Il paese del sesso selvaggio

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Il paese del sesso selvaggio
Titolo originale Il paese del sesso selvaggio
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, orrore
Regia Umberto Lenzi
Soggetto Emmanuelle Arsan
Sceneggiatura Francesco Barilli, Massimo D'Avack
Produttore Ovidio G. Assonitis
Fotografia Riccardo Pallottini
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Daniele Patucchi
Costumi Ettora Marotti
Interpreti e personaggi

Il paese del sesso selvaggio è un film del 1972, diretto da Umberto Lenzi. Il film inaugurò il genere cannibal movie, anche se nacque soprattutto come avventuroso: in questo film, infatti, è mostrata un'unica scena di cannibalismo. Gli epigoni arriveranno qualche anno dopo (seconda metà degli anni settanta) ed essenzialmente manterranno inalterate le situazioni e riproporranno anche gli stessi attori (Ivan Rassimov e Me Me Lay lavorarono insieme in Ultimo mondo cannibale, del 1977, e Mangiati Vivi, del 1980), solo moltiplicando sangue e violenza.

Il film nasce come una pellicola d'avventura condita con elementi documentaristici, mediati dal genere mondo al quale viene applicata una trama che ricorda il film Un uomo chiamato Cavallo. Il cannibalismo è confinato ad una sola scena, ma gli elementi propri del genere sono tutti presenti: avventura, paese selvaggio, usanze barbare, sesso spiccio e uccisioni gratuite di animali.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un fotografo inglese uccide un uomo per legittima difesa. Ricercato dalla polizia si rifugia nella giungla, cadendo tra le grinfie di una tribù di indigeni.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

L'autrice del soggetto è Emmanuelle Arsan, l'inventrice dell'omonima eroina letteraria e cinematografica.

Lenzi riutilizzerà alcune scene di questo film dieci anni più tardi, per il suo Mangiati vivi!.

Il produttore e sceneggiatore Luciano Martino appare in una scena in un bar.

Il film ebbe un successo straordinario in Europa, specialmente in Germania, dove venne distribuito con il titolo Mondo Cannibale. Il grande successo ottenuto spinse la produzione a proporre a Lenzi di girarne un seguito. Il regista e la produzione non si accordarono però sui compensi (Lenzi pretendeva un chachet superiore a quello del primo film, visto il successo ottenuto da Il paese del sesso selvaggio), per cui la regia fu affidata a Ruggero Deodato, che lo diresse con il titolo Ultimo mondo cannibale.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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