Ultimo mondo cannibale

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Ultimo mondo cannibale
Ultimo mondo cannibale.jpg.jpg
Una scena del film
Titolo originale Ultimo mondo cannibale
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, orrore
Regia Ruggero Deodato
Soggetto Renzo Genta, Giorgio Carlo Rossi
Sceneggiatura Gianfranco Clerici, Renzo Genta
Produttore Giorgio Carlo Rossi
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Daniele Alabiso
Effetti speciali Paolo Ricci
Musiche Ubaldo Continiello
Scenografia Walter Patriarca
Interpreti e personaggi

Ultimo mondo cannibale è un film del 1977, diretto da Ruggero Deodato.

Si tratta del primo cannibal movie diretto da Ruggero Deodato. La pellicola fece conoscere il regista in tutto il mondo per le sue immagini scioccanti e una violenza molto realistica.

Inoltre il film è stato il primo a mostrare esplicite scene di cannibalismo in Italia, dato che il primo cannibal movie Il paese del sesso selvaggio, diretto da Umberto Lenzi nel 1972, mostrava una sola scena di cannibalismo.

Nell'album Samarcanda Roberto Vecchioni ha citato il film, nel titolo della canzone Vaudeville (ultimo mondo cannibale).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'antropologo Rolf (Ivan Rassimov), il ricercatore petrolifero Robert Harper (Massimo Foschi), Charlie (Sheik Razak Shikur) e Swan (Judy Rosly) atterrano nella giungla di Mindanao, per una ricerca petrolifera.

Arrivati al campo base i quattro, constatando che l'accampamento è deserto, si rendono conto che tutte le persone che erano lì sono state uccise dai Manabu, uomini rimasti all'età della pietra e che praticano il cannibalismo.

Durante la notte Swan viene assalita dai cannibali e uccisa. Il giorno dopo partono alla ricerca della compagna, ma Charlie muore vittima di una trappola. Rolf e Robert si perdono nella giungla e, nel tentativo di ritornare al campo base via fiume, costruiscono una zattera che però finisce per infrangersi contro le rocce sfasciandosi.

Robert, creduto Rolf morto, si rimette in cammino ma viene catturato da una tribù di indigeni non cannibali e imprigionato in una caverna. Lì viene spogliato, umiliato e deriso da tutti gli indigeni, che lo fanno assistere ad alcuni riti tribali, come uccisioni di animali, stupri e violenze di ogni genere.

Una sensuale indigena, Palen (Me Me Lay), affascinata da Robert, lo masturba. Robert, una volta liberatosi, la porta con sé. Palen cerca di fuggire ma Robert la riprende e la stupra. Palen lo aiuta a sopravvivere trovando il cibo e l'acqua e i due si incamminano in direzione del campo base ritrovando per miracolo Rolf, in cattive condizioni: ha un ginocchio ferito che sta andando in gangrena.

Dopo una sosta e senza essere riusciti a farsi notare da un elicottero che sta perlustrando la zona alla loro ricerca, i tre riprendono il cammino per raggiungere l'aereo, imbattendosi però nella tribù di cannibali che riescono a uccidere Palen, a cibarsene e a ferire Rolf con una lancia. Robert affronta il capo dei cannibali, lo uccide e ne mangia il fegato. Gli altri cannibali, sorpresi dal suo coraggio, li seguono senza attaccarli.

Robert e Rolf, raggiunto l'aereo, riescono a decollare, ma Rolf si accascia senza vita sul sedile posteriore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

In origine il film doveva essere diretto da Umberto Lenzi. Nel DVD tedesco del film è presente un trailer in cui appare la firma di Lenzi.

Gli attori Ivan Rassimov e Me Me Lay erano già presenti in Il paese del sesso selvaggio.

Alcune scene truculente di violenza su animali furono inserite dal produttore del film. L'aiuto regista Lamberto Bava venne morso da un serpente, che comunque era senza veleno, essendo stato svuotato per girare una scena.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli Ultimo Mondo Cannibale sono una band grindcore romana, tra le più influenti nella scena pornogrind europea. Il nome del gruppo è un evidente tributo alla pellicola di Deodato.
  • Il gruppo "cult" death metal statunitense Impetigo, affascinato dalle tematiche morbose e truculente, prenderà a prestito il titolo del film per una propria uscita discografica.
  • Il gruppo rap di Savona DSA Commando, nel proprio album "Destroy the enemy", ha inserito una traccia recante lo stesso titolo del film.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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