Brivio (famiglia)

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Lapide con stemma della famiglia Brivio

Antica ed illustre famiglia patrizia milanese, la famiglia Brivio viene tradizionalmente fatta risalire ai Duchi di Brünswick. Acquistò particolare prestigio a partire dal XV secolo.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Capostipite storicamente documentato della famiglia è Guglielmo, abitante nel 1251 nel castello di Brivio, da cui presumibilmente ne prese il cognome. Prima di lui abbiamo traccia di altre persone della famiglia, non si sa in che modo collegate con Guglielmo. Ugone, per esempio, nel 1150 fu Giudice a Monza; Manfredo nel 1197 era Domini Enrici Imperatoris Notarius. Il Guasco di Bisio e Annibale Brivio Sforza sono concordi nel ritenere la famiglia discendente da Alcherio di Airuno, nobile longobardo e Signore di Airuno e Brivio nel 960.

Le vicende e le personalità più influenti[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia fu una delle più influenti in Milano, per numero di membri eletti in cariche e uffici pubblici, così come nel lodigiano, dove ebbe numerosi feudi. Molteplici furono i Vicari di Provvisione, i Giudici, i Magistrati delle Entrate Ordinarie e Straordinarie, le personalità attive in ambito militare. Grazie ad un'accorta politica matrimoniale, che li vide imparentarsi con altre celebri famiglie milanesi, come i Visconti, i Carcano, i Trivulzio, i Casati, i Pusterla, i Barbiano di Belgioioso, molti beni di queste famiglie confluirono nelle già vaste proprietà dei Brivio, come il Palazzo Belgiojoso e Palazzo Trivulzio a Milano e Villa Belgiojoso Brivio Sforza a Merate. Ulteriore residenza della famiglia era il castello di Rocca Brivio, nei pressi di San Giuliano Milanese.

Una delle personalità più influenti di questo casato è senza dubbio Delfinolo (+ ante 1413), Patrizio Milanese e Cavaliere Aurato, che nel 1382 venne inviato in qualità di ambasciatore da Bernabò Visconti a Giovanni I d'Aragona. Nel 1388 era membro del Consiglio Generale, nel 1395 figurava invece tra gli 80 cittadini milanesi più ricchi tra cui doveva andare diviso il prestito di 19.000 fiorini imposto dal Duca di Milano. Nel 1403 fu eletto da Caterina Visconti Consigliere di Stato, Generale e Commissario assoluto in Lodi, Crema, Cremona, Brescia, Lovado, Riviera di Brescia. Fu inoltre famigliare privilegiato di Papa Urbano VI. Nel 1404 Delfinolo Brivio e altri esponenti di famiglie guelfe milanesi (Casati, Biglia, Giussani, Confalonieri, Medici, Cusani, Clerici, Biraghi) guidano l'assalto a Porta Nuova.

Gian Paolino, nato intorno al 1370, nel 1399 compare fra i testimoni del matrimonio fra Lucia Visconti e Federico V di Turingia. Viene in seguito nominato Podestà e Capitano del Popolo di Pisa. A seguito dell'assassinio di Giovanni Maria Visconti, nel 1412, Gian Paolino, assieme a Giovanni Brivio suo parente, viene messo al bando perché accusato di essere uno dei congiurati. Viene graziato l'anno successivo, e nel 1414 si vede rinnovata l'investitura feudale della Corte di Luzzaria, delle acque del Lambro e della Vettabia. Nel 1425 viene eletto Capitano di Asti.

Giacomo Stefano (1428 + 1484) fu nel Consiglio Generale, dei XII di Provvisione, Deputato alla Fabbrica del Duomo, Questore del Magistrato delle Entrate Ordinarie. Sposò Antonia Gallerani, sorella della celebre Cecilia Gallerani. Fu sepolto nella Cappella Brivio presente all'interno della Basilica di Sant'Eustorgio a Milano.

Giovanni Francesco Brivio, figlio del precedente, fu Questore del Magistrato Ordinario, Conte e Signore di Melegnano. Partitante per Ludovico il Moro, di cui fu anche vicario, all'arrivo dei francesi fu esiliato e i beni della famiglia vennero confiscati. Tuttavia, già nel 1500 veniva graziato da Luigi XII e gli venivano restituiti i beni. Sui terreni di sua proprietà vicino a Melegnano nel 1515 si combatté la famosa Battaglia dei Giganti. È famoso anche per essere stato ritratto da Vincenzo Foppa, ed è sepolto, come il padre, nella Cappella Brivio nella Basilica di Sant'Eustorgio, a Milano.

Dionigi, figlio del precedente e di Margherita Landriani, Cavaliere Aurato, Governatore di Carmagnola e Casalmaggiore, nel 1532 si vide sottratto il feudo di Melegnano, di cui Francesco II Sforza aveva investito nel frattempo Gian Giacomo Medici. Dionigi Brivio chiamò in causa Gian Giacomo Medici, il quale, a sua volta, imputò il danno al fisco, e dimostrò la sua estraneità e buona fede. Il Senato di Milano dichiarò legittima l'investitura in favore del Medici, ma ordinò che i Brivio fossero risarciti del danno subito.

Giovanni Battista Brivio fu Vescovo di Cremona dal 1610 e suo fratello Cesare nel 1627 ottenne dal Re di Spagna i feudi di Santa Maria In Prato, Casalmaiocco, Isola Balba, Roncoli e Sordio, e la facoltà di appoggiarvi il titolo di Marchese. Da lui discende il ramo marchionale tuttora fiorente, portante cognome Brivio Sforza.

Altre famiglie portanti il cognome Brivio[modifica | modifica wikitesto]

Esistono altre tre famiglie nobili portanti il cognome Brivio, non si sa se ed in quale modo collegati genealogicamente alla più celebre famiglia milanese.

Da un Pietro Brivio, vivente nel XV secolo e sposato a Caterina Carcano, discendono i Brivio di Montevecchia che, nella persona di Giacomo, ottennero nel 1708 il titolo di Conti di Brochles (feudo situato nell'allora Regno di Ungheria) e nel 1713 di Signori di Montevecchia. Di questa famiglia sono degni di nota Giuseppe Ferdinando, musicista, impresario del Teatro Ducale di Milano e compositore di molte opere liriche, alcune in collaborazione con Pietro Metastasio, e Anna Fortunata, madre della celebre Maria Gaetana Agnesi.

Nel 1738 una famiglia Brivio di Pavia ottenne il titolo di Marchese per concessione imperiale. Infine, esiste una famiglia Brivio nel Lazio, che ebbe il titolo di Patrizi Sabini.

Titoli nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Brivio (Sforza): Marchesi di Santa Maria In Prato, Marchesi Brivio Sforza, Signori di Casalmaiocco, Sordio, Roncoli, Isola Balba (1627), Signori di Pairana, Carpiano, Colturano, Patrizi Milanesi. Trattamento di Don e Donna.

Brivio (ramo di Franciscolo): Signori della Corte di Luzzaria, delle acque del Lambro, della Vettabbia (1399), Patrizi Milanesi.

Brivio (di Brochles): Conti di Brochles (1708), Signori di Montevecchia (1713)

Brivio (di Pavia): Marchesi Brivio(1738)

Altri titoli: Conti e Signori di Melegnano (1513 - 1532), Signori di Cavagnera (1592).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annibale Brivio Sforza, Notizie Storico-Genealogiche della famiglia Brivio
  • Bugatti, Storia Universale, anno 1571, Pag. 572
  • Vitali, Theatrum Mediolanensis Urbis, anno 1642
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