Protoindustrializzazione
Gli storici hanno indicato la fase antecedente all'industrializzazione con il termine protoindustrializzazione. Questo fenomeno avvenne agli inizi del seicento ed interessò soprattutto l'Inghilterra, in quanto fu la più grande potenza coloniale dell'epoca.
Con l'avvento delle enclosures (ovvero la privatizzazione e la recinzione delle terre comuni) che prima erano "open fields" (terre comuni a cui ognuno poteva avere accesso per pascolare il proprio bestiame) i contadini non riuscirono più a vivere solo grazie all'agricoltura e cominciarono a filare la lana e a produrre tessuti per i mercanti, i quali pagavano i contadini. Si creò quindi un'industria rurale gestita dalle imprese familiari. La loro principale fonte di sostentamento rimaneva (ancora per poco) l'agricoltura.
Col passare degli anni la crisi agricola si inacuì e la lavorazione tessile divenne perciò la principale fonte di reddito per queste imprese familiari. I contadini si spostarono nelle città per lavorare nelle prime fabbriche. È questo l'embrionale impulso che portò alla rivoluzione industriale.
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