Crocidura suaveolens

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Crocidura minore
Gartenspitzmaus.jpg
Crocidura suaveolens
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Soricomorpha
Famiglia Soricidae
Sottofamiglia Crocidurinae
Genere Crocidura
Specie C. suaveolens
Nomenclatura binomiale
Crocidura suaveolens
Pallas, 1811
Sinonimi

Sorex suaveolens
Pallas, 1811
Crocidura mimula
Miller, 1901
Crocidura cyrnensis
Miller, 1907
Crocidura aranea minor
de Sélys Longchamps, 1839
Crocidura mimula italica
Cavazza, 1912
Crocidura mimuloides
Cavazza, 1912
Crocidura mimula debeauxi
Dal Piaz, 1925
Crocidura corsicana
Heim de Balsac, 1940
Crocidura ariadnae
Pieper, 1979

La crocidura minore (Crocidura suaveolens Pallas, 1811) è un mammifero soricomorfo della famiglia Soricidae [1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Spitzmaus mittellaendische-drawing.jpg

Crocidura suaveolens è uno dei più piccoli mammiferi europei. Con una lunghezza di appena 5-8 centimetri è la più piccola delle crocidure italiane, rispetto alle quali si caratterizza anche per una coda più corta.

La colorazione della pelliccia è piuttosto variabile: ad una colorazione di fondo grigiastra si sovrappongono velature più o meno marcate di bruno rossiccio e di toni bruni più scuri; la parte ventrale è grigio chiara, con sfumature dal giallo crema al giallo ocra. Elemento caratteristico è la mancanza della netta demarcazione laterale tra il manto dorsale e quello ventrale, che consente di differenziarla dalle congeneri Crocidura sicula e Crocidura leucodon [2].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola con abitudini sia diurne che notturne.

Utilizza spesso come nidi tane scavate da altri mammiferi o semplici anfrattuosità delle rocce o alla base dei cespugli, che riveste con una lettiera di foglie e ramoscelli.

Al pari di altre specie di Crocidura pratica il caravanning: i cuccioli si dispongono in fila indiana aggrappandosi alla coda della madre, che li guida negli spostamenti. Il caravanning è utilizzato per spostare la nidiata in caso di pericolo e di disturbo al nido, nonché per incoraggiare i piccoli all'esplorazione del territorio.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Anche la crocidura minore, come altre specie di soricidi, consuma notevoli quantità di cibo a causa del suo elevato metabolismo. La sua dieta è costituita da insetti, ragni, gasteropodi, piccoli vertebrati e, rispetto alle altre crocidure, anche da una significativa componente vegetale (foglie, radici, semi) [3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva va dalla primavera all'autunno. Le femmine possono avere anche 3-5 gravidanze per stagione. La durata della gestazione è di poco inferiore a un mese.
I giovani escono dal nido già intorno agli otto giorni di vita e raggiungono la maturità sessuale a circa tre mesi.

Predatori[modifica | modifica wikitesto]

I suoi principali predatori sono il barbagianni, e in misura minore la civetta e l'allocco. Occasionalmente può essere predata anche dai mustelidi [4], da diversi ofidi [5], dal ratto delle chiaviche [6] e dall'averla maggiore [7].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Areale di C. suaveolens

È una specie con distribuzione paleartica il cui areale si estende dalle coste atlantiche di Portogallo e Spagna sino alla Cina. Il limite meridionale della sua distribuzione è rappresentato dal Sinai (Egitto) e dall'Arabia Saudita [8]. In Europa esistono due aree di distribuzione separate da un profondo iato geografico: la prima è rappresentata dalla penisola iberica e dalla Francia sud-occidentale, mentre la seconda, comprendente l'Europa centro-orientale, ha un confine naturale rappresentato dalla Vistola e si estende a nord fino al golfo di Stettino (Polonia) e ad oriente sino alle coste del Mar Nero [2].
In Italia è presente in quasi tutta la penisola ed in alcune isole minori (Capraia, Elba, Isola del Giglio, Asinara, Ischia e, forse, Capri). Assente in Sicilia e Sardegna [9].

Popola sia gli ambienti boschivi che quelli di macchia mediterranea e di prateria, dal livello del mare sino a 1800 m di altitudine. Si rinviene anche in aree coltivate e nei giardini, anche se tende ad evitate le aree più antropizzate.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La formula cromosomica di Crocidura suaveolens è 2n = 40, NF = 50. Il cariotipo è formato da 4 coppie di cromosomi metacentrici e 15 coppie di acrocentrici, più una coppia di cromosomi sessuali. Va notato che diverse altre specie di Crocidura orientali ed asiatiche, condividono questo numero di cromosomi [2].
In passato basandosi su criteri tassonomici quali variazioni del colore del mantello o delle dimensioni corporee e craniali sono state proposte diverse sottospecie tra cui:

  • C. suaveolens mimula Miller, 1901 - diffusa in Nord Italia
  • C. suaveolens italica Cavazza, 1912 (sin.: C. s. debeauxi Dal Piaz, 1925) - presente sul versante adriatico della pianura Padana e in alcune zone dell'Italia centrale (Marche, Abruzzi, Campania)
  • C. suaveolens mimuloides Cavazza, 1912 - presente in Canton Ticino.
  • C. suaveolens bruecheri von Lehmann, 1977 - Calabria
  • C. suaveolens caneae Miller, 1909 - Creta
  • C. suaveolens cypriae Bate, 1903 - Cipro
  • C. suaveolens balearica Miller, 1907 - Minorca

Alcune popolazioni insulari di Sardegna, Sicilia, Egadi e Malta, in passato attribuite a C. suaveolens, sono attualmente attribuite ad altre specie quali Crocidura russula, Crocidura sicula o Crocidura ichnusae.

Nonostante il valore di alcune suddivisioni sottospecifiche venga messo in discussione, recenti studi basati sulla analisi del DNA mitocondriale fanno ritenere necessaria una più approfondita revisione sistematica di questa specie. Tali studi hanno infatti consentito di identificare, nell'ambito dell'areale di C. suaveolens, 7 differenti cladi: 3 orientali e 4 occidentali. Inoltre nell'ambito dei cladi occidentali si possono individuare un aplotipo dell'Europa occidentale (cui andrebbero riferite le popolazioni di Francia, Spagna, Inghilterra e, in Italia, le popolazioni della Liguria) e un aplotipo del centro-sud Europa che comprende le popolazioni di Grecia, Svizzera, Austria, Bulgaria, Ungheria nonché quelle dell'Italia nord-orientale [10][11].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Considerata l'ampiezza del suo areale e la numerosità della popolazione stimata, la IUCN red list classifica la specie come a basso rischio di estinzione [8].

È specie protetta dalla Convenzione di Berna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Crocidura suaveolens in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b c Sarà M., Crocidura suaveolens (Pallas, 1811) in Amori G., Contoli L., Nappi A. (eds). Mammalia II. Erinaceomorpha, Soricomorpha, Lagomorpha, Rodentia. Fauna d'Italia, vol. XLIV., Bologna., Edizioni Calderini de Il Sole 24 ORE Edagricole, 2008.
  3. ^ Canova L. e Fasola M, Food habits and trophic relathionship of small mammals in six habitats of the northern Po plain (Italy) in Mammalia 1993; 47(2): 189-199.
  4. ^ Prigioni, 1995
  5. ^ Angelici F.M. & Luiselli L., Patterns of mammal-eating by snakes in the Italian Alps and in peninsular Italy: a review in Ecologia mediterranea 1998; 24(1): 1-13.
  6. ^ Santini L, Il Surmolotto (Rattus norvegicus) negli ambienti riparali: implicazioni e prospettive di controllo in Boll. Mus. St. Nat. Lunigiana 1988; 6-7: 229-233.
  7. ^ Fioretto et al, Primi dati sul comportamento alimentare di Averla maggiore, Lanius excubitor, svernante in provincia di Vicenza in Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia 1998; 48: 200-205.
  8. ^ a b (EN) Hutterer, R., Amori, G., Kryštufek, B., Yigit, N., Mitsain, G. & Muñoz, L.J.P. 2008, Crocidura suaveolens in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  9. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  10. ^ Dubey S. et al, Pliocene and Pleistocene diversification and multiple refugia in a Eurasian shrew (Crocidura suaveolens group) in Molecular Phylogenetics and Evolution 2006; 38 (3): 635-647.
  11. ^ Dubey S. et al, Mediterranean populations of the lesser white-toothed shrew (Crocidura suaveolens group): an unexpected puzzle of Pleistocene survivors and prehistoric introductions.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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