Conan il barbaro (film)

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Conan il barbaro
Conan il barbaro (film).jpg
Conan in azione con la spada
Titolo originale Conan the Barbarian
Paese USA
Anno 1982
Durata 128 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere fantasy, avventura, azione
Regia John Milius
Soggetto Robert E. Howard
Sceneggiatura Oliver Stone, John Milius
Produttore Dino De Laurentiis
Produttore esecutivo D. Constantine Conte
Casa di produzione 20th Century Fox
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox, Ricci e Marinelli
Fotografia Duke Callaghan
Montaggio Carroll Timothy O'Meara
Effetti speciali Nick Allder
Musiche Basil Poledouris
Scenografia Ron Cobb
Costumi John Bloomfield
Trucco José Antonio Sánchez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Conan il barbaro è un film del 1982, diretto da John Milius.

Ispirata al personaggio fantasy Conan il barbaro, ideato da Robert Ervin Howard sulle pagine di Weird Tales nel 1932, il film ha avuto un seguito (Conan il distruttore, 1984).

Il personaggio di Conan venne affidato all'attore di origine austriaca Arnold Schwarzenegger, che proprio con questo film iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico.

Nel 2011 è uscito un reboot intitolato Conan the Barbarian.

Indice

[modifica] Trama

La storia si svolge durante l'Era Hyboriana, un'età fantastica del nostro pianeta creata da Howard per ambientarvi le sue opere[1], corrispondente ad un periodo precedente alla nascita delle civiltà conosciute, che anzi deriverebbero per buona parte proprio da quelle nate in quest'era. Viene introdotta da un breve prologo della voce narrante che introduce l'epoca e il protagonista[2] ed in cui viene mostrata la forgiatura di una spada[3], seguita dal dialogo tra un Conan bambino con il padre sul dio Crom e sul segreto dell'acciaio, ovvero la capacità di lavorare il ferro per produrre armi, conosciuta dal suo popolo.

Il giovane cimmero Conan rimane orfano dei genitori quando questi vengono uccisi da un gruppo di guerrieri giunti a cavallo, che massacrano gli abitanti del villaggio e facendo schiavi i bambini. I predoni hanno come stemma un serpente dotato di due teste, con queste che sembrano affrontarsi, poggiato sui simboli stilizzati del sole e della luna[4]. Il giovane Conan viene costretto ai lavori forzati per anni, situazione che lo porterà a sviluppare un'enorme forza bruta, finché un giorno arriva un uomo che lo compra per fargli iniziare una nuova vita come lottatore. Grazie alla sua forza e all'istruzione fornitagli dal suo padrone diventa un grande combattente e viene fatto viaggiare per il mondo per incontrare nuovi avversari e acquisire nuove conoscenze[5]. La sua condizione di schiavo ha termine una notte, quando il suo padrone, presumibilmente dopo l'ennesima vittoria del cimmero, decide di donargli la libertà.

Ormai libero, mentre sta fuggendo da dei lupi, Conan si rifugia in un tumulo funerario sotto una grande roccia, dove trova i resti di un antico re[6] a cui appartiene una spada d'acciaio[3], circondato da suo seguito. Impossessatosi dell'arma, prosegue il suo cammino in cerca di vendetta, con come unico riferimento il vago ricordo del simbolo con il serpente bicefalo. Nella sua ricerca incontra quella che appare essere una veggente, la quale sembra conoscere il futuro del Cimmero e, durante un amplesso, gli consiglia di viaggiare verso la città di Zamora, per poi trasformarsi subito dopo in una creatura mostruosa che lo assale, fuggendo in forma immateriale dopo essere stata spinta dentro al fuoco del camino[7].

Dopo l'incontro con la veggente a Conan si unisce Subotai, un arciere esperto, col quale raggiunge una grande città, dove i due incontrano Valeria[8], una ladra. I tre decidono di introdursi in una delle torri del tempio del culto del dio serpente Set della città, per sottrarne il tesoro, tra cui vi è un enorme gioiello[9], l'Occhio del serpente, che riescono a rubare. Durante il furto devono affrontare un serpente gigante (a cui il culto sacrificava giovani donne) e Conan trova negli ornamenti del tempio il simbolo che sta cercando, oltre a venire a sapere da Valeria che il capo della setta si chiama Thulsa Doom, che è ritenuto un semidio vecchio di 1000 anni, mentre allo spettatore viene mostrato che il sacerdote, Rexor, secondo nel culto solo a Doom, è uno degli uomini che avevano assaltato il villaggio. Dopo aver sperperato tutta la refurtiva, vengono catturati e condotti dal regnante Osric l'usurpatore. Il re, vista la loro abilità, invece di consegnarli alla setta, come richiesto da Rexor, gli propone una missione, ovvero riportargli la figlia, scappata per unirsi alla Setta di Doom, promettendogli enormi richezze se riescono nell'impresa.

Subotai e Valeria decidono di rifiutare, ma Conan parte da solo attraversando il deserto e la steppa verso il tempio principale della setta, indicatogli da un gruppo di pellegrini. Durante il viaggio giunge ad una necropoli, sulla cui superficie vi sono numerosi menhir, e qui incontra il mago Akiro, che si scopre essere la voce narrante del film in quanto depositario della storia di Conan. Da lì Conan prosegue verso il punto di ritrovo dei pellegrini fingendosi uno di loro: i seguaci della setta vengono rappresentati nel film come una specie di comune hippy, adorante Doom e fortemente plagiata dai sacerdoti del culto, in cui continuano a giungere sempre nuovi gruppi di persone (segno del crescente potere di Doom, di cui poco prima aveva parlato anche re Osric). Qui il Cimmero riesce a sostituirsi ad un sacerdote della setta che, attratto dal giovane muscoloso, aveva cercato di sedurlo. Giunto all'esterno del tempio di Doom (un grande scalinata sovrastata da un terrazzo, sul fianco di una montagna, la montagna del potere) viene scoperto e catturato a causa del simbolo che indossa (preso nel tempio della città derubato) che insospettisce una guardia. La figlia di re Osric viene mostrata come l'ancella del tempio. Dopo essere stato torturato da Rexor e Thorgrim, viene interrogato da Doom, che gli chiede del furto e dell'occhio del serpente. Conan riconosce Thulsa Doom come colui che aveva assalito il villaggio dei genitori e i due hanno uno scambio di battute sul segreto dell'acciaio: il sacerdote afferma di aver rinunciato a scoprirlo, in quanto convintosi che il potere della carne fosse superiore e, per darne prova, mostra al Cimmero come i suoi seguaci siano disposti a morire solo per soddisfare una sua richiesta. Conan viene quindi fatto crocifiggere[10], ma Subotai, giunto nel frattempo, riesce a liberarlo e a portarlo, seppur in fin di vita, del mago Akiro, dove lo attende anche Valeria.

Il mago compie un rituale per cercare di impedirne la morte, ma questo comporta la necessità di lottare con gli spiriti del luogo, che cercheranno di portare via l'anima di Conan o di ottenere una qualche forma di compensazione per lasciarlo in vita. Durante un'anomala tempesta, Valeria sarà costretta a combattere fisicamente con gli spiriti per impedire che portino via l'anima di Conan: al termine dello scontro, in maniera profetica, promette al cimmero, che sta rinvenendo, che sarà legata a lui per sempre e che sarebbe disposta a tornare dagli inferi nel caso fosse morta e lui dovesse combattere per la propria vita.

I tre, questa volta preparati ed armati, tornano al tempio e fanno irruzione nei quartieri interni (nascosti dentro la cavità della montagna), con lo scopo di recuperare la principessa e, da parte di Conan, di tentare di vendicarsi di Thulsa Doom. I tre, si muovono di nascosto attraverso il tempio, osservando le guardie e le ancelle coinvolti in un'orgia sfrenata dove si consumano carni umane. Nello scontro che ne segue, in parte svolto nell'harem di Doom, Valeria riesce nell'intento di rapire la principessa, mentre si scopre che il sacerdote ha la capacità di tramutarsi in un serpente di grandi dimensioni, capacità che gli permette di mettersi in salvo. Doom usa i propri poteri e, tramutato un serpente in freccia, la usa per colpire a morte Valeria: la ladra, morendo, interpreta la propria morte come il tributo che aveva promesso di pagare agli dei in cambio della vita di Conan. Il cimmero e Subotai tornano nella necropoli da Akiro, dove, dopo aver cremato su una pira funeraria Valeria, iniziano a prepararsi ad affrontare Doom e i suoi uomini. Nonostante la grande disparità numerica, Conan, Subotai e Akiro riescono a sconfiggere tutti gli uomini mandati dal sacerdote, compresi Rexor e Thorgrim. Proprio durante lo scontro con Rexor, Conan, in difficoltà, viene aiutato dal fantasma di Valeria (come lei stessa aveva profetizzato)[11], tornata in forma di Valchiria e, dopo aver ucciso il guerriero, scopre che la spada di questi (spezzata durante lo scontro) è quella appartenuta al padre e forgiata durante i titoli di apertura del film. Doom, rimasto solo, prima di allontanarsi prova ad uccidere la principessa (che solo allora, disperata, si rende conto del proprio errore e invoca la protezione del padre) con una nuova freccia-serpente, ma la ragazza viene salvata dall'intervento di Subotai che blocca la freccia con uno scudo.

Il finale della storia si svolge di notte al tempio, mentre Thulsa Doom sta svolgendo un rito di purificazione tramite il fuoco delle torce. Conan si intrufola nuovamente nel tempio, questa volta con la complicità della principessa, visibilmente sconvolta. Davanti ai suoi fedeli Doom prova a tentare il Cimmero, ricordandogli come nel tempo siano state le azioni del sacerdote a formarlo e a dargli la forza per la vendetta, chiamandolo "figlio", ma il barbaro, che impugna i resti della spada del vero padre, lo uccide decapitandolo, per poi lanciare la testa tra i fedeli, seguita dal moncone della spada. I fedeli e i sacerdoti presenti abbandonano il sito, lentamente ed in una specie di processione, spegnendo le loro torce gettandole in una fontana, come se solo allora si fosse rotta l'illusione che li aveva precedentemente plagiati. Rimangono per ultimi solo la principessa e Conan e quest'ultimo da fuoco alla struttura prima di allontanarsi con la giovane dopo un primo momento di apparente incertezza.

Il film si chiude con l'immagine (divenuta iconografica[12]) di un Conan anziano, ormai re, seduto su un trono, con titoli scorrevoli che preannunciano il suo destino futuro.

[modifica] Note

  1. ^ Si veda il saggio (EN)The Hyborian Age, composto da Robert E. Howard durante gli anni trenta, che descrive l'universo narrativo a cui Howard stesso e altri scrittori con cui era in contatto facevano riferimento
  2. ^ La descrizione iniziale fatta dalla voce narrante, è in parte ripresa dalla citazione che apre il romanzo The Phoenix on the Sword, ripresa da della immaginarie The Nemedian Chronicles.
  3. ^ a b Le due spade del film, quella del padre e quella ritrovata successivamente da Conan, sono divenute presto uno dei simboli del film ed oggetto di riproduzioni (non sempre autorizzate). Si vedano per esempio la Conan Father Sword e Conan the Barbarian Atlantean Sword prodotte su licenza dalla spagnola Marto di Toledo.
  4. ^ Il serpente e il suo culto sono riferimenti che torneranno più volte nel film e derivano direttamente dalle tematiche dei romanzi e dei racconti di Howard. Tra gli avversari di Conan nei romanzi vi è Thoth-Amon, un mago sacerdote del dio serpente Set apparso per la prima volta nella storia The Phoenix on the Sword, che sembra essere la fonte di ispirazione per il Thulsa Doom del film. Thulsa Doom nei romanzi e racconti di Howard è invece il nome di un negromante avversario di un altro dei personaggi creati dallo scrittore, Kull di Valusia, ambientati nell'era precedente a quella Hyboriana. Il personaggio di Kull è generalmente considerato l'antesignano di Conan, ed alcuni racconti e romanzi del cimmero (come il già citato The Phoenix on the Sword) sono riscritture di opere pensate inizialmente per Kull.
  5. ^ Nei romanzi e racconti di Howard il Conan giovane mostra scarso interesse verso la cultura, interessandosi più all'azione, mentre quando compare più anziano e già regnante sembra avere un maggiore interesse verso la conoscenza teorica: in The Phoenix on the Sword per esempio discute con il conte Prospero sull'incompletezza delle mappe possedute da Aquilonia, mentre lui stesso ne sta realizzando una rappresentante le nazioni a nord del paese, quasi del tutto ignote e considerate alla stregua di leggenda agli abitanti aquiloniani. Nel film tuttavia la conoscenza della filosofia orientale, che si sostiene sia stata data a Conan durante i suoi viaggi come lottatore, non sembra avere poi nessuna importanza nel resto della trama.
  6. ^ Nel commento audio al film dell'edizione DVD (edizione italiana in due dischi, 20th Century Fox Home Entertainment, 2005, minuto 24 del film e seguenti), il regista John Milius afferma che si trattava di un generale di Atlantide con il suo harem
  7. ^ Questa sequenza, forse per via della scena di sesso, è spesso omessa nei passaggi televisivi in prima serata, ma è presente nelle edizioni home video. Il nome della città immaginaria di Zamora non compare più nel film, ma una delle sequenze successive, quella del furto nella torre/tempio, è ispirata ad un racconto di Howard effettivamente ambientato nella città di Zamora.
  8. ^ Il nome del personaggi deriva da quello della piratessa e guerriera che Conan incontra nel racconto Red Nails.
  9. ^ Tema ripreso dal racconto The Tower of the Elephant, ambientato nella città di Zamora.
  10. ^ Crocifissione ripresa da uno dei racconti originali di Howard, A Witch Shall be Born.
  11. ^ Conan è salvato dal fantasma di una delle donne che aveva amato anche in Queen of the Black Coast: si tratta della regina pirata Bêlit, la regina della Costa Nera a cui fa riferimento il titolo del racconto.
  12. ^ Da quell'immagine sono state prodotte numerose action figures e la stessa è poi stata ripresa da numerosi illustratori nei prodotti del merchandising relativo al personaggio.

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