Diatopia
Con il termine diatopìa (formato con il prefisso greco δια- che suggerisce differenziazione e il sostantivo τοπος, "luogo") si indica, in linguistica, lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo il loro mutare nello spazio, secondo una prospettiva geografica.
Le differenziazioni dialettali dell'italiano costituiscono un ottimo esempio di varianti diatopiche.
Il termine fu coniato dal linguista danese Lev Flydal nel 1952 e ripreso dal romeno Eugenio Coseriu che ne fece uno dei fattori costitutivi della variabilità linguistica.
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Per Diatopia si intende il fenomeno della variabilità dovuta alla diversa provenienza o posizione geografica del parlante osservabile nel sistema di una lingua. “Diatonico” → riguardante la diatonia. Dall’incontro dei dialetti locali o regionali abbiamo gli italiani originali parlati ossia varietà di italiano influenzate dai dialetti.
[modifica] La variazione diatopica
Rimanda alle differenti realizzazioni linguistiche dipendenti dall’area geografica di provenienza dei parlanti. Secondo alcuni è il parametro fondamentale di variazione in una lingua come l’italiano. Nonostante, infatti, in alcuni ambiti sia stata raggiunta una certa unitarietà linguistica (soprattutto a livello scritto) permangono ancora delle caratterizzazioni regionali percepibili (almeno a livello fonologico). Un primo esempio di variazione diatopica, molto evidente in Italia, sono i dialetti. Il rapporto tra lingua e dialetti è stato per molto tempo complementare. Mentre la prima si era imposta essenzialmente per gli usi scritti, il dialetto copriva quelle funzioni e quegli usi che esulavano dalla scrittura e dalla “ufficialità” della comunicazione.
[modifica] La diatopia a partire dall'Unità d'Italia
Le varie istituzioni scolastiche e i mass-media, a partire dall'Unità d'Italia ad oggi, hanno reso con la loro azione, la diffusione della lingua in modi e usi sempre più diversificati, occupando spazi sempre maggiori della comunicazione orale, una caratteristica che prima risultava legata prevalentamente ai dialetti. Da questa diffusione si è così arrivati all'attesissima lingua della conversazione civile. Tutto ciò ha comportato un passaggio a doppia direzione: la lingua ha influito sui dialetti e quindi ha apportato un'italianizzazione di quest'ultimi; i dialetti hanno intaccato la lingua da cui deriva l'italiano regionale.
[modifica] La diatopia dopo l'Unità d'Italia
- la costituzione di un sistema scolastico più regolare legge Casati 1859 e regolato da leggi Legge Coppino 1877;
- la creazione di un ceto politico ed amministrativo, che si muoveva su tutto il territorio italiano;
- la leva obbligatoria;
- l'industrializzazione e lo scambio rinnovato di persone e commerci; determinò la necessità di uscire dal dialetto, con cui ognuno si esprimeva in una cerchia limitata sia nel numero di parlanti, sia nello spazio. Questi fattori determinarono anche la necessità dell'uso di una lingua sovraregionale. L'immissione di lessico e fono-morfologia italiana nei dialetti, ha portato al fenomeno accennato prima di italianizzazione dei dialetti o estensione sovraregionale dei dialetti.
[modifica] Variazioni diatopiche regionali
La variazione diatopica in una lingua come l'italiano è quella maggiormente 'visibile' in certi contesti, come per esampio le realizzazioni orali di italiano. Ovvero anche il parlante più attento e corretto tradisce sempre la sua provenienza geografica, o attraverso il lessico o attraverso qualche possibile elemento morfosintattico. Prima di vedere qualche altro esempio concreto, è bene tenere presente che in Italia sono 4 le varietà principali di italiana regionale:
- varietà settentrionale
- varietà toscana
- varietà romana
- varietà meridionale
[modifica] Approfondimento diatopia
La dimensione della variabilità diatopica riguarda la differenziazione linguistica per così dire 'orizzontale', in quanto legata alla localizzazione geografica dei parlanti, allo spazio comunicativo in cui essi sono radicati, quindi, una stessa lingua, può realizzarsi in varianti diverse da luogo a luogo. La lingua italiana viene parlata in modo diverso da regione a regione, con differenze molto evidenti che si percepiscono primariamente nelle abitudini di pronuncia, ma estese anche a tutti gli altri livelli di analisi (morfologia, sintassi, lessico).Tutte queste caratteristiche ci consentono non solo di identificare la provenienza dei nostri interlocutori, ma l’accento di un parlante oltre a dare informazioni sulla sua origine geografica può dare indicazioni anche sulla sua identità, quale posizione occupa nella scala sociale, culturale ed economica.
[modifica] Diastratia
La diastratia pone in evidenza, le variazioni linguistiche derivanti dalle diverse classi sociali o strati sociali, dal gruppo dei parlanti, differenziandone così, il linguaggio che intercorre nel gruppo dei giovani rispetto a quello degli anziani, delle donne e degli uomini.
[modifica] Diafasia
La diafasia è la variazione linguistica che avviene all'interno di un contesto comunicativo relativa ai singoli parlanti. Il termine deriva dalle due parole greche "dia"=attraverso, mediante e "phasis"=voce. Essa esprime un codice verbale, che comprende una serie di sottocodici, che variano da una modalità formale (costituita da un codice aulico o sostenuto) ad una modalità informale (costituita da un linguaggio più familiare). Le due grandi classi di variazioni diafasiche sono i registri, connessi al tipo di rapporto esistente tra i parlanti e i sottocodici, che dipendone dall'argomento del discorso.
[modifica] Diamesia
La diamesia è strettamente correlata al Medium, attraverso il quale, la comunicazione avviene. Il medium può essere grafico o fonico, cioè il linguaggio utilizzato può contenere tratti tipici della lingua scritta, anche quando utilizza il canale fonico e viceversa. La dimensione diamesica, quindi, si riferisce alla scelta, che un’emittente effettua per trasmettere un’informazione, attraverso i diversi mezzi che possono variare dalla pagina scritta alla televisione o al computer.
[modifica] L'opposizione diamesica parlato/scritto
Scritto e parlato sono due varietà distinte: le caratteristiche sono dovute alla diversa natura Semiotica del mezzo di trasmissione, alle condizioni situazionali di trasmissione, all'architettura della lingua.
I tratti che distinguono parlato e scritto hanno diverse proprietà:
- grado di pianificazione del discorso;
- modo pragmatico di organizzazione testuale;
- legame con il contesto.
Alcune caratteristiche del parlato sono:
- Sintassi del periodo;
- sintassi della frase;
- Morfologia e altri fenomeni di sintassi (sistema verbale, sistema dei pronomi personali, pronomi relativi, concordanze a senso);
- il lessico
Un ulteriore parametro che determina la variazione linguistica è:
- la diacronia, a seconda del tempo
[modifica] Bibliografia
- Elisabetta Mauroni, La diatopia - Il processo della scrittura Liceo Socio Linguistico http://www.scienzepolitiche.unimi.it/
- Berruto, G., Prima lezione di sociolinguistica, Bari, 2004, Laterza
- B. Mortara-Garavelli, Strutture testuali e retoriche, in A.A. Sobrero (a cura di), Introduzione all'italiano contemporaneo. Le strutture, Bari, Laterza, 1999,
- http://www.linguistica.unifi.it/upload/sub/QDLF/QDLF17/QDLF-17_2007_sirianni.pdf
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Enciclopedia Treccani Online
- Legge Casati - Legge 13 novembre 1859 n.3725
- A. Militerno. Linee essenziali della scuola italiana nel Novecento
- Legge Casati - Legge 13 novembre 1859 n.3725
- A. Militerno. Linee essenziali della scuola italiana nel Novecento
- Idioletti e dialetti nel doppiaggio italiano de I Simpson Fusari, Sabrina (2007) In: Quaderni del CeSLiC. Occasional papers, Centro di Studi Linguistico-Culturali (CeSLiC), Bologna. http://amsacta.cib.unibo.it/2182/
- http://www.orioles.it/materiali/v_diatopica.pdf
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