Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry
| Marie-Jeanne Bécu | |
|---|---|
Madame du Barry, di Elisabeth Vigée-Le Brun (1782). |
|
| Contessa Du Barry | |
| Nascita | Vaucouleurs, Francia, 19 agosto 1743 |
| Morte | Place de la Concorde, Parigi, 8 dicembre 1793 |
| Consorte | Guillaume Du Barry |
| Religione | cattolica romana |
Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry (Vaucouleurs, 19 agosto 1743 – Parigi, 8 dicembre 1793), fu l'ultima favorita di Luigi XV di Francia.
Grazie alla sua grande influenza sul sovrano costruì a Versailles un temibile intreccio di intrighi. Morì durante il periodo del Terrore seguito alla Rivoluzione
Indice |
Biografia[modifica]
Figlia di una donna povera, Anne Bécu, e di padre ignoto, Marie-Jeanne nacque in Lorena e dopo essere stata educata in un convento, a quindici anni si trasferì a Parigi, dove, col nome di Jeanne Rancon, lavorò in un negozio. La sua bellezza fu notata dal nobile Jean du Barry (1763), di cui divenne l'amante. L'aristocratico l'aiutò a inserirsi negli ambienti dell'alta società parigina. Ne sposò poi il fratello, il conte Guillaume du Barry.
In seguito fu notata da re Luigi XV e, dopo un annullamento d'ufficio del matrimonio, fu presentata a corte il 2 aprile del 1769. Aveva 25 anni.
È rimasta famosa l'avversione dell'allora Delfina Maria Antonietta nei suoi confronti. Le persone di rango inferiore non potevano rivolgere la parola per prime agli appartenenti a un rango superiore: forte di questa prerogativa, Maria Antonietta non rivolse mai la parola alla Du Barry, anche a causa delle sue origini molto dubbie. Le due donne si parlarono per la prima e unica volta su espresso ordine del re il 1º gennaio 1772 a Versailles, in occasione dei tradizionali scambi di auguri per il nuovo anno. «C'è molta gente oggi a Versailles» furono le uniche parole rivolte alla contessa da Maria Antonietta.[1]
Alla morte di Luigi XV nel 1774, la contessa fu costretta ad abbandonare Versailles. È sovente riportato che fu la stessa Maria Antonietta a volerne l'allontanamento. In realtà era usanza dettata dall'etichetta che il sovrano, in punto di morte, per poter ricevere la confessione e la purificazione dell'anima, si congedasse dalle amanti, le quali erano costrette ad abbandonare la corte. La confessione non sarebbe stata ritenuta valida nel caso in cui l'amante fosse rimasta a Versailles. Lo stesso Luigi XV la fece chiamare al suo capezzale e le rivolse addolorate parole di congedo: «Signora - le disse - sono malato, e so ciò che devo fare... Siate certa che nutrirò sempre i più teneri sentimenti per Voi». La contessa si rifugiò a Chateau de Louveciennes, il padiglione regalatole da Luigi XV, dove continuò la sua attività di cortigiana.
Fu arrestata e ghigliottinata dai rivoluzionari l'8 dicembre 1793 in Place de la Révolution, l'odierna Place de la Concorde, con l'accusa di aver cospirato contro la Repubblica. Una versione dei fatti sostiene che l'anno precedente fosse stata a Londra per vendere i propri gioielli, e fosse stata sospettata di finanziare i fuoriusciti francesi. Altre versioni, invece, come quella di André Castelot, o come quella contenuta nelle memorie di Élisabeth Vigée-Le Brun, sostengono che a causa dei rastrellamenti durante i primi anni della Rivoluzione, le avessero tolto o rubato i suoi numerosi gioielli, la maggior parte dei quali erano stati portati a Londra per essere venduti. La Du Barry si recò colà per recuperare la sua fortuna, riuscendovi solo in parte.
A Londra le consigliarono di non rientrare a causa dell'inasprirsi della Rivoluzione; ma ella era legata alla sua Louveciennes e, convinta di non essere oggetto di persecuzione grazie alle sue umili origini, rientrò lo stesso. È fatto noto la sua disperata resistenza al boia prima di essere ghigliottinata, descritta in modo toccante da Madame Vigèe Le Brun nelle sue memorie e già allora messa a confronto con la grande fierezza e dignità che mantenne invece Maria Antonietta andando al patibolo.
Madame Du Barry nella cultura popolare[modifica]
Anime e manga[modifica]
La contessa Du Barry è una delle antagoniste principali della prima parte del manga di Ryoko Ikeda, Versailles no bara, e della prima parte dell'anime da esso tratto, Lady Oscar.
Cinema[modifica]
Molti film hanno come protagonista o come comprimaria la contessa du Barry:
- Un amour de la du Barry, regia di Albert Capellani (1912) con Stacia Napierkowska
- The Seats of the Mighty, regia di T. Hayes Hunter (1914) con Marjorie Brenner
- Du Barry, regia di Edoardo Bencivenga (1915) con Mrs. Leslie Carter
- Madame du Barry, regia di J. Gordon Edwards (1917) con Theda Bara
- Madame du Barry, regia di Ernst Lubitsch (1919) con Pola Negri
- Madame du Barry (Du Barry, Woman of Passion), regia di Sam Taylor (1930) con Norma Talmadge
- Madame du Barry, regia di William Dieterle (1934) con Dolores Del Rio
- Hat, Coat and Glove, regia di Worthington Miner (1934) con Margaret Hamilton
- I Give My Heart o The Loves of Madame Dubarry, regia di Marcel Varnel (1935) con Gitta Alpar
- George White's 1935 Scandals, regia di George White (1935) con Lois Eckert
- Le perle della corona, regia di Sacha Guitry (1937) con Simone Renant
- Risaliamo i Campi Elisi (Remontons les Champs-Élysées), regia di Sacha Guitry (1938) con Ariane Pathé
- Maria Antonietta (Marie Antoinette), regia di W. S. Van Dyke II (1938) con Gladys George
- Mademoiselle du Barry (DuBarry Was a Lady), regia di Roy Del Ruth (1943) con Lucille Ball
- Gli spadaccini della serenissima o Cagliostro (Black Magic), regia di Gregory Ratoff (1949) con Margot Grahame
- Die Dubarry, regia di Georg Wildhagen (1951) con Sari Barabas
- Madame du Barry, regia di Christian-Jaque (1954) con Martine Carol
- Die Dubarry, regia di Werner Jacobs - Film TV (1975) con Gail Robinson
- Marie Antoinette, regia di Sofia Coppola (2006) con Asia Argento
Note[modifica]
Bibliografia[modifica]
- André Castelot, Madame Du Barry: Ascesa e caduta di una favorita, 1992, Milano, Mursia editore.
- Benedetta Craveri, Amanti e Regine - Il potere delle donne, 2008, Milano, Adelphi. ISBN 978-88-459-2302-9
- Antonia Fraser, Maria Antonietta - La solitudine di una regina, 2003, Milano, Mondadori. ISBN 88-04-50677-6
- Evelyne Lever, Maria Antonietta - L'ultima regina, 2007, Milano, BUR Biografie. ISBN 978-88-17-00940-9
- Pidansat de Mairobert, Lettres de M.me du Barry, Londres, 1779, in-12
- Stefan Zweig, Maria Antonietta - Una vita involontariamente eroica, 1948, Verona, Mondadori.
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry
Collegamenti esterni[modifica]
Controllo di autorità VIAF: 36927917 LCCN: n80040159