Jiang Zemin

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Jiang Zemin
Jiang Zemin at Hickam Air Base, October 26, 1997, cropped.jpg

Segretario Generale del Partito Comunista Cinese
Durata mandato 1989 –
2002
Predecessore Zhao Ziyang
Successore Hu Jintao

Presidente della Repubblica Popolare Cinese
Durata mandato 1993 –
2003
Predecessore Yang Shangkun
Successore Hu Jintao

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Cinese

Jiang Zemin (cinese tradizionale: 江澤民,cinese semplificato: 江泽民 (Yangzhou, 17 agosto 1926) è un politico cinese.

Fu il cuore della "terza generazione" dei capi del Partito Comunista Cinese (PCC), servendo come Segretario Generale del Partito Comunista Cinese dal 1989 al 2002, Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003 e Presidente della Commissione Militare Centrale del partito dal 1989 al 2004 e della Commissione militare dello Stato dal 1990 al 2005

Sotto la direzione di Jiang, la Cina portò avanti le riforme di mercato introdotte da Deng Xiaoping con il suo "socialismo con caratteristiche cinesi" e vide il pacifico ritorno di Hong Kong (precedentemente controllata dalla Gran Bretagna) e di Macao (sotto il controllo portoghese). Egli mantenne comunque il PCC alla guida del suo paese, anzi sviluppando un piccolo e ristretto culto della personalità con l'elaborazione della teoria delle Tre Rappresentanze, oggi adottata come linea base del PCC insieme alla teoria di Deng Xiaoping. Alcuni criticano Jiang di non avere avuto il controllo di determinati settori, nonostante il suo carisma. I maoisti lo accusano di avere continuato a portare la Cina verso un ritorno al capitalismo.

Indice

[modifica] Gioventù e carriera

Jiang nacque a Yangzhou, dove trascorse parte della sua infanzia. Egli crebbe sotto il dominio giapponese: suo zio, Jiang Shangqing, morì combattendo contro gli occupanti. Il giovane Jiang dovette frequentare l'università di Nanchino occupata, prima di recarsi a Shanghai. Durante i suoi studi, sviluppò un'opposizione all'imperialismo giapponese, che lo portò ad unirsi al Partito Comunista Cinese. Negli anni Cinquanta, Jiang lavorò ad un'impresa automobilistica di Mosca, e successivamente, rientrato in patria, lavorò a Changchun, sempre nel campo automobilistico. Solo con le riforme di mercato di Deng Xiaoping, Jiang comparve sulla scena politica cinese, divenendo ministro dell'industria elettronica nel 1983 e membro del Comitato Centrale del PCC nel 1987. Successivamente, divenne sindaco di Shangai.

Nel 1989, il massacro di piazza Tiananmen provocò una drastica crisi di regime. Deng Xiaoping rimosse il riformista Zhao Ziyang dalla carica di segretario generale del Partito, portando all'elezione di Jiang al suo posto, grazie anche ad un compromesso con le più alte cariche statali di allora.

Durante il suo viaggio nel sud della Cina, nel 1992, Deng criticò la leadership di Jiang, dicendo che l'attuazione delle riforme di mercato andava a rilento e che ne era responsabile la direzione centrale. Cautamente, Jiang coniò il termine socialismo di mercato come avanzamento della teoria del socialismo con caratteristiche cinesi di Deng, per dimostrare che le riforme di mercato proseguivano. Questo gli consentì di divenire Presidente della Repubblica nel 1993, ottenendo così il potere assoluto sulla Cina.

[modifica] La presidenza

Alla morte di Deng Xiaoping nel 1997, Jiang tenne l'elogio funebre, citandolo come uno dei padri costruttori del socialismo cinese. Eppure, per il nuovo Presidente si presentava un periodo non proprio prospero, perché le riforme di mercato avevano da un lato portato all'innalzamento economico della Cina, ma dall'altro avevano prodotto più povertà e disoccupazione, nonché la nascita del crimine organizzato.

In questo periodo cominciò a sorgere il culto di Jiang, in quanto egli nel 1996 cominciò una serie di riforme che gli assicurassero il controllo dei media e grazie alle quali avrebbe potuto presentarsi come il solo e vero leader della Repubblica Popolare Cinese.

Dal 1999 Jiang entrò in contrasto con il premier Zhu Rongji riguardo l'atteggiamento da adottare verso le istituzioni religiose.

[modifica] Politica estera

Jiang tentò di ristabilire relazioni diplomatiche floride con la Russia e, in particolare, con gli Stati Uniti. Nel 1997 visitò quest'ultimo paese, incontrandosi con l'allora Presidente Clinton e trovandosi d'accordo con lui su molti punti. Analogamente, Clinton visitò la Cina nel 1999. Nello stesso anno, aerei statunitensi bombardarono l'ambasciata cinese di Belgrado e Jiang, pur presentando un'opposizione ufficiale, non prese nessun atto pratico contro tale azione.

[modifica] Le "tre rappresentanze"

Jiang nel 2001

Il XVI Congresso del PCC adottò, nel proprio Statuto, la teoria delle "tre rappresentanze", elaborata da Jiang nel corso della sua presidenza. Essa divenne così parte integrante della costituzione politica cinese, ma venne criticata in quanto ritenuta un simbolo del culto della personalità di Jiang, mentre i suoi sostenitori sostengono che l'attuale dirigenza cinese abbia imparato e applicato molto dalle "tre rappresentanze".

[modifica] Ritiro e successione

Jiang Zemin cominciò un lento ritiro dalla scena politica, lasciando tutte le cariche del potere ad Hu Jintao, suo allievo ed erede. Nel 2002, Jiang lasciò la carica di Segretario generale e, nel 2003, quella di Presidente della Repubblica. Entrambe le cariche vennero prese da Hu.

Dopo il XVI Congresso, Jiang cominciò ad avere alcune divergenze con Hu. Nonostante questo, i collaboratori di Jiang erano già stati spogliati di qualsiasi potere reale, tanto che la sua stessa autorità nella Commissione Militare Centrale venne limitata.

Forse forzato dal gruppo legato ad Hu, nel 2005 Jiang abbandonò al suo successore la sua ultima carica e si ritirò dalla scena politica. Riemerse solo alla fine del 2006, per le celebrazioni dell'anniversario della Lunga Marcia, dove parve avere risolto i propri contrarsti con Hu Jintao.

[modifica] Presunta morte

Il 6 luglio 2011 la tv di Hong Kong ne annuncia la morte, ma la Cina cala la censura sulla vicenda, impedendo anche le ricerche su internet sulla parola "Jiang" ("fiume" in lingua cinese)[1]. La notizia è apparsa del tutto infondata il 9 ottobre 2011, quando Jiang Zemin ha partecipato alle celebrazioni per il centenario della Rivoluzione Xinhai.[2]

[modifica] Note

  1. ^ Roberto Fabbri. «Jiang Zemin morto? Pechino censura il web». il Giornale, 7 luglio 2011.
  2. ^ Antonio Talia. «Jiang Zemin: apparizione pubblica dopo voci sulla morte». AGIChina24, 10 ottobre 2011.

[modifica] Altri progetti

Predecessore: Sindaco di Shangai Successore:
Wang Daohan 1984–1987 Zhu Rongji
Predecessore: Segretario generale del PCC Successore:
Zhao Ziyang 1989–2002 Hu Jintao
Predecessore: Presidente della Repubblica Popolare Cinese Successore:
Yang Shangkun 1993–2003 Hu Jintao
Predecessore: Presidente della Commissione Militare Centrale del Partito Comunista Cinese Successore:
Deng Xiaoping 1989–2004 Hu Jintao
Predecessore: Presidente della Commissione Militare Centrale della Repubblica Popolare Cinese Successore:
Deng Xiaoping 1990–2005 Hu Jintao
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