Sun Tzu

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« La guerra è il Tao dell'inganno. »
(Sun Tzu, L'Arte della Guerra)
Sun Tzu

Sun Tzu (孫子trad.; 孙子sempl., Pinyin: Sūnzǐ; Wade-Giles: Sun Tzu)[1] (544 a.C.496 a.C.) è stato un generale e filosofo cinese, vissuto probabilmente fra il VI e il V secolo a.C.. A lui si attribuisce uno dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi, L'arte della guerra (孫子兵法, Sūnzǐ Bīngfǎ, ).

Il suo nome di nascita era Sun Wu (tradizionale = 孫武, semplificato = 孙武, pinyin = Sūn Wǔ), ma era conosciuto al di fuori della sua famiglia anche col nome di cortesia Changqing (長卿). Sun Tzu ha avuto un significativo impatto sulla storia cinese e asiatica, sia come autore dell'Arte della Guerra che attraverso le leggende. Tra il XIX e XX secolo il libro di Sun Tzu è cresciuto in popolarità nel mondo occidentale e ha trovato utilizzo in vari ambiti nella cultura sia asiatica che occidentale.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Sunzi è un appellativo che significa Maestro Sun.

Il nome Sunzi ("Maestro Sun") è un titolo onorifico attribuito all'autore Sun Wu (孫武; Sūn Wǔ). Nel nome Sun Wu, il carattere 武 (Wu) è lo stesso presente in 武术 (wǔshù), arti marziali.

Sun Wu ebbe anche il nome di cortesia Chang Qing (長卿; Cháng Qīng).

Note biografiche[modifica | modifica sorgente]

La statua di Sun Tzu a Yurihama, nella Prefettura di Tottori, in Giappone.

Le fonti delle notizie relative al presunto autore sono scarse e talvolta non concordi; un famoso episodio biografico viene riportato intorno al II secolo a.C. dallo storico Sima Qian, che nel suo monumentale testo di storia Shiji, cita Sunzi come generale vissuto nello stato di Wu nel VI secolo a.C., contemporaneo quindi di Confucio e di altri importanti intellettuali.

Secondo gli Annali delle primavere e degli autunni, Sunzi nacque nello stato Qi, nella Cina settentrionale, mentre secondo lo Shi Ji il suo luogo di nascita è nello stato di Wu. Entrambe le fonti tuttavia concordano sul fatto che visse durante il tardo Periodo delle primavere e degli autunni, cioè tra il 722 e il 481 a.C.
Secondo la tradizione, apparteneva all'aristocrazia minore, che aveva perso i suoi domini come risultato del consolidamento degli stati egemoni durante il Periodo delle primavere e degli autunni. Passato alle dipendenze del re dello stato di Wu come consigliere militare, verso la fine del VI secolo a.C., lo aiutò a portare a termine la conquista dello stato di Chu. In seguito alla presunta partecipazione ad un complotto venne evirato e mandato in esilio, dove scrisse il suo saggio. Il luogo della sua morte resta sconosciuto.

L’attribuzione dell'Arte della guerra a Sunzi è stata contestata da molti studiosi. Nel 1972 furono scoperti alcuni testi incisi su bambù nei pressi di Linyi, nello Shandong. Queste versioni, datate intorno al 134-118 a.C., hanno confermato l'esistenza a quell'epoca di molte parti dell'opera già note e hanno fatte conoscere nuove parti fino ad allora sconosciute.[2]

Le due più note versioni cinesi dell'Arte della guerra erano state fino a quel momento la fonte delle traduzioni nelle altre lingue. Solo dopo le nuove scoperte archeologiche si è aggiunta una versione più completa, edita a Taipei. Questa versione è diventata la fonte delle traduzioni più recenti e complete.[3]

Alcuni storici moderni hanno rilevato presunti anacronismi fra il periodo in cui tradizionalmente sarebbe vissuto Sunzi e la cultura militare del suo tempo; l’ampiezza delle armate menzionate nel testo e la loro organizzazione, gli accenni all’impiego della balestra, entrata in uso verso la fine del V secolo a.C., i riferimenti alla teoria dei Cinque Elementi e certi usi linguistici, secondo queste interpretazioni, sposterebbero la datazione dell'Arte della guerra tra il 400-320 a.C., nel Periodo dei regni combattenti.[senza fonte]

Il racconto di Sima Qian[modifica | modifica sorgente]

L’aneddoto, riportato dallo storico Sima Qian nel testo di storia Shi Ji, riguarda la dimostrazione della capacità di saper condurre le truppe, richiesta dal re Helu di Wu a Sunzi, prima di prenderlo al suo servizio come consigliere militare.

Il re chiese a Sunzi se le sue capacità strategiche potessero applicarsi anche alle donne, e questi accettò di dargliene dimostrazione usando le 180 concubine del re.
Sunzi divise quindi le donne in due gruppi e pose a capo di ciascun gruppo le due favorite del re. Poi spiegò ai due gruppi le regole da seguire: agli ordini di Sunzi, le donne avrebbero dovuto girarsi tutte nella direzione indicata. Al rullo dei tamburi ordinò quindi alla donne di voltarsi a destra, ma queste cominciarono a ridere e non obbedirono.

Sunzi disse allora: “Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale.” Spiegò quindi ancora una volta le regole, quindi, al rullo dei tamburi, ordinò alle donne di voltarsi a sinistra. Ancora una volta le donne scoppiarono a ridere e non obbedirono.

Sunzi disse allora: “Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale; se, invece, le regole sono chiare, e tuttavia gli ordini non vengono eseguiti, allora la colpa è degli ufficiali”. Diede quindi l'ordine di decapitare le due favorite. Il re, che aveva seguito le manovre dall'alto del suo padiglione, gli ordinò di fermare l'esecuzione dicendosi convinto dell'abilità di Sunzi nel condurre le truppe, ma questi rispose che, nelle sue vesti di generale, vi erano ordini del re che non poteva seguire. Le due donne furono dunque giustiziate, e le favorite immediatamente inferiori per rango furono messe al comando dei due gruppi. Questa volta le donne obbedirono agli ordini senza indugio.

A questo punto Sunzi disse al re che le sue truppe erano pronte e ben istruite, e che avrebbero obbedito a qualsiasi suo ordine, invitandolo a passarle in rassegna. Ma il re lo congedò senza farlo e Sunzi allora commentò: “Il re ama le belle parole, ma non sa metterle in pratica”.

Secondo il racconto di Sima Qian, questo episodio convinse il re Helu a prendere Sunzi al suo servizio. Il generale dimostrò nei campi di battaglia che le sue teorie erano efficaci.

L'arte della guerra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi L'arte della guerra.
Copia su bambù dell'Arte della guerra, trascritta sotto l'imperatore Qianlong. Collezione della University of California, Riverside.

Il testo L'arte della guerra (Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法) non è un'opera letteraria, bensì un manuale militare contenente regole su come condurre una guerra vittoriosa nell’antica Cina.

In caso di guerra l’importante è vincere e vince solo chi sa pianificare in modo che quando si scende in campo si ottenga il massimo profitto nel minor tempo possibile, meglio se senza combattere o col minimo di perdite. La pianificazione deve avvenire in un contesto variabile, con pronte reazioni ai cambiamenti di situazione che portino a rapidi aggiustamenti dei piani e la disposizione tattica, anche applicando manovre irregolari ed imprevedibili ed avvalendosi di stratagemmi per dare al nemico informazioni sbagliate che lo inducano a valutazioni ingannevoli.

In epoca moderna, lArte della guerra ha continuato ad influenzare la strategia militare. Il traduttore Samuel B. Griffith nel capitolo Sun Tzu and Mao Tse-Tung afferma che lArte della guerra influenzò la strategia di Mao Zedong nella sua lotta contro Chiang Kai-shek e il Kuomintang nel 1949 ed include una citazione dello stesso Mao a proposito dell'importanza dell'opera di Sunzi riguardo alle tecniche di guerriglia.[4]

L'Esercito degli Stati Uniti ha incluso l'Arte della guerra fra le opere che devono essere presenti nelle biblioteche delle singole unità, per la formazione continua del personale.[5]

Le teorie esposte nell'Arte della guerra, oltre ad essere considerate ancora attuali da molti moderni strateghi militari, hanno trovato applicazioni anche in altri campi, soprattutto in quello delle strategie manageriali, che attingono ad esse per modelli di comportamento da adottare nelle situazioni competitive.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 子 (Zi in Pinyin; "Tzu" in Wade-Giles) era usato come suffisso del cognome di un uomo rispettabile nella antica cultura cinese. In questo caso, "Zi" non è un nome personale. È in sintesi l'equivalente di "Signore" ed è comunemente tradotto in lingue indo-europee come "Master".
  2. ^ Intervista con Roger T. Ames
  3. ^ Sun Tzu: The New Translation of the Art of War. Transl. by J.H. Huang. New York: William Morrow, 1993
  4. ^ The Art of War translated by Samuel B. Griffith. Oxford University Press, 1963. p. 50
  5. ^ U.S. Army, (1985?)). Military History and Professional Development. U. S. Army Command and General Staff College, Fort Leavenworth, Kansas, Combat Studies Institute. 85-CSI-21 85. L'Arte della guerra è menzionata come dotazione delle biblioteche delle unità a p.18, Military History Libraries for Duty Personnel

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michael I. Handel. I maestri della guerra: Sun Tzu, Clausewitz e Jomini. Roma, Forum di Relazioni Internazionali, 2000
  • G. Covone, A. Drago. Un approccio alla strategia militare seguendo il filo delle doppie negazioni, in Quaderni Asiatici, n.52, gennaio 2000
  • Antonio Bomberini. Lezioni di cultura strategica e psicologica dei mercati per managers e traders: una rilettura critica de L'arte della guerra di Sun Tzu. Desenzano, Borsari, 2003, ISBN 88-88029-52-4
  • Giulietta Bandiera. Dall'arte della guerra all'arte dell'amore. Milano, Xenia, 2003
  • Livio Buttignol. Sun Tzu: l'arte della guerra: riletto a uso dei manager. Milano, ETAS, 2005
  • Gerald A. Michaelson, Steven W. Michaelson. Sun Tzu: strategie per la vendita: usare l'Arte della Guerra per costruire relazioni durature con il cliente. Milano, ETAS, 2007
  • Chu, Chin-Ning. L'arte della guerra per donne: le antiche strategie di Sun Tzu applicate alla vita quotidiana; traduzione di Nicoletta Russo Del Santo. Milano: Il Corbaccio, 2007

Edizioni in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • L'arte della guerra; traduzione e saggio introduttivo di Samuel B. Griffith; prefazione di B.H. Liddell Hart; traduzione dall'inglese di Olga Premoli Taiti. 2. ed. Milano, Edizioni del Borghese, 1965
  • L'arte della guerra: tattiche e strategie nell'antica Cina. Milano, SugarCo, 1980
  • L'arte della guerra. Roma, Ciarrapico, 1983
  • L'arte della guerra, a cura di Alessandro Corneli; presentazione di Krysztof Gawlikowski. Napoli, Guida, [1988]. 2. ed. 1991
  • L’arte della guerra, a cura di Thomas Cleary. Roma, Ubaldini, 1990
  • L' arte della guerra di Sun Zi; a cura di Huang Jialin e di Raimondo Luraghi. Roma, Stato maggiore dell'esercito, Ufficio storico, 1990
  • L’arte della guerra, a cura di Riccardo Fracasso. Roma, Tascabili economici Newton, 1994 ISBN 88-7983-367-7
  • L'arte della guerra, a cura di Leonardo Vittorio Arena. Milano, Rizzoli, 1997
  • L' arte della guerra e Metodi militari, Sun Tzu, Sun Pin; traduzione, introduzione storica e commento di Ralph D. Sawyer; con la collaborazione di Mei-chun Lee Sawyer; saggio introduttivo di Alessandro Corneli. Vicenza, Neri Pozza, 1999
  • L' arte della guerra: tattiche e strategie nell'antica Cina; prefazione e cura di Renato Padoan. Milano, Sugarco, 2000
  • L' arte della guerra: il manuale dello stratega: la più ampia versione commentata del classico testo cinese; trad. dall'inglese di Sebastiano Fusco. Roma, Edizioni Mediterranee, 2002
  • L'arte della guerra, a cura del Gruppo di traduzione Denma; traduzione dall'inglese di Monica Rossi. Milano, Oscar Mondadori, 2003
  • L'arte della guerra di Sun Tzu. I metodi militari di Sun Pin; traduzione, introduzione storica e commento [a entrambe le opere] di Ralph D. Sawyer; con la collaborazione di Mei-chun Lee Sawyer; saggio introduttivo di Alessandro Cornelli. 5. ed. Vicenza, Neri Pozza, 2003
  • Arte della guerra: tra globalizzazione e terrorismo; introduzione e commento di Alessandro Corneli. Napoli : Guida, [2005]
  • L'arte della guerra; a cura di Mauro Conti. Siena, Barbera, 2006
  • L'arte della guerra di Sun Tzu. L'arte della guerra e della strategia, a cura di Leonardo Vittorio Arena. Contiene anche L'arte della strategia di Sun Pin; I trentasei stratagemmi; Il libro dei cinque anelli di Musashi; Hagakure di Yamamoto Tsunetomo; Budoshoshinshu di Yuzan; Milano, Rizzoli, 2007 ISBN 978-88-17-02087-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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