Libro del Vuoto Perfetto

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Il Liezi (列子sempl., Liè Zĭpinyin) o Lieh Tzu è un testo taoista che era incluso nel catalogo della libreria imperiale con il nome di Trattato del Vuoto Perfetto (冲虚经sempl.).

L'autore del testo è Lie Yukou, spesso chiamato lui stesso Lie Zi. È difficile datarlo in quanto fu verosimilmente un personaggio pubblico vissuto tra il V ed il IV secolo a.C., l'opera, sicuramente non scritta da lui si può datare intorno al 200/300 d.C. [1]

L'opera completa la famosa trilogia taoista insieme ai testi del più famoso Lao Zi, fondatore della religione, e di Zhuang Zi. È generalmente considerato il più pratico dei testi taoisti, se comparato alle scritture filosofiche di Lao Zi e ai poemi narrativi di Zhuang Zi.

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

  1. Doni del Cielo (卷第一 天瑞篇sempl.)
  2. Imperatore Giallo (卷第二 黃帝篇sempl.)
  3. Zhou King Mu (卷第三 周穆王篇sempl.)
  4. Confucio (卷第四 仲尼篇sempl.)
  5. Domande Tang (卷第五 湯問篇sempl.)
  6. Destino (卷第六 力命篇sempl.)
  7. Yang Chu (卷第七 楊朱篇sempl.)
  8. Spiegazione delle congiunzioni (卷第八 說符篇sempl.)

Lie Zi incontra Guanyin[modifica | modifica sorgente]

Il Liezi non è stato mai pubblicato interamente in Occidente, molti frammenti sembra siano meglio conosciuti da persone interessate alla cultura cinese. Il passaggio seguente è un esempio:

« Lie Zi stava praticando arcieria. Stava cercando il consiglio di alcuni maestri.
Incontrò la dea Guanyin, che gli chiese:
"Sai perché colpisci l'obiettivo?"
"No", replicò Lie Zi.
Lie Zi se ne andò per esercitarsi e dopo tre anni tornò da Guanyin.
"Sai perché colpisci l'obiettivo?"
E Lie Zi, "Adesso lo so."
"Allora lo hai veramente colpito. Afferra questa consapevolezza e non perderla mai! Questo è da applicare non solo per imparare l'arcieria, ma in ogni campo della vita per accrescere sé stessi. Quindi, chi è saggio esamina con attenzione, non il fatto stesso di vivere o morire, ma le relative motivazioni."
 »

Controversie sul passo[modifica | modifica sorgente]

Bisogna ricordare che Guanyin, seppur venerata anche nel Taoismo è una divinità di origine buddhista. Questo potrebbe stare a significare che il passo sopra citato sia in realtà solo una revisione successiva, realizzata nel tentativo di favorire la fusione del Taoismo e del Buddhismo.

Negli anni Settanta la casa di pubblicazione TEA, pubblicò il Liezi in Italia, con il titolo stabilito sotto l'imperatore Chen Tsung, inserendo il passaggio in una forma che viene comunemente riconosciuta come più originale, riportata di seguito.

« Mentre Lieh-tzu studiava il tiro con l'arco colpì il centro del bersaglio. Ne chiese a Yin del valico, che gli disse: - Sai in che modo si colpisce il centro del bersaglio ?
- Non lo so - rispose l'altro.
- Non sei ancora maturo - disse Yin del valico.
Lieh-tzu si ritirò e si esercitò. Dopo tre anni ne riferì di nuovo a Yin del valico, che gli chiese: - Sai in che modo si colpisce il centro del bersaglio ? -
- Lo so - rispose Lieh-tzu.
- Va bene - disse Yin del valico. - Conserva questa conoscenza e non perderla. Non si applica soltanto al tiro con l'arco: è così anche nel governare lo stato e la propria persona. Perciò l'uomo santo non investiga il sopravvivere o il perire, ma il perché è così.-
 »

Secondo le annotazioni originali di Chang Chan dell'epoca dei Chin orientali e di Lu Chung-hsuan dell'epoca T'ang, l'espressione Kuan Yin si può tradurre "il guardiano del valico" oppure "Yin del valico", ma il carattere yin oltre a significare "guardiano" può essere anche un cognome. Infatti si tratta di Yin Hsi, colui che costrinse Lao Tze a scrivere il Tao Te Ching. Poiché alcuni secoli separano Lieh-tzu da Yin Hsi, il dialogo è un anacronismo.

Contraddizioni[modifica | modifica sorgente]

I due capitoli finali del libro sono di natura ambigua. Il capitolo VII, sembra avere enfasi addirittura anti-taoiste, lo stesso Yang Chu è definito tale. Il traduttore Graham e il commentatore Chang Chan definiscono questo capitolo edonistico, a causa del fatto che sia incentrato sulle donne, il bere, e altri piaceri fisici e temporanei. Graham attribuisce questa sezione ad un autore differente, Chang Chan suggerisce invece si tratti di una sezione composta prima di tutte le altre, da un Lie Zi più giovane e in un periodo edonistico, prima che iniziasse a seguire la via del Tao.

Il capitolo finale, Spiegazione delle congiunzioni, sembra sia interamente basato su citazioni di altri testi - inclusi considerabili passaggi di testi confuciani e mohisti, due filosofie opposte, che contraddicono il Taoismo.

Sembra anche che ventisette passaggi siano presi dallo Zhuangzi, e sei dal Tao Te Ching.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leonardo Vittorio Arena, Vivere il Taoismo, Oscar Mondadori. pag 138

Bibliografia in inglese[modifica | modifica sorgente]

  • Il Libro di Lie Zi: Un Classico del Tao tradotto da A.C. Graham, Columbia University, New York, 1990, ISBN 0-231-07237-6
  • Trattato del Vuoto Perfetto, Liè Zi, tradotto dal cinese al francese da J-J Lafitte, Albin Michel, Parigi, 1997, ISBN 2-226-09426-1

Bibliografia in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • Lieh-Tzu - Il Vero Libro della Sublime Virtù del Cavo e del Vuoto, TEA 1988: ISBN 88-7819-026-8
  • LieZi - La Scrittura Reale del Vuoto Abissale e della Potenza Suprema; Liezi - Lie Yukou; a cura di Alfredo Cadonna, Einaudi 2008,

ISBN 8806192418

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]