Geografia antropica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La geografia antropica, chiamata anche geografia umana o antropogeografia, è la scienza dedicata all'analisi della distribuzione, della localizzazione e dell'organizzazione spaziale dei fatti umani. Tale scienza è composta da un aspetto sincronico, ovvero l'analisi degli assetti organizzativi umani presenti nel mondo in un determinato periodo, e da un aspetto diacronico, ovvero l'analisi dei processi che nel corso del tempo hanno condotto alla formazione di tali assetti.

Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali (in particolare sociologia, economia e psicologia), o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale.

LA SVOLTA UMANISTICA DEL PENSIERO DELLA GEOGRAFIA

Nel corso del XX secolo, degli esponenti del pensiero geografico presero le distanze dalle teorie strutturaliste, che riducevano il territorio ad una realtà spiegata in termini di causa-effetto, non tenendo conto della "soggettività" dei singoli individui, intesi nella loro specificità. La geografia umanistica pose il "soggetto" al centro di ogni rappresentazione del territorio ed allo stesso modo considerarono il territorio esclusivamente in relazione all'individuo. Porre al centro l'uomo significa partire dalle condizioni esistenziali dell'essere umano, analizzando in quale modo egli interpreta, vive e percepisce il territorio, quali valori gli attribuisce e come proietta se stesso nello spazio esterno. La geografia umana privilegia la categoria concettuale del paesaggio rispetto a quelle funzionaliste e strutturalistiche dello spazio a cui non interessano gli elementi di omogeneità ma solo le identità geografiche dei singoli luoghi, i sentimenti e le percezioni che ci gravitano attorno dalla topografia degli spazi si passa alla geografia dei luoghi. Il movimento umanistico in geografia umana che si basò su dimensioni di analisi letterarie ed artistiche, conobbe un declino a partire dalla metà degli anni ottanta; molte delle sue istanze confluirono nella loro nascente geografia culturale che ritematizzò degli argomenti della geografia umana in un'ottica più ampia e comprensiva.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andreotti G., Riscontri di geografia culturale, Trento, Artimedia-Trentini, 2008 (1ª ed. 1994)
  • Vallega A., Le grammatiche della geografia, Bologna, Pàtron, 2004.
  • Bianchi E., Perussia F., Rossi M., Immagine soggettiva e ambiente, Unicopli, Milano, 1985
  • Claval P., Elementi di geografia umana, Unicopli, Milano, 1983
  • Corna-Pellegrini G., Itinerari di geografia umana, Unicopli, Milano, 1986
  • Corna-Pellegrini G., La geografia come desiderio di viaggiare e di capire, Unicopli, Milano, 1998
  • Corna-Pellegrini G., Il mosaico del mondo, Carocci, Roma, 1998
  • Cotti Cometti G., Italia: una geografia umana, Ferro, Milano, 1970, 484 pp.
  • Mainardi R., Geografia regionale, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1998
  • Scaramellini G., La geografia dei viaggiatori. Raffigurazioni individuali e immagini collettive nei resoconti di viaggio, Unicopli, Milano, 1993.
  • Vallega A., Introduzione alla geografia umana, Milano, Mursia, 1999
  • Dagradi P., Uomo ambiente società. Introduzione alla geografia umana, Pàtron Editore, Bologna 1995

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Geografia Portale Geografia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Geografia