Palazzo Pallavicini Rospigliosi

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Palazzo Pallavicini Rospigliosi

Il Palazzo Pallavicini Rospigliosi è stato costruito a Roma dalla famiglia Borghese sul colle del Quirinale.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

La costruzione occupa il luogo in cui sono stati rinvenuti i ruderi delle Terme di Costantino, di cui restano ancora i resti nello scantinato del Casino. Il palazzo fu costruito dal cardinale Scipione Borghese, nipote del papa Paolo V, come una grande dimora desiderata al lato della residenza papale del Palazzo del Quirinale. La costruzione del palazzo fu affidata dal cardinale Caffarelli-Borghese a Flaminio Ponzio al quale succedette nel 1613, dopo la morte del Ponzio, l'architetto Carlo Maderno, mentre il giardino fu progettato da Giovanni Vasanzio.[1] Durante il periodo di proprietà di G. A. Altemps, il palazzo fu rifinito da Onorio Longhi.[2]

Le attrattive principali del palazzo oggi includono un piccolo museo che contiene una collezione rinascimentale-barocca superba e il Casino dell'Aurora con un affresco di Guido Reni (1614).[1] È incorniciato in riquadri riportati e rappresenta Apollo nel suo carro preceduto da Aurora, che porta la luce al mondo. Il lavoro è improntato al classicismo, a imitazione dai sarcofagi romani, di cui il museo è ricco, e ricorda l'opera di Annibale Carracci nel Palazzo Farnese.

Una illustrazione di palazzo Pallavicini Rospigliosi

Il palazzo è successivamente passato, per breve tempo, a Giovanni Angelo Altemps, che lo acquistò nel 1616 ma già sei anni dopo fu rivenduto ai Bentivoglio, passò quindi ai Lante e poi al cardinal Mazarino e quindi ai suoi eredi, i Mancini.[1] Durante questo tempo, è servito da ambasciata francese prima del suo trasferimento al più spazioso Palazzo Farnese. Nel 1704, il palazzo fu acquistato dal principe Giovanni Battista Rospigliosi, figlio di Camillo e nipote di papa Clemente IX, e da sua moglie, la principessa Maria Camilla Pallavicini, e si è trasformato in abitazione della famiglia Rospigliosi Pallavicini, che ancora ne possiede la metà, mentre l'altra metà, ceduta dai Rospigliosi dopo la grave crisi finanziaria che coinvolse la famiglia, dovuta agli sforzi per sostenere gli oneri di bonifica della tenuta di Maccarese ed il contemporaneo crollo dei prezzi dei terreni, fu per molti anni la sede della Federconsorzi ed attualmente è la sede della Coldiretti.

La Galleria d'arte Pallavicini, non accessibile al pubblico, è stata cominciata dal cardinale Lazzaro Pallavicini e include più di 540 pitture, disegni e sculture di artisti come Annibale Carracci, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, Botticelli, Lorenzo Lotto, Peter Paul Rubens, Domenichino, Luca Signorelli, Guido Reni e Guercino. Essa costituisce, con le collezioni possedute dalle famiglie Colonna e Doria-Pamphilij, una delle più grandi raccolte private d'arte a Roma. Gli ambienti sono affrescati da Paul Brill e una loggia in giardino è decorata dagli affreschi di Orazio Gentileschi e di Agostino Tassi.

Il Casino è stato progettato da Vasanzio. Sulle pareti sono quattro affreschi delle stagioni dipinti da Brill e due trionfi dipinti da Antonio Tempesta. Il palazzo è ancora abitato dalla famiglia; il casino è occasionalmente affittato per riunioni e conferenze.

Opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Giorgio Carpaneto, I palazzi di Roma, p. 394
  2. ^ Vittorio Sgarbi, Roma - Dal Rinascimento ai nostri giorni in: Dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori, Milano, Bompiani, 1991, p. 157 ISBN 88-452-1801-5

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Carpaneto, I palazzi di Roma, Roma, Ed. Newton-Compton, 1993. ISBN 88-7983-191-7

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]