Unione Sportiva Ancona 1905

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U.S. Ancona 1905
Calcio Football pictogram.svg
Stemma Ancona US 1905.png
Dorici, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso e Bianco.svg Bianco-Rosso
Simboli Cavaliere Armato
Dati societari
Città Ancona
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1905
Rifondazione 2004
Rifondazione 2010
Presidente Italia Andrea Marinelli
Allenatore Italia Giovanni Cornacchini
Stadio Stadio Del Conero
(26.000 posti)
Sito web www.ancona1905.it
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppa Italia Dilettanti
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Unione Sportiva Ancona 1905 s.r.l. è la principale squadra di calcio di Ancona. Milita nel campionato di Lega Pro.

La società nacque in origine nel 1905 con la denominazione di Unione Sportiva Anconitana, per poi diventare Ancona Calcio dal 1982. Fallita nel 2004 a seguito di inadempienze finanziarie, all'epoca della gestione Pieroni (quando la squadra era appena retrocessa dalla Serie A), fu rifondata come Associazione Calcio Ancona e ammessa al campionato di Serie C2 usufruendo del Lodo Petrucci. Al termine della stagione 2009-2010, quando militava in Serie B, la società ha deliberatamente lasciato scadere i termini amministrativi dell'iscrizione provocando la retrocessione della squadra. Tale procedura si è ripetuta in tutte le categorie finché non è stata iscritta in Terza Categoria. Tuttavia, non schierando alcuna formazione nelle prime quattro giornate, è stata radiata da ogni campionato FIGC. Ne ha raccolto l'eredità l'ex S.S. Piano San Lazzaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e storia dell'Unione Sportiva Anconitana[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione Sportiva Anconitana, conosciuta poi maggiormente con il nome di Ancona Calcio S.p.A. (a partire dal 1982 a seguito del cambio di denominazione), venne fondata nel marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al Porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in città è legata anche a un giovane, Pietro Recchi, che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe l'occasione di assistere ad una partita di football e se ne innamorò. Decise allora di acquistare magliette rosse e calzoncini bianchi (probabilmente perché quelli erano i colori sociali del Liverpool) e, ritornato ad Ancona, vestì così la sua squadra.

Le prime partite di un certo rilievo furono disputate con i marinai inglesi presenti ad Ancona e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra l'Anconitana e la squadra del piroscafo inglese "Britannia", terminato con un pareggio.

Solo nel 1921-22 debuttò nel campionato di massima serie (allora denominato Prima Divisione) della C.C.I.. La squadra, inserita nel campionato meridionale (Lega Sud), vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud (la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto).

Nella stagione successiva l'Anconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle semifinali Lega Sud, nelle quali si comportò bene arrivando seconda e sfiorando l'accesso alla finale.

Nella stagione 1923-24 i marchigiani invece delusero arrivando quarti e ultimi nel girone di Semifinale. Indimenticabile invece fu la stagione 1924-25, quando gli anconitani vinsero il girone di semifinale e si giocarono l'accesso alla finalissima scudetto contro il fortissimo Bologna nella finale della Lega Sud con l'Alba Roma. I romani si dimostrarono fortissimi stravincendo nelle due sfide (poi persero contro il Bologna per 4-0 e 2-0 la finalissima scudetto).

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa dell'U.S. Anconitana-Bianchi (1932-1943)[1][2]

Nella stagione 1925-26 l'Anconitana rivinse il girone marchigiano a 2 squadre (l'altra era la Maceratese) e si qualificò alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza. Una riforma dei campionati, la Carta di Viareggio, fece però retrocedere l'Anconitana nel campionato cadetto di Prima Divisione.

L'Anconitana nella stagione 1926-27 venne inserita nel girone C di Prima Divisione, per la prima volta insieme alle squadre del Nord. Andò malissimo, con i marchigiani che arrivarono ultimi e sarebbero dovuti retrocedere in Seconda Divisione ma vennero poi ripescati in seguito ai ripescaggi nella categoria superiore.

Nel 1927-1928, l'U.S. Anconitana si fuse con la Stamura e venne creata la Società Sport Ancona, che adottò come colore sociale l'azzurro[3]. La fusione, però, durò solo un anno, dopodiché la Stamura si staccò dalla S.S. Ancona.

Il 12 luglio 1932, la S.S. Ancona si fuse con la S.S. Emilio Bianchi di Ancona formando così la U.S. Anconitana-Bianchi. Nella stagione 1936-1937, l'Anconitana-Bianchi raggiunse per la prima volta la Serie B, dopo aver vinto il campionato di Serie C. Vi rimase per quattro stagioni, sfiorando la promozione in Serie A nel 1939-1940.

Nel frattempo, nella stagione 1938-1939 vinse la Coppa dell'Italia Centrale e la “Coppa Disciplina” consegnata dal presidente della FIGC per la disciplina dimostrata.

Nel 1940-1941, poi, la squadra con l’industriale Frontalini alla presidenza e Deghi (noto giocatore della Roma) come allenatore, retrocesse in Serie C per poi tornare in Serie B l'anno dopo rimanendoci fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, successivamente, l’U.S. Anconitana - Bianchi assunse il nome di Anconitana riprendendo come colori sociali il rosso e il bianco.

Dal periodo post-bellico agli anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Ancona Calcio utilizzato dal 1981 al 2004

Durante la guerra il campionato di calcio venne sospeso per 2 stagioni. Alla ripresa l'Ancona riprese l'attività nel 1945 prendendo parte ad un campionato di assestamento, misto tra Serie A e Serie B con la denominazione "U.S. Anconitana", essendo stata sciolta la fusione con la Emilio Bianchi. Nel 1947 fu provvidenziale il ripescaggio della Triestina in Serie A, avvenimento che liberò un posto in Serie B che l'Ancona riuscì a conquistare in uno spareggio fra le migliori retrocesse contro la Biellese.

Nel 1948, durante la partita di Serie B tra Ancona e Pisa l'arbitro Vannini di Bologna negò negli ultimi minuti un rigore all'Ancona; i tifosi inferociti distrussero le recinzioni e dopo aver abbattuto le porte dello spogliatoio lo raggiunsero pestandolo selvaggiamente tanto da ridurlo in stato di coma. Per due anni il campo dell'Ancona venne squalificato ed ovunque l'Ancona giocasse veniva accolta al grido di "assassini e delinquenti" per un fatto fino ad allora senza precedenti nei campi di calcio italiani.

Dopo due anni di Serie C, l'Anconitana tornò in Serie B nella stagione 1950-1951, ma l'esperienza fu breve e i dorici retrocessero a fine campionato.

Al termine dell'annata tra i cadetti per i biancorossi iniziarono difficoltà legate particolarmente a questioni di carattere economico–finanziario, tanto che dopo un anno di Serie C, la squadra relegò in IV Serie a causa dei giocatori che si rifiutarono di partire per le trasferte, dello scarso impegno negli allenamenti e dei continui malumori con i tifosi.

Per quattro anni, i biancorossi arrivarono a metà classifica senza risultati degni di nota, poi, nei primi mesi del 1956 e per tutta la stagione di IV Serie 1956-1957, arrivò sulla panchina dorica l'ex difensore della Juventus Carlo Parola che grazie alla sua personalità, riuscì a vincere il girone E ma non raggiunse la promozione in Serie C, poiché perse contro il Chinotto Neri di Roma lo spareggio promozione. L'anno dopo, però, nonostante fosse arrivata quarta nel girone B del Campionato Interregionale - Prima Categoria 1957-1958 venne ammessa d'ufficio in Serie C sulla base di criteri finanziari ed infrastrutturali su cui godeva la squadra.

In Serie C, nella stagione 1961-1962, nonostante lottò per conquistare il primo posto nel girone, l'Anconitana arrivò seconda a pari merito con il Pisa e subito dietro al Cagliari, accusò i sardi di illecito sportivo senza alcun risultato e andando solo a sfiorare con un dito il sogno della promozione in Serie B, poi, nel gennaio del 1972, dopo una lunga serie di buoni piazzamenti in Serie C negli anni, il terribile sisma che colpì la città di Ancona provocò danni incalcolabili influirono sul rendimento della squadra biancorossa guidata da Begnamino Di Giacomo e dal fedele Giorgio Arzeni, concludendo al 15º posto in classifica. L'anno dopo, nella stagione post-terremoto, per i biancorossi arrivò anche la retrocessione in Serie D dovuta anche alle difficili condizioni economiche cui versava la società.

Nel 1974, dopo un biennio nei dilettanti, grazie a Natale Faccenda in panchina e a Giorgio Grati alla presidenza, la squadra riuscì a tornare subito in Serie C.

Le successive due stagioni in Serie C, non furono entusiasmanti, poiché nella Serie C 1976-1977 le incomprensioni fra lo staff tecnico e la stampa locale, avversa alla società, i biancorossi retrocessero, per poi ritornare immediatamente nei professionisti al termine di una stagione di Serie D 1977-1978 in cui la squadra finì il torneo al 4º posto, ma per meriti sportivi venne ammessa alla Serie C2.

Nell’annata 1979-1980 l’Anconitana disputò il campionato di Serie C1, dopo una rapida promozione nella stagione passata, poi, nel 1981, il sodalizio cambiò denominazione passando da “Unione Sportiva Anconitana” ad “Ancona Calcio" mantenendo il colore delle maglie sempre bianco-rosso confermando l'immagine di San Giorgio a cavallo sullo sfondo rosso nello stemma.

Nel frattempo, la squadra disputò tornei altalenanti, alternandosi tra Serie C1 e Serie C2 fino al 5 giugno 1988, quando, dopo 38 anni, l’Ancona di Giancarlo Cadè tornò in Serie B.

Nel quadriennio tra i cadetti, il 7 giugno del 1992, grazie al pareggio sul Bologna per 1-1, i biancorossi centrarono per la prima volta nella loro storia la promozione in Serie A grazie all'esperienza di Camillo Florini alla presidenza e di Vincenzo Guerini alla guida della panchina dorica.

La prima volta in Serie A (1992-1993)[modifica | modifica wikitesto]

Fu nella stagione 1991-92, sotto la gestione di Vincenzo Guerini, che la squadra marchigiana conquistò la prima storica promozione in Serie A. Infatti, il 7 giugno 1992 l'Ancona, pareggiando 1-1 a Bologna (rete di Franco Ermini al 48') centrò la promozione nella massima serie, per l'apoteosi dei numerosissimi tifosi dorici giunti al Dall'Ara. La città, completamente impazzita fin dalla mattina, invase la Via Emilia con bandiere e striscioni biancorossi, presentandosi in 12.000 allo Stadio, sbalordendo i tifosi bolognesi per numero, tifo e calore e che neanche la pioggia fermò. La militanza in massima serie fu però breve, infatti la squadra fu retrocessa l'anno seguente.

La finale di Coppa Italia (1994)[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Italia - Finale di Ritorno
20 aprile 1994 - Stadio Luigi Ferraris, Genova - Finale di Ritorno

600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria - Ancona Rosso e Bianco.svg

6-1

Sampdoria: Pagliuca, Invernizzi, Vierchowod, Sacchetti (87' Mannini), Serena; Lombardo, Platt, Jugović, Evani, Gullit, Bertarelli (87' Salsano). Allenatore: Sven Goran Eriksson

Ancona: Nista, Fontana, Mazzarano, Glonek, Sogliano; Lupo, Pecoraro, Gadda (59' Caccia), De Angelis (68' Bruniera), Agostini, Vecchiola. Allenatore: Vincenzo Guerini.

Marcatori: 50' Gullit (S), 58' e 75' Lombardo (S), 65' Vierchowod (S), 72' Lupo (A), 80' Bertarelli (S) Rigore, 85' Evani (S) Rigore

Nonostante l'immediata retrocessione, nella stagione seguente l'Ancona arrivò incredibilmente alla sua prima finale di un torneo importante: la Coppa Italia. Il cammino dei dorici nel torneo li vide affrontare e battere nell'ordine, a partire dal primo turno, Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino in semifinale.

In finale i biancorossi incontrarono la Sampdoria di Gullit, Mancini e Platt e dopo un onorevole 0-0 conquistato in casa dovettero però poi soccombere per 6-1 a Genova di fronte ad oltre 2.000 anconetani accorsi a Marassi.

L'anno successivo la squadra arrivò fino alla semifinale del Torneo Anglo-Italiano, dove fu eliminata dalla formazione bianconera dell'Ascoli.

Verso il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997-1998 la squadra rischiò il fallimento, quando venne retrocessa in C1. Riguadagnò poi la Serie B nel 1999-2000 al termine di una delle partite più emozionanti della storia biancorossa. L'11 giugno 2000 andò in scena allo Stadio Curi di Perugia la finale play-off tra i dorici e gli "odiati" cugini dell'Ascoli, una partita assolutamente vietata ai deboli di cuore. La partita si concluse a reti inviolate nei 90' regolamentari, quindi si andò ai supplementari. L'Ascoli si portò in vantaggio al minuto 100 (primo tempo supplementare) facendo sprofondare all'inferno i tifosi e la squadra dorica, ma il bello doveva ancora venire.

Infatti, al 118' del secondo tempo supplementare, a soli 2' dalla fine della partita, l'Ancona trovò un incredibile pareggio ad opera di un giovane attaccante, per di più anconetano d.o.c., Mirko Ventura. I tifosi dorici esplosero dalla gioia e al fischio finale iniziò la grande festa biancorossa, visto che l'Ancona fu promossa per miglior piazzamento in classifica ottenuto nell'arco del campionato.

La seconda storica promozione in A (2002-2003)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002-03, sotto la guida dell'esperto Luigi Simoni, l'Ancona ottenne la sua seconda promozione in Serie A. Grazie all'esperienza del presidente Ermanno Pieroni e del suo uomo di fiducia il dirigente Gino Montella, all'audacia e alla padronanza del mister e alla validità del suo gruppo, i dorici disputarono un ottimo campionato, raggiungendo la matematica promozione il 7 giugno del 2003 a Livorno dove, pareggiando 1-1 con la squadra di casa, (rete di Daino al 50'), ottenne il lasciapassare per il "Paradiso", mandando in apoteosi gli 8.000 anconetani presenti allo stadio. In quell'anno l'Ancona arrivò anche agli ottavi di Coppa Italia dove affrontò il Milan e dopo un ottimo 1-1 in casa, si dovette arrendere alla netta superiorità rossonera nel ritorno di Milano perdendo per 5-1.

La Serie A e il fallimento (2003-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2003-2004 ha partecipato al Campionato di Serie A, e nonostante una squadra composta da buoni giocatori come Goran Pandev, Dino Baggio, Maurizio Ganz, Dario Hubner, Milan Rapaic, Christian Bucchi, Paolo Poggi e Mario Jardel, retrocedette subito in serie B racimolando appena 13 punti in 34 giornate.

A.C. Ancona: dalla rifondazione al ritorno in Serie B (2004-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'A.C. Ancona con San Giorgio a cavallo, utilizzato fino al 2010. Dal 2013 è stato acquistato dalla nuova società sostituendo la scritta bianca in alto con il nuovo nome della squadra: "Ancona 1905".

Subito dopo la retrocessione la società, per i grossi sforzi economici sostenuti, fallì e venne sostituita dall'Associazione Calcio Ancona, con a capo la famiglia anconetana degli Schiavoni e a partire da ottobre 2007 dalla società Terzo Tempo S.r.l., che per meriti sportivi, secondo quanto sancito dal Lodo Petrucci, poté ripartire dalla Serie C2.

Per la stagione 2004-2005 la dirigenza del "nuovo" Ancona affidò la squadra al navigato Pierluigi Frosio. In "rosa", tra gli altri, il portiere Mattia Passarini, i milanisti Catilina Aubameyang e Gianpaolo Castorina, Marco Vendrame, Mirco Antenucci. Il 6 marzo 2005 la società festeggiò il centenario con una maglia apposita indossata in occasione di un pareggio per 1-1 contro il San Marino. La squadra, inserita nel Girone B, ottenne l'undicesimo posto.

Seguirono anni travagliati, sia dal punto di vista dei risultati che dal punto di vista organizzativo. Si ricorda, nella stagione successiva, la promozione in Serie C1 ottenuta per ripescaggio e culminata con l'eliminazione dai play-off.

Il campionato di Serie C1 si concluse con la salvezza ottenuta ai play-out con un finale in crescendo dopo un campionato colmo di difficoltà di ogni tipo.

Nel Girone di andata del campionato di Serie C1 2007-2008 sembrarono arrivare momenti migliori per la tifoseria dorica. La squadra, difatti, si insediò al primo posto e lo mantenne fino allo scontro diretto con la Salernitana giocato a fine ottobre e terminato 1-0 per i campani padroni di casa. Nonostante un calciomercato di gennaio di primo livello, la squadra non sembrò riprendersi, inanellando una serie di risultati non positivi che la mantennero comunque nella parte alta della classifica, a causa di un inusuale equilibrio quasi assoluto fra le squadre del campionato. Dopo il cambio della guardia con Terzo Tempo S.r.l. a partire dall'ottobre 2007 con le dichiarazioni della società riguardo alle rinnovate ambizioni di Serie B, la situazione sembrò prendere una piega favorevole nei match successivi. Conquistato l'accesso ai play-off, l'Ancona batté in finale il Taranto e ottenne così l'agognata promozione in Serie B.

Il ritiro pre-campionato 2008-2009 si svolge a Montecopiolo, una piccola cittadina in Provincia di Pesaro e Urbino. Il campionato parte bene, con risultati significativi come la vittoria contro il Brescia e sull'insidioso campo di Empoli. Il Girone di ritorno inizia con la sconfitta nel derby contro l'Ascoli e, in seguito, con l'esaltante vittoria contro il Parma (doppietta del bomber Salvatore Mastronunzio): in tal modo i dorici si proiettano nella parte alta della classifica nonostante si rilevi, durante la sessione invernale del mercato, la cessione di Maurizio Nassi al Brescia.
Il girone prosegue con parecchi risultati negativi e un calo notevole in classifica. Ciononostante, i dorici dimostrano di potersi giocare la salvezza fino alle ultime giornate, anche grazie alla svolta data dall'esonero di Francesco Monaco a quattro giornate dalla fine, in favore del bergamasco Sandro Salvioni. Con il nuovo allenatore la formazione marchigiana riesce a battere il Sassuolo per 2-1 in pieno recupero, anche se la settimana dopo perde contro la Triestina per 1-0 a causa di un singolare autogol di Catinali e ricade in zona retrocessione. Non serve il pareggio alla successiva giornata per 1-1 in casa col Grosseto, che di fatto mantiene i dorici al terz'ultimo posto. Si pensa ormai ad una retrocessione in Prima Divisione, poiché la gara successiva sulla carta è molto insidiosa per l'Ancona: dovrà incontrare l'AlbinoLeffe di Armando Madonna, che vuole tentare un ultimo assalto ai play-off per la promozione in Serie A. Le cose si mettono male per l'Ancona, che a poco più di venti minuti dalla fine della partita sta perdendo per 3-1, ma a sorpresa riesce a segnare due gol in due minuti (70' Mastronunzio, 72' De Falco), riuscendo così a portarsi sul 3-3 e a tenere aperte le speranze di salvezza. Alle notizie del doppio vantaggio del Cittadella sul Rimini e del gol del Modena contro la Triestina, i dorici vedono ormai vicina la retrocessione, che si starebbe per avverare visto anche il pareggio del Pisa contro il Brescia. I risultati sugli altri campi restano in gran parte immutati, ma a segnare al 90º minuto contro ogni aspettattiva sono proprio i dorici di Salvioni, che ottengono l'agognato e importantissimo vantaggio (4-3). La squadra, tuttavia, retrocederebbe comunque poiché il Pisa sta per ottenere un pareggio prezioso contro il Brescia. Al 94º minuto, però, il Brescia trova il gol della vittoria e dunque batte il Pisa 1-0, condannando proprio i toscani alla retrocessione in Prima Divisione. Alla luce di questo risultato l'Ancona riesce nell'impresa di evitare la retrocessione diretta, anche se la sua permanenza in Serie B sarà decisa dai play-out contro il Rimini. Nella gara d'andata l'Ancona pareggia 1-1 all'86º minuto grazie a Mastronunzio, mentre al ritorno espugna il Romeo Neri di Rimini vincendo 0-1 con un'altra rete del bomber. L'Ancona rimane quindi in Serie B.

Nella stagione 2009-2010, dopo aver lottato per la promozione durante il Girone di andata, la squadra si classifica al 17º posto finale.

L'esclusione dalla Serie B e la fine dell'A.C. Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Durante le iscrizioni alla stagione 2010-2011 del campionato di Serie B la società dorica viene in prima battuta esclusa dalla Co.Vi.Soc, causa inadempienze finanziarie[4], ma nonostante un tentativo di salvataggio da parte del Sindaco di Ancona insieme ad una cordata di imprenditori, la società non riesce a saldare i debiti, venendo esclusa causa mancata fideiussione ed il pagamento degli oneri fiscali e previdenziali arretrati. Fallisce anche il tentativo di iscrizione in Lega Pro Seconda Divisione[5] e in Serie D, finendo quindi per essere esclusa dal calcio professionistico. A quel punto l'amministratore delegato Enrico Petocchi ha voluto fortemente iscrivere la società in Terza Categoria, per tenerla così in vita, con il solo scopo di incamerare i crediti fermi in Lega Calcio che si sbloccheranno solo nella stagione successiva, ottenendo di giocare al campo sportivo San Biagio di Osimo. Tuttavia, il 16 ottobre 2010, non presentandosi per la quarta volta a una partita di campionato, l'A.C. Ancona è stata definitivamente radiata dal Campionato di Terza Categoria Marche e dalla FIGC, con la conseguenza di non poter mai più giocare in nessun campionato di calcio italiano.

La rinascita con l'U.S. Ancona 1905 e il ritorno tra i professionisti[modifica | modifica wikitesto]

Per dare continuità al calcio cittadino, grazie all'intercessione del Sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano, la Società Sportiva Piano San Lazzaro, fondata nel 1948, e che prende il nome dall'omonimo quartiere cittadino che si estende fra la Stazione Ferroviaria in Piazza Rosselli e la zona di Piazza d’Armi, militante nel campionato Eccellenza, cambia denominazione il 10 agosto 2010 diventando S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905[6] e trasferendo la sede societaria nel capoluogo marchigiano. La modifica avviene grazie ad un accordo storico che vede coinvolti i tifosi biancorossi che si riuniscono in un'associazione denominata Sosteniamolancona e il 6 agosto 2010 sanciscono in un'assemblea pubblica, tenutasi allo Stadio Dorico, di fronte a circa 700 persone, l'effettivo passaggio di consegne ed il riconoscimento del ruolo dei tifosi che verrà garantito dal loro ingresso con la trasformazione in S.r.l.. Sulle maglie compare un logo inedito a scacchi biancorosso con il classico San Giorgio a cavallo al centro.

Nella stagione 2010-11 la società disputa il suo quinto campionato consecutivo di Eccellenza Marche, ma primo come U.S. Ancona 1905. L'allenatore è Marco Lelli[7]. Nella medesima stagione, nelle cui fila spicca il ritorno di Emanuele Pesaresi, anconitano di nascita (anche calcistica), nuovo Capitano, vince la Coppa Italia Regionale Marche, superando in finale il Tolentino dopo supplementari e calci di rigore, sul campo neutro di Civitanova Marche. Accede così alla fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti, dove il 6 aprile 2011 vince la finale battendo i laziali del Città di Marino per 3-1, ottenendo così la promozione diretta in Serie D indipendentemente dalla vittoria del campionato, dove lotta duramente con Tolentino e Fermana imponendosi alla fine anche nel massimo campionato regionale e vincendo così tutte le competizioni alle quali ha partecipato nel 2011.

Il 20 maggio 2011 viene ufficializzato l'ingaggio di Massimiliano Favo come nuovo allenatore. Il 25 agosto 2011, presso l'Hotel "La Fonte" di Portonovo, viene formalizzata la trasformazione della Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905 in S.r.l. con l'ingresso in società dei tifosi rappresentati da Sosteniamolancona con 2 amministratori votati dall'assemblea dei soci, ai quali vengono attribuiti "poteri particolari" in virtù dello statuto sociale che costituisce un esempio innovativo nel panorama del calcio Italiano.

Il 27 novembre il tecnico Favo viene esonerato dopo aver subito una rimonta di due reti dal Riccione[8]. Due giorni dopo viene nominato suo successore l'anconitano Marco Osio[9], che il 3 febbraio 2012 si dimetterà[10]. A sostituirlo viene chiamato Sauro Trillini, ma nonostante tutti questi cambi tecnici la squadra, arrivata 3ª in campionato dietro a Teramo e Sambenedettese, perde la finale play-off con quest'ultima.

Per la stagione 2012-2013 la società ingaggia come nuovo allenatore Gentilini. L'avventura del tecnico romano termina dopo nemmeno metà campionato a causa delle prestazioni e della distanza di otto punti dalla vetta. A sostituirlo viene richiamato Massimiliano Favo, che però non riuscirà a risollevare le sorti di una stagione fallimentare che vedrà la formazione dorica addirittura concludere al settimo posto ben lontana dalla Samb vincitrice del girone e da un posto nei playoff validi per il ripescaggio in Lega Pro. Al termine del deludente campionato, il 17 maggio 2013 viene ufficializzato Giovanni Cornacchini, come allenatore per la stagione seguente[11].

Dopo una lunga trattativa durata due anni, il 20 maggio 2013 alle ore 15:58, la società si riappropria dello storico marchio del cavaliere armato: il Presidente Marinelli lo acquista ufficialmente dalla Unlimited Sport International, società di diritto lussemburghese che il 7 giugno 2011 lo aveva a sua volta comprato dalla vecchia A.C. Ancona di Petocchi per sessantamila euro. Il costo dell'operazione è stato di circa quarantamila euro, con una clausola che prevede un ulteriore bonus di sessantamila euro da versare in caso di promozione in Serie B entro il 2016. Un raggiante Marinelli ha quindi commentato l'esito dell'operazione: «È stata estenuante, ma adesso c’è solo felicità. Sento di essere al capolinea, non della mia esperienza, ma di un ciclo. Col marchio si è chiuso il cerchio, finora ho commesso anche errori, ma sono state superiori le soddisfazioni alle amarezze»[12].

Il 13 aprile 2014, dopo una lunga cavalcata di 31 giornate, la maggior parte di cui in testa alla classifica, i biancorossi ottengono la promozione in Lega Pro, frutto di un distacco ormai incolmabile a 3 giornate dalla fine (10 punti).

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Ancona 1905[13]
  • 1905 - Il 5 marzo viene fondata l'Unione Sportiva Anconitana.
  • 1905-15 - Attività in ambito Regionale[14].
  • 1915-19 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919-20 - Vince il Campionato Marchigiano di 1ª Categoria organizzato dall'U.L.I.C. (Girone unico).[15]. Perde la semifinale per lo scudetto U.L.I.C. per 2-5 contro l'Argentero di Torino.[16].

  • 1920-21 - Inattivo.
  • 1921-22 - 1° alla finale della Prima Divisione Marchigiana C.C.I., eliminato dalla Puteolana nelle semifinali di Lega Sud.
  • 1922-23 - 2° nel Girone A della Prima Divisione Lega Sud, a novembre si fonde con la Folgore ma rimane U.S. Anconitana.
  • 1923-24 - 4° nel Girone A della Prima Divisione Lega Sud.
  • 1924-25 - Unica iscritta marchigiana in Prima Divisione è ammessa d'ufficio alle semifinali. 1° alla semifinale A, ammessa alle finali della Prima Divisione Lega Sud. Perde la doppia finale contro l'Alba Roma.
  • 1925-26 - 1° alle eliminatorie Marchigiane, 3° nella semifinale A della Prima Divisione della Lega Sud. È inserita d'ufficio nell'elenco delle squadre partecipanti ai Gironi Nord dalle nuove norme stilate dalla Carta di Viareggio.
  • 1926-27 - 10° nel Girone C della Prima Divisione Nord, retrocessa in Seconda Divisione. Riammessa a reintegrazione degli organici. Dalla fusione di U.S. Anconitana e S.E.F. Stamura nasce la Società Sport Ancona.
  • 1927-28 - 10° nel Girone A della Prima Divisione Nord.
  • 1928-29 - 8° nel Girone A della Prima Divisione Nord. Declassata per riforma dei tornei. Sciolta la fusione con la Stamura, cambia denominazione in Sociatà Sportiva Anconitana.
  • 1929-30 - 8° nel Girone C della Prima Divisione Nord.

  • 1930-31 - 6° nel Girone B della Prima Divisione.
  • 1931-32 - 11° nel Girone E della Prima Divisione. Il 12 luglio 1932 dalla fusione con la S.S. Emilio Bianchi nasce la U.S. Anconitana-Bianchi.
  • 1932-33 - 7° nel Girone G della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 5° nel Girone G della Prima Divisione.
  • 1934-35 - 2° nel Girone G della Prima Divisione.
  • 1935-36 - 6° nel Girone A di Serie C.
  • 1936-37 - 1° nel Girone D di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1937-38 - 5° in Serie B.
  • 1938-39 - 12° in Serie B.
  • 1939-40 - 4° in Serie B.

  • 1940-41 - 16° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1941-42 - 2° nel Girone finale B della Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1942-43 - 10° in Serie B.
  • 1943-44 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1944-45 - Si scioglie la fusione con la "Emilio Bianchi" e diventa Unione Sportiva Anconitana.
  • 1945-46 - 11° nel Campionato Misto Serie A-B Centro-Sud.
  • 1946-47 - 17° nel girone B di Serie B dopo spareggio perso col Pisa. Salva dopo qualificazione straordinaria con la Biellese.
  • 1947-48 - 9° nel girone C di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1948-49 - 10° nel girone C di Serie C.
  • 1949-50 - 1° nel girone C di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.

  • 1950-51 - 21° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1951-52 - 13° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocessa in IV Serie.
  • 1952-53 - 11° nel girone E di IV Serie.
  • 1953-54 - 8° nel girone F di IV Serie.
  • 1954-55 - 9° nel girone E di IV Serie.
  • 1955-56 - 7° nel girone E di IV Serie.
  • 1956-57 - 1° nel girone E di IV Serie; perde la finale dell'Italia centrale contro la Chinotto Neri.
  • 1957-58 - 4° nel girone B dell'Eccellenza di IV Serie. Eletta in Serie C.
  • 1958-59 - 11° nel girone B di Serie C.
  • 1959-60 - 6° nel girone B di Serie C.

  • 1960-61 - 5° nel girone B di Serie C.
  • 1961-62 - 2° nel girone B di Serie C.
  • 1962-63 - 7° nel Girone B di Serie C.
  • 1963-64 - 11° nel Girone B di Serie C.
  • 1964-65 - 12° nel Girone B di Serie C.
  • 1965-66 - 16° nel Girone B di Serie C.
  • 1966-67 - 6° nel Girone B di Serie C.
  • 1967-68 - 9° nel Girone B di Serie C.
  • 1968-69 - 5° nel Girone B di Serie C.
  • 1969-70 - 12° nel Girone B di Serie C.

  • 1970-71 - 16° nel Girone B di Serie C.
  • 1971-72 - 15° nel Girone B di Serie C.
  • 1972-73 - 20° nel Girone B di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 1973-74 - 5° nel Girone D di Serie D.
  • 1974-75 - 1° nel Girone D di Serie D. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C.
  • 1975-76 - 16° nel Girone B di Serie C.
  • 1976-77 - 19° nel Girone B di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 1977-78 - 5° nel Girone D di Serie D. Ammessa in Serie C2 dalla FIGC per meriti sportivi.
  • 1978-79 - 2° nel Girone C di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C1.
  • 1979-80 - 15° nel Girone B di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C2.

  • 1980-81 - 13° nel Girone B di Serie C2.
  • 1981-82 - 1° nel Girone B di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C1.
  • 1982-83 - 12° nel Girone B di Serie C1. Assume la denominazione di Ancona Calcio nel luglio 1982.
  • 1983-84 - 8° nel Girone A di Serie C1.
  • 1984-85 - 6° nel Girone A di Serie C1.
  • 1985-86 - 8° nel Girone A di Serie C1.
  • 1986-87 - 13° nel Girone A di Serie C1.
  • 1987-88 - 1° nel Girone A di Serie C1. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1988-89 - 13° in Serie B.
  • 1989-90 - 5° in Serie B.


  • 2000-01 - 10° in Serie B.
  • 2001-02 - 8° in Serie B.
  • 2002-03 - 4° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.
  • 2003-04 - 18° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in serie B
La società viene dichiarata fallita, un nuovo club denominato Associazione Calcio Ancona ne rileva il titolo sportivo, e riparte dalla Serie C2 grazie al Lodo Petrucci.

  • 2010 - 3ª Categoria Marche Girone F. Non scenderà mai in campo[17]. Successivamente radiata dalla FIGC da tutti i campionati italiani. Il 10 agosto 2010 la società dilettantistica U.S. Piano San Lazzaro cambia denominazione in S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905 partecipante al campionato di Eccellenza.
  • 2010-11 - 1° in Eccellenza Marche, Coccarda Italia.svg vince la Coppa Italia Dilettanti - Green Arrow Up.svg Promossa in Serie D. Il 25 agosto 2011 cambia denominazione in Unione Sportiva Ancona 1905 S.r.l..
  • 2011-12 - 3° nel Girone F della Serie D. Perde la finale play-off contro la Sambenedettese.
  • 2012-13 - 7° nel Girone F della Serie D.
  • 2013-14 - 1° nel girone F della Serie D. Green Arrow Up.svg Promossa in Lega Pro.
  • 2014-15 - nel girone B di Lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 2010-11 la società adotta una divisa composta da maglia, pantaloncini e calzettoni rossi, con alcune piccole rifiniture di colore bianco.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Dorico e Stadio Del Conero.

Dal 1931 fino al 1992 l'Ancona giocava le sue partite nello Stadio Dorico. In occasione della promozione in Serie A, la squadra si è spostata nel nuovo Stadio Del Conero dove gioca tuttora, salvo per la stagione 2010-2011, dove ha giocato ancora nelle prime giornate al Dorico.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Ancona 1905.
Allenatori
Presidenti
  • 1905-1907 Italia Luigi Battenti
  • 1908-1911 Italia Pietro Recchi
  • 1912-1913 Italia Ugo Borghetti
  • 1913-1919 Italia Duilio Paoloni
  • 1919-1923 Italia Costarelli
  • 1923-1927 Italia Benedetto Veneziano
  • 1928-1929 Italia Luigi Perotti
  • 1929-1931 Italia Giovanni Moroder
  • 1932-1933 Italia Benedetto Veneziano
  • 1934-1935 Italia Duilio Paoloni
  • 1936-1938 Italia Adriano Archibugi
  • 1939-1941 Italia Alfredo Frontalini
  • 1941-1943 Italia Mario Baldoni
  • 1945-1946 Italia Ernesto Esposto
  • 1947-1950 Italia Bruno Battistoni
  • 1951-1952 Italia Corrado Ascoli
  • 1952-1953 Italia Adolfo Brunetti
  • 1953-1954 Italia Alberto Mario Burattini
  • 1954-1957 Italia Luciano Paoloni
  • 1959-1961 Italia Fausto Ascoli
  • 1961-1965 Italia Rolando Ricciotti
  • 1965-1970 Italia Albertino Castellucci
  • 1970-1971 Italia Giorgio Bugaro
  • 1971-1977 Italia Giorgio Grati
  • 1977-1982 Italia Natale Maiani
  • 1982-1984 Italia Natale Maiani
  • 1984-1992 Italia Camillo Florini
  • 1992-1993 Italia Antonio Squillace (A.D.)
  • 1993-1994 Italia Corrado Catalani (A.D.)
  • 1994-1995 Italia Lamberto Bolognini (A.D.)
  • 1995-1996 Italia Francesco Contadini (A.D.)
  • 1996-1997 Italia Angelo Deodati
  • 1997-1998 Italia Maurizio Zappacosta
  • 1998 Italia Carlo Auriemma
  • 1998-1999 Italia Giuseppe Polverino
  • 1999-2000 Italia Mario Bonsignore
  • 2000-2002 Italia Remo Gaetti
  • 2002-2004 Italia Ermanno Pieroni
  • 2004-2006 Italia Giampiero Schiavoni
  • 2006-2007 Italia Franco Fedeli
  • 2007-2008 Italia Giampiero Schiavoni
  • 2008 Italia Sergio Schiavoni
  • 2008-2010 Italia Giorgio Perrotti
  • 2010 Italia Flavio Mais
  • 2010-2013 Italia Andrea Marinelli
  • 2013-2014 Italia Gilberto Mancini
  • 2014-oggi Italia Andrea Marinelli

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Ancona 1905.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2010-2011

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1936-1937 (girone D), 1941-1942 (girone F), 1949-1950 (girone C)
1974-1975 (girone D), 2013-2014 (girone F)
1981-1982 (girone B)
1987-1988 (girone A)
1938-1939

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2010-2011
2010-2011

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926 8
Divisione Nazionale 1 1945-1946
Serie A 2 1992-1993 2003-2004
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929 25
Serie B 22 1937-1938 2009-2010
Prima Divisione 6 1929-1930 1934-1935 42
Serie C 23 1935-1936 1976-1977
Serie C1 12 1979-1980 2007-2008
Lega Pro 1 2014-2015
IV Serie 6 1952-1953 1957-1958 11
Serie C2 5 1978-1979 2005-2006
Serie D 3 2011-2012 2013-2014 3

La Divisione Nazionale 1945-1946 è stata disputata in qualità di società di Serie B.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Finali disputate[modifica | modifica wikitesto]

L'Ancona disputò la finale della Coppa Italia 1993-1994, perdendo contro la Sampdoria per 6-1 la gara di ritorno dopo aver pareggiato 0-0 quella di andata. L'unica rete per l'Ancona fu di Lupo al 72' sul risultato di 3-0, mentre per la Sampdoria segnarono Vecchiola (autorete), Evani, Lombardo con una doppietta, Vierchowod e Bertarelli.

Anno Vincitore Date delle finali Luogo Partita Risultato Marcatori
1994
Dettagli
Sampdoria 6 aprile 1994
20 aprile 1994
Ancona
Genova
Ancona-Sampdoria
Sampdoria-Ancona
0-0
6-1
 
aut. Vecchiola, Lombardo (2), Vierchowod, Lupo, Bertarelli, Evani

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi principali di tifoserie organizzate anconetane nella storia: Collettivo, The Warriors, Ultras Ancona Cani Sciolti, Brigata Wallace, Curva Nord, Rebels, ANFA, FalconarAlcool, Vecchia Guardia, C.U.B.A., Donne Doriche, Noi Biancorosse. La tifoseria, tramite l'associazione Sosteniamolancona, è proprietaria di parte delle quote societarie.

Amicizie[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Ancona 1905 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Giuseppe Aprea
Italia P Gianclaudio Lori
Italia P Giovanni Renzi
Italia D Aurelio Barilaro
Italia D Francesco Cangi
Italia D Marco Maini
Italia D Marco Mallus
Italia D Emilio Dierna
Italia D Gabriele Cilloni
Italia D Alessandro Di Dio
Italia D Tommaso D'Orazio
Italia D Maurizio Lauro
Italia C Dario Salvatore Arcuri
Italia C Lorenzo Bambozzi
Italia C Gianluca Sampietro
N. Ruolo Giocatore
Italia C Luca Parodi
Italia C Leo Di Ceglie
Italia C Luca Gelonese
Italia C Cristiano Camillucci
Italia C Andrea Magini
Italia C Nicola Moretti
Italia C Lorenzo Paoli
Italia C Domenico Tenace
Italia A Alessandro Morbidelli
Brasile A Renato Rafael Bondi
Portogallo A Diogo Tavares
Liechtenstein A William Pizzi
Italia A Giacomo Tulli
Italia A Daniele Paponi
Italia A Luca Cognigni

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Giovanni Cornacchini - Allenatore
  • Italia Renzo Tasso - Allenatore in seconda
  • Italia Giammarco Malavenda - Collaboratore tecnico
  • Italia Daniele Gianfelici - Team manager
  • Italia Giancarlo Tagliati - Preparatore portieri
  • Italia Stefano Valentini - Preparatore atletico
  • Italia Fabio Zecca - Preparatore atletico
  • Italia Giorgio Ardelli - Fisioterapista
  • Italia Pasquale Palumbo - Fisioterapista
  • Italia Fausto Venatori - Magazziniere
  • Italia Marco Osimani - Magazziniere

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 10 ottobre 2007 al Teatro Pontificio del Vaticano è stata siglata l'unione tra il Csi ed il club biancorosso per il Progetto Soccer che sotto l'egida della Conferenza Episcopale Italiana si prefigge di rafforzare i valori etici nel calcio.
  • Durante la quinta giornata del campionato di Serie A 1992-1993 (Genoa-Ancona) Massimo Agostini realizzò a pochi minuti dal termine dell'incontro il gol del 4-4 finale con una rovesciata volante, colpendo la sfera che lo aveva ormai superato, dopo che una precedente rovesciata del suo compagno Felice Centofanti aveva visto il pallone colpire la traversa, per poi rimbalzare sulla linea di porta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fusione tra Anconitana e E. Bianchi, da «Il Littoriale, 6 luglio 1932, p. 4
  2. ^ Storia. Dalle origini al 1945, da Anconacalcio.it
  3. ^ Lettere Anconitane. All'ombra del Guasco, da «Il Littoriale, 1º giugno 1929, p. 3
  4. ^ Armando Lorenzetti - Calcio: l'Ancona sull’orlo del baratro VivereAncona.it, 13-07-2010.
  5. ^ Ancona Calcio: salta anche l’iscrizione alla Lega Pro Seconda Divisione AnconaNotizie.it, 20-07-2010.
  6. ^ Il Sindaco annuncia il nome: "Sarà U.S. Ancona 1905" Il Resto del Carlino, 10-08-2010.
  7. ^ Dario Rossi - Ancona, riparte dall'Eccellenza Tuttomercatoweb.com, 23-08-2010.
  8. ^ Doppio esonero: Ancona e Jesina rimuovono Favo e Fenucci RivieraOggi.it, 28-11-2011.
  9. ^ Andrea Fiano - Osio, un nuovo 'Sindaco' per l'Ancona Il Resto del Carlino, 29-11-2011.
  10. ^ Cristina Guerri - Ufficiale: Ancona, dimissioni per il tecnico Osio Tuttomercatoweb.com, 03-02-2012.
  11. ^ Ancona, ora è ufficiale: il nuovo tecnico è Giovanni Cornacchini Anconatoday.it, 17-05-2013.
  12. ^ Ancona. Calcio: il cavaliere torna sulle maglie dell’Ancona. 'Giornale.sm, 21-05-2013.
  13. ^ Dati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport (Biblioteche di Milano, Genova, Firenze e C.O.N.I. Roma dove è conservato microfilmato), Il Littoriale (Biblioteche Nazionali di Milano (Brera), Firenze e Roma - Universitarie di Torino, Genova, Pavia, Padova e Napoli - rilegato ma non microfilmato).
  14. ^ Sull'Annuario Italiano del Football 1913-14 (Anno 1 Volume 1), il più vecchio almanacco calcistico conservato presso le Biblioteche "Estense" di Modena e "Nazionale Centrale" di Firenze, è indicata come affiliata alla F.I.G.C. con indirizzo: "Recchi Pietro, Piazza Stazione, Casa Propria" ed elencati i giocatori: Portiere: Spinelli; Terzi(ni): Fogola III, Fogola I; Secondi (mediani): Alessandrelli II, Giampieri, Rossi; Primi (Attaccanti): Fogola II, Sturari, Panzone, Alessandrelli I, Borghetti I.
  15. ^ Da Il Corriere dello Sport, foglio settimanale, organo ufficiale dell'U.L.I.C. italiano. L'edizione 1919-20 fu stampata a Como dove, per competenza, è conservata presso la Biblioteca Comunale cittadina.
  16. ^ Annuario Italiano del Giuoco del Calcio - 1° Volume 1926-27 e presentazione 1927-28, nella parte che contiene la storia dell'U.L.I.C. - Sezione Autonoma di Propaganda (dal 1927) - (Modena, Biblioteca Universitaria Estense).
  17. ^ Stefano Sica - Calcio: Ancona, l'A.C. dice addio anche alla Terza Categoria Tuttomercatoweb.com, 20-10-2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]