Renminbi cinese

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Renminbi cinese
Nome locale 人民币
Codice ISO 4217 CNY
Stati Cina Cina
Simbolo ¥
Frazioni 10 jiao( e 100 fen)
Monete ¥0.01,¥0.02,¥0.05,¥0.1,¥0.2,¥0.5,¥1
Banconote ¥1,¥5,¥10,¥20,¥50,¥100
Entità emittente 中国人民银行-Banca Popolare Cinese
In circolazione dal 1949
Tasso di cambio 1 Euro = 7,953 CNY (6 settembre 2014)
Lista valute ISO 4217 - Progetto Numismatica

Il renminbi (o yuan) è la valuta avente corso legale nella Repubblica Popolare Cinese. Il renminbi è emesso dalla Banca Popolare Cinese, l'autorità monetaria della Repubblica Popolare Cinese. L'abbreviazione ufficiale dello standard internazionale ISO 4217 è CNY. L'abbreviazione comunemente usata e non conforme allo standard è "RMB". Il nome renminbi (人民币) significa "valuta del popolo".

Unità del Renminbi[modifica | modifica sorgente]

L'unità base del Renminbi è lo yuan. In base al sistema numerale cinese questo carattere ha due forme: una forma informale (元) e una formale (圆) usata per prevenire alterazioni ed errori contabili. Uno yuan è diviso in 10 jiao (角). Uno jiao è diviso in 10 fen (分). Il taglio più grande del renminbi è la banconota da 100 yuan. Il più piccolo taglio è la moneta o la banconota da 1 fen, (un centesimo di yuan).

Yuan in cinese significa letteralmente "tondo" o "moneta rotonda", quindi ha anche significato generico per "moneta", ma spesso è anche usato al posto del termine renminbi.

Il termine dollaro è anche abitualmente tradotto in cinese col termine yuan (cioè nel senso generico di moneta), e l'abbreviazione RMB¥ è qualche volta indicata con CN$.

Nei negozi cinesi i prezzi sono solitamente esposti con la cifra e il simbolo 元. È anche comune l'utilizzo di una Y barrata seguita dalla cifra per segnalare un prezzo sebbene per il sistema di codifica Unicode la Y barrata corrisponda allo yen giapponese. Al di fuori del sistema Unicode lo yen giapponese è rappresentato da una Y marcata da due barre orizzontali (¥).

Denominazioni[modifica | modifica sorgente]

Il renminbi è suddiviso in tre unità base: yuan, jiao e fen rispettivamente 1/1, 1/10 e 1/100. Tutte le denominazioni, dalla più piccola alla più grande, sono disponibili in banconote.

La denominazione della banconota è indicata in cinese. La denominazione numeraria è indicata sia con i caratteri del sistema numerale finanziario cinese, sia con i numeri arabi.

Alla base delle banconote da uno yuan la dicitura Banca Popolare Cinese è riportata anche in quattro lingue minori: (mongolo, tibetano, uiguro e zhuang).

Banconote[modifica | modifica sorgente]

  • CNY 100
  • CNY 50
  • CNY 20 (introdotta con la quinta serie a partire dal 1999)
  • CNY 10
  • CNY 5
  • CNY 2 (attualmente sta cadendo in disuso sebbene non sia stata ritirata dalla circolazione)
  • CNY 1
  • CNY 0,5
  • CNY 0,2
  • CNY 0,1
  • CNY 0,05 (molto rara)
  • CNY 0,02 (rara)
  • CNY 0,01

Monete metalliche[modifica | modifica sorgente]

  • CNY 1
  • CNY 0,5
  • CNY 0,1
  • CNY 0,05
  • CNY 0,02
  • CNY 0,01

Quinta serie[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1999 è stata progressivamente introdotta una nuova serie di banconote e monete metalliche. Sono state interessate le seguenti banconote:

  • CNY 100
  • CNY 50
  • CNY 20 (una nuova banconota introdotta con questa serie)
  • CNY 10
  • CNY 5
  • CNY 1

Sono state interessate le seguenti monete metalliche:

  • CNY 1
  • CNY 0,5
  • CNY 0,1

Le nuove banconote introdotte prevedono diversi accorgimenti per impedire la contraffazione tra i quali la filigrana, l'inchiostro con fluorescenza alla luce ultravioletta, una striscia metallica (non prevista per la banconota da 1 CNY) e numeri che cambiano colore a seconda dell'angolo visuale (solo per le banconote da 50 CNY e 100 CNY). L'immagine di Mao Zedong ha sostituito le vecchie raffigurazioni di coppie in abiti tradizionali dei vari gruppi etnici cinesi.

Storia e valore[modifica | modifica sorgente]

Il renminbi fu introdotto poco prima della vittoria delle forze comuniste nel 1949. La gestione dell'iperinflazione, comparsa nelle fasi conclusive del governo Kuomintang, rappresentò uno dei compiti più urgenti per il governo comunista.

Durante il periodo dell'economia pianificata furono stabiliti valori di scambio con le monete straniere e furono introdotte diverse e rigide regole di scambio. Per la maggior parte della sua storia la moneta cinese è rimasta ancorata al tasso di 2,56 renminbi per dollaro statunitense (salvo essere rivalutato a 1,50 RMB per USD, negli anni 70, dopo il crollo del sistema di Bretton Woods e la conseguente iperinflazione).

Con l'apertura dell'economia cinese a partire dal 1978 fu creato un sistema a doppia valuta che consentiva l'uso del renminbi solo per transazioni domestiche e prevedeva certificati di cambio per le transazioni estere. Ciò determinò la nascita di un mercato nero degli scambi monetari a causa di un tasso di cambio illusorio. Questo venne via via deprezzato in modo da favorire la competitività delle esportazioni cinesi, e da 1,50 renminbi per dollaro nel 1980, si arrivò al minimo storico di 8,62 nel 1994.

Verso la fine degli anni ottanta le autorità cinesi hanno reso il renminbi più convertibile grazie all'abolizione del sistema a doppia valuta e la stabilizzazione del tasso di cambio. La paura generata dalla crisi finanziaria asiatica del 1998 ha impedito il raggiungimento della piena convertibilità della divisa cinese.

Andamento del tasso di cambio del renminbi rispetto al dollaro statunitense

Dal 1997 al 2005 il renminbi è stato ancorato al dollaro statunitense a un tasso fisso di 8,28 RMB per USD. Il 21 luglio 2005 la Banca Popolare Cinese ha sganciato il renminbi dal dollaro statunitense, ancorandolo a un paniere di valute internazionali, e istituendo un regime di cambio di tipo a fluttuazione controllata, cosicché il tasso di cambio reale può ora fluttuare entro un margine di 0,3% del valore di riferimento. Di conseguenza, il tasso di cambio si rivalutò immediatamente sugli 8,11 renminbi per dollaro statunitense.

Il tasso di cambio attuale della valuta cinese è di circa 6,81 renminbi per dollaro statunitense[1]; il valore di un renminbi corrisponde quindi a circa quindici centesimi di dollaro statunitense.

Il tasso di cambio del renminbi è al centro di un teso dibattito internazionale. I calcoli effettuati sulla base della teoria della parità dei poteri di acquisto (il metodo più affidabile per effettuare un paragone tra diverse valute) suggeriscono infatti che il renminbi sia fortemente sottovalutata. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, un dollaro statunitense era equivalente a circa 3,462 renminbi nel 2006, a 3,621 renminbi nel 2007 e a 3,798 renminbi nel 2008, valori che corrispondono a quasi il doppio del reale tasso di cambio.

Un renminbi sottovalutato avvantaggia artificialmente le esportazioni cinesi, limitando al contempo le esportazioni degli altri paesi verso la Cina. Tutto ciò si tradurrebbe in una forte limitazione del mercato del lavoro nei paesi più sviluppati a vantaggio dell'occupazione cinese, nonché in continui attivi nella bilancia dei pagamenti cinese (e conseguenti passivi nelle bilance dei pagamenti dei paesi sviluppati) che hanno portato il paese ad accumulare quelle che sono di gran lunga le più ingenti riserve valutarie al mondo in termini di valore[2].

Tuttavia questo stato di cose favorisce anche gli interessi di diverse imprese dei paesi sviluppati che hanno spostato la produzione in Cina. Un tasso di cambio sottovalutato rende molto più appetibili, sui mercati occidentali, le merci prodotte in Cina, consentendo alle multinazionali amplissimi margini di guadagno.

Le autorità cinesi sostengono che l'abbandono del tasso di cambio fisso esporrebbe il paese ad attività di speculazione finanziaria, destabilizzerebbe l'economia e ne danneggerebbe la crescita.

Nonostante ciò, nel giugno del 2010, il governo cinese ha dichiarato come la propria moneta verrà graduatamene apprezzata e che sarà sottoposta a un'oscillazione dello 0,5%.[3]

Nel novembre del 2013 è stato accertato come la moneta cinese sia la seconda valuta, dopo il dollaro, nelle transazioni commerciali, superando l'Euro.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tavola dei tassi di cambio su x-rates
  2. ^ Riserve valutarie cinesi a 1.950 mld di dollari a dicembre - Agichina24
  3. ^ www.corriere.it
  4. ^ www.repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]