Edvard Kardelj

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Edvard Kardelj, conosciuto anche con lo pseudonimo di Sperans e con il nome partigiano di Krištof (Lubiana, 27 gennaio 1910Lubiana, 10 febbraio 1979), è stato un politico e pubblicista sloveno.

Nato a Lubiana, ai tempi facente parte dell'Impero Austro-Ungarico, Kardelj (pronuncia: Kardègl), fu uno dei più importanti dirigenti del movimento sloveno di liberazione (OF) nella seconda guerra mondiale. Già durante la guerra divenne uno dei più importanti collaboratori politici di Josip Broz Tito; fu soprattutto lui a organizzare la propaganda antiitaliana in Istria e nelle Alpi Giulie, di cui le foibe furono il tragico compimento. A guerra finita occupò importanti posizioni all'interno dell'apparato politico del Partito Comunista, sia quello sloveno sia quello federale.

« Nel 1945 io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria a organizzare la propaganda antitaliana. Si trattava di dimostrare alle autorità alleate che quelle terre erano jugoslave e non italiane. Certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perché in realtà gli italiani erano la maggioranza nei centri abitati, anche se non nei villaggi. Ma bisognava indurre tutti gli italiani ad andar via con pressioni di ogni tipo. E così fu fatto »
(Milovan Gilas[1])

Negli anni cinquanta, dopo la rottura di Tito con Stalin, Kardelj divenne il principale teorico della "via jugoslava al socialismo". Alla fine degli anni cinquanta, Kardelj fu allontanato dalla direzione centrale del Partito, pur mantenendo una certa influenza in Slovenia, dove però nella seconda meta degli anni sessanta il cambio generazionale portò al potere un'élite più propensa a riforme in senso liberale, soprattutto nel campo economico. Con la svolta autoritaria di Tito all'inizio degli anni settanta, Kardelj riapparve sulla scena politica. Gli fu affidata la redazione della Costituzione del 1974 che portò a una forte decentralizzazione della Jugoslavia e alla trasformazione del Partito Comunista jugoslavo in una confederazione di 8 partiti nazionali e regionali.

Kardelj fu nominato membro dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SAZU) e, per il suo impegno bellico, fu decorato come "Eroe Nazionale della Jugoslavia". Oltre a molte strade, l'intera città costiera di Ploče nella Dalmazia croata fu reintitolata Kardeljevo in suo onore (negli anni 1950-1954 e 1980-1990). Dopo il collasso del regime comunista, a questa fu ridato il nome che aveva in precedenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arrigo Petacco, L'esodo. La tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1999.

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