Vulcano di fango

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Un vulcanetto di fango nella Riserva Naturale Salse di Nirano

Un vulcano di fango è una piccola collina alta da pochi decimetri a parecchi metri, che erutta argille, rammollita dall'acqua, unita a sostanze saline come acque salso-bromo-iodica ed anche metano e idrocarburi (bitume). La genesi dei fanghi è da attribuire alla risalita di acqua e gas sotto pressione attraverso discontinuità strutturali in formazioni argillose o attraverso vere e proprie faglie.
Nei pressi dei vulcani di fango la terra è generalmente sterile ma in molti casi si rinvengono delle specie vegetali alofite.

In Emilia-Romagna fenomeni simili sono chiamati salse, barboj, bollitori, vulcanetti di fango; mentre ad Agrigento, e precisamente ad Aragona, in Sicilia sono detti 'macalube' e alle falde dell'Etna tali fenomeni sono chiamati Salinelle. La loro formazione non è però legata ad un'attività vulcanica secondaria ma ad un particolare fenomeno che per somiglianza viene definito vulcanesimo sedimentario. I vulcani di fango etnei di Paternò e Belpasso sono invece dovuti a degassamento di origine magmatico e la via di risalita sarebbe costituita da antichi condotti magmatici.

Importante vulcani di fango si trovano nel Riserva Naturale Salse di Nirano, a sud di Modena. Questi vulcani di fango sono allineati lungo l'Appennino settentrionale e collegati a strutture profonde, attraverso faglie geologiche profonde (thrust). Alcuni vulcani di fango in Emilia emettono elio.

Quando i vulcani di fango si trovano presso vulcano di lava, in generale, emettono diossido di carbonio (anidride carbonica), questo perché il metano primordiale reagisce con ossigeno.

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