Lingue sinitiche

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Lingua sinitiche
Parlato in Asia
Classifica non nelle prime 100
Filogenesi Lingue sinotibetane
ISO 639-5 zhx
Le lingue sinitiche in Cina

Le lingue sinitiche,[1] spesso sinonimo delle lingue cinesi, sono una famiglia linguistica frequentemente indicata come uno dei due rami principali delle lingue sinotibetane.[2][3]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

La lingua bai potrebbe essere anch'essa sinitica, ma la classificazione è difficile e controversa;[4] diversamente il termine sinitico è equivalente alle lingue cinesi, e spesso usato in opposizione a "dialetti cinesi" per trasmettere l'idea che questi siano lingue distinte piuttosto che dialetti di un'unica lingua.[5][6]

Assumendo che il bai sia sinitico, esso si discostò approssimativamente al tempo del cinese antico, forse prima. Al tempo del cinese medio, anche le lingue min (cioè il gruppo dell'hokkien) si erano divise.[7] Le lingue riconducibili al cinese medio includono il mandarino, il wu, l'hakka e lo yue (cioè il cantonese). Via via che si fanno altre ricerche comparative, si trova che ulteriori "dialetti" sono mutuamente inintelligibili rispetto alla loro lingua madre; gli ultimi ad essere distinti come lingue furono lo huizhou, il jin, il pinghua e il qiongwen, anche se le rimanenti varietà wu e yue non sono tutte mutuamente intelligibili, o hanno un'intelligibilità molto limitata. Alcune varietà all'interno del cinese rimangono non classificate.

Sinitico 
 Cinese antico 
 Min 

Lingue minbei



Mindong



Minzhong



Puxian



Lingue minnan



 Cinese medio 

Lingue guan



Lingue wu



Lingue gan



Xiang



Lingue yue






? Lingua bai




Cinese non classificato
Escludendo quelle esclusive di minoranze etniche, le principali varietà non classificate del cinese sono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Sinitico" significa relativo alla Cina o ai Cinesi. Deriva dalla parola greco-latina Sīnai, "i Cinesi", probabilmente dall'arabo Sīn, "Cina", dal nome dinastico cinese Qín. (OED)
  2. ^ Anatole Lyovin (1997), An Introduction to the Languages of the World, Oxford University Press
  3. ^ George van Driem (2001), Languages of the Himalayas: An Ethnolinguistic Handbook of the Greater Himalayan Region. Brill. pp. 329 ff.
  4. ^ Van Driem (2001), p. 380: "Il ba'i ... potrebbe formare un costituente del sinitico, benché uno pesantemente influenzato dal lolo-burmese."
  5. ^ N. J. Enfield (2003), p. 69, Linguistics Epidemiology, Routledge.
  6. ^ Vedi anche, ad esempio, W. Hannas (1997), Asia's Orthographic Dilemma, University of Hawaii Press.
  7. ^ Mei Tsu-lin (1970), "Tones and Prosody in Middle Chinese and The Origin of The Rising Tone", Harvard Journal of Asiatic Studies n. 30, pp. 86–110