Fauna italiana

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La fauna italiana è l'insieme delle specie animali viventi allo stato selvatico all'interno del territorio italiano. In base ai dati forniti dalla checklist[1] finanziata dal Ministero dell'Ambiente (aggiornata al 2003), la fauna italiana comprende circa 57.468 specie – includendo anche 1.812 specie di Protozoi che, per la vicinanza filogenetica al regno Animale, vengono considerati parte integrante della fauna – in tutto equivalente a più di un terzo dell'intera fauna europea.[1]

Il phylum più rappresentato è quello degli Artropodi (45.888 specie, quasi l'80%), costituito essenzialmente dalla classe degli Insetti (37.303 specie, circa il 65% della fauna italiana), dominato a sua volta dall'ordine dei Coleotteri (12.005 specie, pari al 21,7%).

I Vertebrati costituiscono invece solo il 2,2% (1.255 specie), con: 120 specie di Mammiferi, 473 di Uccelli, 58 di Rettili, 38 di Anfibi e 568 di Pesci.[1]

La Checklist delle specie della fauna d'Italia include 4.777 specie animali endemiche, che equivalgono all'8,6% del totale.[1]

Le ragioni della biodiversità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biodiversità in Italia.
L'orso bruno marsicano

L'Italia presenta uno dei maggiori livelli di biodiversità in Europa con oltre 57.000 specie segnalate (più di un terzo dell'intera fauna europea).

Questo è dovuto principalmente a:

  • La posizione geografica: l'Italia è infatti uno dei paesi più meridionali d'Europa, ed è circondata dal mare su tre lati. Presenta 8.000 chilometri di coste e la sua posizione al centro del mar Mediterraneo la rende un corridoio tra il sud dell'Europa e il Nordafrica. Le specie presenti sul territorio italiano, inoltre, provengono anche dai Balcani, dall'Eurasia e dal Medio Oriente.
  • La variegata struttura geologica del territorio.
  • La presenza di alte catene montuose, soprattutto le Alpi e gli Appennini.
  • La diversità di clima e di habitat - un arco alpino molto ampio al Nord, boschi e fiumi al centro, gariga e macchia mediterranea al Sud.
  • Notevole diversità di specie botaniche (9.000 specie - almeno la metà del totale europeo).

L'86% della fauna italiana è terrestre e il 14% acquatico. Gli insetti rappresentano circa i due terzi dell'intera fauna.

Ecoregioni[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte del territorio italiano è compreso nel bacino del Mediterraneo. Importanti ecoregioni terrestri includono: la foresta decidua illirica, le foreste semi-decidue e a sclerofille italiane, le foreste miste dell'Appennino meridionale, le foreste a sclerofille e miste tirreniche e adriatiche, le foreste decidue appenniniche, le foreste miste dinariche e le foreste miste del bacino del Po. Ci sono inoltre molti sistemi di grotte, importanti per la biodiversità.

Vertebrati[modifica | modifica sorgente]

Mammiferi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mammiferi in Italia.

Uccelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uccelli nidificanti in Italia.

Migrazione degli uccelli[modifica | modifica sorgente]

L'Italia è un'importante rotta migratoria verso le regioni Sahariane, in quanto costituisce un ponte naturale tra l'Europa continentale e l'Africa attraverso il Mediterraneo.

Gli uccelli migratori con un basso carico alare come la cicogna, il falco pecchiaiolo, il nibbio bruno, il falco di palude, il gheppio e il lodolaio eurasiatico dipendono dalle termiche e dalle correnti ascensionali per attraversare il Mediterraneo in primavera. Anche se la maggior parte di questi uccelli entrano in Europa attraverso il Bosforo o lo Stretto di Gibilterra, molti partono da Capo Bon in Tunisia ed entrano in Europa passando per le Isole Eolie e lo Stretto di Messina verso la Calabria. Molti di questi uccelli nidificano in Europa centrale e settentrionale. In autunno gli uccelli ritornano in Africa passando sulla stessa rotta.

Rettili[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rettili in Italia.

Anfibi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfibi in Italia.

Pesci[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fauna ittica italiana.

Invertebrati[modifica | modifica sorgente]

La fauna italiana include 56.213 specie di invertebrati che rappresentano il 97,8% sulla ricchezza totale delle specie (i vertebrati sono il 2,2%). Di questi, 37.303 specie (circa il 65%) sono insetti. La ricchezza della biodiversità italiana è una delle più alte per uno stato europeo. Per quanto riguarda gli insetti (i più conosciuti negli altri paesi e quindi adatti ad un confronto), la ricchezza di biodiversità è la più alta in assoluto (Minelli A., 1996). Nell'Italia settentrionale (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Val d'Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna) sono presenti 33.414 specie di invertebrati. L'Italia peninsulare (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata) vanta 24.297 specie. Questo potrebbe indicare un gradiente faunistico, ma per l'Italia meridionale sono disponibili dati meno completi e i biotopi sono assai differenti (Stoch F., 2004).

Fauna marina[modifica | modifica sorgente]

Reef con Paramuricea clavata

Tipi di habitat caratteristici delle zone costiere italiane sono la biocenosi di Cystoseira e le praterie di Posidonia oceanica. Le comunità di Lithophyllum lichenoides formano reef coralligeni notevoli.

Lo stretto di Messina[modifica | modifica sorgente]

Il mar Tirreno e il mar Ionio si incontrano nello Stretto di Messina generando delle potenti correnti e delle forte turbolenze, aggravate dei bruschi cambi di conformazione del fondale in vicinanza della città di Messina. Di conseguenza molte specie solitamente rare nel Mediterraneo si possono trovare in gran numero nei pressi dello Stretto. È piuttosto comune trovare in superficie specie tipiche delle acque più profonde e viceversa, o specie di mare aperto vicino alla spiaggia. L'acqua in risalita trascina le specie dal fondale verso la superficie fino a farle talvolta arenare sulla spiaggia. Reso famoso nel diciannovesimo secolo dagli zoologi Nikolaj Miklucho-Maklaj e Anton Dohrn, lo stretto presenta una straordinaria abbondanza di comunità planctoniche, bentoniche e pelagiche.

Migrazione lessepsiana[modifica | modifica sorgente]

Dall'apertura del Canale di Suez nel 1869 alcune specie invasive originarie del Mar Rosso sono diventate una componente non indifferente dell'ecosistema mediterraneo, avendo un impatto significativo sull'ecologia del Mediterraneo poiché minacciano molte specie locali ed endemiche. Circa 300 specie native del Mar Rosso sono state identificate nel Mediterraneo, ma probabilmente ce se sono altre da scoprire. Questo fenomeno è chiamato migrazione lessepsiana.

Tropicalizzazione e meridionalizzazione del Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tropicalizzazione del Mediterraneo e Meridionalizzazione del Mediterraneo.

Specie aliene ed introdotte[modifica | modifica sorgente]

Due parrocchetti monaco dal Brasile. Questa specie è ormai ambientata nei parchi urbani

.

La fauna italiana è ricca di specie aliene[2] ed introdotte. Alcune di esse risalgono ai tempi dell'Impero romano, come ad esempio la carpa e l'istrice.

Fauna del Pleistocene[modifica | modifica sorgente]

Mammuthus meridionalis al Museo paleontologico di Montevarchi

I grandi mammiferi italiani del Pleistocene provenivano principalmente dalle zone più fredde dell'Europa settentrionale. Specie tipiche sono:

Elefanti nani[modifica | modifica sorgente]

Gli elefanti nani del Pleistocene si sono evoluti a seguito di un processo di nanismo insulare in Sardegna:

e in Sicilia e a Malta

Altri animali del Pleistocene ritrovati in queste isole sono:

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

BiodiversItalia al Bioparco di Roma

L'Italia ha 20 parchi nazionali e 130 parchi regionali. Inoltre sono state istituite delle riserve nazionali (circa 150 zone protette da leggi dello stato), riserve regionali (un totale di 270 aree protette da leggi regionali) e 16 riserve marine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Checklist of the Italian Fauna.
  2. ^ Specie aliene invasive in Italia. URL consultato il 29 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) M. Dobson, Mammal distributions in the western Mediterranean: the role of human intervention in Mammal Review, vol. 28, nº 2, 1998, pp. 77-78.
  • Alessandro Minelli, La fauna in Italia, Roma, Toruing Editore e Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, 2002.
  • A. Minelli, La checklist delle specie della fauna italiana. Un bilancio del progetto in Bollettino del Museo Civico di Storia naturale di Verona, vol. 20, 1996, pp. 249-261.
  • F. Bernini, G. Doria, E. Razzetti, R. Sindaco, Atlante degli Anfibi e dei Rettili d’Italia, Polistampa, 2006.
  • (EN) D. Logozzo, E. Bassi, L. Cocchi, Crossing the sea en route to Africa: autumn migration of some Accipitriformes over two central Mediterranean Islands in Ring, vol. 26, nº 2, 2004, pp. 71-78.
  • (EN) F. Stoche, How many endemic species? Species richness assessment and conservation priorities in Italy in Belgian Journal of Entomology, vol. 2, 2000, pp. 125-133.
  • F. Stoche, Banche dati e distribuzione della fauna italiana: gli invertebrati in Quaderni di Conservazione della Natura, vol. 18, 2004, pp. 21-36.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Musei di zoologia[modifica | modifica sorgente]

I musei che contengono importanti collezioni della fauna italiana e che hanno gallerie pubbliche dedicate alla fauna sono:

Associazioni zoologiche italiane[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]