Assedio di Bari

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Assedio di Bari
La basilica di San Nicola a Bari, costruita, dopo l'assedio, sulle fondamenta del Palazzo della "Corte del Catapano".
La basilica di San Nicola a Bari, costruita, dopo l'assedio, sulle fondamenta del Palazzo della "Corte del Catapano".
Data 5 agosto 1068 - 15 aprile 1071
Luogo Bari
Causa Invasione da parte dei normanni del dominio bizantino in Italia
Esito Vittoria normanna
Modifiche territoriali Bari viene conquistata dai normanni, i bizantini si ritirano dall'Italia
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Guarnigione di Bari, rinforzi bizantini, più di 20 navi. Esercito di Roberto il Guiscardo, marina normanna.
Perdite
Pesanti anche civili. Pesanti
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L'assedio di Bari fu combattuto tra il 1068-1071, tra i normanni, guidati da Roberto il Guiscardo e i bizantini del Catepanato d'Italia.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 1060, solo poche città costiere della Puglia erano ancora sotto il possesso bizantino, ma erano minacciate dai normanni, intenzionati a porre fine al dominio bizantino in Italia, prima di concentrare le loro forze alla conquista della Sicilia araba. Per questo motivo molte truppe normanne dalla Sicilia furono richiamate, affidate al conte Goffredo ed impiegate per assediare Otranto.[1]

L'assedio[modifica | modifica sorgente]

Roberto il Guiscardo con un buon contingente di truppe si pose all'assedio di Bari il 5 agosto del 1068. Nella città pugliese si erano formati due partiti, uno fedele all'impero bizantino e l'altro filonormanno campeggiato da Argirizzo di Gioannaccio. Alla fine prevalse il partito filobizantino e, quando si avvistarono le truppe normanne, i baresi chiusero le porte della città e mandarono un'ambasceria a Costantinopoli per richiedere aiuti militari a Romano IV Diogene, respingendo quindi le negoziazioni offerte da Roberto il Guiscardo[2].

Mentre in ottobre cadeva Otranto[3], nell'assedio di Bari le truppe normanne furono continuamente respinte, negli attacchi alle mura, dai bizantini. Per questo motivo Roberto fece bloccare il porto di Bari con un ponte fortificato, in modo che la città non potesse ricevere rifornimenti, ma i bizantini distrussero il ponte, riuscendo così a tenere un contatto marittimo con la madre patria.[4]

Vista la situazione nel sud Italia, Romano IV decise di nominare un nuovo catapano d'Italia, Avartutele: gli fu fornita una flotta con uomini e viveri, con la quale sarebbe dovuto approdare a Bari in aiuto della città assediata. La flotta bizantina arrivò a Bari nei primi mesi del 1069, mentre un esercito bizantino fu sconfitto in campo aperto dai normanni, che occuparono Gravina e Obbiano. Roberto non tornò immediatamente a Bari, ma nel gennaio del 1070 si diresse a Brindisi per aiutare i normanni impegnati ad assediarla. Nell'autunno 1070 (1071 nello stile bizantino) Brindisi capitolò.[5]

La situazione a Bari era critica: la popolazione pativa la fame; per tentare di porre fine all'assedio, Avartutele ordì un complotto per assassinare Roberto il Guiscardo, ma il patrizio Bisanzio Guideliku fallì nell'impresa; nel luglio del 1070 fu lo stesso Bisanzio ad essere assassinato per ordine di Argirizzo; questo fatto diede maggior potere ad Argirizzo il quale organizzò una delegazione di cittadini per parlare con il catapano e chiedere di difendere meglio la città o di consegnarla ai normanni. Avartutele temporeggiò, mandò un'ambasceria a Costantinopoli con la richiesta di aiuti all'imperatore: arrivò a Bari una flotta carica di grano, ma, quando il grano finì, alcuni cittadini andarono nuovamente dal catapano chiedendogli di mandare un'ambasciera all'imperatore per ricordargli che molti baresi erano morti di fame inutilmente e per chiedergli di mandare al più presto un esercito.[6]

Ma neppure l'imperatore era in una buona situazione: non aveva un esercito numeroso, l'impero era minacciato ad Oriente e in più i suoi generali temevano i normanni, dai quali erano sempre stati sconfitti. Romano IV riuscì ad armare 20 navi che diede in comando a Gozzelino, un ribelle normanno aveva riparato a Costantinopoli, a lui fu affiancato Stefano Paterano, nominato catapano d'Italia. Ma i normanni erano pronti ad attendere dei rinforzi bizantini: infatti quando nel febbraio del 1071 le navi bizantine arrivarono, i normanni le intercettarono e le dispersero. Durante questo combattimento marittimo la nave di Gozzelino fu riconosciuta grazie a due lanterne: i normanni nel tentativo di prendere il traditore, persero 150 uomini, ma alla fine lo catturarono, mentre Stefano Paterano riuscì con un colpo di fortuna ad entrare dentro Bari. Il nuovo catapano si rese conto che Bari non poteva resistere, fu mandato a parlamentare con i normanni Argirizzo, che ottenne condizioni buone, quindi il 15 aprile 1071 Bari fu consegnata ai normanni[7].

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Stefano Paterano fu inizialmente prima messo in prigionia, poi fu lasciato tornare a Costantinopoli, insieme ad altri superstiti.[8] Si apriva per l'impero bizantino un periodo molto buio, la caduta di Bari fu una catastrofe per l'impero, infatti la dominazione bizantina in Italia terminava, dopo 536 anni, l'unico tentativo che sarà fatto dall'impero di riprendersi il sud Italia, fu fatto da Manuele I Comneno tra il 1155-1158, che però fallì.[9] In più il 1071 sì rivelò per i bizantini un anno maledetto, infatti essi furono sconfitti nella catastrofica battaglia di Manzicerta, il 19 agosto, dove Romano IV sarà preso prigioniero dai turchi selgiuchidi, e nell'arco di dieci anni quasi tutta l'Asia Minore cadrà nelle mani dei turchi.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ravegnani, p. 201.
  2. ^ Guglielmo di Puglia
  3. ^ Ravegnani, p. 201.
  4. ^ Guglielmo di Puglia.
  5. ^ Guglielmo di Puglia.
  6. ^ Ravegnani, p. 202.
  7. ^ Ravegnani, p. 212.
  8. ^ Ravegnani, p. 203.
  9. ^ Lilie, pp. 372-377.
  10. ^ Lilie, p. 299.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
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Pietro Mazzeo, Storia di Bari dalle origini alla conquista normanna (1071), Adriatica Editrice, Bari, 2008