Microtus savii

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Arvicola di Savi
Immagine di Microtus savii mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Arvicolinae
Genere Microtus
Sottogenere Terricola
Specie M. savii
Nomenclatura binomiale
Microtus savii
de Selys-Longchamps, 1838
Sottospecie
  • M. savii savii
  • M. savii nebrodensis
  • M. savii tolfetanus
  • M. savii niethammericus

L'arvicola di Savi (Microtus savii de Selys-Longchamps, 1838) è un piccolo roditore della famiglia dei Cricetidi, diffuso prevalentemente in Italia[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un roditore di piccola taglia, dal corpo abbastanza tozzo, lungo 82–85 mm, con un peso di 15-32g. La sua pelliccia, densa e soffice, è di colore bruno chiaro, tendente al grigio nella zona ventrale. Alcuni esemplari possono presentare una striscia verticale bianca sulla parte ventrale del corpo.

Gli occhi e le orecchie sono piccoli e parzialmente nascosti dal fitto pelo. Le zampe sono dotate di unghie robuste, adatte allo scavo. La coda, nera e glabra, è lunga 2–3 cm.

È riconoscibile dalle altre specie di arvicole in quanto presenta una zampa con 5 polpastrelli.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'arvicola di Savi è diffusa in quasi tutta la penisola italiana (eccettuato il Nord-Est) e in Sicilia. Assente in Sardegna[2]. Presenze marginali sono segnalate anche nella Svizzera meridionale e nel sud-est della Francia.

Vive dal livello del mare sino a 2000 m di altitudine.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola, con abitudini fossoriali, trascorre cioè buona parte del suo tempo in complessi sistemi di cunicoli sotterranei da cui tuttavia esce frequentemente per la ricerca di cibo e acqua. È solita usare tane e cunicoli in condivisione con tapla europaea, apodemus sylvaticus e crocidura leucodon.

È attiva soprattutto nelle ore diurne.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Ha una dieta strettamente vegetariana: si nutre essenzialmente di semi, tuberi, bulbi, rizomi e cortecce.
Può provocare seri danni alle coltivazioni agricole.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La maturità sessuale è raggiunta all'età di 3 mesi.
È una specie abbastanza prolifica: la stagione riproduttiva, che va da aprile ad ottobre,sembra trovare un picco nel mese di aprile e nel mese di settembre; la femmina può dare vita sino a 20 cuccioli, in 4-5 nidiate di 2-4 piccoli per volta. I piccoli vengono partoriti in camere sotterranee imbottite con erba e muschio.

Predatori[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi predatori si annoverano mammiferi carnivori come la volpe e la donnola, uccelli rapaci sia notturni (Strigiformes) che diurni (Falconiformes), serpenti. In alcuni casi di pericolo , le femmine,anche se non sono le madri, possono spostare i cuccioli in un posto più sicuro.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Ne sono note 4 sottospecie[3]:

  • Microtus savii savii de Sélys-Longchamps, 1838 - diffusa nell'intera penisola
  • Microtus savii nebrodensis Minà Palumbo, 1868 - endemica della Sicilia
  • Microtus savii tolfetanus Contoli, 2003 - endemica dei Monti della Tolfa
  • Microtus savii niethammericus Contoli, 2003 - endemica del Gargano

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

È una specie molto comune, che non presenta particolari problemi di conservazione.
La IUCN red list la classifica come specie a basso rischio di estinzione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Microtus savii in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  3. ^ Contoli, L, On subspecific taxonomy of "Microtus savii" (Rodentia, Arvicolidae) in Hystrix Italian Journal of Mammalogy 2003; 14(1-2): 107-111.
  4. ^ (EN) Amori, G. 1996, Microtus savii in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi