Porto Tolero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Porto Tolero
città
(HR) Ploče
Porto Tolero – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Dubrovacko-neretvanska.gif Raguseo-narentana
Amministrazione
Sindaco Ante Karamatić
Territorio
Coordinate 43°03′N 17°25′E / 43.05°N 17.416667°E43.05; 17.416667 (Porto Tolero)Coordinate: 43°03′N 17°25′E / 43.05°N 17.416667°E43.05; 17.416667 (Porto Tolero)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 128,94 km²
Abitanti 10 102 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 78,35 ab./km²
Insediamenti elenco
Altre informazioni
Cod. postale 20340
Prefisso 020
Fuso orario UTC+1
Targa DU
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Porto Tolero
Sito istituzionale

Porto Tolero[1][2][3][4][5][6] (in croato Ploče) è una città di 10.102 abitanti (di cui 5.871 residenti nel capoluogo) della Croazia, nella Regione raguseo-narentana. All'epoca del governo del maresciallo Josip Broz Tito la località assunse il nome di Kardaljevo, in onore del ministero degli Esteri iugoslavo allora in carica[7].
La città è un importante porto della Croazia. Essa si trova sul delta del fiume Narenta, lungo la costa del mare Adriatico; funge da principale porto per la Bosnia ed Erzegovina e come punto termianle del Corridoio Pan-Europeo 5C.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Venne fondata, nei pressi dell’attuale insediamento di Vido, dai Greci nel IV secolo a.C. per poi divenenire nel tempo un importante centro commerciale e un centro urbano già nel II secolo a.C.

Nel I secolo a.C., come tutte le colonie greche, dopo una lunga lotta contro le tribù illiriche stanziate nei pressi, venne conquistata dall'Impero romano divenendo Colonia Iulia Narona, un vivace centro militare, amministrativo, giudiziario e culturale.

Caduto l'Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., subì un marcato declino, aiutato anche dalla calata nel VII secolo degli Avari e Croati; questi ultimi fondarono il Principato Narentano, popolato da abili navigatori, nonché da famigerati pirati capitanati dal principe croato Domagoj (che divenne, una volta usurpato il trono di Zdeslav, duca della Dalmazia croata).

Dopo la sconfitta di Domagoj (e dei suoi alleati Franchi), anche grazie alla flotta veneziana, entrò nella sfera d’influenza bizantina.
Caduto l'Impero bizantino, nel XIV secolo la valle della Narenta venne governata dai principi bosniaci, e poi dai Turchi che nel XV secolo conquistarono la Bosnia; nella parte costiera dalmata invece si affermò dal 1420 la Serenissima, che fino al 1797 governò Porto Tolero.

Secondo i documenti storici custoditi nell'archivio di Ragusa, il primo ricordo di Porto Tolero risale al 1387 e riguarda un atto di compravendita (... ad quedum locum dictum la Ploca que est in fluminis Narenti).

Dopo l'intermezzo napoleonico, in cui il territorio venne annesso prima al Regno d'Italia, poi alle Province illiriche direttamente controllate dall'Impero francese, con il Congresso di Vienna (1815) viene annessa, assieme a tutta la Dalmazia, all'Impero austriaco, a cui rimane legata fino al termine della Prima guerra mondiale.

Passò quindi, come tutta la Dalmazia, sotto il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni cambiando nome in Aleksandrovo.

La città venne occupata nel 1941 dalle forze dell'Asse, che portò all'annesione della Dalmazia al Regno d’Italia e alla creazione del Governatorato di Dalmazia che durò fino alla capitolazione dell'Italia dell'8 settembre 1943.[Informazione infondata: l'area non fu annessa all'Italia, il Governatorato di Dalmazia terminava immediatamente a sud di Spalato!] Sotto il dominio italiano la città stessa subì una nuova denominazione: il suo nome questa volta cambiò in Porto Tolero. Inoltre, sono stati elaborati in collaborazione con i nazisti i progetti di ampliamento del piccolo porto che c'era in quell'epoca e che doveva servire per l'esportazione delle materie prime. I partigiani però impedirono la realizzazione di tale progetto.

Dopo la capitolazione d'Italia, subentrò un'altra occupazione, quella tedesca che, però, inglobò la città nello Stato Indipendente di Croazia.[Vi era già da prima]

Cessato il secondo conflitto mondiale, dal 1945 entrò a far parte della Repubblica Socialista di Croazia e, di conseguenza, della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, assumendo alternativamente (tra il 1950 e il 1954 e tra il 1980 e il 1990) anche il nome Kardeljevo in onore di Edvard Kardelj, il terzo nome della città che cercava di eliminare quello originario, usato dall'antichità dalla popolazione locale.

Attualmente è collegata con la Bosnia-Erzegovina attraverso una ferrovia e con la presto completata autostrada A1 (entro il 2008[8]), con il resto della Croazia, il cui proseguimento verso Ragusa potrebbe realizzarsi o oltrepassando il territorio erzegovese attraverso il cosiddetto ponte di Sabbioncello (Pelješki most) oppure facendo passare l'autostrada per Neum attraverso un accordo bilaterale.

Il nome veneziano della città è ancora utilizzato dalla locale squadra di calcio.[9]

Insediamenti[modifica | modifica sorgente]

La città di Porto Tolero è suddivisa in 9 insediamenti (naselja)[10]:

  • Bacina (Baćina): 572 ab.
  • Bània (Banja): 173 ab.
  • Comin[11] (Komin): 1.243 ab.
  • Peračko Blato: 288 ab.
  • Plina (Plina Jezero): 44 ab.
  • Porto Tolero (Ploče), sede comunale: 6.013 ab.
  • Rogotin (Rogotin): 665 ab.
  • Stascevizza (Staševica): 902 ab.
  • Šarić Struga: 235 ab.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 1389-1390.
  2. ^ Ue: Bruxelles, firma accordi Croazia-Bosnia su confini, in notizie ANSA del 19/06/2013.
  3. ^ Fornitura di attrezzature per i posti d'ispezione frontalieri di Metković, Karasovići e Porto Tolero, avviso di gara relativo a un appalto di fornitura pubblicato sul supplemento alla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 18/12/2012.
  4. ^ Straripa la Drina, allagamenti nei Balcani, in Euronews del 3/12/2010.
  5. ^ "Porto Tolero" in: Quadro d'unione della Carta di Cabottaggio del mare Adriatico, Foglio XI, Istituto Geografico Militare, Milano, 1822-1824 - in: Mappae Antiquae. Liber Amicorum Günter Schilder, 2006, pp. 465-478
  6. ^ Porto Tolero nella mappa ingrandibile: Corso del fiume NARENTA Dalla Città di CICLUT fino al Mare, Acquistata Con altri Luoghi Dall’Armi Venete comandate dall’Illustrissimo et Eccellentissimo S. Cavalier DANIELE IV DELFINO, Generale in Dalmatia li 20 Giugno 1694, Desc: Dal P. Cosmografo Coronelli
  7. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1389.
  8. ^ [1] fonte HAC
  9. ^ [2] – blog de “MNK Porto Tolero Ploče”
  10. ^ Frazioni della Regione raguseo-narentana
  11. ^ [3]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Venezia Giulia e Dalmazia Portale Venezia Giulia e Dalmazia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Venezia Giulia e Dalmazia