La pelle di zigrino

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La pelle di zigrino
Titolo originale La peau de chagrin
BalzacMagicSkin01.jpg
Illustrazione di Adrien Moreau. (1897)
Autore Honoré de Balzac
1ª ed. originale 1831
Genere romanzo
Lingua originale francese
Serie La Commedia umana, sezione "Studi filosofici"

La pelle di zigrino (La peau de chagrin) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac del 1831.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un giovane, Raphael de Valentin, avendo perduto al gioco le sue ultime risorse, desidera morire. Scopre, presso un vecchio antiquario, un talismano, una pelle di zigrino, che dovrebbe permettergli di soddisfare le tumultuose passioni della sua età. Di rara bellezza la descrizione del negozio dell'antiquario dove la storia dell'umanità viene riassunta e raccontata in una carrellata di oggetti.

Cede il giovane all'impeto del piacere, conduce un'esistenza dissoluta, sogna anche l'amore e passa dalla crudele Fedora, una nobile russa dal cuore di pietra all'angelica Pauline, una ragazzina che incarna tutte le doti di candore, ingenuità e bellezza peculiari della femminilità idealizzata. Nelle sue esperienze successive Valentin si inaridisce. Ad ogni nuova gioia che si procura, la pelle, che è tagliata a misura per la sua vita, si restringe; un giorno si accorge che ormai è ridotta a qualche pollice e cerca invano di scongiurare il suo destino avverso sfuggendo ad ogni desiderio, isolandosi, peregrinando fra stazioni termali e rifugi bucolici in Arvernia, ma non ci sarà nulla da fare: irrimediabilmente condannato, sparirà come il suo talismano.

Analisi dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Questo racconto dal sottofondo moraleggiante è una riflessione sull'alternativa cui gli uomini si trovano messi di fronte : una vita lunga ma priva di emozioni forti o una vita intensa ma breve.

Balzac comunque coglie lo spunto per riflessioni amare sulla società del suo tempo, rappresentata dalla cinica Fedora, sull'aridità e l'arrivismo di un potere che le vicende storiche hanno corrotto ed imborghesito (in senso deleterio, meschino) ed in particolare insiste in molte pagine sul potere dei giornalisti, dell'opinione pubblica (definita la più viziosa delle prostitute), tracciando veloci ritratti di personaggi privi di scrupoli morali, ambiziosi e viziosi. Anche le pagine in cui la chimica, la meccanica la medicina e la scienza vengono messe alla berlina nella loro incapacità di spiegare nulla sull'uomo e sulle sue profonde pulsioni sono ricche di spunti di riflessione per il lettore contemporaneo, e, come nella miglior tradizione del romanzo ottocentesco, ricche di interessanti informazioni sullo 'stato dell'arte delle varie discipline al momento in cui il testo viene scritto. Ancora da notare come il denaro non sia nel mondo descritto da Balzac particolarmente legato al lavoro, e anche se onnipresente nelle vicende e nei pensieri dei protagonisti -anche quando parlano d'amore - è più che altro ambito via improbabili colpi di fortuna, eredità, rendite, scherzi del destino.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

  • trad. Emilio Girardi, Sonzogno, Milano 1904
  • trad. Gildo Passini, Corbaccio, Milano 1933
  • trad. Camillo Sbarbaro, Einaudi, Torino 1947
  • trad. Giorgina Vivanti, Utet, Torino 1956 (poi con introduzione di Alberto Castoldi); Tea, Milano 1988
  • trad. Mariaserena Battaglia, Edizioni per il Club del libro, Milano 1958; De Agostini, Novara 1964
  • trad. di traduzione di Ugo Dettore, A. Mondadori, Milano 1958
  • trad. di Irma Zorzi, BUR Rizzoli, Milano 1982 (con introduzione e note di Maurice Allem)
  • ed. A. Peruzzo, Milano 1986
  • trad. Cosimo Ortesta, Garzanti, Milano 1995 (con introduzione di Lanfranco Binni)

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