Ruggero Deodato

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« Io ho fatto solo due/tre horror, il resto sono film realistici »
(Ruggero Deodato[1])
Ruggero Deodato al festival di Cannes nel 2008

Ruggero Deodato (Potenza, 7 maggio 1939) è un regista, attore e sceneggiatore italiano. Inizialmente regista di commedie e poliziotteschi, si afferma con la direzione di pellicole horror, in particolare di genere cannibal, divenendo noto per il contenuto estremo dei suoi film, che gli hanno portato numerosi problemi con la censura e gli hanno procurato il soprannome di Monsieur Cannibal.

Cannibal Holocaust, probabilmente il suo film più famoso, è considerato uno dei più agghiaccianti e controversi della storia del cinema, per il quale Deodato finisce persino in tribunale. Congiuntamente alla carriera cinematografica, lavora anche per la televisione, dirigendo alcune serie televisive e spot pubblicitari.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nato a Potenza, Ruggero Deodato si trasferisce a Roma con i genitori da bambino. A quattordici anni si stabilisce nel quartiere Parioli, uno dei più rinomati della capitale dove risiedono numerose personalità del cinema, con le quali inizia ad avere i primi contatti.

Entra nel mondo cinematografico come comparsa nei film di Domenico Paolella Destinazione Piovarolo, Il coraggio e I ragazzi dei Parioli, ma ben presto sceglie la strada della regia. "Feci per un anno o due diversi filmetti, poi mi chiamarono a fare un provino per Federico Fellini, ma dai sedici ai diciotto anni ero cambiato, avevo gli occhiali, ero imbruttito. Fellini non mi prese. Non pensai più di fare l'attore"[1].

È Roberto Rossellini a dargli la prima opportunità. Con lui lavora come aiuto regista per film come Il generale della Rovere e Viva l'Italia!.

Deodato lavora anche con Sergio Corbucci - in Django tutti gli esterni in Spagna li gira lui -, Riccardo Freda, ma soprattutto con Antonio Margheriti. Con lui Deodato partecipa come aiuto regista a film come Danza macabra e Il pianeta errante.

Grazie ad Antonio Margheriti Deodato esordisce nella regia nel 1964. Il film è Ursus il terrore dei Kirghisi ed è una co-regia tra i due.

Nel 1968 Deodato fa il suo vero esordio con Gungala la pantera nuda, diretto con lo pseudonimo Roger Rockfeller. In quell'anno dirige altri tre film, esplorando generi diversi e affinando il proprio stile.

Sul set di uno di questi film conoscerà Silvia Dionisio, che diventerà sua moglie, fino al divorzio avvenuto nel 1979. Dalla loro unione nascerà un figlio, Saverio Deodato Dionisio, anch'egli attore.

I lavori per la televisione e gli spot[modifica | modifica sorgente]

Dal 1969 al 1975 Deodato lavora soprattutto per la televisione e dirige spot pubblicitari. Il regista ha dichiarato che la sua fu una scelta dovuta al successo della moglie Silvia Dionisio. "Era l'unica cosa che potevo fare. Mia moglie era divenuta una star, i produttori mi chiamavano solo se c'era lei... dovevo cambiare tutto per dimostrare che valevo qualcosa."[1]

Per la TV Deodato dirige alcuni episodi della serie Triangolo rosso e All'ultimo minuto. Gli spot pubblicitari sono innumerevoli, tra i più famosi quelli per la Piaggio, la Fiat, la Philips, le sottilette Kraft e la De Longhi.

Il ritorno al cinema[modifica | modifica sorgente]

Deodato torna alla regia cinematografica nel 1975 con il thriller erotico Ondata di piacere, girato a Cefalù e ambientato su uno yacht, sulla scia del successo di Il coltello nell'acqua di Roman Polanski. Il film ottiene buoni incassi e rilancia il nome di Deodato.

Nel 1976 dirige il suo unico poliziottesco, Uomini si nasce poliziotti si muore, scritto da Fernando Di Leo. Il film è uno dei più violenti del genere, ma è anche molto ironico. Il film viene sforbiciato dalla censura, che taglia alcune scene truculente come un occhio cavato e alcune scene erotiche.

Uomini si nasce poliziotti si muore ebbe un notevole successo, tanto che Deodato aveva pensato a un sequel, che però non fu mai girato.

Monsieur Cannibal[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977 Deodato dirige Ultimo mondo cannibale, che in origine doveva essere un sequel de Il paese del sesso selvaggio (1972), di Umberto Lenzi, e doveva essere diretto dallo stesso Lenzi.

Il film di Deodato ha gli stessi attori protagonisti del film precedente, vale a dire Ivan Rassimov e Me Me Lay, ed è il primo film in Italia a mostrare atti di cannibalismo, dando il via alla Trilogia dei cannibali per la quale il regista diventerà famoso in tutto il mondo.

Nel 1978 dirige un "lacrima movie", genere inusuale per lui, L'ultimo sapore dell'aria, e nel 1980 firma quello che è considerato il suo capolavoro, il controverso e censuratissimo Cannibal Holocaust, per il quale è anche condannato a quattro mesi di carcere con la condizionale.

Nel 1980 firma La casa sperduta nel parco, iperviolento thriller con scene di violenza di un realismo agghiacciante, che rafforza la sua fama di regista estremo.

Dopo I predatori di Atlantide, film avventuroso del 1983, Deodato gira il suo ultimo grande film nel 1985. Il film è Inferno in diretta e conclude la trilogia dei cannibali, anche se è soprattutto un film d'azione che sfoggia forse più violenza e gore di Cannibal Holocaust.

Gli ultimi lavori[modifica | modifica sorgente]

Gli anni successivi vedono Deodato impegnato in generi diversi, con pochi lampi, come lo slasher Camping del terrore, del 1987 e Un delitto poco comune del 1988.

Deodato torna alla televisione e dirige molte fiction, tra cui I ragazzi del muretto e, con Bud Spencer, Noi siamo angeli e l'interessante Padre Speranza, bloccato dalla Rai per diversi anni, forse per evitare la concorrenza con il più famoso e accomodante Don Matteo.

Nel 2007 Ruggero Deodato è presente nel cast di Hostel: Part II, diretto nuovamente da Eli Roth, come attore. Lo ha fortemente voluto il produttore del film Quentin Tarantino. Nel film Deodato interpreta un cannibale italiano, che in una scena mangia un uomo[2].

Lo stile[modifica | modifica sorgente]

Come Lucio Fulci, anche Deodato è considerato un regista estremo: i suoi film provocano lo spettatore con scene di sesso o di violenza molto spinte, inserendo comunque messaggi di critica, specialmente verso la civiltà occidentale. I suoi maestri sono stati Rossellini e il neorealismo, Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e Gualtiero Jacopetti.[senza fonte] Si può considerare l'inventore di un nuovo sottogenere, l'horror neorealista.[senza fonte] Per il suo stile Deodato ha avuto tanti problemi con la censura, ma non è mai sceso a compromessi e anche nei suoi film più convenzionali ha inserito scene shock.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Cannibal Holocaust è stato probabilmente il primo film in cui la narrazione è basata sulle riprese effettuate dai protagonisti della storia,[senza fonte] concetto che verrà poi ripreso dal film The Blair Witch Project del 1999 (e per questo motivo Deodato valuterà un'azione legale[3]), e precedentemente dal film belga Il cameraman e l'assassino (1992), e dal movimento cinematografico d'avanguardia danese Dogme 95.
  • Deodato è molto amato all'estero, soprattutto in Francia, dove è soprannominato Monsieur Cannibal.
  • Deodato ha usato molti pseudonimi durante la sua carriera: Roger Daniel, Roger Deodato, Roger Franklin, Roger Rockfeller, R.D. Franklin, Roger Doget e Roger Drake.
  • Il regista ha dichiarato che nel 1988 la casa di produzione statunitense "Cannon Film" gli propose di dirigere Spider-Man. Il regista partì per gli Stati Uniti, ma scoprì che la "Cannon" era fallita. Il film fu poi diretto da Sam Raimi nel 2002[3].
  • Da alcuni anni scrive puntualmente nella rubrica "I nocturniani" del mensile Nocturno Cinema.
  • Nell'audio commentary dell'edizione "Alan Young" di Cannibal Holocaust Deodato spiega che il motivo per cui il film era così efferato e raccapricciante, era dovuto tra le altre cose (tra cui la denuncia ai media) al suo stato d'animo per l'appena precedente divorzio dalla moglie.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Autori vari, Nocturno #1 - Il ragazzo dei Parioli, Milano, Nocturno, 1996.
  2. ^ Dati forniti dalla rivista "Nocturno", giugno 2007
  3. ^ a b Dati forniti dal commento audio del regista nel DVD di Cannibal Holocaust

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberto Curti, Tommaso La Selva, Sex and Violence: percorsi nel cinema estremo, Lindau,, 2003.
  • Giordano Lupi, Cannibal! Il cinema selvaggio di Ruggero Deodato, Mondo Ignoto, Roma, 2003.
  • Brando Taccini, Stracult Horror. Guida al meglio (e al peggio) del cinema horror italiano anni '80, Quintilia, Roma, 2012.

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