Campo Testaccio

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Testaccio
CampoTestaccioAlto.jpg
Informazioni
Ubicazione Roma
Bandiera dell'Italia Italia
Inizio costruzione 1929
Inaugurazione 1929
Materiale del terreno Erba
Progetto Silvio Sensi
Uso e beneficiari
Uso polivalente 600px Giallo e Rosso2.png Roma (1929-1940)
Capacità
Posti a sedere 20.000
 

Il Campo Testaccio era uno stadio per il calcio, nel quale giocò la Associazione Sportiva Roma, dal 3 novembre del 1929 (prima partita: 2-1 contro il Brescia) fino al 30 giugno del 1940 (ultima gara: 2-1 contro il Livorno) per ben 161 incontri (103 vittorie, 32 pareggi e 26 sconfitte). Il campo era situato nell'area fra via Nicola Zabaglia (dove si trovavano l'ingresso e la tribuna principale), via Caio Cestio e via Ottavio Leoni.

[modifica] La storia

Venne inaugurato nella stagione 29/30, prendeva il nome dall'omonimo rione popolare che lo ospitava. Progettato dall'ingegner Silvio Sensi, il padre di Franco, presidente del terzo scudetto romanista, su modello degli stadi inglesi (su quello dell'Everton in particolare). Aveva quattro tribune di legno verniciate con i colori della squadra, il giallo ed il rosso, che avevano una capienza di 20.000 spettatori ed un campo in erba (cosa rara per quei tempi) largo 70 metri, grazie al quale veniva attuato un particolare "trucco": le dimensioni dell'area di gioco venivano infatti allargate o ristrette a seconda dell'avversario che si incontrava, senza incorrere a sanzioni disciplinari (i minimi federali previsti erano 60 metri).

Il Campo Testaccio in una foto dell'epoca

Lo stadio è famoso tra i tifosi della squadra giallorossa per via del periodo a cui è legato, quello delle prime partite della A.S. Roma e dello stretto legame di simbiosi che legava i tifosi di allora con i giocatori, che quando scendevano in campo affrontavano gli avversari caricatissimi. Da lì nacque il soprannome, utilizzato saltuariamente ancora oggi, di Roma testaccina: una squadra di carattere e cuore in grado di battere qualsiasi avversario, come l'imbattibile Juventus degli anni trenta, sconfitta con un sonoro 5-0. Dopo l'ultima gara, lo stadio venne abbattuto il 21 ottobre 1940.


[modifica] Bibliografia

  • Massimo Izzi, Testaccio per sempre, Edizioni A.da.gia.ti, Roma, 2001.

[modifica] Collegamenti esterni

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