Storia di Siena
[modifica] Il periodo etrusco
È stato autorevolmente sostenuto (in questo senso Mauro Cristofani) che il nome di Siena possa derivare dal gentilizio etrusco Saina/Seina, attestato epigraficamente a Montalcino, Chiusi e Perugia.
Plinio il vecchio (Naturalis historia, III, 5, 52) definisce Seniensis (nome latino di Siena più il suffisso -ensis) una colonia etrusca al pari di Roselle e Sutri. La presenza etrusca a Siena è comunque attestata da numerosi ritrovamenti archeologici.
Per il periodo più antico si segnalano i ritrovamenti di Piazza del Mercato (alcune fibule di bronzo attribuibili all’VIII-VII secolo a.C.), di Rocca Salimbeni (buccheri, ceramica a vernice nera e ceramica etrusca riferibili ad un periodo tra il VI ed il I secolo a.C.) ed i recenti scavi effettuati nell’area del Santa Maria della Scala, sul versante meridionale della collina del Duomo (resti di una grande capanna con fondazione in muratura, di buccheri ed altra ceramica databili al VII secolo a.C.).
Relativamente al periodo ellenistico si ricordano le necropoli di Campansi (gruppo di tombe ipogee a camera quadrata corredate di ceramica a vernice nera di tipo volterrano, ceramica d’impasto grezzo e ceramica acroma, attribuibili ad un'epoca compresa tra il IV ed il II secolo a.C.), di Porta Camollia (gruppo di tombe a camera con ceramica grezza, una moneta ed un askos attribuibili al III-II secolo a.C.), di Porta San Marco località Giuggiolo (resti di corredi di età arcaica; tombe ipogee con urne iscritte e ceramica a vernice nera, orecchini d’oro e ceramiche figurate del IV – III secolo a.C.), della Coroncina (ceramica a vernice nera e a figure rosse del IV – III secolo a.C.) e la tomba di Colle Verdina in località Pescaia (a pianta circolare con banchina lungo la parete, corredata di vasi d’impasto e terracotta grezza ed un'olla dipinta, attribuibile al II secolo a.C.).
Le testimonianze pervenuteci fanno ritenere che a Siena, anche nel periodo etrusco più recente, non vi fosse una vera e propria formazione urbana e che gli etruschi fossero raggruppati in piccoli insediamenti disposti nel territorio della futura città.
[modifica] La fondazione della città ed il periodo romano
La mitologia cittadina vuole la città fondata da Senio, figlio di Remo, il fondatore di Roma. Senio, col fratello Aschio, avrebbe infatti lasciato Roma perché perseguitati dallo zio Romolo, trovando rifugio nella nuova città.
Un'altra leggenda la vorrebbe fondata più a sud, in un luogo che oggi si chiama Brenna, da Brenno capo della tribù dei Galli Senoni.
Storicamente Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto, prendendo il nome di Saena Julia. Le scarse notizie attendibili precedenti alla fondazione suggeriscono l'esistenza di una comunità etrusca sulla quale si insediò la colonia militare romana augustea.
Il primo documento che conosciamo in cui viene citata la comunità senese risale all'anno 70 e porta la firma di Publio Cornelio Tacito che, nel IV libro delle sue Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la sua visita ufficiale a Saena Julia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso l'autorità.
[modifica] Il periodo longobardo e medievale
Dell'alto medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il vescovo di Siena e quello di Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunziando sentenza a favore della diocesi aretina.
Ma i senesi non furono soddisfatti della sentenza e nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della sentenza emanata dal re Liutprando. Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un gastaldo, rappresentante del re: gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo l'incoronazione di Carlo Magno. Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867.
Dopo il 900 regnava a Siena l'imperatore Ludovico III, il cui regno non durò così a lungo, dal momento che nel 903 le cronache raccontano di un ritorno dei conti al potere sotto il nuovo governo del re Berengario.
[modifica] La Repubblica
| Per approfondire, vedi la voce Repubblica di Siena. |
Nel X secolo Siena si trova al centro di importanti vie commerciali e di pellegrinaggio che portavano a Roma, nel sud Italia e, di conseguenza, alle proiezioni marittime verso la Terrasanta, prima tra le quali la Via Francigena, ottenendo grazie ad esse un'importanza eccezionale.
Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare, comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa situazione di rilevanza, sia politica che economica, portano Siena a combattere per il dominio della Toscana, contro Firenze. Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante centro commerciale, tenendo buoni rapporti finanziari con lo Stato della Chiesa, al quale i banchieri senesi offrivano i propri servizi di prestito o finanziamento.
Alla fine del XII secolo Siena, sostenendo la causa ghibellina, si ritrovò nuovamente contro la guelfa Firenze: celebre è la battaglia di Montaperti combattuta nel 1260, nella quale i senesi, guidati da Manfredi di Sicilia, distrussero l'esercito fiorentino. La battaglia di Colle Val d'Elsa che vide la sconfitta dei senesi ad opera delle truppe fiorentine e colligiane, poi, portò nel 1287 all'ascesa del Governo dei Nove. Sotto questo nuovo governo Siena raggiunge il suo massimo splendore, sia economico che culturale, divenendo di fatto la città più importante della Toscana.
Dopo la peste del 1348, però, cominciò la lenta decadenza della Repubblica senese, che raggiunse l'epilogo nel 1555, anno in cui la città dovette arrendersi alla supremazia fiorentina, dopo tre secoli di primato.
[modifica] Il dominio mediceo e il Granducato di Toscana
Prima ancora della definitiva conquista della Repubblica, Filippo II di Spagna cedette ai Medici tutti i territori conquistati ai senesi, a causa degli ingenti debiti di cui si era fatto portatore nei confronti della casata fiorentina. Fecero eccezione i porti di Orbetello, Talamone, Porto Ercole, Monte Argentario e Porto Santo Stefano che andarono a formare lo Stato dei Presidi. Al termine della vittoriosa campagna di conquista i fiorentini lasciarono una forte autonomia a Siena, lasciando il potere in mano al governo dei Monti senesi a cui vennero affiancati un governatore e un auditore generale, entrambi di nomina granducale. I vecchi territori della Repubblica assunsero il nome di "Stato Nuovo", ma la città seguì comunque i destini della conduzione prima medicea e poi lorense del Granducato di Toscana.
Delle antiche istituzioni repubblicane non rimane nulla, se non il Monte dei Paschi, che nel 1624 subisce una rifondazione su nuove basi, e l'Università degli Studi di Siena.
Tra il XVII ed il XVIII secolo Siena divenne una delle mete più ambite del Grand Tour dei giovani appartenenti alle élite culturali e politiche di tutta Europa, i quali trovavano però sotto i propri occhi una città tranquilla ed assonnata, molto distante dalla vitalità che l'aveva contraddistinta solo fino a due secoli prima. Un certo fervore ed accenni di rinascita si mostrarono attorno alle strutture culturali: l'Università degli Studi, le accademie di fondazione cinquecentesca, che permisero una certa vitalità ed il permanere di Siena all'interno del circuito internazionale, evitandone la totale decadenza.
In ambito artistico furono attivi in questo periodo i pittori Rutilio Manetti (affreschi in San Bartolomeo) e il Nasini, insieme ad una famiglia di scultori di Cortona, i Mazzuoli, che lasciarono numerose opere.
[modifica] Il periodo napoleonico
Tra il 1799 ed il 1800, durante la prima occupazione francese, Siena si rese protagonista assieme ad Arezzo dei moti antigiacobini del Viva Maria, in cui alcuni fuoriusciti da Arezzo al grido di "Viva Maria" assaltarono la Sinagoga, prelevarono tutti gli ebrei in preghiera e li arsero vivi in Piazza del Campo.
Pochi mesi più tardi, durante la seconda campagna d'Italia condotta da Napoleone, Siena divenne capoluogo del Dipartimento dell'Ombrone.
[modifica] L'unità d'Italia
Siena partecipò convintamente alle guerre del Risorgimento, per le quali partirono numerosi volontari. Cospicuo il numero di quelli che si batterono a Curtatone.
Nel 1859 fu la prima città della Toscana a votare a favore dell'annessione al Regno d'Italia. Durante i decenni successivi, soprattutto tra le due guerre, Siena conobbe una rinascita grazie alla sua forza nel settore manifatturiero ed alla crescita dell'Università.
Da ricordare nell'Ottocento i pittori Franchi, Aldi e Maccari. Nell'ambito della scultura furono preminenti Giovanni Duprè e Tito Sarocchi, importante per l'opera filologica di rifacimento delle statue di Fonte Gaia, deteriorate dal tempo (visibili ai piani inferiori del Santa Maria della Scala).
[modifica] Il periodo contemporaneo
[modifica] Curiosità
Un episodio curioso, a metà tra lo storico e lo scientifico, si verificò a sud-est di Siena il 16 giugno 1794, quando una pioggia di meteoriti cadde sulla città di Torrenieri.
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Siena, Santa Maria della Scala. Guida al Museo Archeologico, a cura di Debora Barbagli, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Silvana editoriale, 2008;
- Mauro Cristofani, Siena: le origini testimonianze e miti archeologici, Leo S. Olschki, Firenze 1979;
- Langton Douglas, Storia Politica e Sociale della Repubblica di Siena, Libreria Senese Editrice, Siena 1926 ISBN 88-86417-51-9
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Storia di Siena
[modifica] Collegamenti esterni
- Archivio di Stato di Siena
- Siena On Line
- Estratto da "Breve storia di Siena", Giuliano Catoni, Siena, 1999
- Breve storia di Siena con informazioni sui musei della città
- Fonti e materiali per la storia di Siena e del territorio (1896 - 2004)
- Sito dell'Università degli Studi di Siena con informazioni sugli scavi archeologici nell'area del Santa Maria della Scala