: rioni Grazie e Tavernelle;
    • IV Circoscrizione: quartieri Brecce Bianche, Monte Dago, Passo Varano, Ponterosso e frazioni Varano, Montacuto, Poggio, Massignano;
    • V Circoscrizione: rione Pinocchio, quartiere Palombare e frazioni Candia, Ghettarello, Sappanico, Gallignano, Montesicuro, Aspio;
    • VI Circoscrizione: quartiere Torrette e frazioni Paterno e Casine di Paterno;
    • VII Circoscrizione: quartieri Collemarino e Palombina Nuova.
  • Le circoscrizioni vennero successivamente ridotte a cinque:
    • I Circoscrizione: rioni Capodimonte, Cardeto, Porto, San Pietro, Santo Stefano, Adriatico, Borgo Rodi, Passetto e Pietralacroce;
    • II Circoscrizione: rioni Archi, Montirozzo, Palombella, Piano San Lazzaro, Posatora, Scrima e Vallemiano e quartiere Montemarino[31], ;
    • III Circoscrizione: rioni Grazie, Tavernelle, Pinocchio e frazioni Ghettarello, Sappanico, Gallignano, Montesicuro, Candia, Aspio (e parte sud della zona industriale della Baràccola);
    • IV Circoscrizione: quartieri Brecce Bianche, Ponterosso, Monte Dago, Passo Varano e frazioni Varano, Montacuto, Poggio, Massignano (e parte nord della zona industriale della Baràccola);
    • V Circoscrizione: quartieri Torrette, Collemarino, Palombina Nuova e frazioni Paterno, Barcaglione[32] e Casine di Paterno.

Nel 2009, infine, le circoscrizioni di Ancona furono ridotte a tre e questa è la situazione attuale, descritta di seguito in questa voce[33].

I nuovi confini delle circoscrizioni, in vigore dal 2009, purtroppo non rispettano la suddivisione tradizionale e storica della città, e certo ciò non favorisce il contatto con le istituzioni, che le circoscrizioni dovrebbero invece promuovere. In particolare i nuovi confini presentano i due difetti sottoelencati.

Tre rioni sono spezzati a metà: Le Grazie, Vallemiano e Montirozzo. Le più evidenti deviazioni di confine sono le seguenti:

  • la parte alta del rione delle Grazie appartiene alla Terza Circoscrizione, mentre la zona bassa ricade nella Seconda;
  • Vallemiano, che per la maggior parte del suo territorio ricade nella Seconda Circoscrizione, ha la zona di via Bocconi e di via della Ferrovia all'interno della Prima;
  • Montirozzo, che ricade quasi completamente nella Seconda Circoscrizione, ha alcune delle sue vie nella Prima, quasi come delle enclavi;
  • Via Martiri della Resistenza, che è il confine naturale tra Vallemiano e Montirozzo (entrambi della seconda Circoscrizione), è stata invece compresa nella Prima Circoscrizione.

Inoltre, sin dall'istituzione delle circoscrizioni, apparentemente senza motivo, le frazioni del Conero (Poggio e Massignano) sono separate dal rione di Pietralacroce (ora nella prima Circoscrizione) e dalla zona della città che da secoli è il loro punto di riferimento per i servizi e le comunicazioni stradali. Queste frazioni storiche ora ricadono infatti amministrativamente nel territorio dei nuovi quartieri (cioè nella Terza Circoscrizione).

Dal 2010[34] le circoscrizioni di Ancona hanno compiti solo consultivi e propositivi e non sono più organi elettivi.

Rioni e quartieri di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Rione o Quartiere
(circoscrizione di appartenenza)
Geografia fisica Centro Parrocchie cattoliche[35]
e altri luoghi di culto
Prefisso
trasporti pubblici[36]
C.A.P. Ufficio postale
Rione San Pietro
(I circoscrizione)
colle Guasco e pendici occidentali del colle dei Cappuccini Piazza del Plebiscito (o del Papa) Parrocchia: San Pietro Apostolo (nella chiesa di San Francesco) 1 60121 Ancona 3

Scalo Vittorio

Rione Capodimonte
(I circoscrizione)
pendici settentrionali del colle Astagno Piazza del Forte (o Sangallo) Parrocchie: San Giovanni Battista; Santissimo Sacramento
Sinagoga ebraica
Parrocchia ortodossa di San Dasio (nella chiesa dell'Annunziata, via Podesti)
1 60122 vedi Rione San Pietro
Rione Cardeto
(I circoscrizione)
pendici sud-occidentali di monte Cardeto Campo della Mostra (o Piazza Malatesta) Parrocchia: Santi Cosma e Damiano 1 60121 vedi rione Santo Stefano
Rione Santo Stefano
(I circoscrizione)
pendici settentrionali di colle Santo Stefano Piazza Pertini Parrocchia: Santa Maria della Misericordia (partim)
Chiesa Avventista del Settimo Giorno (v. Redipuglia, 35)
1 60121 Ancona Città

p. 24 Maggio

Borgo Rodi
(I circoscrizione)
sommità e pendici meridionali del colle Santo Stefano e di Monte Pulito incrocio tra via Circonvallazione, via Rodi, Via V. Veneto Parrocchia: San Carlo Borromeo 6 60124 vedi Rione Santo Stefano
Rione Adriatico
(I circoscrizione)
pendici sud-orientali di monte Cardeto e piana degli Orti piazza Diaz Parrocchie: Sacro Cuore di Gesù; Santa Maria della Misericordia (partim) 1 60123 Ancona 6

v. Maratta, 39

Rione Passetto
(I circoscrizione)
Monte Santa Margherita e pendici settentrionali di Monte Pelago Pineta del Passetto (piazza IV Novembre) Parrocchia: Santa Maria dei Servi 1 - 9 60124 vedi R. Adriatico
Rione Pietralacroce
(I circoscrizione)
colli Altavilla, Pelago e di Pietralacroce incrocio tra via Pietralacroce, via della Ferrovia e via Santa Margherita Parrocchia: Santa Croce 9 60129 Ancona 7

v. Pietralacroce

Rione Monte Marino
(I circoscrizione)
Monte Marino piazzale della Libertà Parrocchia: vedi Valle Miano 8 60125 vedi Valle Miano
Rione Archi
(II circoscrizione)
pianura alla base delle pendici sud-occidentali del colle Astagno piazza del Crocifisso Parrocchia: Santissimo Crocifisso 1 60125 Ancona 2

v. Marconi- p. Rosselli

Rione Montirozzo
(Iª e II circoscrizione)
pendici meridionali del colle Astagno piazzale Europa vedi Archi, Valle Miano e Piano San Lazzaro 6 60125 vedi Valle Miano
Rione Valle Miano
(Iª e II circoscrizione)
valle del torrente Miano piazza Bovio Parrocchia: San Paolo Apostolo a Valle Miano 7 60125 Ancona 11

via M. d. Resistenza, 26

Rione Piano San Lazzaro
(II circoscrizione)
Piano San Lazzaro Piazza Ugo Bassi Parrocchia: Sacra Famiglia (Salesiani)
Sala del Regno (piazza Sarnano)
Chiesa Evangelica Biblica (via Ragnini, 5)
1 60127 Ancona 4

via Loreto 38

Rione Scrima
(II circoscrizione)
colle Scrima piazza Camerino Parrocchia: Cristo Divino Lavoratore 3 60126 vedi Piano San Lazzaro
Rione Posatora
(II circoscrizione)
pendici orientali del Montagnolo via Monte Vettore Parrocchia: Santa Maria Liberatrice 3 60131 Ancona 5

via M. Vettore, 40

Rione Palombella
(II circoscrizione)
pianura costiera alla base di Colle Scrima via Flaminia Parrocchia: Santo Stefano alla Palombella 2 60126 Ancona 2

v. Marconi- p. Rosselli

Quartiere Torrette
(II circoscrizione)
pianura costiera e sella tra il Montagnolo e Colle Ameno isolato tra via Esino, via Conca, via Tenna e via Metauro Parrocchia: Maria SS. Madre di Dio 3 - B - C 60126 Ancona Torrette

via Esino, 60

Quartiere Collemarino
(II circoscrizione)
Collemarino piazza Galileo Galilei Parrocchia: San Pio X A 60126 Ancona Collemarino
piazza Torricelli
Quartiere Palombina Nuova
(II circoscrizione)
pianura e colline costiere via Flaminia Parrocchia: San Marcellino in Palombina Nuova B - C 60126 Ancona Palombina

v. Flaminia 388/A

Rione Le Grazie
(IIª e III circoscrizione)
collina delle Grazie incrocio tra via Torresi e via Camerano, all'altezza della chiesa di Santa Maria delle Grazie Parrocchie: Santa Maria delle Grazie; San Francesco d'Assisi (Cappuccini) 4 60128 vedi Tavernelle
Rione Tavernelle
(III circoscrizione)
collina delle Tavernelle via Tavernelle Parrocchia: Santa Maria di Loreto al Pozzetto 4 60128 Ancona 1

via B. Croce, 12

Quartiere Palombare
(III circoscrizione)
Piano San Lazzaro piazza tra via dell'Industria e via dell'Artigianato Parrocchie: vedi Le Grazie e Pinocchio
Chiesa evangelica internazionale (via Nenni, 5)
2 60127 vedi Piano San Lazzaro
Rione Pinocchio
(III circoscrizione)
collina del Pinocchio incrocio tra via Maggini, via del Pinocchio, via della Madonnetta Parrocchia: San Michele Arcangelo
Moschea della Fratellanza (via Maggini)
2 60127 Ancona 8

via del Pinocchio, 1

Quartiere Monte Dago
(III circoscrizione)
pendici occidentali di Monte Dago - Parrocchia: San Giuseppe Moscati 2 60131 vedi Brecce Bianche o Pinocchio
Quartiere Brecce Bianche
(III circoscrizione)
pendici meridionali di Monte Dago incrocio tra via delle Brecce Bianche, via Maestri del Lavoro e via Sacripanti Parrocchia: San Gaspare 2 60131 Ancona 9

via d. Brecce Bianche, 1

Quartiere Ponterosso
(III circoscrizione)
pendici sud-orientali di Monte Dago piazza Salvo D'Acquisto Parrocchia: Sacro Cuore di Gesù a Passo Varano e Ponterosso 2 60131 vedi Brecce Bianche
Quartiere Passo Varano
(III circoscrizione)
pendici sud-orientali di Monte Dago nei pressi della chiesa e della ex scuola Parrocchia: Sacro Cuore di Gesù a Passo Varano e Ponterosso 4 60131 vedi Brecce Bianche
Zona commerciale dei Piani della Baràccola
(III circoscrizione)
Piani della Baràccola - Territorio ricadente sotto la parrocchia della frazione di Candia (San Giuseppe)
Chiesa Evangelica Apostolica (via Di Vittorio, 6B)
- 60121
60020
Ancona 10

via F. Scataglini, 12

Le descrizioni dei rioni, dei quartieri e delle frazioni che seguono sono di carattere generale, e non sono citati i monumenti e i centri di interesse presenti, descritti nella pagina principale, al paragrafo "Monumenti e luoghi di interesse". Alcuni rioni, quartieri e frazioni sono oggetto di una voce a parte, alla quale si rimanda.

Prima Circoscrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Prima Circoscrizione comprende il centro storico, ossia la parte della città che si affaccia sul porto ed era chiusa nelle mura ottocentesche. Hanno qui sede gran parte delle istituzioni culturali e amministrative, e nella zona dei tre corsi principali c'è il centro del commercio e degli uffici. Questa parte più antica della città è suddivisa nei quattro rioni di S. Pietro, Capodimonte, S. Stefano e Cardeto. Oltre ad essi, la Prima Circoscrizione comprende anche il rione Adriatico, quello del Passetto, di Pietralacroce, di Borgo Rodi e, dopo le ultime modifiche ai confini (2009), anche il quartiere di Montemarino.

Rioni San Pietro, Capodimonte, Santo Stefano, Cardeto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Ancona.

Il rione più antico è quello di San Pietro: esso coincide con la città greca, poi romana ed altomedievale. È arroccato sui colli del Guasco e dei Cappuccini e domina il porto dall'alto. Nel basso Medioevo si aggiunse il rione di Capodimonte, che risale le pendici settentrionali del colle Astagno seguendo l'arco del porto. Il rione di S. Pietro e quello di Capodimonte, con l'antico rione basso-medievale del Porto, scomparso sotto le bombe dell'ultima guerra, corrispondono agli antichi terzieri medievali.

Il centro cittadino comprende poi i rioni ottocenteschi: il rione Cardeto e quello di Santo Stefano, entrambi costruiti sulle pendici degli omonimi colli. Essi sono frutto dell'espansione urbana seguita all'Unità d'Italia. I confini tra i rioni sono semplici: a Piazza Roma si incontrano i confini di tutti e quattro e i tre corsi principali dividono S. Pietro (a Nord-Ovest) da Capodimonte (a Sud-Ovest) e il Cardeto (a Nord-Est) da S. Stefano (a Sud-Est).

Nella numerazione ufficiale in uso sino al 1977, il Porto era il "Rione I", San Pietro il "Rione II", il rione Cardeto il "Rione III", il rione Santo Stefano il "Rione VI" e Capodimonte il "Rione VII"[37].

Si ricorda che l'espressione "Guasco-San Pietro" non indica un rione della città, ma solo i piani particolareggiati che il Comune ha elaborato dagli anni Settanta agli anni Novanta, per regolamentarne gli interventi urbanistici[38]; il nome doppio di questi piani deriva dal nome del rione (San Pietro) e dal nome del colle Guasco, sul quale una parte di esso sorge. Per influenza della denominazione di questi piani a volte, per errore, si denomina anche il rione con questo nome doppio, il cui uso è assolutamente da evitare al di fuori della burocrazia amministrativa.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La zona commerciale si estende lungo i tre corsi paralleli Mazzini, Garibaldi, Stamira e nelle vie limitrofe.
Mercato coperto: Mercato delle Erbe, in corso Mazzini.
Mercato ambulante: corso Mazzini e piazza Roma; è attivo sia la mattina sia il pomeriggio, dal lunedì al sabato.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del rione di San Pietro si chiamano sanpietroli e quelli di Capodimonte capomontesi (in dialetto capumontesi[37]). Il rione San Pietro ha 2.151 abitanti, quello di Capodimonte 2.145 abitanti (dati 2011) Rispetto al decennio precedente gli abitanti sono dunque aumentati del 22,2% a San Pietro e del 10,8 a Capodimonte. Per i rioni di Santo Stefano e Cardeto i dati ufficiali sono accorpati: insieme i due rioni hanno 2.728 abitanti[39]

Rione Adriatico[modifica | modifica wikitesto]

Mappa e confini del rione Adriatico

Il primo progetto del rione Adriatico ("Piano di ampliamento fuori porta Cavour") è del 31 ottobre 1904 ed è opera dell'ingegnere capo del Comune, Nestore Cinelli[40], quando già lungo l'attuale corso Amendola esistevano numerosi edifici. In quegli anni la città stava cambiando direzione di espansione: completato lo sviluppo intorno all'arco del porto, l'edificazione si stava espandendo verso Est, fino a raggiungere nuovamente il mare, ma dal lato opposto del promontorio. Nel 1910 viene elaborato un nuovo piano urbanistico per la zona, elaborato dal'ingegner Tian; fu in questa occasione che nacque il progetto per un grande viale, lungo più di un chilometro, che doveva collegare il centro della città con la costa alta del Passetto. Si tratta di quello che oggi è chiamato Viale della Vittoria ed inizialmente Viale Adriatico, come il rione che attraversa. Nel 1918 il piano viene rivisto dall'ingegnere capo del Comune Federiconi, che ne conferma le idee essenziali.

Negli anni venti e trenta l'attività edilizia nel nuovo rione era intensissima e molti degli edifici del rione, fusione di stile liberty ed eclettico, risalgono a quegli anni. Da quell'epoca si sono delineate le caratteristiche fondamentali del rione, in gran parte residenziale, ricco di verde privato e di strade alberate, essendo stato progettato con alcuni criteri tipici delle città-giardino

La strada principale del rione è il Viale della Vittoria, comunemente chiamato semplicemente "Viale", lungo 1100 metri ed una delle più apprezzate passeggiate cittadine. Questa arteria, insieme ai tre corsi principali, completò l'asse stradale da mare a mare che ancor oggi caratterizza la città. A metà del Viale si apre Piazza Diaz, che è il centro del rione.

Nella numerazione ufficiale in uso sino al 1977, il rione Adriatico era il "Rione IV".

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Arteria commerciale: Corso Amendola.
Mercato coperto rionale: "Maratta" (o "del Sacro Cuore").
Mercato ambulante: in via Maratta, attivo nelle mattine del martedì, del mercoledì e del venerdì.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del rione Adriatico e di quello del Passetto sono complessivamente 8.545[39].

Rione del Passetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passetto di Ancona.
Mappa del rione del Passetto, con i suoi confini

Il rione del Passetto fino all'ultima guerra non si distingueva dal rione Adriatico. A partire dagli anni sessanta del Novecento, lo sviluppo edilizio fece distinguere la parte più vicina al mare dalla rimanente, e nacque così il rione Passetto, che infatti confina con il mare e risale le pendici di Monte Pelago e di Monte Santa Margherita. Il confine tra il rione Adriatico e quello del Passetto è individuato da Via Bianchi e dal Campo Sportivo Dorico, il vecchio stadio della città, sede per molti anni della partite dell'Ancona. Centro del rione è la Pineta del Passetto, ossia Piazza IV Novembre; panoramicamente affacciata sulla costa alta, vi si trova il Monumento ai Caduti e la sua scalinata monumentale che scende al mare, uno dei simboli principali della città. Per scendere al mare si può usare anche il vicino ascensore. Nelle vicinanze della Pineta si trova il familiare "Ospedaletto", ossia l'Ospedale Materno Infantile "G. Salesi". Il rione prende il nome di Passetto dalla costa sottostante, molto frequentata d'estate per motivi balneari, con i suoi scogli bianchi (quello chiamato "Seggiola del Papa" è un altro simbolo cittadino) e le sue caratteristiche grotte di pescatori.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del rione del Passetto e di quello Adriatico sono complessivamente 8.545[39].

Rione di Pietralacroce[modifica | modifica wikitesto]

Mappa e confini del rione Pietralacroce

Pietralacroce cresce intorno all'antica frazione omonima, che venne raggiunta dall'espansione urbana tipica degli anni sessanta e settanta, diventando così un rione cittadino. Presenta quindi un piccolo nucleo settecentesco, che è il cuore del rione, e una vasta espansione moderna. Occupando la parte più alta del colle Altavilla e le pendici di Monte Pelago, ha una posizione molto panoramica, guardando il mare dai due lati del promontorio di Ancona. Verso est si affaccia infatti su una fascia verde bordata dalla costa alta, mentre ad ovest guarda verso il Golfo di Ancona, che da qui si ammira in lontananza. Si possono godere entrambi i panorami dall'ottocentesco Forte Altavilla, che occupa la cima del colle omonimo e che ora ospita un parco. Tra il nucleo abitato e le rupi marine si trovano alcune piccole valli (le valli di Pietralacroce): la Valle della Fonte, della Selva, della Scalaccia, del Campo di Mare. Esse fanno parte del Parco Regionale del Conero e sono ricche di valori naturalistici e paesaggistici[41]. Percorrendo gli "stradelli" che attraversano queste valli si giunge alle spiagge sottostanti: la Fonte, gli Scogli Lunghi, la Scalaccia, il Campo di Mare, i Draghetti, la Vena.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Pietralacroce si chiamano piedelacrocesi, dal nome dialettale del centro: Pié della Croce. Gli abitanti sono 3.815[39].

Rione di Borgo Rodi[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di Borgo Rodi e di Monte Marino, con i loro confini

Borgo Rodi, come suggerisce lo stesso nome, nacque come nucleo isolato dal resto della città, sulla sella tra il colle Santo Stefano e Monte Pulito. Nel dopoguerra crebbe tanto da ricongiungersi alla città, che domina panoramicamente dall'alto. Il Pincio, primo parco pubblico della città, è in particolare uno dei punti più apprezzati per osservare i rioni storici dall'alto e per ammirare il mare sia ad Ovest, verso il Porto, sia ad Est, verso il Passetto. Centro storico e commerciale del rione è la zona tra via Circonvallazione, via Rodi e via XXV Aprile, a bordo del Pincio.

Il rione fu istituito nel 1913 e nel nome ricorda l'isola di Rodi, allora appena acquisita dal Regno d'Italia in seguito alla Guerra italo-turca. Nella denominazione ufficiale in uso sino al 1977, Borgo Rodi era il "Rione V".

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Abitano a Borgo Rodi 5.300 persone[39].

Quartiere di Monte Marino[modifica | modifica wikitesto]

È un moderno quartiere residenziale, sorto negli anni settanta e ottanta del Novecento sulle pendici del colle omonimo. Arteria principale è via XXV Aprile. Via Canale lo separa dal quartiere di Montirozzo, via Bocconi da quello di Vallemiano. È in via di ultimazione (2013) un nuovo nucleo del quartiere, nella zona orientale, imperniato su una nuova strada che collegherà via Angelini con via della Ferrovia.

Pur trovandosi ai suoi margini, funge da centro del quartiere la zona di Piazza della Libertà, situata nei pressi dell'ingresso alla Galleria del Risorgimento.

Seconda Circoscrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Seconda Circoscrizione comprende i quartieri Piano San Lazzaro, Archi, Vallemiano, Montirozzo, Scrima, Posatora, Palombella. Essa include anche le frazioni rurali di Paterno, di Casine di Paterno, del Ghettarello, di Sappanico e di Gallignano. Nel 2009 inoltre sono state comprese nella Seconda Circoscrizione anche le grandi frazioni, che sorgono sulla via Flaminia: le Torrette, Palombina Nuova e Collemarino, che di fatto sono veri e propri quartieri satellite, staccati cioè dal nucleo urbano principale.

Rione degli Archi[modifica | modifica wikitesto]

Il rione degli Archi sorse a partire dagli ultimi decenni del Settecento ed è una delle prime espansioni di Ancona al di fuori dalle mura. Le premesse alla nascita del nuovo rione furono due: la realizzazione all'interno del porto del nuovo e insulare Lazzaretto progettato da Vanvitelli e la necessità di dotare la città di un nuovo e più comodo accesso, per evitare la precipitosa discesa lungo l'attuale via Cialdini. Nelle mura, proprio di fronte al Lazzaretto fu aperta così Porta Pia, nuovo ingresso monumentale alla città, e fu tracciata la nuova ampia via di accesso ad Ancona su un interramento a mare. Lungo la nuova strada (oggi chiamata via Marconi) sorse presto Borgo Pio, detto così in onore del papa allora regnante Pio VI, che aveva promosso i lavori[42].

Nel 1789, lungo la via principale, si iniziò la costruzione della lunga fila di palazzi porticati che ancor oggi caratterizza il rione; il borgo venne così presto denominato rione degli Archi; all'epoca infatti non c'erano altri portici in città, e la loro presenza colpì l'immaginazione popolare. Sull'altro lato rispetto ai portici venne realizzato nel 1847 un grandioso viale affacciato sul mare, con quattro filari di alberi. Dal viale si accedeva ad alcuni stabilimenti balneari, i primi di Ancona. Dopo il 1860, fu costruito nel rione un grande gasometro per fornire di gas illuminante i lampioni di tutta la città; rimasto come testimonianza di archeologia industriale fino agli anni ottanta, fu inopinatamente abbattuto per realizzare un parcheggio scambiatore multipiano[43].

Gli Archi sono uno dei rioni anconitani dal carattere più marcato, e ben delimitati sono anche i suoi confini: Porta Pia, le rupi degli Archi e, fino agli anni venti, il passaggio a livello sulla linea ferroviaria Adriatica poi sostituito da un cavalcavia corrispondente all'odierno Piazzale Italia[42].

Nel corso degli anni la necessità di ampliare la zona ferroviaria con nuovi interramenti a mare portò alla chiusura degli stabilimenti balneari e alla eliminazione del viale, sostituito da una serie di palazzi davanti ai quali è rimasto un unico filare di platani.

Ora gli Archi sono un tipico rione portuale, animatissimo e popolare, abitato in prevalenza da pescatori e da altri lavoratori marittimi. Si sente vicina la presenza del Mandracchio, ossia la parte del porto che ospita i pescherecci. La via principale è sempre Via Marconi (detta anche via degli Archi) e il centro del rione è Piazza del Crocifisso, ombreggiata da platani e sempre affollata di bambini che giocano. Negli ultimi anni agli Archi si sono stabiliti numerosi cittadini stranieri che spesso, ma non sempre, trovano lavoro nel settore della pesca. L'integrazione è in generale ben riuscita, e ciò ha reso l'atmosfera del rione cosmopolita e variopinta, come testimonia la presenza di numerosi esercizi commerciali esotici.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del rione degli Archi si chiamano arcaroli. Gli abitanti sono 2.111, con un aumento considerevole negli ultimi dieci anni: del 29,5%[39].

Rione di Vallemiano[modifica | modifica wikitesto]

Il nome stesso del rione indica la sua anomalia rispetto agli altri della città, che per la maggior parte occupano versanti collinari. Al contrario questo rione si distende lungo il tratto mediano della valle del torrente Miano. Vallemiano è un rione popolare sorto nei primi anni del Novecento intorno al Mattatoio, che ancora ne costituisce l'emergenza monumentale principale, notevole esempio di archeologia industriale. Ora esso, oramai dismesso, è stato parzialmente restaurato per adibirlo ad attività sociali e culturali. Insieme al mattatoio l'atmosfera del rione è segnata dalla presenza della linea ferrata per il Sud, dal torrente che scorre in ampia valle agricola fino ai margini urbani, dalle strade sopraelevate che ne condizionano la vivibilità. L'asse stradale di Via Martiri della Resistenza, sorta negli anni cinquanta, segna il confine di Vallemiano con quello adiacente di Montirozzo, mentre la ferrovia lo separa dai quartieri del Piano S. Lazzaro e delle Grazie.

Rione di Montirozzo[modifica | modifica wikitesto]

Sulle pendici meridionale del Colle Astagno, intorno agli anni trenta del Novecento, sorsero i primi due nuclei del rione, ancor oggi riconoscibili. Nella parte più alta si costruì una zona a villette circondate da giardini, con panorama sul sottostante rione degli Archi; nella parte bassa invece sorse un popolare quartiere modello (le cosiddette case asismiche) in cui i bassi edifici, progettati con uno stile ispirato alle "insulae" dell'antica Roma, sono immerse nel verde. A partire dagli anni sessanta del Novecento il rione si ampliò notevolmente, con un terzo nucleo: la zona di "Cittadella Sud". Proprio qui è stata costruita la moderna sede amministrativa della Regione Marche. Uno dei palazzi della Regione è notevole opera di architettura moderna di Vittorio Gregotti, che richiama nel mattone e nei volumi orizzontali la vicina Cittadella.

Rione del Piano San Lazzaro[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato spesso dagli anconetani semplicemente "il Piano", deve il suo nome al fatto di sorgere nell'unica zona pianeggiante della città, occupando la parte terminale della valle del torrente Miano, che si allarga formando una vasta conca circondata da colline. È il cuore della periferia storica della città, essendone il baricentro naturale; i rioni di Posatora, Grazie, Tavernelle, Pinocchio, Vallemiano e Scrima trovano nel Piano il loro punto di incontro. Infatti a Piazza Ugo Bassi è localizzato lo snodo più importante delle linee autofiloviarie dirette verso la periferia cittadina.

Le prime abitazioni del rione sorsero intorno all'attuale Piazza Ugo Bassi alla fine del Settecento. L'arteria principale, l'attuale Corso Carlo Alberto, fu tracciata nel 1784, alberata nel 1819 e arricchita della presenza della chiesa dei Salesiani (o della Sacra Famiglia) nel 1913. All'inizio del Novecento il rione si ingrandì notevolmente fino ad assumere le dimensioni attuali[44]. Se Corso Carlo Alberto, come già ricordato, è ancora la strada principale e luogo preferito per il passeggio, il centro del rione è Piazza Ugo Bassi, intorno a cui si estende una zona commerciale che si pone quasi in antitesi con quella del centro, per la gran varietà di negozi e per la presenza di un frequentatissimo mercato rionale comprendente una zona al coperto ed una vasta area per il commercio ambulante.

Il rione ospitava la società calcistica Piano S. Lazzaro (ora U.S. Ancona 1905), che militava nel campionato di Eccellenza ed era la seconda della città; con il fallimento dell'A.C. Ancona, la sede della nuova società è stata spostata nei pressi dello storico Stadio Dorico.

L'atmosfera del rione è intensamente e vivacemente popolare, anche per la presenza di molti cittadini stranieri e per il fatto che ai confini del Piano è situata la Stazione Centrale.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La zona commerciale è molto vasta e si estende tra via Giordano Bruno, corso Carlo Alberto, piazza Ugo Bassi, piazza d'Armi e in tutte le vie limitrofe.
Mercati coperti: Piazza d'Armi (il principale) e piazza Medaglie d'Oro (secondario).
Mercati ambulanti: Piazza d'Armi (il principale, dal martedì al sabato, solo la mattina); piazza Medaglie d'Oro (dal mercoledì al sabato, solo di mattina).

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del Piano si chiamano pianaroli[37].

Abitano al Piano 5.913 persone; nell'ultimo decennio la popolazione ha avuto il considerevole aumento del 21,3%[39].

Rione Scrima[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del rione Scrima, con i suoi confini

Rione residenziale posto tra il Piano San Lazzaro e Posatora, è da ricordare per l'omonimo Forte ottocentesco. Nacque nella seconda metà degli anni trenta del Novecento con un progetto innovativo di edilizia popolare immersa nel verde, che seguì al terremoto del 1930. Intorno a questo nucleo (detto delle case "asismiche") il rione ebbe un notevole sviluppo dopo la guerra, negli anni cinquanta e sessanta. L'asse stradale storico è via Scrima, che affronta la salita del colle omonimo lungo la massima pendenza e da cui il rione prese il nome. Centro ne è il Piazzale Camerino, affacciato panoramicamente verso il Duomo, che svetta in lontananza, alto sul colle Guasco.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del rione Scrima sono 4.970[39].

Rione di Posatora[modifica | modifica wikitesto]

Posatora nacque nel XVI secolo come frazione rurale sorta intorno alla chiesa votiva di S. Maria Liberatrice. Negli anni sessanta e settanta del Novecento la vecchia frazione, ampliandosi e ricongiungendosi alla nucleo urbano, si è trasformata in un rione cittadino. Posatora è posta in una bellissima posizione panoramica sulla città, sul porto turistico, sulla zona industriale del Porto, con scorci sulla costa settentrionale del golfo di Ancona. Secondo la tradizione qui per un po' si posò la Santa Casa in volo per Loreto, e da ciò la località deriva il suo nome (posa et ora, cioè fermati e prega).

Negli anni settanta sorsero a Posatora la facoltà universitaria di Medicina, un grande pensionato per anziani e due ospedali di importanza regionale: l'Oncologico e il Geriatrico. Nel 1982 tutte queste strutture e più della metà del territorio del rione sono stati sconvolti da una terribile frana; in seguito gli edifici danneggiati vennero abbattuti, compresi gli ospedali, il pensionato e la facoltà. Al posto degli edifici demoliti sorge ora il grande Parco Belvedere ed Eraclio Fiorani, all'interno del quale si può ammirare una interessante villa ottocentesca, ove fu alloggiato re Vittorio Emanuele II nel 1860, all'indomani dell'annessione di Ancona al Regno d'Italia.

La piazza centrale di Posatora è stata per secoli Piazza Padella, su cui si affaccia la chiesa già ricordata; dopo le demolizioni seguite alla frana, questa piazza attende ancora un intervento di riqualificazione che tenga conto del suo ruolo storico. L'attuale centro del rione è uno slargo situato a metà di via Monte Vettore, detto "Piazzetta".

Le prime abitazioni dell'attuale rione sono sorte nel XVI secolo, allineandosi lungo l'unica via d'accesso alla città da nord prima della costruzione in località litoranea. Ad esse sono seguite successivamente altre costruzioni sia in località Grottine che nella zona del Fornetto, la quale ha formato il nucleo di Posatora - fino allo sviluppo di quest'ultimo - un bipolo insediativo. I due centri hanno costruito alla fine degli anni 50 un sobborgo agricolo, addensato attorno a Piazza Posatora (detta piazza Padella) e al nucleo del Fornetto; la maggior parte delle case era sparsa nella campagna, in questo ancora un buon numero di persone lavorava nel settore primario. Il rione nel complesso era abitato da un migliaio di persone divise in circa 320 nuclei familiari. La città, comunque, fin dal periodo della ricostruzione, andava espandendosi verso Posatora con gli insediamenti popolari effettuati in via Ascoli Piceno. Intorno al 1960 veniva realizzato un prima lotto (38 appartamenti) di costruzione, di edilizia sovvenzionata in via Martin Luther King, interessando per la prima volta il versante sud del colle di Posatora, su cui doveva avvenire successivamente l'espansione del rione. A partire da tale anno prendeva avvio un rapido sviluppo edilizio, più intenso dopo il 1965, una volta in vigore il piano regolatore, che considerava Posatora zona di espansione e completamento.

La popolazione è passata da 717 unità nel 1951 a 1474 nel 1961 a 3779 nel 1972 a 4428 nel 1975; cioè in meno di 25 anni è più che sestuplicata. Lo sviluppo di Posatora è stato quindi molto rapido negli ultimi tempi; le zone di maggiore espansione sono facilmente localizzabili e individuabili.

Il blocco più consistente (sorto dal '60 in avanti) è formato da una concentrazione di nuovi edifici, a sud del vecchio nucleo, comprendendo il maggior numero di residenti nel rione. Zone di nuovo insediamento sono pure via Posatora, la strada di accesso alla città, dove sono sorti circa 150 appartamenti al termine degli anni '60, e via della Grotta, dove si è avuta una intensa crescita di ville che hanno coperto tutte le superfici disponibili.

Attualmente, sopraggiunta la saturazione delle aree edificabili, prendono avvio le ricostruzioni e i riadattamenti di immobili esistenti. Sono rimasti fuori dal processo di sviluppo edilizio il vecchio nucleo del Fornetto, il quale, in condizioni edilizie decisamente precarie, ha aumentato il proprio patrimonio residenziale limitatamente a poche villette. Complessivamente Posatora ha avuto la genesi e lo sviluppo degli altri sobborghi della città (Pinocchio, Tavernelle) a fortissima espansione residenziale, a seguito del piano regolatore del 1965, che ha incentivato la periferizzazione urbana e la crescita della città a macchia d'olio. Un elemento che discrimina il rione rispetto agli altri periferici è la presenza di importanti strutture territoriali, la sede compartimentale della polizia stradale. A Posatora sono presenti una scuola materna, una scuola elementare, un bar nella Piazzetta molto frequentato dai giovani del luogo e uno al Parco Belvedere che ospita feste per i giovani durante il periodo estivo.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Posatora si chiamano "posatoresi"(in dialetto pusatoresi[37]) e sono 2.316[39].

Rione della Palombella[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la via Flaminia, un tempo parte della strada statale 16 Adriatica, sorse all'inizio del Novecento questo tipico rione di ingresso urbano, prettamente popolare, stretto tra la zona ferroviaria e le rupi di Posatora. Gli abitanti del rione nel 1920 sono stati in prima fila durante la Rivolta dei Bersaglieri, straordinario esempio di rivolta armata contro il governo. Fu sede fino a pochi decenni fa di una delle più importanti industrie cittadine: quella dei medicinali Angelini, ora trasferita nella zona industriale della Baràccola. La Palombella ha sofferto molto in occasione della frana del 1982 ed è un rione in attesa di una riprogettazione che ne valorizzi gli aspetti più belli, come la palazzata su via Flaminia, e ne faccia riscoprire la vicinanza al mare: prima degli interramenti del dopoguerra, molti anconitani si recavano al mare nella spiaggia della Salute, proprio davanti alla Palombella. La piazza della Stazione Centrale divide la Palombella dagli altri quartieri cittadini.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti della Palombella sono 1.103 e negli ultimi dieci anni hanno avuto un aumento considerevole: del 25,1%[39].

Quartiere di Torrette[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere periferico a nord della città di Ancona distaccato dal nucleo metropolitano, principalmente a causa della frana che colpì Ancona nel 1982. Si è sviluppato enormemente negli ultimi decenni con l'urbanizzazione dell'originaria antica frazione rurale e marinara affacciata sul golfo di Ancona. Prese nome da un caratteristico castello munito di numerose torri fatto costruire dai conti Bonarelli intorno al 1350, ad uso di attività marinare. Come traccia consistente della sua esistenza, l'antica fortificazione ora sommersa dal mare, ha lasciato il nome alla località.

Il quartiere è attraversato dalla Via Flaminia, parallela alla costa; questa via era una volta parte della Strada Statale 16 Adriatica, che ora corre fuori dall'abitato. Il quartiere è attraversato dall'itinerario che congiunge il porto di Ancona con il casello Ancona Nord dell'autostrada A14.

La fermata ferroviaria di Ancona Torrette è adibita al traffico regionale; fra il 1915 e il 1944 la medesima area era servita dalla tranvia Ancona-Falconara Marittima.

Le Torrette sono inoltre sede del nosocomio regionale "Ospedali Riuniti Umberto I - G. M. Lancisi - G. Salesi" e della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche.

Pittoresca testimonianza dell'antica tradizione marinara del quartiere sono le pesche, ovvero delle casette in legno sospese sul mare per mezzo di pali che servivano per la pesca di passo. Negli ultimi dieci anni Torrette ha accentuato la propria vocazione balneare organizzando una propria spiaggia libera. La chiesa locale, dalla forma caratteristica, progettata dall'architetto Oneglio Rossini, è intitolata a "Maria Santissima Madre di Dio".

Nell'uso abituale il nome del quartiere può essere preceduto dall'articolo ("Le Torrette") oppure no, dalla preposizione semplice (es. io abito a Torrette) oppure dalla preposizione articolata (es. io abito alle Torrette).

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La zona commerciale si estende tra via Flaminia e via Esino. Il mercato ambulante si tiene il giovedì mattina.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Risiedono nel quartiere 5308 persone[39]. Gli abitanti di Torrette sono chiamati torrettani o torrettiani.

Quartiere di Collemarino[modifica | modifica wikitesto]

il Golfo di Ancona visto dalla stazione ferroviaria di Palombina, sulla costa di Collemarino

Il quartiere di Collemarino ha una data di nascita: il 25 febbraio 1957. In quel giorno il ministro Romita posò la prima pietra del nuovo complesso, inizialmente denominato "Quartiere C.E.P. di Palombina", destinato a risolvere il problema della casa, che ad Ancona in quegli anni era gravissimo. I bombardamenti della seconda guerra mondiale, infatti, avevano demolito in pratica l'intero rione Porto e numerosi edifici negli altri rioni storici, cosicché all'inizio degli anni cinquanta quasi 6.000 persone alloggiavano provvisoriamente e spesso in coabitazione in case danneggiate dalla guerra, e altre 1.200 occupavano caserme, edifici pubblici e baracche. La costruzione del nuovo quartiere, oltre a dare sistemazione decorosa per tante famiglie, avrebbe permesso il risanamento dei vecchi rioni danneggiati dalla guerra. Il tenore di vita delle famiglie bisognose di case non era dei più alti, e da ciò derivava la necessità di realizzare edifici a carattere popolare o popolarissimo. L'amministrazione comunale decise di creare un quartiere modello, dotato di tutti i servizi, in modo da gettare sane basi per lo sviluppo futuro di Ancona. Il nuovo quartiere sarebbe stato un satellite della città lungo la via Flaminia, su una collina dolcemente digradante verso il mare. Sarebbe stato fornito di campi sportivi e da gioco, di una chiesa completa di canonica, di una delegazione comunale, di un ufficio per le Poste e Telegrafi, di due scuole elementari ed una materna, di un asilo nido, di una scuola media e di una professionale, di un centro sociale, di un cinema, di due mercati coperti, negozi, ed una stazione di servizio per auto con officina. In particolare si previdero ampie zone verdi: 7 metri quadrati per abitante, per una superficie complessiva pari addirittura a quella di tutte le zone verdi allora a disposizione degli abitanti del centro urbano. Nei giornali dell'epoca si legge: “Nulla mancherà per la vita sociale di coloro che andranno a risiedere nel nuovo quartiere”. Esisteva già nei pressi la stazione ferroviaria di Palombina. Il quartiere fu realizzato secondo il progetto e successivamente, in seguito a concorso popolare, fu chiamato Collemarino, nome che ne riassume le caratteristiche geografiche più salienti. Ora, a distanza di più di cinquanta anni dalla fondazione, si può criticare la decisione di costruire un quartiere satellite, che lasciò irrisolti i problemi delle aree bombardate, e che sradicò dal centro un'ampia fetta di quel ceto popolare che lo aveva animato per secoli. Con queste limitazioni, il quartiere popolare di Collemarino, con il suo gradevole aspetto e la sua buona vivibilità, è un esperimento riuscito di come si possa affrontare con lungimiranza anche un'emergenza grave come quella delle distruzioni belliche. Questo quartiere è inoltre una interessante testimonianza dell'atmosfera di fiducia tipica dell'Italia degli anni cinquanta, che si lasciava alle spalle la dolorosa esperienza della guerra. La zona commerciale si trova intorno a piazza Galilei.
I mercati coperti sono due: Collemarino sud e Collemarino nord.
Il mercato ambulante si tiene il mercoledì mattina (Collemarino nord) e il sabato mattina (Collemarino sud).

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Collemarino sono 4.408[39].

Quartiere di Palombina Nuova[modifica | modifica wikitesto]

Affacciato sul golfo di Ancona, questo quartiere è contiguo a quello falconarese di Palombina Vecchia e come questo è munito di un'ampia spiaggia sabbiosa attrezzata con stabilimenti balneari e con tratti di spiaggia libera. Tra la spiaggia e la strada principale, via Flaminia, corrono i binari delle linee Ancona-Bologna e Ancona-Roma, lungo i quali sorge la piccola stazione ferroviaria di Palombina, collegata ai centri della Vallesina e ad altre stazioni urbane: Ancona Torrette, Ancona Centrale e Ancona Marittima. Centro del quartiere è il tratto di via Flaminia posto tra i due ponti che scavalcano la ferrovia per raggiungere la spiaggia.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Palombina Nuova sono 1.180[39].

Frazione di Paterno[modifica | modifica wikitesto]

Paterno è un tipico centro marchigiano posto sulla sommità di una collina ed è uno dei Castelli di Ancona, in quanto faceva parte dell'antico sistema di difesa costruito a guardia dei confini della Repubblica di Ancona. Fu sede comunale sino al 1928, quando fu accorpato al comune di Ancona nell'ambito dell'ingrandimento territoriale dei capoluoghi tipico di quegli anni e che, per quanto riguarda Ancona, coinvolse anche Falconara e Montesicuro[45]. L'attuale frazione di Casine di Paterno nacque come filiazione di Paterno alla base della collina, lungo la strada percorsa dalle corriere, attuale strada provinciale del Vallone. Gli abitanti di Paterno sono 121 ed hanno subito una considerevole diminuzione negli ultimi dieci anni: del 22,9%[39]

Frazione delle Casine di Paterno[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti sono 159[39].

Frazione del Ghettarello[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti sono 195[39].

Frazione di Sappanico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sappanico.

Fa parte del sistema difensivo dei Castelli di Ancona costruito a guardia dei confini della Repubblica di Ancona ed aveva il compito di proteggerne i confini occidentali. Gli abitanti sono 157[39]

  • contrade: Monte degli Elci, Monteferro.

Frazione di Gallignano[modifica | modifica wikitesto]

Territorio abitato fin dalla Preistoria, il toponimo deriva dalla popolazione dei Galli che vi stanziavano; citato anche in una bolla del 1062 di papa Alessandro II dove si parla di una chiesa di Sant'Antonio in fundo Gallinatro. Fu uno dei Castelli di Ancona, sistema di difesa costruito a guardia dei confini della Repubblica di Ancona. Nel 1790 venne edificata la chiesa di San Nicola di Bari, attuale chiesa parrocchiale. Nel 1860 il comune di Gallignano fu accorpato a quello di Ancona. I bordi dell'abitato sono lambiti dalla Selva di Gallignano, sede dell'Orto botanico universitario di Ancona.

Gli abitanti sono 154; contando anche i residenti nella contrada gallignanese della Madonna delle Grazie, il numero sale a 206[39].

Terza Circoscrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Terza Circoscrizione comprende i quartieri delle Grazie, delle Tavernelle, del Pinocchio, delle Palombare, di Monte Dago, di Ponterosso, delle Brecce Bianche, di Passo Varano. Essa inoltre include anche le frazioni rurali di Candia, dell'Aspio di Ancona, di Montesicuro e tutta l'area del Conero anconitano, con le frazioni di Montacuto, di Varano, del Poggio, di Massignano. Fanno parte della Terza Circoscrizione anche le vaste zone commerciali dei Piani della Baràccola.

Rione delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Le Grazie erano una vecchia frazione rurale, stretta attorno alla chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie, dalla quale prendono il nome. Un altro punto di aggregazione della zona era il convento dei Cappuccini, complesso costruito nei primi decenni del Novecento come nuova sede dei frati, qui trasferitisi dopo aver lasciato l'omonimo colle dei Cappuccini, nella zona centrale della città.

Il primo sviluppo dell'abitato storico ci fu negli anni cinquanta, per risolvere il grave problema della casa causato dalla guerra. Si decise allora di costruire alcuni quartieri popolari dotati di tutti i servizi. Il primo ad essere realizzato fu Collemarino (vedi), e subito dopo si intervenne alle Grazie, che da frazione divennero un rione urbano a tutti gli effetti. La nuova espansione si chiamò inizialmente "CEP Grazie-Cappuccini”. Il problema delle case per gli anconetani si stava finalmente avviando a soluzione, e con un intervento non dettato semplicemente dall'emergenza, ma attento a garantire un buona vivibilità ai nuovi abitanti: strade alberate, scuole, negozi. Centro del rione non è una vera e propria piazza, ma l'area circostante la chiesa dalla quale il rione prende il suo nome.

Negli anni sessanta e settanta le Grazie crebbero ulteriormente, assumendo l'attuale aspetto di rione densamente abitato e vivace, specie intorno ai due nuclei delle due parrocchie di Santa Maria delle Grazie e dei Cappuccini.

Il rione sorge su rilievi collinari, limitati a nord da una vallata percorsa dalla linea ferroviaria adriatica. Questa vallata raggiunge la città di Ancona dal Monte dei Corvi, ed è possibile che fosse utilizzata in antico come comoda via di transito. Vicino alle Grazie c'è il rione delle Tavernelle, il cui toponimo rimanda al latino tabernae, ovvero luogo di sosta e ristoro; indagini sulla viabilità classica ci confermano che, all'altezza delle Grazie e delle Tavernelle, si congiungevano tre strade romane le quali, da sud, portavano ad Ancona.

Archeologicamente, nella zona delle Grazie e nelle vicine Tavernelle è presente materiale neolitico, rappresentato da lamelle su scheggia con ritocco erto, ed abbondanza di materiale romano. Dal punto di vista geologico è interessante la ricca presenza di reperti malacologici: numerose valve di conchiglie sono disseminate un po' in tutti i campi circostanti il rione.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti delle Grazie sono detti "graziaroli" (in dialetto grazziaroli[37]) e sono 6.385; il rione è dunque uno dei più popolosi della città[39].

Rione delle Tavernelle[modifica | modifica wikitesto]

Le Tavernelle erano una vecchia frazione rurale che ha avuto un primo sviluppo dopo l'Unità d'Italia con la realizzazione del grande cimitero omonimo, il principale della città. Negli anni sessanta e settanta del Novecento, poi, è cresciuta notevolmente con i nuclei di Colleverde e del Verbena, saldandosi alla città e diventando un rione urbano. Attualmente vi è attestato un capolinea dell'unica linea filoviaria della città ed è particolarmente frequentato anche per la vicinanza con il principale polo universitario cittadino.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti delle Tavernelle sono detti "tavernellari" (in dialetto tavarnelari[37]) e sono 5.355[39].

Rione del Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni sessanta il Pinocchio era una vecchia frazione rurale il cui nome singolare è oggi legato al celebre burattino di Collodi, al quale è qui dedicata una statua in bronzo molto nota e amata in città. Fu la prima scultura dedicata a Pinocchio realizzata in Italia ed è opera di Vittorio Morelli; fu inaugurata dal sindaco Francesco Angelini domenica 30 maggio 1954[46].

Il nome del rione deriva dal fatto che nella zona c'era un'abbondanza di pini italici, i cui frutti, i pinoli, sono detti in dialetto pinocchi. Tuttora, tra l'altro, i pini da pinoli sono abbastanza diffusi al Pinocchio. Negli anni sessanta cominciò l'espansione dell'abitato, che infine si unì alla città diventandone un rione. Occupa la cima del colle omonimo, uno dei più alti della città, e per questo motivo offre alcuni scorci panoramici, anche verso il Duomo, che fa capolino in lontananza.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Abitano al Pinocchio 3.367 persone[39].

Quartiere delle Palombare[modifica | modifica wikitesto]

Le Palombare sono state sino ai giorni più recenti una zona di edifici commerciali, il cui nome deriva da quello di un'antica strada che saliva dolcemente nella campagna collinare, stretta tra filari di quercia e fitte siepi. Ora la strada c'è ancora, ma conserva le sue caratteristiche originarie solo nella sua parte più alta. La zona commerciale è oggi in velocissima trasformazione in quartiere residenziale, tramite vaste demolizioni, l'edificazione di grandi unità immobiliari e la riprogettazione delle due piazze. Interessante è la presenza, nel tratto della via delle Palombare che ancora mantiene le sue caratteristiche rurali, dell'antica Fonte delle Monache, la cui vasca è il coperchio di un sarcofago romano.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Abitano alle Palombare 2.305 persone. Rispetto al decennio precedente gli abitanti aumentati considerevolmente: del 34,5%[39].

Quartiere delle Brecce Bianche[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti nascono a cavallo degli anni settanta e ottanta, con la costruzioni di case popolari alle falde delle pendici della collina di Monte Dago. Il nome deriva dalla preesistente via omonima, attualmente la via principale del quartiere. Negli anni ottanta vengono realizzati condomini di edilizia cooperativa, espandendo il quartiere a sud. Attualmente conta circa 4000 abitanti e in venti anni sono stati realizzati numerosi servizi: scuola, chiesa, asilo, biblioteca, ludoteca, ufficio postale, supermercati, farmacia, banche, parchi pubblici attrezzati. Due linee di trasporti pubblici collegano le Brecce Bianche con le zone centrali della città. Il centro del quartiere non è una vera e propria piazza, ma l'incrocio tra via delle Brecce Bianche, via Maestri del Lavoro e via Sacripanti.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti delle Brecce Bianche insieme a quelli di Ponterosso sono 9.869[39]

Quartiere di Ponterosso[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere, inizialmente denominato "Q2" nasce a metà degli anni ottanta successivamente a quello delle Brecce Bianche (già "Q1") e poco prima di quello di Monte Dago ("Q3"). Ha come strada principale via Flavia e come centro Piazza Salvo D'Acquisto.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La zona commerciale è in piazza Salvo d'Acquisto
Il mercato ambulante si tiene in piazza Salvo d'Acquisto il sabato mattina.

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Ponterosso insieme a quelli delle Brecce Bianche sono 9.869[39]

Quartiere di Monte Dago[modifica | modifica wikitesto]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Nella toponomastica e nell'uso comune, oltre alla grafia Monte Dago (usata nel passato[47], poi completamente caduta in disuso e di recente parzialmente ripresa) sono molto usate, anche in letteratura, anche quelle di Montedago[48] e Monte d'Ago[49]

Storia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sorto con il nome di Q3, il quartiere Monte Dago è un affascinante quartiere residenziale, con molto verde e le caratteristiche case di mattoncini rossi. Comprende le vie Sacripanti, Sparapani, Togliatti, Tiraboschi, Trevi e parte della Strada Vecchia del Pinocchio. Il quartiere ospita il centro bowling di Ancona, l'unico campo sportivo di baseball della città e tre scuole superiori accomunate da una stessa direzione scolastica: l'istituto tecnico biologico "Francesco Angelini", l'istituto tecnico per geometri "Luigi Vanvitelli" e l'istituto tecnico per ragionieri "Benvenuto Stracca".

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Abitano a Monte Dago 4.188 persone[50].

Quartiere di Passo Varano[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia frazione rurale diventata negli ultimi due decenni un quartiere urbano; è servita da una stazione ferroviaria, vicinissima al PalaRossini (nuovo Palazzetto dello Sport di Ancona), allo Stadio del Conero ed al nuovo quartiere residenziale di Ponterosso.

Frazione di Candia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Candia di Ancona.

Candia è una frazione rurale situata su una panoramica collina affacciata su due valli: quella della Baraccola a e quella dell Piantate lunghe. Gli abitanti di Candia sono 657[39]; la frazione è dunque la più popolosa del comune di Ancona. La zona industriale della Baràccola e la popolosa contrada di Taglio di Candia (con 273 abitanti) ricade amministrativamente nel territorio di Candia.

Tipica di questa frazione è la Festa del Covo, antica manifestazione popolare di ringraziamento[51][52]; prende il nome dal covo, modellino di una chiesa celebre realizzato utilizzando spighe di grano e trasportato sul carro agricolo marchigiano, il biroccio. Ogni anno il covo rappresenta una chiesa diversa.

  • contrade: Taglio di Candia, Piantate Lunghe.

Frazione dell'Aspio di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

La frazione è detta Aspio di Ancona per distinguerla dagli altri due centri situati nelle vicinanze e che ne condividono il nome, tutti posti nelle vicinanze dell'omonimo fiume affluente del Musone; essi sono l'Aspio di Osimo (comune di Osimo) e Aspio Terme (comune di Camerano).

Nel territorio della frazione sorge la Rocca di Bolignano, uno dei circa venti castelli di Ancona; insieme alla Rocca di Offagna e al castello di Montesicuro, aveva il compito di difendere la vallata del fiume Aspio, confine sud-ovest della Repubblica di Ancona. Gli abitanti sono 507[39].

Frazione di Montesicuro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Montesicuro.

Montesicuro è un borgo medievale sito sulla sommità di un colle dominante al valle dell'Aspio, a circa 12 km dal capoluogo. Fu sede comunale sino al 1928, quando fu accorpato al comune di Ancona nell'ambito dell'ingrandimento territoriale dei capoluoghi italiani tipico di quegli anni e che coinvolse anche Falconara e l'attuale frazione di Paterno[45]. Fa parte del sistema difensivo medievale dei Castelli di Ancona. Gli abitanti sono 421[39].

Frazione di Montacuto[modifica | modifica wikitesto]

Montacuto (Muntagut' in dialetto gallo-italico marchigiano) sorge su un colle non lontano dalla costa e in vista di Monte Conero. Ricade nel suo territorio un tratto di costa alta caratterizzato dal promontorio del Monte dei Corvi e dalle spiagge della Vedova e dei Campani. Gli abitanti sono 189[39].

  • contrade: La Nave (detta comunemente La Vedova)

Frazione di Varano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Varano (Ancona).

Situato su un colle non lontano da Monte Conero, Varano appartiene al sistema difensivo medievale dei Castelli di Ancona; ha nel suo territorio un tratto di costa alta caratterizzato dallo Scoglio del Trave. Il centro è noto per il festival del dialetto anconetano e del vino Rosso Conero. Gli abitanti, detti varanesi, sono 536; il numero sale a 584 contando anche i residenti nella contrada varanese degli Angeli; Varano è così la seconda frazione per numero di abitanti di tutto il comune di Ancona[39].

  • contrade: Angeli di Varano, Il Trave, Boranico.

Frazione del Poggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Poggio (Ancona).

Situato su un colle affiancato al Monte Conero, ai margini del bosco e in posizione panoramicissima verso il mare e verso l'interno della regione, il Poggio appartiene al sistema difensivo medievale dei Castelli di Ancona. Ricade nel territorio del Poggio la contrada di Portonovo. Gli abitanti, detti poggesi, sono 361[39].

Frazione di Massignano[modifica | modifica wikitesto]

Situato su un colle affiancato a Monte Conero, Massignano appartiene al sistema difensivo medievale dei Castelli di Ancona. Gli abitanti, detti massignanesi, sono 135. La vita del centro è strettamente collegata alla vicinanza al Monte Conero.

Da Massignano è possibile addentrarsi nei boschi del Monte attraverso alcuni sentieri, interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Di particolare importanza è la cava di marna, da anni ormai inattiva, posta lungo la strada provinciale del Cònero all'inizio dell'itinerario ufficiale del Parco del Conero detto "Stradone di S. Andrea".

Essa è stata dichiarata dalla Commissione internazionale di stratigrafia "stratotipo globale" tra l'epoca geologica dell'Eocene e quella dell'Oligocene[53]. Ciò significa che in essa è stato posto il punto di riferimento a livello mondiale tra le due epoche geologiche, in quanto è stato riconosciuto che nei suoi strati esiste il maggior numero di informazioni fisiche, chimiche e paleontologiche che testimoniano gli eventi che convenzionalmente le dividono. L'area della cava, facilmente raggiungibile con gli autobus della linea 93, è attrezzata per le visite da parte di studiosi e di chiunque voglia informarsi sull'argomento.

  • Contrade: Sant'Andrea di Massignano, Piancarda, Pecorara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La distinzione è comune nel linguaggio parlato e risulta anche dai seguenti testi editi dal Comune di Ancona:
    • P. Burattini, Stradario - guida della città di Ancona, edito nel 1951
    • Stradario storico, edito dall'Ufficio di Statistica nel 2001.
  2. ^ dati ISTAT, censimento 2001
  3. ^ Il quartiere di Palombina Nuova è contiguo a quello di Palombina Vecchia di Falconara Marittima.
  4. ^ Centro contiguo al centro Ponte dell'Aspio del comune di Osimo.
  5. ^ Nucleo speciale: insediamento residenziale con popolazione non stabile.
  6. ^ Fonti per il presente paragrafo e per la tabella sono:
    • Mario Panzini, Dizionario del vernacolo anconitano, Sagraf 2001-2008;
    • P. Burattini, Stradario - guida della città di Ancona, edito dal Comune di Ancona nel 1951
    • Stradario storico, edito dall'Ufficio di Statistica del Comune di Ancona nel 2001.
  7. ^ Nonostante fosse stato distrutto quasi completamente dalla guerra, continuò per alcuni anni ad essere considerato rione a tutti gli effetti. Le vie superstiti, dopo il terremoto del 1972, vennero comprese nel rione San Pietro
  8. ^ allora fuori dalle mura; oggi rione Archi
  9. ^ lungo parte alta dell'attuale corso Mazzini
  10. ^ lungo l'attuale via Matteotti
  11. ^ Questa è stata la prima denominazione ufficiale del rione Cardeto; inglobò i borghi Calmo e Farina.
  12. ^ Poi denominato rione Santo Stefano
  13. ^ Poi denominato rione Piano San Lazzaro
  14. ^ Il rione del Borghetto, già parte della Palombella, divenne autonomo negli anni Sessanta; venne poi danneggiato così gravemente dalla frana del 1982 che fu subito dopo completamente demolito. A suo ricordo è stato eretto nel 2006 un monumento, opera dello scultore Valerio Valeri. Vedi Sito della protezione civile: notizie sulla frana del 1982 che distrusse il Borghetto
  15. ^ Negli anni Sessanta, e solo a livello burocratico-amministrativo, esisteva anche il rione Vittoria, sempre considerato nel sentire comune come parte del rione Adriatico. Comprendeva il viale della Vittoria e le vie limitrofe.
  16. ^ poi denominato rione Scrima
  17. ^ a b Comprendeva anche il borgo di Vallemiano
  18. ^ Per distacco da Vallemiano
  19. ^ Poi quartiere Collemarino
  20. ^ Negli anni Sessanta, e solo a livello burocratico-amministrativo, esisteva anche il rione Colle Ameno, a livello del sentire comune sempre considerato parte delle Torrette.
  21. ^ Presto denominato "Brecce Bianche"; la denominazione ufficiale, "Università", non è mai entrata in uso, anche perché le facoltà universitarie presenti nella zona formano un polo denominato ufficialmente "Monte Dago"
  22. ^ Presto denominato "Ponterosso"
  23. ^ Presto denominato "Montedago"
  24. ^ legge 8 aprile 1976, n. 278
  25. ^ La suddivisione elencata di seguito è tratta da: Roberto Signorini, Benvenuti a Palazzo, edito dal Comune di Ancona nel 1993
  26. ^ Il Borghetto, situato sulla via Flaminia, è stato distrutto dalla frana del 1982
  27. ^ Il Fornetto è ora considerato parte di Posatora
  28. ^ Pontelungo è ora considerato parte del Pinocchio
  29. ^ In seguito all'espansione urbana degli anni ottanta, Passo Varano è ora considerato un quartiere e non più una frazione
  30. ^ In seguito alla legge 8 giugno 1990, n. 142, sull'ordinamento delle autonomie locali
  31. ^ È da questo momento che si comincia a parlare di Montemarino come quartiere a sé separandolo da Vallemiano
  32. ^ È da questo momento che si inizia a parlare della frazione di Barcaglione, precedentemente considerata parte del quartiere di Torrette
  33. ^ Quest'ultimo accorpamento segue le disposizioni contenute nelle legge finanziaria 2008; l'attuazione è stata fatta con delibera consiliare n. 10 del 23 febbraio 2009: vedi la pagina Delibera consiliare n. 10 del 23 febbraio 2009 (.doc)
  34. ^ Legge 42/2010
  35. ^ C'è una corrispondenza quasi perfetta tra parrocchie cattoliche e rioni o quartieri, tranne che nel caso di Montirozzo, di Monte Marino delle Palombare e del rione di Santo Stefano
  36. ^ Il prefisso è la prima cifra (o l'unica) che identifica le varie linee di trasporto pubblico; essa permette di avere informazioni di massima sul percorso. Ad esempio, le linee 4, 40, 41, 42, 43, 44, 46, che iniziano tutte con la cifra 4, transitano o fanno capolinea alle Tavernelle. Le linee con la barra (es: 1/4) transitano in entrambi le zone, prima e dopo la barra. Vedasi a proposito il sito www.conerobus.it alla pagina "servizio urbano di Ancona
  37. ^ a b c d e f Mario Panzini, Dizionario del vernacolo anconitano, edizioni Sagraf, 2008
  38. ^ Il piano particolareggiato del 1999
  39. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Dossier 12 bis - Analisi e dinamiche della popolazione residente nella città di Ancona., Comune di Ancona, 2011. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  40. ^ Rosario Pavia, Ercole Sori, Ancona, della collana Le città nella storia d'Italia, editori Laterza, 1990, ISBN 884203584X (pagina 99)
  41. ^ Marina Turchetti, Le storie del Passetto, Casa editrice Affinità elettive, Ancona 2007
  42. ^ a b Fabio Mariano, Ancona, la città e le immagini
  43. ^ Glauco Luchetti, Ancona Piazzaforte del Regno d'Italia
  44. ^ Mario Natalucci, La vita millenaria di Ancona
  45. ^ a b Regio Decreto 15 aprile 1928
  46. ^ Touring club italiano, Marche - Guide rosse, vol. 13, 4ª ed., Touring Editore, 1979, p. 386, ISBN 88-365-0013-7.
  47. ^ È stato il noto storico cittadino Vincenzo Pirani (in Le chiese di Ancona, edito dall'Arcidiocesi Ancona ed Osimo nel 1998) ad effettuare una ricerca storica per appurare il più antico nome della località
  48. ^ Vedi ad esempio:
  49. ^ Tra le varie fonti che usano la grafia "Monte d'Ago, importante è quella catastale. Vedi la pagina; inoltre: vedi anche la pagina.
  50. ^ Dossier 12 bis "Analisi e dinamiche della popolazione residente nella città di Ancona - aggiornameno 2011, reperibile nel sito ufficiale del Comune di Ancona. Rispetto al decennio precedente gli abitanti sono aumentati del 6,9%
  51. ^ [1]
  52. ^ Storia delle feste del covo di Osimo e di Candia
  53. ^ Fritz F. Steininger, M. P. Aubry, W. A. Berggren, M. Biolzi, A. M. Borsetti, J. E. Cartlidge, F. Cati, R. Corfield, R. Gelati, S. Iaccarino, C. Napoleone, F. Ottner, F. Rögl, R. Roetzel, S. Spezzaferri, F. Tateo, G. Villa und D. Zevenboom: The Global Stratotype Section and Point (GSSP) for the base of the Neogene. Episodes, 20(1): 23-28 Beijing 1997 ISSN: 0705-3797.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche