Camillo Filippo Ludovico Borghese

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Camillo Borghese.

Don Camillo Filippo Ludovico Borghese (Roma, 19 luglio 1775Firenze, 9 maggio 1832) fu 6º principe di Sulmona e 7° di Rossano, duca e principe di Guastalla; fu capo della famiglia Borghese, ed è meglio conosciuto per esser divenuto cognato di Napoleone I.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Camillo Borghese nacque a Roma, figlio del Principe Marcantonio IV Borghese (1730-1800) e fratello di Francesco (1776-1839), Principe Aldobrandini, ed entrò al servizio francese nel 1796, distinguendosi in battaglia nelle prime campagne napoleoniche. Nel 1803 si trasferì a Parigi, andando ad abitare nel palazzo d'Oigny di via Grange-Batelière.[1] Incontrò Paolina a palazzo Mabeuf dove la sorella del Primo Console, al ritorno da santo Domingo, viveva con il fratello Giuseppe. Il principe possedeva una dote invidiabile e Napoleone non oppose alcuna resistenza alla richiesta di prenderne in sposa la sorella. Egli divenne secondo marito della sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte, il 23 agosto 1803 a Montfontaine (meno di un anno dopo la morte di Victor Emanuel Leclerc, primo marito di Paolina). Venne nominato principe di Francia nel 1805; successivamente divenne comandante della Guardia Imperiale nel 1805 e poco dopo colonnello (poi maggiore generale) e duca sovrano di Guastalla; nel 1809 divenne Comandante della 27ª e della 28ª Divisione dell'esercito francese.

Inizialmente appassionato (commissionò la famosa Venere con l'effigie della moglie dal Canova), il matrimonio successivamente si concluse in un concubinaggio con numerose amanti che portarono i due amanti a stravaganti usanze quali quella di utilizzare schiavi africani come poggiapiedi. Ad ogni modo la coppia condusse vite separate ma non divorziò mai e Paolina convinse anzi il fratello a concedere a Camillo il governo del Piemonte nel 1808 funzione che assolse con un certo successo essendo amato sia dalla nobiltà piemontese che dal popolo risiedendo al castello di Stupinigi. Camillo ottenne anche la salvaguardia su un prigioniero di riguardo: papa Pio VII.

Napoleone lo forzò inoltre a vendere alla Francia 344 pezzi della Collezione Borghese, che Camillo arricchì nuovamente con nuovi pezzi provenienti dagli scavi in Egitto e con l'acquisto di altre opere. Camillo prestò inoltre notevole attenzione alla villa di famiglia a Porta Pinciana, dando nuova sede alla rinnovata collezione e facendo costruire una nuova entrata monumentale che dava su Piazza del Popolo, ancora oggi esistente.

Dopo la caduta di Napoleone, l'alleanza tra Camillo ed il governo francese si ruppe e lo mise in cattiva luce a Roma, a tal punto che fu costretto a recarsi a Firenze, anche per distanziarsi dalla moglie, evitando ad ogni modo il sequestro delle proprie terre (pratica usuale applicata da Pio VII al suo ritorno al soglio pontificio contro gli ex sostenitori del Bonaparte). Dopo 10 anni di matrimonio fallimentare, venne convinto dal Papa a riprendere con sé Paolina, che però morì dopo soli 3 mesi di cancro. Non avendo avuto figli, alla sua morte il suo patrimonio passò al fratello Francesco. Fu padrino di battesimo di Camillo Benso, conte di Cavour.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore ( benemerenza non statuaria ) - nastrino per uniforme ordinaria Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore ( benemerenza non statuaria )
Stemma di Camillo Filippo Ludovico Borghese

Coat of Arms of Camillo Borghese.svg


Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion
«Almanacco Imperiale dell'anno 1813»

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ H.D'Alméras, Paolina Bonaparte, Milano, Dall'Oglio, 1964, p.125

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Anthony Majanlahti, The Families Who Made Rome, London, Chatto & Windus, 2005, pp. 205 e 180-181, ISBN 0701176873.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Guastalla Successore
Titolo soppresso 1805-1813 Titolo soppresso

Controllo di autorità VIAF: 30381871 LCCN: nr98017993

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