Jacopo Piccinino

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Jacopo Piccinino (Perugia, 1423Napoli, luglio 1465) fu Signore di Sulmona, Sterpeto, Assisi, Chieti, Città Sant'Angelo, Francavilla al Mare, Varzi, Fiorenzuola d'Arda, Atessa, Fidenza, Pandino, Penne, Borgonovo Val Tidone, Castell'Arquato, Frugarolo, Borgo Val di Taro.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu un capitano di ventura.[1] Figlio di Niccolò Piccinino, fratello di Francesco, padre di Giovanni Giacomo, sposò Drusiana, figlia naturale di Francesco Sforza. Fu invitato presso la propria dimora dal re di Napoli Ferrante d'Aragona, per assumere il comando delle truppe napoletane; qui, dopo alcuni giorni di festeggiamento, in un momento d'assenza della sua scorta fu fatto arrestare a tradimento, ed immediatamente fatto strangolare dal re, che ne temeva la potenza militare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iacopo Piccinino nell’Enciclopedia Treccani

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]