Marina Ripa di Meana

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Marina Ripa di Meana

Maria Elide Punturieri detta Marina, coniugata Ripa di Meana e precedentemente nota come Marina Lante della Rovere (Roma, 21 ottobre 1941) è un personaggio televisivo, stilista e socialite[1] italiana, conosciuta anche per i matrimoni contratti con Alessandro Lante della Rovere prima e con Carlo Ripa di Meana poi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata in una famiglia borghese, cresciuta a Roma, nel quartiere Parioli, dopo gli studi inizia a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, a Roma, insieme all'amica Paola Ruffo di Calabria, più tardi principessa di Liegi e dal 1993 regina dei Belgi. Poi è una delle protagoniste della vita mondana nella Roma degli anni sessanta[2]. Sale alla ribalta della cronaca[2] sposando a Roma il 10 giugno 1964 don Alessandro dei duchi Lante della Rovere, appartenente all'importante famiglia aristocratica romana, da cui ha la figlia Lucrezia Lante della Rovere, attrice teatrale, cinematografica e televisiva[3].

Frequenta gli ambienti della nobiltà papalina, le cui vicende in quegli anni si intrecciano con quelle raccontate ne La dolce vita di Fellini. Conosce Moravia e Pasolini, è vicina agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, amica di Mario Schifano e Tano Festa, negli anni settanta ha una relazione tormentata con il pittore Franco Angeli, sulla quale scriverà un libro, Cocaina a colazione (2005), raccontando di essere arrivata a prostituirsi per poter comprare al suo amante la cocaina.

Successivamente divorzia da Alessandro Lante della Rovere, di cui conserverà il cognome fino a proibizione del Tribunale su istanza dello stesso Lante della Rovere, dopo che Marina aveva firmato delle opere autobiografiche con il cognome dell'ex marito. Nel settore della moda e licenze collegate, si firma ancora oggi Marina Lante della Rovere. Intraprende una serie di relazioni sentimentali, non ultima quella con il giornalista Lino Jannuzzi, di cui dà conto nel best seller I miei primi quarant'anni.

Nel 1982 si sposa civilmente con Carlo Ripa dei marchesi di Meana. Testimoni della sposa erano Alberto Moravia e Goffredo Parise, testimone dello sposo il leader socialista Bettino Craxi.

Marina Ripa di Meana espone un manifesto con la scritta "Chirac salvaci dal nucleare" alla finestra di Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia a Roma, in un blitz ambientalista all'inizio degli anni novanta

Dalla fine degli anni settanta inizia sempre più spesso ad apparire in televisione. È per un periodo valletta del Maurizio Costanzo Show, partecipa come opinionista o protagonista di trasmissioni in cui mette in risalto il carattere esuberante e la sua natura anticonformista, autentica e libera, - ma spesso sopra le righe e sconfinante nel trash - e dibatte politica sui temi della natura, della tutela del paesaggio, dell'esaltazione del bello e della difesa degli animali. Noto è il forte legame avuto con Bettino Craxi, che continuerà a frequentare anche durante la latitanza di questo ad Hammamet[4]. La Ripa di Meana era inoltre, insieme al marito, sull'aereo che nel 1986 portò Craxi in Cina per una visita ufficiale, che scatenò lunghe polemiche per il costo elevato dovuto alla presenza sull'aereo di Stato di numerosi familiari e amici del Presidente[5]. Nel 1987 dalla sua biografia viene tratto il film I miei primi 40 anni. Nel 1989 il suo secondo best seller La più bella del reame viene portato sullo schermo in un film diretto da Cesare Ferrario e interpretato da Carol Alt.

Svariate le sue attività in campo professionale: ha scritto una decina di libri spesso a sfondo autobiografico (ma anche romanzi gialli e sentimentali), e ha diretto un film, Cattive ragazze (1992). Fu all'epoca sollevata un'aspra polemica sulla pellicola, che ricevette fondi pubblici secondo alcuni grazie all'amicizia tra la Ripa di Meana e Bettino Craxi. Nel 1990 lancia e dirige per due anni il mensile Elite, pubblicato dalla Newton Compton Editori. Nel 1995 diviene Ambasciatrice in Italia dell'IFAW (International Fund for Animal Welfare - USA), per la quale realizza una campagna pubblicitaria completamente nuda, con una folta peluria sul pube e la scritta "L'unica pelliccia che non mi vergogno di indossare"[6].

Negli anni novanta comincia ad animare, in Italia e in altri paesi, campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l'uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell'atollo di Mururoa, contro lo sventramento del Pincio (2008), contro la chiusura dello storico Ospedale di San Giacomo nel cuore di Roma (2008) e quella, recente, per la prevenzione precoce dei tumori. L'8 marzo 2009 è concorrente del reality La Fattoria condotto da Paola Perego, ambientato in Brasile.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • I miei primi quarant'anni (1984)
  • La più bella del reame (1988)
  • Vizi, veleni e velette (1990)
  • Le avventure di Marina: giallo sentimentale a fumetti (1992)
  • La donna che inventò se stessa (1994)
  • Tramonto rosso sangue (1998)
  • Cara Paola,sorella mia (2004)
  • La vita estrema di Francesca Agusta (2001)
  • Cocaina a Colazione (2005)
  • Lettere a Marina (2006)
  • Roma al Rogo (2008)
  • Virginia Agnelli. Madre e farfalla, con Gabriella Mecucci (2010)
  • I miei primi settant'anni (2012)
  • Invecchierò ma con calma (2012)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatrice[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ traducibile dall'inglese come "persona che fa vita mondana" (fonte: Socialite - Dizionario inglese-italiano WorldReference) o "personaggio del bel mondo" (fonte: Traduzione:socialite Dizionario inglese-italiano Larousse)
  2. ^ a b Morto il duca Lante della Rovere, primo marito di Marina Il suo matrimonio nel ' 64 sorprese il jet set L' ultimo smacco la pubblicazione del libro dell' ex moglie che aveva p...
  3. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 2 pag. 95
  4. ^ Marina Ripa di Meana: " Che noia re Bettino "
  5. ^ «Vado in Cina con Craxi e i suoi cari» - Il Sole 24 ORE
  6. ^ Google Images

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]