Geografia antropica
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La geografia umana, chiamata anche geografia antropica o antropogeografia, studia in quale modo gli individui si adattano ad un quadro ambientale, come interpretano e vivono i luoghi nei quali operano, e le modalità con cui interagiscono con il territorio e con i suoi abitanti.
Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel complesso rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali e la psicologia, o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale.
[modifica] La svolta umanistica nel pensiero geografico
Nel corso degli anni '70 ed '80 del XX° secolo, alcuni esponenti del pensiero geografico presero le distanze dalle classiche teorie strutturaliste, che riducevano il territorio ad una realtà spiegata in termini di causa-effetto, non tenendo conto della "soggettività" dei singoli individui, intesi nella loro specificità.
Rifiutando lo Strutturalismo, la geografia umanistica pone il "soggetto" al centro di ogni rappresentazione territoriale e, allo stesso modo, considera il territorio solo ed esclusivamente in relazione all'individuo. "Porre al centro l'uomo" significa partire dalle condizioni esistenziali dell'essere umano, analizzando in quale modo egli interpreta, vive e percepisce il territorio, quali valori gli attribuisce e come proietta se stesso nello spazio esterno.
La geografia umana privilegia quindi la categoria concettuale del luogo e del paesaggio rispetto a quelle, funzionaliste e strutturaliste, dello spazio: non interessano più gli elementi di omogeneità ma le identità geografiche dei singoli luoghi, e i sentimenti e le percezioni che vi gravitano attorno; dalla "topografia degli spazi" si passa alla "geografia dei luoghi"
Il movimento umanistico in geografia umana, che si basò anche su dimensioni di analisi letterarie ed artistiche, conobbe un declino a partire da metà degli anni '80; molte delle sue istanze riconfluirono quindi nell'allora nascente geografia culturale, che ritematizzò alcuni degli argomenti della geografia umana in un'ottica più ampia e comprensiva.
[modifica] Bibliografia
- Vallega A., Le grammatiche della geografia, Bologna, Pàtron, 2004.
[modifica] Approfondimenti
- Bianchi E., Perussia F., Rossi M., Immagine soggettiva e ambiente, Unicopli, Milano, 1985
- Claval P., Elementi di geografia umana, Unicopli, Milano, 1983
- Corna-Pellegrini G., Itinerari di geografia umana, Unicopli, Milano, 1986
- Corna-Pellegrini G., La geografia come desiderio di viaggiare e di capire, Unicopli, Milano, 1998
- Corna-Pellegrini G., Il mosaico del mondo, Carocci, Roma, 1998
- Mainardi R., Geografia regionale, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1998
- Scaramellini G., La geografia dei viaggiatori. Raffigurazioni individuali e immagini collettive nei resoconti di viaggio, Unicopli, Milano, 1993.
- Vallega A., Introduzione alla geografia umana, Milano, Mursia, 1999
- Dagradi P., Uomo ambiente società. Introduzione alla geografia umana, Pàtron Editore, Bologna 1995

