Renminbi cinese

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Renminbi cinese
Codice ISO 4217: CNY
Stati: Repubblica Popolare Cinese
Simbolo: ¥
Frazioni:
Entità emittente: Banca Popolare Cinese
In circolazione dal:
Tasso di cambio:
Lista valute ISO 4217 - Progetto Numismatica

Il renminbi è la valuta avente corso legale nella Repubblica Popolare Cinese. Il renminbi è emesso dalla Banca Popolare Cinese, l'autorità monetaria della Repubblica Popolare Cinese. L'abbreviazione ufficiale dello standard internazionale ISO 4217 è CNY. L'abbreviazione comunemente usata e non conforme allo standard è "RMB".

La moneta cinese è valutata a circa 8,11 renminbi per dollaro statunitense; il valore di uno yuan corrisponde quindi a circa dodici centesimi di dollaro statunitense; il valore di uno jiao (o dieci fen) equivale a 1,2 centesimi di dollaro statunitense.

La relazione col dollaro è dovuta al fatto che fino al 21 Luglio 2005 il valore dello yuan cinese era strettamente legato al dollaro statunitense, solo da tale data la quotazione, con un ristretto margine di oscillazione ammesso, è legata ad un paniere contenente anche altre monete.

Indice

[modifica] Unità del Renminbi

L'unità base del Renminbi è lo yuan. In base al sistema numerale cinese questo carattere ha due forme: una forma informale (元) ed una formale (圆) usata per prevenire alterazioni ed errori contabili. Uno yuan è diviso in 10 jiao (角). Uno jiao è diviso in 10 fen (分). Il taglio più grande del renminbi è la banconota da 100 yuan. Il più piccolo taglio è la moneta o la banconota da 1 fen, (un centesimo di yuan).

Yuan in cinese significa letteralmente "tondo" o "moneta rotonda", quindi ha anche significato generico per "moneta".

Il termine dollaro è anche abitualmente tradotto in cinese col termine yuan, (cioè nel senso generico di moneta), e l'abbreviazione RMB¥ è qualche volta indicata con CN$.

Nei negozi cinesi i prezzi sono solitamente esposti con la cifra e il simbolo 元. È anche comune l'utilizzo di una Y barrata seguita dalla cifra per segnalare un prezzo sebbene per il sistema di codifica unicode la Y barrata corrisponda allo yen giapponese. Al di fuori del sistema unicode lo yen giapponese è rappresentato da una Y marcata da due barre orizzontali.

[modifica] Denominazioni

Il renminbi è suddiviso in tre unità base: yuan, jiao e fen rispettivamente 1/1, 1/10 e 1/100. Tutte le denominazioni, dalla più piccola alla più grande, sono disponibili in banconote.

La denominazione della banconota è indicata in cinese. La denominazione numeraria è indicata sia con i caratteri del sistema numerale finanziario cinese, sia con i numeri arabi.

Alla base delle banconote da uno yuan la dicitura Banca Popolare Cinese è riportata anche in quattro lingue minori: (mongolo, tibetano, uiguro e zhuang).

[modifica] Banconote

  • CNY 100
  • CNY 50
  • CNY 20 (introdotta con la quinta serie a partire dal 1999)
  • CNY 10
  • CNY 5
  • CNY 2 (attualmente sta cadendo in disuso sebbene non sia stata ritirata dalla circolazione)
  • CNY 1
  • CNY 0.5
  • CNY 0.2
  • CNY 0.1
  • CNY 0.05 (molto rara)
  • CNY 0.02 (rara)
  • CNY 0.01

[modifica] Monete Metalliche

  • CNY 1
  • CNY 0.5
  • CNY 0.1
  • CNY 0.05
  • CNY 0.02
  • CNY 0.01

[modifica] Quinta Serie

A partire dal 1999 è stata progressivamente introdotta una nuova serie di banconte e monete metalliche. Sono state interessate le seguenti banconote:

  • CNY 100
  • CNY 50
  • CNY 20 (una nuova banconota introdotta con questa serie)
  • CNY 10
  • CNY 5
  • CNY 1

Sono state interessate le seguenti monete metalliche:

  • CNY 1
  • CNY 0.5
  • CNY 0.1

Le nuove banconote introdotte prevedono diversi accorgimenti per impedire la contraffazione tra i quali la filigrana, l'inchiostro con fluorescenza alla luce ultravioletta, una striscia metallica (non prevista per la banconota da 1 CNY) e numeri che cambiano colore a seconda dell'angolo visuale (solo per le banconote da 50 CNY e 100 CNY). L'immagine di Mao Zedong ha sostituito le vecchie raffigurazioni di coppie in abiti tradizionali dei vari gruppi etnici cinesi.

[modifica] Storia

Il renminbi fu introdotto poco prima della vittoria delle forze comuniste nel 1949. La gestione dell'iperinflazione, che aveva caratterizzato le fasi conclusive del governo kuomintang, rappresentò uno dei compiti più urgenti per il governo comunista.

Durante il periodo dell'economia pianificata furono stabiliti valori di scambio con le monete straniere non realistici e furono introdotte diverse e rigide regole di scambio.

Con l'apertura dell'economia cinese a partire dal 1978 fu creato un sistema a doppia valuta che consentiva l'uso del renminbi solo per transazioni domestiche e prevedeva certificati di cambio per le transazioni estere. Questo sistema, a causa degli illusori tassi di cambio fissati, determinò la nascita di un mercato nero degli scambi monetari.

Verso la fine degli anni ottanta le autorità cinesi hanno reso il renminbi più convertibile grazie all'abolizione del sistema a doppia valuta e la stabilizzazione del tasso di cambio. La paura generata dalla crisi finanziaria asiatica del 1998 ha impedito il raggiungimento della piena convertibilità della divisa cinese.

Andamento del tasso di cambio del renminbi rispetto al dollaro statunitense

Per dieci anni il renminbi è stato strettamente ancorato al dollaro statunitense ad un tasso fisso di 8,28 renminbi per dollaro statunitense. Il 21 luglio 2005 la Banca Popolare Cinese ha rivalutato il renminbi ad un tasso di 8,11 renminbi per dollaro statunitense. Le autorità cinesi hanno inoltre sganciato il renminbi dal dollaro statunitense preferendo un paniere di valute internazionali. Dal 21 luglio 2005 il valore del renminbi può fluttuare in una banda di oscillazione pari allo 0,3% del valore di riferimento della valuta.

Il tasso di cambio del renminbi è al centro di un teso dibattito internazionale. Molti economisti, ed i governi di USA e della Comunità Europea ritengono che la moneta cinese sia fortemente sottovalutata, favorendo così eccessivamente le esportazioni cinesi e, con tale pressione, causando una forte limitazione del mercato del lavoro nei paesi più sviluppati.

Diverse imprese occidentali importatrici non si oppongono alla condizione di un renminbi così sottovalutato; data la loro condizione intermedia nel filone commerciale dei prodotti provenienti dalla Cina a prezzi così convenienti, la vendita di tali prodotti sul mercato occidentale permette amplissimi margini di guadagno.

Le autorità cinesi temono che l'abbandono del tasso di cambio fisso possa favorire le attività di speculazione finanziaria, la destabilizzare dell'economia cinese e la crescita del PIL, ritenuta ad oggi soddisfacente.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Voci correlate

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