Una barca nel bosco

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Una barca nel bosco
Autore Paola Mastrocola
1ª ed. originale 2004
Genere romanzo
Sottogenere ragazzi
Lingua originale italiano
Ambientazione Torino
Protagonisti Gaspare Torrente

Una barca nel bosco è un romanzo di Paola Mastrocola pubblicato nel 2003 dalla casa editrice Guanda.

Il romanzo si è aggiudicato nel 2004 il Premio Campiello e il Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I giorni delle scarpe

Gaspare arriva a Torino dall'isola[1] . Il primo giorno di scuola lo passa guardando le scarpe degli altri perché anche gli altri compagni guardano le sue ridendo, visto che ha delle scarpe piuttosto singolari e diverse da quelle indossate dagli altri (marroni scuro e rigide, e quindi non alla moda). Durante questo primo periodo, circa una settimana, dice di annoiarsi e ricorda il padre lontano sull'isola, che lavora per farlo studiare.

La sera dei sei bicchieri

Zia Elsa mostra alla sorella, la madre di Gaspare, tutti e sei i bicchieri che usavano durante la loro infanzia. Tutti e tre brindano per il loro arrivo, ma Gaspare, con i sei bicchieri in tavola, sembra infastidito da questo. Gaspare rivive un flash-back del primo giorno di arrivo a Torino nel quale spiega la differenze tra Torino e l'isola.

Zollette

Gaspare, una sera, si ricorda che domani ci sarà la festa dell'accoglienza, dove ognuno porterà del cibo concordato. Il giorno dopo Gaspare si dimentica di portare delle zollette di zucchero, ma ormai è troppo tardi, per cui la madre gli consegna un pacco di zucchero sciolto. A scuola nessuno gli chiede niente, ma inizia a riscontrare i primi problemi di socializzazione.

Latino agile flessibile

Gaspare, è bravissimo in latino, è più preparato rispetto ai suoi compagni, dato che con la professoressa Madame Pilou aveva già affrontato con impegno lo studio della lingua. Così, stufo di eseguire esercizi ripetitivi e noiosi, chiede al professor De Gente, quando avrebbero affrontato una versione. Il professore gli risponde che è ancora presto, che forse alla fine dell'anno ne affronteranno qualcuna.

Madame Pilou

Gaspare ricorda l'arrivo di Madame Pilou sull'isola. Madame Pilou, visto l'impegno e la bravura di Gaspare, una sera si presenta a casa sua e chiede ai genitori di farlo studiare in un liceo. Così, lui, un anno dopo si ritroverà a Torino.

Paul Verlaine

Gaspare si prepara per la prima interrogazione di francese, dove uscirà volontario. Si prepara su Paul Verlaine, facendo una ricerca perfetta, ma, al momento dell'interrogazione, la professoressa Cerutti, soprannominata Cerbiatti, gli fa una domande di base, ma Gaspare non apre bocca. Qui, la Cerbiatti gli consiglierà di frequentare un corso di recupero.

Copioni

Data la bravura in latino di Gaspare, ogni mattina, cinque minuti prima che suoni la campanella è costretto a far copiare i compiti ai suoi compagni, soprattutto al Masonti.

Dialogo con il minotauro

Il giorno che Gaspare tradusse Ovidio su Teseo si sentiva come il protagonista che andava ad affrontare il Minotauro (la preside). Gaspare era arrabbiato perché faceva notare che gli insegnanti arrivavano sempre in ritardo alle lezione di cinque-dieci minuti. La preside gli risponde dicendo che gli insegnanti lavorano anche quando non sono in classe, così Gaspare ritira la sua "protesta". Tornato a casa va con sua madre a comprare delle scarpe firmate in pelle bianca.

Il sogno dei topi stoccafissi

Da quando è qui a Torino, Gaspare ha degli incubi: sogna di essere seduto nell'unico banco della classe, e di vedere tutti i suoi compagni simili a topi appesi, dicendo di averli puniti.

L'ora di ascolto

Gaspare viene convocato dalla preside che gli dice di frequentare l'OA, l'ora di ascolto, per imparare a socializzare con i compagni. Va così dalla psicologa Lo Gatto e diventano molto amici. All'inizio parla solo la psicologa, mentre lui ascolta. Poi piano piano inizia a dire qualcosa. Però, quando la Lo Gatto gli chiede che regalo vuole per Natale, lui non risponde. Sente parlare due suoi compagni di classe che dicono che è arrivata la cintura di pesce. Gaspare la vuole anche lui, assieme ad un gioco elettronico, "così magari faccio amicizia" dice. Ma la madre gli dice che non ci sono abbastanza soldi, per cui non trova neanche il coraggio di chiederle la cintura di pesce. Gaspare ricorda la sua amica d'infanzia Giorgia, con cui giocava sempre.

Gli occhi del vino

È Natale. Zia Elsa si ammala, e così Gaspare e la madre non possono tornare all'isola. Il giorno di Natale Zia Elsa è quasi guarita e cucina centinaia di agnolotti. A pranzo, le due sorelle raccontano a Gaspare che i loro mariti pucciavano gli agnolotti nel vino e continuando a fare questo gesto, alla fine si formava, nel vino, un occhio d'olio. Gaspare, a questo pensiero, vomita.

DUE

La cintura di pesce

Gaspare, torna a Torino dopo essere tornato da un'estate passata giù all'isola e dopo aver rivisto la sua amica Giorgia. Qui, finalmente acquista il coraggio, grazie alla Lo Gatto, di chiedere alla madre una cintura di pesce, ma questa respinge la richiesta. Dopo aver chiesto un po' fra compagni durante l'intervallo, gli viene suggerito di andare da Mauffy and John's, ma non la trova, così si rassegna. Una mattina, mentre si prepara al buio la colazione, trova la cintura avvolta sulla scodella, con Zia Elsa che lo guarda sorridente. Purtroppo ormai è tardi, nella sua classe tutti hanno quella cintura e così non può acquisire "punti" di socializzazione.

Il re delle frasi

Gaspare cerca di diventare, all'interno della classe, una figura un po' più importante, magari pensa come "re delle frasi". Informa il Masonti che in 5 minuti non tutti riescono a copiare tutte le frasi, così si organizzarono nel fotocopiare la pagina del quaderno di Gaspare, distribuendo i fogli ai compagni. Il tutto va avanti per due settimane, ma un giorno Caritone incolla male la fotocopia, il professor De Gente se ne accorge e chiama la preside. Questa chiede di chi sia la colpa: Gaspare si alza, seguito dal Masonti. La preside li rimprovera, ma i compagni, al rientro, li accolgono con un applauso: Gaspare finalmente è riuscito a socializzare.

Lezioni di branco

Fino a quel momento, durante l'intervallo Gaspare rimaneva attaccato ad un termosifone, perché, non avendo nessun amico, non sapeva con chi stare. Sul termosifone opposto vi era un altro ragazzo, Furio, che lo osserva in continuazione. Ma Gaspare, apparentemente non lo degnava nemmeno di uno sguardo. Dopo il caso del compito di latino copiato, Gaspare gironzola con il Masonti, che gli fa da insegnante di gergo giovanile, il linguaggio da usare col resto del branco: i compagni di classe amici di Masonti. Riesce ad invitare La Frullari, ragazza che piace a Gaspare, ma non conclude niente. Caritone, per scusarsi con Gaspare per la faccenda delle fotocopie gli insegna a "cammellare", un modo strano di camminare. Al ritorno da scuola la madre lo vede e lo rimprovera.

La ragazza viola

Gaspare rinuncia di ritornare per Natale e Capodanno all'isola, solo per andare alla sua prima festa con i compagni. Una festa organizzata da un certo Paolo Bono nella sua villa con piscina. Va, con il suo amico Masonti, ma nella confusione si dividono. Gaspare si ubriaca, e nel bagno, una ragazza con la maglia viola, ubriaca anche lei, lo bacia, ma lui le vomita addosso. Torna a casa verso le sette di mattina.

Oasi perduta

Grazie al cinque, preso volontariamente in scienze, Castagno Marco lo invita al maneggio dell'oasi perduta. Tutti salgono a cavallo, ma Gaspare no, non ci sa andare. Dopo, tutti vanno dal Bela, (Belardi Filippo), a giocare ai giochi elettronici.

Squilli, teschi e parolacce

Finalmente Gaspare chiede al suo idolo, il Seba, se vuole venire con lui in birreria, che gli risponde con un ghigno, credendolo un sì. All'appuntamento Il Seba non si presenta, così Gaspare si ubriaca e va a casa a vomitare. Decide di comprarsi un telefono cellulare, anche se non quello più in voga. La madre ovviamente è contraria del suo continuo messaggiare, ma lo lascia fare. Un giorno lo sente mentre dice parolacce al telefono con Salpinge. La madre un giorno, scoppia in lacrime, quando vede come è ridotto il diario, che nuovo, era di un color blu cielo, ora è nero con, disegnato al centro, un teschio bianco. Ma il culmine della sua socializzazione avviene quando, da un voto scarso in francese, dice alla Cerbiatti "Grazie, strega!", tuttavia questa non lo manda dalla preside. Al ritorno tutti i suoi compagni e di altre sezioni lo accolgono con applausi e striscioni. Flash-Back del giorno della partenza per Torino.

La ragazza francese

Durante l'ora di francese, la Cerbiatti annuncia che si faranno degli scambi culturali. Gaspare dovrà ospitare per un mese, ad aprile, una certa Corinne Dessalle: è contento che la ragazza venga fra tanto tempo, così potrà immaginarsela come vuole e il pensiero che verrà ospitata da loro durerà a lungo: questo lo fa felice.

Isola

Fine dell'anno. Gaspare ha dei voti in pagella più bassi dell'anno precedente. Mirandola Marcella è la "secchiona" della classe con la media dell'8. Il Cartonzi ha la media del 6. Il Masonti, Marco Castagno e Il Seba hanno tre debiti. Giù all'isola, Gaspare e la madre non raccontano nulla di vero sulla scuola. Mentono sui voti, sull'atteggiamento, sui compagni. Gaspare spera di rivedere Giorgia, ma purtroppo non la incontra, così decide di andare al largo, con la barca di suo padre.

TRE

Felix ovvero la mia prima email

Gaspare, privo di computer, si reca periodicamente a casa del compagno di classe Federico Cartonzi, per poter comunicare vie e-mail con Corinne. Si descrive in modo diverso da come è in realtà: di nome Felix, più alto, biondo, famiglia di origine francese, madre che da ripetizioni di latino, padre ingegnere sempre in giro per il mondo.

I tubi del riscaldamento

Gaspare vorrebbe cambiare totalmente la casa: mettere una moquette, cambiare i tappeti, sistemare i muri, nascondere i tubi del riscaldamento e quant'altro, ma la madre lo ferma subito. Allora va a passeggiare lungo il Po con il suo amico, che si rivelerà "il" miglior amico, Furio. Quest'ultimo gli promette che gli verrà in mente un'idea.

Alberi

Grazie ad una pubblicità di Natale, a Gaspare venne in mente l'idea di coprire i tubi del riscaldamento con delle piante. Qui, inizia a comprare una Stella di Natale nel negozio accanto alla gastronomia della madre, credendo che la sua piccolezza bastasse per almeno un tubo, ma, ricredendosi, compra un Pioppo.

Bocce

Gaspare, per non prendere il massimo dei voti durante le verifiche di latino, inizia ad interessarsi di "bocce", guardando le "bocce", come le definisce lui, di una sua compagna: Margherita Quadrotto. L'amicizia con Furio diventa rose e fiori, infatti con lui può confidarsi di quello che fa nel retrobottega, dove traduce in latino fino a notte tarda.

Latinisti e peluccai

A Furio venne in mente l'idea di costruire una fabbrica di peluches, allenandosi a costruirne dozzine. Anche Gaspare ha un sogno: quello di diventare un latinista, ma non lo dice a Furio, almeno per ora. A scuola finalmente arriva la foto di Corinne: Gaspare è ora ufficialmente innamorato.

I doni di Furio

Per l'arrivo di Corinne, Furio e Gaspare devono pensare a risolvere i problemi delle bugie sul suo aspetto che le ha comunicato nell'e-mail. Furio dice che per l'altezza e le origini della famiglia può dire che ha scherzato; ma per il biondo dei capelli, Furio versa in testa a Gaspare una sostanza che usa per i peluches, così i capelli di Gaspare diventano di un giallo polenta.

Corinne!

Il giorno in cui arriva Corinne, Gaspare dovette subito spiegare che il suo nome non è Felix, ma Gaspare. Quando arrivarono a casa, Corinne sembra maleducata, a tal punto che non saluta nemmeno i genitori di Gaspare. Così questo si rifugia nel suo retrobottega.

QUATTRO

Oceani

Fine liceo. Gaspare ha la sua prima macchina, acquistata dal panettiere dato che il figlio è andato a militare. Così Gaspare fa un viaggio: va a vedere l'oceano atlantico, in un luogo ad ovest della Francia. Tornato, si incontra al solito bar con Furio, dove gli viene annunciato che il suo amico andrà a studiare a Berkeley. Gaspare sembra shoccato, così, per ripicca, dice che andrà a studiare latino.

Mi sono inalberato

Gaspare si è informato e documentato su come far vivere al massimo le piante, così trasforma casa sua in una foresta. Furio, non ancora partito per l'università, lo vede a passeggio con una pianta in braccio. Così i due vanno a casa di Gaspare, e lì Furio resta meravigliato della casa, così piena di piante.

Studenti Brevi

Gaspare si iscrive a Scienze della comunicazione, non a latino, perché non vuole deludere i propri genitori. Decide di seguire una laurea breve. Si consulta con il Dottor Grigori, assistente del Professore di Comunicazione Scritta, questo gli dà consigli, gli spiega meglio quello che succede all'università. Gaspare lo informa che vorrebbe laurearsi su Rutilio Namanziano. Gaspare riceve dei complimenti dal Professor Batticolla, dicendogli di farsi rivedere. Così Gaspare si presenta all'appuntamento ma non riesce a dire tutto ciò che voleva. Flash-back su Giorgia.

Rutilio e il consiglio di Svitiglio

Gaspare decide assolutamente di fare la tesi su Rutilio Namanziano con il Professor Batticolla. Un allievo di quest'ultimo gli dice che l'unico modo per parlare con il professore è "beccarlo" in ascensore. Calcola che avrà dai 90 ai 220 secondi. Così Gaspare si fa trovare in ascensore con il Professore, gli spiega tutto e questo gli risponde positivamente.

Api

Gaspare cambia facoltà pur di fare la tesi su Rutilio Namanziano con il Professor Batticolla, così si iscrive a giurisprudenza. La madre di Gaspare è molto contenta della scelta, addirittura euforica. Inizia così a preparare la tesi, ma ci mette molto tempo, perché deve comunque occuparsi delle piante. Purtroppo la tesi non viene apprezzata dal professore, così deve rifarla da capo: finalmente si laurea, con il massimo dei voti. Ora Gaspare si sente un vecchio allievo del Batticolla, quindi diventa un "ape", come gli altri vecchi allievi.

CINQUE

Senza schiuma

Passano due anni, ora Gaspare gestisce come proprietario un bar. Una sera, un uomo tutto incappucciato per la pioggia a dirotto si siede al bar ed ordina un cappuccino senza schiuma: è Furio che lo aspetta fino alla chiusura per parlare.

Piroghe

Sempre la stessa sera del ritorno di Furio, Gaspare gli racconta tutti gli avvenimenti del tempo passato insieme.

Latitudini Australi

Gaspare, dopo laurea cercò lavoro in uno studio legale di alto rango, e per questo fece un concorso, ma non venne preso. Così Furio gli chiede il perché. Gaspare si irrita, così gli risponde solo che non lo ha vinto, e di smetterla con quella domanda.

Paravento nero

Gaspare racconta a Furio che sua madre è stata a lungo in ospedale, e lui andava ogni giorno a trovarla. Purtroppo un giorno arrivando in ritardo di dieci minuti la trovò morta dietro un paravento nero.

La camera del pioppo

Gaspare spiega a Furio che ha dovuto sfondare i muri in casa per farci stare le piante. Per il pioppo ha dovuto creare una stanza apposta per lui, dove, per mezzo di una carrucola, il pioppo poteva oscillare e prendere aria.

Picnic

Sei mesi dopo l'ultima volta che Gaspare e Furio si erano visti, quest'ultimo propone di andare a fare un picnic: loro due, più la sorella, che fino a quel momento Gaspare non conosceva. Qui Furio propone di fondare un'azienda dove avrebbero progettato delle case con dentro le piante e i peluche.

Bosco Mondo

Gaspare accetta di rivoluzionare casa propria, adattandola completamente all'esigenza delle piante: si ritrovano a casa di Furio per fare il progetto. Finito questo, gli operai fanno il lavoro e gli costruiscono la casa. A questo punto tutto il vicinato conosce la stranezza di quella casa, la voce si sparge e a poco a poco vengono addirittura dei turisti per vistarla e a chiedere consigli sulle piante e a domandargli il perché della sua impresa.

Ma tu.... Finalmente Gaspare trova il coraggio di dire tutto al padre: dalle bugie raccontate al tempo del liceo, al non aver venduto la sua barca, La Camilla, all'università, a Furio. Ma il lettore scopre che il padre è morto nei primi anni in cui Gaspare era al liceo, lasciandolo a bocca aperta. Lui è morto e suo figlio non può più ritornare indietro diversamente dai suoi alberi che sono cresciuti con lui.

Tipologia di[modifica | modifica wikitesto]

Inizio

L'inizio è in medias res, perché porta il lettore nel pieno della riflessione del protagonista Gaspare Torrente, il quale dice che gli pesa stare di mattina a casa, al buio, a fare colazione, lavarsi al freddo, mettersi su il latte nel pentolino, e stare attento a non farlo colare sul fuoco.

Fine

Il testo finisce con una confessione di Gaspare al padre, dove dice tutto ciò che non gli ha mai detto quando avrebbe potuto. Gli racconta dei problemi a scuola, dei voti in latino, dell'università e di tutto il resto. Poi gli dice che sapeva che non voleva che lui facesse il pescatore, ma Gaspare gli dice che è giusto che i figli di pescatori facciano i pescatori, che i figli di avvocati facciano gli avvocati. Gli dice che lui parlava troppo con il mare, che non sapeva niente del mondo, e che quindi non poteva capire visto che era disadattato, ma non come possiate pensare voi ma in certi aspetti cruciali come il condizionamento della moda o delle ragazze.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Della storia

La cronologia della storia si estende dal primo anno di liceo, ad alcuni anni dopo l'università: dai 13 anni ai suoi 25 anni.

Del racconto

Per quanto riguarda il tempo del racconto, è presente qualsiasi tipo di variazione della durata: oltre a pause e scene, vi sono sommari ed ellissi, per quanto riguarda agli ultimi anni di liceo e anni dopo la laurea (ellissi), per quanto riguarda agli anni dell'università (sommario).

Distanza[modifica | modifica wikitesto]

La distanza del testo narrativo "Una barca nel bosco", è assolutamente minima, perché l'autrice cerca di far coincidere i tempi in cui il lettore legge il testo con i tempi in cui le vicende si svolgono usando maggiormente il passato prossimo e il presente.

Sistema dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Modalità di presentazione

Presentazione prevalentemente indiretta. Per quanto riguarda Corinne, la presentazione è invece diretta.

Caratteristiche

Gaspare è una persona fragile, esile, timida che si lascia condizionare, docile. Ma anche che vive nel proprio mondo, almeno quando è solo. Gaspare pare una persona devota al Cristianesimo, dato che in qualche punto del testo Gaspare prega Dio o Gesù. La sua famiglia è, come situazione economica, povera. Il padre fa, infatti, il pescatore, quando invece le famiglie dei suoi compagni di liceo sono tutte ricche con padri che lavorano all'estero. Per quanto riguarda l'aspetto di Gaspare non abbiamo molte informazioni, solo che è moro e non molto alto. Lui si sposerà con la sorella di Furio, Gemma (la ragazza non è la vera sorella di Furio, ma ne è la sorella adottiva).

Tipologia

Tutti i personaggi sono dinamici, tranne il padre.

Ruoli e funzioni

Gaspare svolge il ruolo del protagonista, mentre Furio quello del co-protagonista. Nel primo anno di liceo, i suoi compagni di classe, ricoprono il ruolo di antagonisti, o, per la maggior parte del romanzo, di comparse. Invece nel secondo anno si instaura un rapporto amichevole, anche se basato sull'andamento fisico e sulla qualità del saper vestire alla moda dello stesso Gaspare. I personaggi secondari di questo testo sono: la mamma, Madame Pilou, zia Elsa e il papà di Gaspare. Comparse sono: I professori, i parenti di Gaspare, il professore Batticolla e i suoi aiutanti, l'aiutante barista e la sorella di Furio. Gli emittenti sono i genitori di Gaspare. Il destinatario è invece il protagonista Gaspare.

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è ambientato nella città di Torino, dove abita Gaspare e la sua famiglia, tranne il padre, che si trova in un'isola di cui al lettore non viene mai rivelato il nome. La scuola influisce sul comportamento dinamico di Gaspare; infatti inizia a guardare al proprio aspetto, a cambiare il modo di comunicare, a sottovalutare lo studio. Torino, o meglio, il liceo, lo cambia totalmente. Si comporta in modo diverso, solo per farsi accettare dai compagni, per essere visto e per avere almeno un po' di felicità durante i 5 anni di liceo. Il suo cambiamento è dovuto al fatto che vuole farsi, nella nuova scuola, dei nuovi amici. Per quanto riguarda i luoghi interni, anche questi influiscono sullo stile di vita di Gaspare; infatti gli alberi che si adattano alla casa di Gaspare, anzi, la casa che si adatta agli alberi, o, come la chiamano loro, Furio e Gaspare, "Bosco Mondo" cambia il vivere di Gaspare. "Al posto del tetto abbiamo messo una cupola in plexiglas. Tutto secondo i disegni di Furio ingegnere ... naturalmente. Una cupola trasparente che si apre e si richiude a comando. Quando vuoi che entri l'aria o la pioggia apri, altrimenti chiudi. [...] Poi abbiamo sfondato gran parte dei pavimenti e putrellato quel che restava. Le pareti le abbiamo impregnate di un materiale traspirante e antimuffa, e in alcuni punti rinforzate con tralicci e giunture in metallo. Abbiamo costruito pozzi profondi per l'acqua, e fosse capienti per interrare gli alberi. Ci vuole molto spazio per un albero. [...] Il difficile è progettare gli spazi. Ma per fortuna Furio ha questa capacità ingegneristico-architettonica: lui vede uno spazio vuoto e si disegna in testa come riempirlo. [...] Si trattava di prevedere ampie zone a prato, alternandole a zone lastricate. Bisognava anche trovare il punto esatto dove ospitare, per ogni stanza, l'esemplare arboreo più importante e impegnativo. Progettare zone in ombra, che però, non siano angoli negletti della casa; e zone assolate per piante che necessitano di un forte fonte di calore. Disegnare giardini interni, con tanto di rocce, fonti d'acqua, scarpate. Infine scegliere i materiali più idonei per le varie pavimentazioni. Senza parlare dei sistemi idraulici, aeranti, concimanti; i condizionatori, i nebulizzatori, i deumidificatori; le illuminazioni e le temperature a tempo; senza contare l'aspetto puramente estetico, ad esempio la schermatura di visuali poco gradite nonché, al contrario, l'apertura di varchi su panorami ameni. [...] Al pioppo abbiamo dato la posizione di massima centralità: è piantato al pianterreno, in un buco profondissimo che attraversava tutte le cantine, e arriva fin quasi a toccare la cupola di pexiglas; intorno ha il vuoto: gli abbiamo scavato in giro i pavimenti di due piani, soffitto compreso, in modo che lui adesso percorre la casa nel totale della sua altezza, e a ogni piano abbiamo lasciato, intorno al buco, una piccola balaustra in pietra, così che ci sia agevole guardarlo da vicino e, nel caso avesse qualche male, curarlo in ogni punto della sua altezza spaventosa." Il curare ogni giorno le sue piante, l'inventare metodi di irrigazione o ventilazione o di oscillazione per le piante, il pazientare giorno per giorno la loro crescita, cambia il vivere di Gaspare.

Narratore e focalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il narratore è interno, dato che il libro è scritto in prima persona. Infatti l'autrice Paola Mastrocola si impersona.E, se coincide, allora abbiamo anche una focalizzazione interna fissa, in quanto il punto di vista rimane sempre lo stesso, quello di Gaspare Torrente.

Tema di fondo[modifica | modifica wikitesto]

Il tema su cui si basa questo testo è la situazione della scuola in questi anni: la moda che entra nella scelta degli amici, la moda che diventa un motivo per escludere una persona dalla propria vita, la moda che diventa parte essenziale nella vita di tutti i giorni, quindi uno stile di vita. ""Tieni!" dico a mia madre. "Nessuno ha delle scarpe così!" [...] Il Seba è un mito, il "più mito" di tutti. Tarlacco mi è simpatico, anche un po' Caritone. Ma Il Seba è un'altra cosa, è un capo, perché tutti stanno a guardare cosa fa e cosa dice lui, ed anch'io vorrei essere così. Oltre al ciuffo, viene in classe col telefonino nella tasca posteriore dei jeans, il giubbotto col bavero rialzato e gli occhiali a specchio sulla testa. Ma soprattutto nei jeans ha una meravigliosa cintura di pitone, con le scaglie tutte in rilievo: un vero spettacolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in cui è nato. Il romanzo non cita il nome dell'isola
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