Franco Di Mare

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Franco Di Mare

Franco Di Mare, all'anagrafe Francesco Di Mare (Napoli, 28 luglio 1955), è un giornalista e conduttore televisivo italiano.

La carriera da inviato[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista professionista dal 1983, nel 1991 entra in Rai dove si occupa di cronaca per il TG2 e della Guerra dei Balcani, oltre a coprire – come inviato – le principali zone dell’Africa e dell’America centrale. Nel 2002 passa al TG1, seguendo buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel corso della sua carriera giornalistica si è occupato di politica internazionale coprendo – sempre come inviato - i falliti colpi di stato in America Latina, le campagne elettorali presidenziali di Stati Uniti, Francia, Bulgaria e Algeria. È stato autore di servizi e documentari su mafia e criminalità organizzata nazionale (Sicilia, Campania e Puglia) e internazionale (Germania, Russia e Bulgaria). Ha realizzato inchieste e servizi a seguito di attentati terroristici in Giappone, Russia, Kenia, Egitto, Stati Uniti e Medio Oriente, nonché reportage da aree colpite da calamità naturali come l’Honduras, il Guatemala, il Nicaragua, l’Alabama, l’India, l’Anatolia e la Louisiana. Ha effettuato documentari e dossier geopolitici su Australia, Sudafrica, Stati Uniti, India, ex Iugoslavia, Venezuela, Algeria, Marocco e Brasile. Ha intervistato eminenti personalità del mondo della politica e della cultura come Tony Blair, Shimon Peres, Chirac, Yasser Arafat, Condoleezza Rice, Tzavo Mbeki, Naguib Mahfouz, Amos Oz, Jorge Amado, Eli Vizer. Ha seguito la vicenda del crack della Parmalat come inviato alle Isole Cayman, lo scandalo di Calciopoli e ha realizzato - insieme a Renzo Arbore - il primo speciale sperimentale in joint-venture tra il TG1 e Rai 1 sull’uragano Katrina, da New Orleans.

La conduzione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 diviene conduttore televisivo su Rai1, dove è al timone di Uno Mattina Estate, di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Dal 2005 al 2009 conduce "Sabato e domenica" programma d’informazione e attualità leader di ascolti nella fascia mattutina - in onda su Rai1 - nel week end dalle 6,30 alle 9,30. Dal 2005 conduce le finestre del Tg1 all'interno di Uno Mattina sempre su Rai1 (tre spazi con news e approfondimenti), attività che ricopre anche per la stagione 2010-2011. Attualmente è alla conduzione della trasmissione Uno Mattina, in onda dal lunedì al venerdì, su Rai1. Ha inoltre condotto numerose serate per Rai1, tra cui: “Premio Lucchetta”, “Mare Latino”, “Premio Internazionale Libertà”, “Premio Alta Qualità”, “Gente d’Italia” da Miami, “Speciale Premio Ischia Internazionale di Giornalismo: talk show con Cesare Romiti” e altri. Ha presentato, su invito dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Repubblica Italiana, numerosi eventi istituzionali al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, tra cui l’iniziativa editoriale volta alla sensibilizzazione dell’educazione civica in occasione del 60º anniversario della Costituzione Italiana. Alla sua attività di giornalista e conduttore affianca un forte impegno sociale e civile che lo ha portato a partecipare come testimonial allo spot televisivo per l’organizzazione umanitaria Smile Train e a realizzare uno spettacolo teatrale, Amira, in cui racconta le sue esperienze di inviato in aree di crisi con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli orrori della guerra.

Aspetti controversi[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2008 prende parte a una festa celebrativa per i cinquant'anni della ditta abruzzese di pannolini Fater. Circa la sponsorizzazione, dichiarerà in seguito di essere stato vittima inconsapevole. A suo carico (e a carico del sodale nella sponsorizzazione, Attilio Romita) fu emessa una sanzione dall'ordine dei giornalisti del Lazio.[1]. La sanzione a carico di Franco Di Mare verrà poi annullata il 22 giugno 2012 con una deliberazione dell'Ordine dei Giornalisti Nazionale in quanto il fatto non sussisteva.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 pubblica - con la casa editrice Rizzoli - “Il cecchino e la bambina”, un racconto di storie di violenza, d’amore, di paura e di speranza in tempo di guerra e nel 2011 – sempre con Rizzoli - il suo primo romanzo, “Non chiedere perché”, quest’ultimo candidato come finalista al “Premio Bancarella” e – nel 2011 - vincitore del “Premio Roma” e del Premio Letterario "Città di Siderno (RC) Armando La Torre". Il 14 novembre 2012 è uscito il suo ultimo romanzo "Il paradiso dei diavoli" edito da Rizzoli.

  • Il cecchino e la bambina. Emozioni e ricordi di un inviato di guerra, Rizzoli, 2009
  • Non chiedere perché, Rizzoli, 2011
  • Casimiro Roléx, Cairo Editore, 2012
  • Il paradiso dei diavoli, Rizzoli, 2012

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Per l’intensa e qualificata attività professionale ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra i quali due “Oscar della Televisione”, il premio “Giornalista dell’anno”, il premio “Cimitile”, il premio “Maria Grazia Cutuli”, il premio “Ilaria Alpi”, il premio Internazionale “Eserciti e Popoli”, il premio “Personalità europea dell’anno”, il premio “Città di Fiumicino”, il premio “A prescindere”, il Premio giornalistico "Città di Salerno", il premio “Margutta” e nel 2011 il Premio Letterario "La Tore isola d'Elba" a Marciana Marina.

Dal 2011 è membro del Consiglio Direttivo dell’Unicef. Ha ricevuto il Premio Simpatia 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pannolini e mezzibusti del Tg1 in una convention surreale - Il Fatto Quotidiano
Predecessore Conduttore de La vita in diretta Successore
Mara Venier e Marco Liorni 9 settembre 2013 - 30 maggio 2014, insieme a Paola Perego Cristina Parodi e Marco Liorni