Castello normanno-svevo (Bari)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Castello Normanno-Svevo (Bari))
Castello di Bari
Castello Normanno Svevo
Castello di Bari
Castello di Bari
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Puglia Puglia
Città Bari
Coordinate 41°07′40.84″N 16°52′01.59″E / 41.128011°N 16.867108°E41.128011; 16.867108Coordinate: 41°07′40.84″N 16°52′01.59″E / 41.128011°N 16.867108°E41.128011; 16.867108
Informazioni generali
Tipo Fortezza medievale, Castello
Utilizzatore Regno di Napoli, Regno delle Due Sicilie
Primo proprietario Ruggero II di Sicilia
Termine costruzione XII secolo
Proprietario attuale Comune di Bari
Visitabile Si

[1]

voci di architetture militari presenti su Wikipedia
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Infobox struttura militare}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.

Il Castello Normanno-Svevo di Bari (conosciuto anche come u Castídde in barese), edificio simbolo della città di Bari, è un imponente fortezza che si erge ai margini della città vecchia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lato della cuffia muraria.
Lato della cuffia muraria.

Reperti risalenti all’epoca romano-greca hanno indotto gli esperti a riallacciare l’esistenza della fortezza barese già ad epoche antiche. D'altronde nelle Satire (I, 5, 96-97) di Orazio e negli Annali (XVI, 2, 7-9) di Tacito si accenna all’esistenza, nell’antica Barium, di un luogo fortificato la cui collocazione potrebbe coincidere con una parte del castello attuale o, molto più probabilmente, con il kastròn bizantino (Corte del Catapano-Basilica di S. Nicola).

La fortificazione medioevale probabilmente risale al 1132. L’edificio, voluto dal re normanno Ruggero II, fu distrutto nel 1156 dagli stessi Baresi (che avevano indotto il re Guglielmo il Malo a radere al suolo l’intera città ad eccezione di alcuni luoghi di culto) e ricostruito già nel 1233, allorquando l’imperatore Federico II ne ordinò la riedificazione e il rafforzamento. Subite numerose trasformazioni in epoca angioina e divenuto di proprietà di Ferdinando d’Aragona, fu poi da questi donato alla famiglia ducale degli Sforza. Questi ultimi disposero l’ampliamento e l’ingentilimento della rocca che poco dopo passò nelle mani della figlia Bona, regina di Polonia, che vi morì nel 1557.

In seguito la costruzione, ritornata sotto i re di Napoli, fu adibita a prigione e caserma.

Oggi il castello si presenta circondato dall’antico fossato, che corre lungo tre lati, ad eccezione della fascia settentrionale, un tempo bagnata dal mare; oltre il fossato c’è la cinta di difesa, di epoca aragonese, munita di grandi bastioni angolari a lancia. Al castello si accede dal lato sud, varcando il ponte sul fossato ed entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi ed il mastio svevo. Tutto può essere riconosciuto di sera, grazie al nuovo impianto di illuminazione artistica, progettato dall'ingegnere barese Antonio Vernole, ed inaugurato nel settembre 2008. La nuova illuminazione consente di distinguere la cinta bastionata dal Castello vero e proprio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ fonti citate nel testo della voce

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]