Laozi

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« Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.[1] »
(Lao Tze)
Immagine di Laozi divinizzato

Laozi (老子, pinyin: Lǎozǐ), translitterato anche Lao Tzu, Lao Tse, Lao Tze o Lao Tzi, è una figura leggendaria della filosofia cinese, sulla cui reale esistenza vige tuttora un grande dibattito[senza fonte]. La tradizione cinese tramanda che sia vissuto nel VI secolo a.C., ma i reperti testuali inducono molti storici moderni[senza fonte] a ritenere che egli sia vissuto nel IV secolo a.C., il periodo delle cento scuole di pensiero e degli Stati Combattenti.

Laozi è considerato il fondatore del Taoismo, e viene considerato l'autore del Daodejing (testo sacro taoista). Anche il meno conosciuto Hua Hu Ching (una tradizione orale tramandata da generazioni di monaci taoisti) è spesso attribuito a Laozi[senza fonte].

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Una statua in pietra di Laozi, situata a nord di Quanzhou ai piedi del Monte Qingyuan

Molto poco si conosce sulla vita di Laozi. La sua esistenza è tutt'oggi oggetto di diatribe, quanto lo è la stesura del Tao Te Ching. La sua figura è stata, nel corso dei secoli, mitizzata e divinizzata. Una leggenda racconta che nacque nel Ku, prefettura Chu (corrispondente all'attuale contea di Lùyì nella provincia dell'Henan), negli ultimi anni del Periodo della Primavera e dell'Autunno. Un'altra versione ne colloca la nascita nella contea di Guoyang, provincia di Anhui.

La leggenda vuole che nacque da una vergine, dopo vari anni di gravidanza, per alcune versioni otto, per altre sessanta, ottanta, o anche 97; la madre rimase incinta mentre contemplava una stella cadente[2]. Questa leggenda dà una spiegazione del nome, che letteralmente significa il Vecchio Maestro o il Vecchio Bambino.
Particolare ricorrente è che la donna partorì Lao dal cavo ascellare, mentre si trovava sotto un albero di susino. I racconti risultano imprecisi circa la scelta dell'ascella.

In accordo alla leggenda e alla biografia contenuta nell'opera di Sima Qian, Laozi fu contemporaneo di Confucio, e lavorò come archivista nella Biblioteca Imperiale della dinastia Zhou (1122 – 256 a.C.). Confucio lo incontrò volontariamente o accidentalmente nell'attuale Luoyang, dove Confucio usava recarsi per consultare la biblioteca. La storia racconta che Confucio, nelle settimane successive, discusse le chiavi di volta del Confucianesimo, insieme a Laozi. Una leggenda taoista racconta che Confucio apprese molto di più parlando con Laozi che consultando la biblioteca.

In seguito, Laozi lasciò la sua professione. Alcuni affermano che viaggiò verso Occidente con il suo bufalo, attraverso lo Stato di Qin. Arrivato al posto di guardia di Hangu, Laozi fu interpellato da un ufficiale, Yixi, il quale gli chiese di lasciare qualche scritto sulla sua filosofia prima di andarsene. La risposta di Laozi all'ufficiale furono i cinquemila ideogrammi del Tao Te Ching, la prima e unica opera scritta del filosofo. Lao Tzu, in un certo senso rinnegando praticamente con lo scrivere proprio l'essenza del suo pensiero, lasciò il suo testo su tavolette di bambù al guardiano. Fatto questo Laozi ripartì e scomparve senza essere mai più visto nelle distese desertiche. Rotoli e dipinti descrivono Laozi come un uomo anziano, calvo, con lunga barba bianca. È di solito raffigurato in viaggio insieme al suo bufalo d'acqua.

Il Taoismo[modifica | modifica wikitesto]

Laozi, da Miti e Leggende della Cina (1922), di E.T.C. Werner
« Muori senza morire e vivrai per sempre. »
(Lao Tze)

Il Tao Te Ching (o Dao De Jing), è considerata un'opera di immenso valore culturale. Copre campi che vanno dalla filosofia, alla spiritualità individuale, alle dinamiche dei rapporti interpersonali. Il libro contiene istruzioni nascoste, ovvero sotto forma di aforismi e metafore, sulla visione spirituale del mondo, la meditazione e la respirazione.

Laozi sviluppò il concetto di Tao, solitamente tradotto come la Via, un concetto il cui significato è strettamente collegato all'ordine cosmico dell'universo: La Via è la Natura. Laozi sviluppò anche il concetto di Wei Wuwei (o Wei-wu-wei, o semplicemente Wu Wei), l'azione senza azione. Questo non significa affatto che non bisogna fare nulla, ma che bisogna astenersi dall'avere obiettivi irraggiungibili, megalomani e fortemente prefissati.

Laozi affermava che la violenza deve essere rigettata quanto più possibile, e che la guerra, anche se vinta è sempre portatrice di morte piuttosto che di feste e trionfi.

Come molti altri filosofi dell'antica Cina, Laozi spiega spesso le sue idee attraverso l'utilizzo di paradossi, analogie, antichi detti, ripetizioni, simmetrie, rime e ritmi. Le scritture a lui attribuite sono ricche e poetiche. Sono un punto di inizio per le meditazioni introspettive o cosmologiche. Anche molte teorie estetiche dell'arte cinese sono ampiamente basate sul suo pensiero e su quello del suo più stretto discepolo, Zhuang Zi.

Molti affermano che stretti paralleli alla filosofia taoista si possono trovare, in occidente, nelle opere di Ananda Coomaraswamy e René Guénon.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il seguace più famoso di Lao Tzu, Zhuang Zi (o Chuang Tzu), scrisse un altro libro (che ha il medesimo nome del suo autore) molto importante, contenente ideali di individualismo, libertà e arte.[senza fonte]

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Laozi è un onorifico. Lao significa venerabile o vecchio. Zi o tsu tradotto generalmente con uomo, ragazzo, è anche un termine cinese equivalente di visconte, usato come termine di rispetto per i grandi maestri; quindi, Laozi può essere genericamente tradotto come il Venerabile Maestro o il Vecchio Maestro.

Il nome personale di Laozi potrebbe essere stato Li Er e il suo nome di cortesia Boyang o Dan, che generalmente significa misterioso.

Laozi è anche conosciuto come:

  • Laodan
  • Grande Signore
    • Li il Grande Signore
    • Lao il Grande Signore
  • Laozi il Signore del Tao

Con la dinastia Tang, per creare una connessione in modo che Laozi risultasse un antenato della famiglia imperiale, fu onorificato con il titolo di Imperatore di Xuanyuan (elementarità profonda) e con il nome da tempio di Shengzu, che significa Santità o Saggio Progenitore.

Traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Dàodéjīng (Tao Te Ching), Parafrasi ermeneutica di Davide Ziliani - Indipendente/Indie - Italia, 2012.
  • Laotse e il libro della via e della virtù, a cura di Guglielmo Evans, Torino: Bocca 1905; Foggia: Bastogi, 1982
  • Il libro del principio e della sua azione: (tao-te-ching), a cura di Julius Evola, Lanciano: Carabba, 1923; Milano: Ceschina, 1959; Roma: Mediterranee, 1979; Carmagnola: Arktos, 1982; con introduzione di Silvio Vita, Roma: Mediterranee, 1997 ISBN 88-272-1200-0
  • La regola celeste, a cura di Alberto Castellani, Firenze. Sansoni, 1927; ivi, 1990
  • Il Tao-Te-King, a cura di Paolo Siao Sci-Yi, Bari: Laterza, 1941, 1989
  • Il libro della norma e della sua azione, trad. Rosanna Pilone, Milano: Rizzoli, 1962
  • Tao te ching: il libro della via e della virtù, a cura di Jan Julius Lodewijk Duyvendak, trad. Anna Devoto, Milano: Adelphi, 1973 ISBN 88-459-0080-0; ivi, 1998 ISBN 978-88-459-1069-2
  • Tao-te-ching: il libro della via e della virtù, a cura di Virginio Gracci, Monza: Il Sagittario rosso, 1976
  • Tao Te King: il libro della via e della virtù, commentato da Claude Larre, trad. F. Berera, Milano: Jaca Book, 1993
  • Il libro della virtù e della via: il Te-tao-ching secondo il manoscritto di Ma-wang-tui, a cura di Lionello Lanciotti, Milano: SE, 1993 ISBN 88-7710-262-4; Milano: Mondadori, 1995 ("Piccola biblioteca Oscar" n. 98) ISBN 88-04-40757-3
  • Tao te ching: l'opera di Lao-tzu, Milano: Luni, 1994 ISBN 88-7435-134-8
  • L' essenza del tao: Tao te ching e Chuang-tzu, a cura di Thomas Cleary, trad. Claudio Lamparelli, Milano: Mondadori, 1994 ISBN 88-04-38663-0
  • Tao: il libro della via e della virtù, a cura di Angelo Giorgio Teardo, Viterbo: Stampa alternativa, 1994 ISBN 88-7226-120-1
  • Tao te ching: il Libro del Tao e della virtù, a cura di Fausto Tomassini, introduzione di Claudio Rugafiori, Milano: TEA, 1994 ISBN 88-7819-493-X
  • La via in cammino, a cura di Luciano Parinetto, Milano: La vita felice, 1995 ISBN 88-86314-23-X
  • Il libro del Tao: Tao-teh-ching, a cura di Girolamo Mancuso, Roma: TEN, 1995 ISBN 88-7983-998-5; Roma: Newton Compton, 2011 ISBN 978-88-541-2363-2
  • Il libro della norma: Tao-te ching, Milano: La Spiga, 1995 ISBN 88-7100-792-1
  • La via della vita secondo Lao Tze: due versioni parallele del Tao Te Ching, a cura di Franco Spagnoli, Firenze: L'autore libri, 1995 ISBN 88-7254-619-2
  • La regola celeste: il segreto della virtù nell'agire senza agire, a cura di Shantena (Augusto Sabbadini), Bussolengo: Demetra, 1997; Milano: Urra, 2007 ISBN 978-88-503-2646-4
  • Tao te ching, a cura di Brian Browne Walker, trad. Claudio Lamparelli, Milano: Mondadori, 1998 ISBN 88-04-44913-6; ivi, 2009 ISBN 978-88-04-58657-9
  • Il libro degli insegnamenti di Lao-tzu, a cura di Thomas Cleary, trad. Claudio Lamparelli, Milano: Mondadori, 1999 ISBN 88-04-47405-X
  • Taoteching: la via in cammino, a cura di Luciano Parinetto, Milano: Rusconi, 1999 ISBN 88-18-30057-1
  • Tao: i grandi testi antichi, trad. Fausto Tomassini, introduzione di Lionello Lanciotti, Torino: UTET, 2003 ISBN 88-7750-842-6
  • Laozi: genesi del Daodejing, a cura di Attilio Andreini, introduzione di Maurizio Scarpari, Torino: Einaudi, 2004 ISBN 88-06-17066-X
  • Te Tao ching: il libro della virtù della via, a cura di Augusto Vitale, prefazione di Eugenio Borgna, Bergamo: Moretti & Vitali, 2004 ISBN 88-7186-269-4
  • Tao te ching: il dettato della perenne saggezza, trad. e commento di Carlo Moiraghi, Milano: Tecniche nuove, 2005 ISBN 88-481-1822-4
  • La naturalezza, a cura di Claudio Lamparelli, Milano: Oscar Mondadori, 2007 ISBN 978-88-04-57151-3
  • Tao te ching, trad. e commento di Martino Giorgi, Pisa: Pietrobelli, 2007 ISBN 88-901330-7-4
  • Il libro della saggezza, trad. e introduzione di Paolo Ruffilli, Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2009 ISBN 978-88-6073-496-9
  • Tao te ching, ovvero L'arte dell'armonia, trad. Stefania Paganelli, Modena: Logos, 2010 ISBN 978-88-7940-944-5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Citato in Victor Lebrun, Devoto a Tolstoj, traduzione di Dino Naldini, Lerici Editori, Milano 1963, p. 104.
  2. ^ Diane Morgan, The Best Guide to Eastern Philosophy and Religion, St. Martin's Griffin, New York, 2001

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lionello Lanciotti, Letteratura cinese, ISIAO (1969)
  • (EN) Holmes Welch, Taoism: the Parting of the Way (1957, 1965) ISBN 0-8070-5973-0
  • (EN) Arthur Waley, The Way and Its Power: A Study of the Tao Te Ching and Its Place in Chinese Thought (1958) ISBN 0-394-17207-8
  • (EN) Dim Cheuk Lau, Lao Tzu: Tao Te Ching (1963) ISBN 0-14-044131-X
  • (EN) Chan Wing-tsit, The Natural Way of Lao Tzu (1963) ISBN 0-691-01964-9
  • (EN) Robert Henricks, Lao-Tzu, Te-Tao Ching: A New Translation Based on the Recently Discovered Ma-wang-tui Texts (1989) ISBN 0-345-37099-6
  • Carlo Moiraghi, Colloqui con Lao Tzu: Tao Te Ching e mondo moderno, Milano: Armenia, 1995 ISBN 88-344-0670-2
  • (EN) Ni Hua-ching, The Complete Works of Lao Tzu: Tao Teh Ching & Hua Hu Ching (1997) ISBN 0-937064-00-9
  • Osho, Tao: discorsi sul Tao-te-ching di Lao Tzu, trad. Swami Anand Videlha, 2 voll., Roma: Mediterranee, 1997 ISBN 88-272-0146-7
  • Francesco Tomatis, Dialogo dei principi con Gesù, Socrate, Lao Tzu, prefazione di Piero Coda, Milano: Bompiani, 2007 ISBN 978-88-452-5956-2

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