Oriundo
Il termine oriundo indica chi, nato in un determinato luogo, ha genitori o antenati emigrati da un altro paese. Impropriamente si può chiamare anche "emigrato di seconda generazione".
Tecnicamente e stricto sensu, l'oriundo non è un emigrato, ma solo un suo discendente.
Indice |
I nati all'estero [modifica]
Definizione [modifica]
La specialità che il termine sta ad indicare risiede nel contrasto fra la provenienza culturale (supponendosi che la famiglia emigrata abbia conservato almeno in parte tradizioni e valori, e spesso lingua, del sito di provenienza) e il contatto con la cultura locale del luogo ove il nucleo familiare si è stabilito. L'oriundo nasce quindi in una famiglia di emigrati nel luogo di destinazione dello spostamento migratorio.
In genere non vi sono legami formali che connettano l'oriundo al luogo di provenienza dei suoi ascendenti: sotto un profilo giuridico, improntato essenzialmente allo ius soli, l'oriundo è generalmente soltanto un cittadino dello stato in cui nasce, senza rapporti con lo stato in cui nacquero gli ascendenti[1]. In tempi recenti, a seguito del sempre più diffuso riavvicinamento fra comunità di emigrati e madrepatria culturale, a fianco allo ius soli si cerca perciò di rivalutare i valori dell'antico istituto giuridico dello ius sanguinis, che legava i diritti in via di discendenza filiale. Ma se nel diritto romano i termini di diritto erano trasmessi in via squisitamente patrilineare, ed anche nel diritto italiano sino a non molto tempo addietro lo ius sanguinis era riconosciuto solo per via di padre[2], oggi in Italia e quasi ovunque è decaduta la discriminante sessista e dunque si considera parimenti la via matrilineare, anche in ragione della Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 per il contrasto alla discriminazione della donna.
Le principali tematiche relative alla questione degli oriundi, infatti, vertono innanzitutto sulla trasmissibilità dei diritti di cittadinanza per via di sangue (appunto ci si riferisce allo ius sanguinis) come riconoscimento giuridico dello straniero (che tale l'oriundo è) di indiretta origine dello stato dal quale espatriò l'emigrato. Poiché la duplicazione della cittadinanza del singolo individuo è in genere scoraggiata quando non direttamente esclusa (e comunque costituisce in genere aggravi in capo all'interessato, specialmente di natura tributaria), allo stato attuale vi sono istanze e susseguenti normazioni relative ad aspetti di dettaglio e facilitazioni per ora incentrati sulla possibilità di contatto e frequentazione della terra d'origine[3], ed eventualmente rientro definitivo.
La condizione dell'oriundo è tale che il rapporto con lo stato d'origine, ove possibile, è nella maggior parte dei casi in realtà demandato alla sola sua espressa intenzione di volerne avere, dal momento che è pienamente cittadino nello stato in cui risiede e nulla gli impone di avere relazione con la terra originaria. La normazione in favore degli oriundi è quindi allo stato attuale improntata al mero riconoscimento di opportunità il cui sfruttamento è evidentemente facoltativo.
Gli oriundi d'Italia [modifica]
In Italia, stato in cui il fenomeno dell'emigrazione verso l'estero (soprattutto a cavallo fra il XIX ed il XX secolo) si è sviluppato in proporzioni ingenti, gode di crescente attenzione il recupero del rapporto con le comunità di origine italiana formatesi nel mondo. Cominciano ad essere emanate norme, particolarmente in ambiti regionali, che prevedono assistenza non più e non solo per coloro che nati in Italia ebbero ad espatriare, ma anche per i loro discendenti (appunto gli oriundi), affinché si consolidi il legame identitario culturale d'origine. Ne è un esempio la legge della regione Veneto 9 gennaio 2003, n. 2,[4], nella quale si dispongono diverse azioni in favore dell'emigrato, del coniuge superstite e dei discendenti fino alla terza generazione, al fine di - tra l'altro - «garantire il mantenimento della identità veneta e migliorare la conoscenza della cultura di origine».
Di oriundi si è trattato normativamente anche a proposito di emigrazione interna [5]. In proposito raggiunse una certa notorietà il caso della Regione Trentino-Alto Adige, il cui vice commissario di governo istituì nel 1955 [6] un corso di preparazione per la carica di segretario comunale riservato ai cittadini italiani oriundi della provincia di Bolzano. Causa un ricorso avverso il decreto, fu sollevata una questione di legittimità costituzionale della legge 9 agosto 1954, n. 748, del quale il decreto era applicazione; la Corte Costituzionale dichiarò infondata la questione [7] consentendo di fatto la prima norma che qualificava giuridicamente l'oriundo e ne ammetteva un trattamento particolare [8].
Gli oriundi italiani, spesso ormai chiamati insieme agli emigrati "Italiani nel mondo", costituiscono una popolazione di proporzioni assai cospicue. Solo in Argentina, secondo una stima [9], vi sarebbero decine di milioni di oriundi italiani [10] e non meno nutrite sono le comunità negli Stati Uniti e in Brasile, altre principali destinazioni del citato flusso migratorio di inizio Novecento. In molti altri paesi europei le comunità italiane sono diffusamente distribuite, ma almeno in area Schengen la caduta di molte barriere nazionalistiche rende assai meno stringente il problema dei rapporti con la madrepatria.
Oriundi nello sport [modifica]
In ambito sportivo la parola designa uno sportivo che rappresenta una selezione nazionale pur essendo nativo di un altro paese. È un termine usato correntemente in tutto il mondo generalmente per riferirsi ad americani: sudamericani nel calcio e nel rugby, nordamericani in hockey su ghiaccio e baseball poi naturalizzati italiani o spagnoli.
Il termine ebbe diffusione in Italia con questo significato quando i regolamenti calcistici furono modificati per consentire a "stelle" sudamericane di poter giocare in Italia in squadre di club e nella Nazionale. Probabilmente il caso più noto fu quello dell'argentino Omar Sívori, insieme a quello dell'uruguayano Schiaffino.
| « L'uomo ch'è venuto da lontano ha la genialità di uno Schiaffino ma religiosamente tocca il pane e guarda le sue stelle uruguaiane. Ah Sudamerica... » |
| (Paolo Conte, Sud America) |
Calciatori italiani oriundi ammessi nelle Nazionali [modifica]
Rugbisti italiani oriundi ammessi nelle Nazionali [modifica]
La maggior parte di essi è di origine argentina, ma vi sono anche neozelandesi, francesi, sudafricani e australiani. L'elenco che segue contiene solo gli oriundi strictu sensu, ovvero coloro che, pur nati all'estero e titolari di un'altra cittadinanza, hanno diritto a quella italiana per diritto di ascendenza (ovvero, che abbiano un ascendente italiano nel proprio albero genealogico). Non sono quindi ivi compresi coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana per cause varie quali naturalizzazione o matrimonio né coloro che sono idonei a giocare per la Nazionale italiana secondo la normativa dell'International Rugby Board, che permette a qualsiasi giocatore - non preventivamente schierato a livello maggiore per la sua federazione di origine - di poter essere utilizzato a livello internazionale dalla federazione in qualsiasi dei suoi club abbia militato per almeno tre stagioni. In quest'ultimo caso si parla di "equiparati".
Hockeisti italiani oriundi ammessi nelle Nazionali [modifica]
Ancora più massiccio che nel calcio è stato il ricorso a giocatori oriundi nell'hockey su ghiaccio italiano. E molto numerosi sono i giocatori oriundi (perlopiù canadesi e statunitensi) ad avere indossato la maglia azzurra.
A titolo di esempio, si può citare il roster dell'Italia ai Giochi di Nagano 1998:
- dei 3 portieri, due erano oriundi canadesi (Mike Rosati e Mario Brunetta), uno statunitense (Dave Delfino);
- degli 8 difensori, tre erano oriundi canadesi (Chad Biafore, Larry Rucchin e Mike de Angelis), due statunitensi (Christopher Bartolone e Robert Nardella) e solo tre avevano il solo passaporto italiano (gli altoatesini Leo Insam, Markus Brunner e Robert Oberrauch);
- dei 12 attaccanti, sette erano oriundi canadesi (Stefano Figliuzzi, Gaetano Orlando, Bruno Zarrillo, Dino Felicetti, Maurizio Mansi, Joe Busillo, Mario Brian Chitarroni) e cinque di solo passaporto italiano (Rolly Ramoser, Lucio Topatigh, Patrick Brugnoli, Stefano Margoni e Martin Pavlu, quest'ultimo nato in Cecoslovacchia, ma cresciuto in Italia).
In totale, dunque, 15 giocatori su 23 avevano il doppio passaporto.
Col tempo il ricorso agli oriundi è stato limitato dalla FISG, restando comunque forte: ancora ai Giochi di Torino 2006, gli oriundi erano 11 (9 canadesi, 2 statunitensi), ai Mondiali dello stesso anno in 6.
Nella seguente lista si elencano gli oriundi che hanno vestito la maglia azzurra in competizioni ufficiali. Vengono indicate le edizioni dei Campionati del Mondo[13] e dei Giochi Olimpici Invernali a cui hanno preso parte.
- Oriundi canadesi
| Nome | Olimpiadi | Campionati del Mondo |
|---|---|---|
| Scott Beattie | 1996, 2001 | |
| John Bellio | 1982 | |
| James Camazzola | 1992, 1994 | 1992 |
| Bruno Campese | 1994 | 1993, 1994, 1995, 1999 |
| Mario Brian Chitarroni | 1998, 2006 | 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 2000, 2001, 2007, 2008 |
| Joe Ciccarello | 1999 | |
| Anthony Circelli | 1992, 1994 | 1992, 1993, 1994, 1995 |
| Alfredo Coletti | 1959 | |
| Jim Corsi | 1982, 1983 | |
| Stefano Figliuzzi | 1994, 1998 | 1992, 1994, 1995, 1996 |
| Robert Ginnetti | 1992 | 1992 |
| Anthony Iob | 2006 | 1997, 1998, 2001 |
| Emilio Iovio | 1992, 1994 | 1982, 1992, 1993, 1994 |
| Robert Manno | 1992 | 1982 |
| Maurizio Mansi | 1994, 1998 | 1992, 1993, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002 |
| Tom Milani | 1984 | 1982, 1983 |
| Jason Muzzatti | 2006 | 2006, 2007 |
| Frank Nigro | 1992 | |
| Gaetano Orlando | 1994, 1998 | 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999 |
| John Parco | 2006 | 2006, 2007 |
| Santino Pellegrino | 1992 | 1992 |
| Roberto Romano | 1992 | |
| Mike Rosati | 1994, 1998 | 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2001, 2002 |
| Lawrence Rucchin | 1998 | 1997, 1998, 1999, 2001 |
| Adam Russo | 2008 | |
| Vezio Sacratini | 1994 | 1994, 2000, 2001, 2002 |
| Giulio Scandella | 2006 | 2007 |
| Andrè Signoretti | 2006 | 2007, 2008 |
| William Stewart | 1992, 1994 | 1992, 1993 |
| Bernard Tomei | 1956 | |
| Carter Trevisani | 2006 | 2006, 2007, 2008 |
| Carmine Tucci | 1956 | |
| Carmine Vani | 1992, 1993 | |
| Mike Zanier | 1992 | |
| Bruno Zarrillo | 1992, 1994, 1998 | 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 2000, 2001 |
- Oriundi statunitensi
| Nome | Olimpiadi | Campionati del Mondo |
|---|---|---|
| Chris Bartolone | 1998 | 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002 |
| Phil De Gaetano | 1994 | 1994 |
| Dave Delfino | 1992, 1994, 1998 | 1992, 1993, 1994, 1996, 1997 |
| Frank Lattuca | 1992 | |
| Mike Mastrullo | 1984, 1992 | 1982, 1983 |
| Robert Nardella | 1998, 2006 | 1995, 1996, 1997 |
| Guido Tenisi | 1982 | |
| Dave Tomassoni | 1984 | 1982, 1983 |
| Anthony Tuzzolino | 2006 |
Oriundi nel Calcio a 5 [modifica]
La nazionale di calcio a 5 dell'Italia è storicamente soggetta a casi di naturalizzazione o proprio dell'utilizzo di giocatori oriundi, soprattutto sudamericani.
Ha fatto scandalo la rosa della nazionale che nel 2008 partecipò ai Mondiali in Brasile, in quanto era interamente formata da calcettisti nati in Brasile; la cosa mandò su tutte le furie la FIFA.
In tal occasione la nazionale perse la semifinale contro la Spagna a causa di una contestatissima autorete di Adriano Foglia a tempo scaduto; se fosse riuscita ad accedere alla finale contro il Brasile si sarebbero affrontate, in Brasile, due rose composte interamente da brasiliani.
Note [modifica]
- ^ Fatta eccezione per poche fattispecie di natura essenzialmente privatistica.
- ^ Vi era cioè differente considerazione giuridica per il figlio di padre italiano e madre straniera rispetto al figlio di madre italiana e padre straniero
- ^ Ad esempio la Regione Sardegna include, sia pure con limitazioni, gli oriundi fra gli aventi diritto ai trattamenti di continuità territoriale.
- ^ Testo della legge
- ^ Quella cioè esplicatasi all'interno del territorio nazionale, da una regione ad un'altra.
- ^ Decreto del 4 agosto 1955
- ^ Sentenza
- ^ La sentenza in pratica non ravvisava nella norma una sperequazione fra cittadini, in eventuale contrasto con l'art. 3 della Costituzione, bensì proprio una perquazione sostanziale, e quindi la facoltà del legislatore di emanare disposizioni che, pur in apparente contrasto con il dettato egualitario della Carta, agiscano invece applicandolo attraverso un principio di equità sostanziale per casi specifici.
- ^ Prefazione di Ludovico Incisa di Camerana al libro di Paola Cecchini, "Mi Argentina querida" (vedi)
- ^ Il 90% di una cifra oscillante fra i 50 e i 60 milioni, secondo il libro testé citato.
- ^ Dal 1982 al 1990 la Nazionale Under 23 era chiamata Sperimentale e rappresentava l'Italia alle Olimpiadi.
- ^ La Nazionale Under 21 dal 1990 rappresenta l'Italia alle Olimpiadi
- ^ Vengono prese in considerazione solo le edizioni in cui la nazionale italiana ha partecipato ai mondiali di Gruppo A o equivalenti. Mancano quindi le edizoini dei campionati di Gruppo B (o I divisione, dopo il 2001) o inferiori.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «oriundo»
Collegamenti esterni [modifica]
- Un sito della comunità degli oriundi italiani in Sud-America
- Informazioni sul progetto "Padulesi all'estero"
- Oriundi: 19 argentini della nazionale italiana
|
|