Cecilia Gallerani

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Il dipinto di Leonardo da Vinci, la Dama con l'ermellino, nella quale si riconosce la figura di Cecilia Gallerani.

Cecilia Gallerani (Milano, 1473San Giovanni in Croce, 1536) era di nobile famiglia e fu una delle amanti di Ludovico Sforza "il Moro"; feudataria di Saronno e moglie del conte Ludovico Carminati de' Brambilla, detto "il Bergamino", feudatario del castello di San Giovanni in Croce.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Fazio Gallerani e Margherita de' Busti, è celebre per aver posato per Leonardo da Vinci per il famoso dipinto La dama con l'ermellino (1488).

Di origini senesi la famiglia Gallerani approdò a Milano agli inizi del Quattrocento quando, il nonno di Cecilia, Sigerio Gallerani, giurista di partito ghibellino a Siena, si vide costretto a rifugiarsi nella capitale viscontea a causa della prevalsa guelfa. Qui iniziò la carriera di funzionario pubblico che il figlio Bartolomeo, zio di Cecilia, seguì a partire dal 1450 e che aprì le porte a Fazio, padre di Cecilia, come referendario della duchessa ormai vedova Bianca Maria nel 1467; I ruoli ricoperti dai Gallerani presso la corte ducale permisero alla famiglia di mantenere un tenore di vita elevato e crearsi un cospicuo patrimonio terriero in Brianza, essendo però forestieri non vengono annoverati fra le liste dei nobili milanesi dell'epoca.

Dapprima dimorati sotto la parrocchia di Santa Maria Beltrade in pieno centro, il nonno trasferì l'intera famiglia nel 1437 in quella che sarebbe rimasta la casa di famiglia nei pressi di porta Comasina sotto la parrocchia di San Simpliciano, luogo in cui nacque Cecilia nel 1473 penultima di sette fratelli e una sorella.

All'età di sessantasei anni il padre di Cecilia morì e per la famiglia si presentò un periodo economicamente difficoltoso quindi l'istruzione di Cecilia verrà probabilmente curata dalla madre che, figlia di studiosi, incoraggia quel talento che verrà poi lodato dai letterati dell'epoca;

Nel 1482 quando presumibilmente Leonardo arriva a Milano Cecilia ha nove anni.

Nel 1483 la famiglia Gallerani stipula un accordo matrimoniale fra Cecilia, che ha dieci anni, e Stefano Visconti per evitarle la vita monastica, allora normale consuetudine per le figlie femmine che non si sposavano. L'accordo verrà poi annullato nel 1487 a causa dell'impossibilità delle famiglie di far fronte alle doti pattuite.

Nel 1489 la firma di Cecilia appare in una petizione depositata a corte nella quale lei e i fratelli chiedono, vista la situazione economica poco stabile dei fratelli, di tornare proprietari delle terre del padre confiscate anni addietro e di cui sono ereditari. Questo documento è fondamentale per ricostruire l'evento principale che conduce il suo volto ai giorni nostri grazie al quadro di Leonardo: l'incontro con Ludovico il Moro; infatti oltre la firma di Cecilia e dei fratelli vi sono registrate le loro dimore e Cecilia non risulta domiciliata come i fratelli presso la casa di famiglia, bensì sotto la Parrocchia del Monastero Nuovo.

Cecilia ha sedici anni, è nubile, e il fatto che viva indipendentemente nella città milanese senza vedersi costretta a rifugiarsi in un convento per proseguire gli studi denota già la presenza del Duca. Ad avvalorare questa tesi vi è la datazione del dipinto di Leonardo, il quale riceve la commissione da parte del Moro nello stesso anno.

È del 1490 l'ufficiale comparsa alla corte di Cecilia divulgata dall'ambasciatore estense Giacomo Trotti poco dopo il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d'Aragona; in una lettera al duca Estense il Trotti dichiara:

« si dice che il male del signor Ludovico è causato dal troppo coito di una sua puta che prese presso di sé, molto bella, parecchi di fa, la quale gli va dietro dappertutto, e le vuole tutto il suo ben e gliene fa ogni dimostrazione »
(Giacomo Trotti, stralcio di lettera riportato da Daniela Pizzagalli in "La Dama con l'ermellino")

il termine "puta" utilizzato per i bambini denota così l'età della Gallerani che ai tempi ha 16 anni.

Mentre posava per il dipinto, Cecilia ebbe modo di apprezzare Leonardo e di comprenderne le straordinarie doti. Lo invitò a riunioni di studiosi e di intellettuali di Milano, in cui si discuteva di filosofia e di varia cultura. Cecilia stessa presiedeva alcune di queste riunioni.

La contessa Gallerani era una donna ricca di cultura, che parlava correntemente latino e che fece del canto e della scrittura i suoi principali interessi. Cecilia ebbe un figlio da Ludovico il Moro, Cesare. Dopo essere rimasta presso gli Sforza anche dopo il matrimonio del Moro con Beatrice d'Este, alla nascita del figlioletto fu allontanata dalla corte degli Sforza dallo stesso Ludovico ricevendo in dono diversi immobili e beni. Tra questi, il Palazzo Carmagnola, dove grazie a lei verrà istituito uno dei primi circoli letterari e nasceranno la moda della conversazione e dei giochi di società.

San Giovanni in Croce, Villa Medici del Vascello

Rifugiatasi per due anni da Isabella d'Este a Mantova, tornò a Milano con gli Sforza. Al 27 luglio 1492 risalgono le sue nozze con il conte Ludovico Carminati "il Bergamino". Presso la residenza del Bergamino, l'attuale Villa Medici del Vascello in San Giovanni in Croce (Cremona), Cecilia tenne numerosi incontri con artisti, poeti e letterati, trasformando il castello del marito in un luogo comunemente aperto a personalità di alta levatura culturale.

Cecilia morì all'età di 63 anni e fu probabilmente sepolta nella cappella della famiglia Carminati nella chiesa di San Zavedro a San Giovanni in Croce..

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesca Bellotti, Gian Luca Margheriti, Milano segreta, Newton Compton 2008
  • Daniela Pizzagalli, La dama con l'ermellino. Vita e passioni di Cecilia Gallerani nella Milano di Ludovico il Moro. Rizzoli, 1999.

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