Saluen

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Saluen
Saluen
Il corso del Saluen
Stati Cina Cina
Birmania Birmania
Thailandia Thailandia
Suddivisioni Tibet Tibet
Yunnan
Stato Shan
Stato Kayah
Stato Kayin
Thailandia dell'Ovest
Stato Mon
Lunghezza 2,815 km[1]
Portata media 4,876 m³/s
Bacino idrografico 320.000 km²
Altitudine sorgente 5.400 m s.l.m.
Nasce Altopiano del Tibet, monti Nyenchen Tanglha
Sfocia Mare delle Andamane

Il Saluen (in inglese: Salween; in tibetano: རྒྱལ་མོ་རྔུལཆུ།, Wylie: rGyl mo rNGul chu o Gyalmo Ngulchu; in cinese: 怒江, Nù Jiāngpinyin, in birmano: သံလွင်မြစ်, birmano traslitterato: Thanlwin; in shan: ၼမ်ႉၶူင်း, shan traslitterato: Nam Kong; in thai: สาละวิน, RTGS: Salawin; in mon: သာန်လာန်, mon traslitterato: San Lon) è un fiume asiatico che nasce nel Tibet centro orientale e sfocia nel golfo di Martaban, che fa parte del mare delle Andamane, nella Birmania meridionale. Con i suoi 2.815 km di lunghezza,[1] poco meno del Danubio, è il fiume più lungo dell'Indocina dopo il Mekong.

Corso[modifica | modifica wikitesto]

Tibet[modifica | modifica wikitesto]

Il Saluen nasce nel Tibet centro-orientale, dove prende il nome Gyalmo Ngulchu, dalla catena dei monti Nyenchen Tanglha,[2] in una zona relativamente vicina alla sorgente del Mekong. Inizialmente scorre per un breve tratto verso ovest, poi compie una larga curva e continua verso est, attraverso la regione storica tibetana del Kham. In tutto il tratto tibetano ed in quello dello Yunnan, il fiume non è navigabile e scorre impetuoso tra profonde gole.[1] Lentamente piega verso sud-est e si avvicina ai corsi del Mekong e del fiume Azzurro. I tre fiumi si avvicinano ulteriormente quando curvano verso sud entrando nella provincia cinese dello Yunnan.

Il Nu Jiang a Liuku, città dello Yunnan

Yunnan[modifica | modifica wikitesto]

Appena il Saluen entra in Yunnan, dove prende il nome cinese Nù Jiāng, letteralmente 'fiume arrabbiato', le sue profonde gole, quelle del Mekong e quelle del fiume Azzurro formano la cosiddetta "area protetta dei tre fiumi paralleli", un grande parco che si estende su una superficie di 1.698.400 ettari.[3] Tale parco, che ospita 80 rare specie animali a rischio di estinzione ed oltre 7.000 specie vegetali diverse, è stato definito dall'UNESCO la più ricca area al mondo di biodiversità ed è stato inserito nel 2003 nella lista dei patrimoni dell'umanità.[1]

Le gole sono profonde fino a 3.000 metri e sono racchiuse fra picchi alti oltre 6.000 metri, punteggiati da ghiacciai. Per questa caratteristica, il corso del Saluen viene chiamato in questa zona Gran Canyon.[1] Il fiume prosegue verso sud e si stacca dai corsi degli altri due fiumi con una brusca curva verso ovest che lo proietta all'interno del territorio birmano lungo la catena dei monti Shan.

Il Thanlwin nell'altopiano dello Shan

Birmania[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume prende il nome birmano Thanlwin e quello shan Nam Kong. Appena entrato nel paese, piega nuovamente verso sud, con un lungo corso tortuoso che attraversa gole alte tra i 900 ed 1200 metri nell'altopiano dello stato Shan.[2] Si snoda poi lungo la catena dei monti Daen Lao, propaggine meridionale dei monti Shan. Prosegue verso sudovest passando tra la catena dei monti Karen ad ovest, e quella dei monti Dawna ad est, ed attraversando il piccolo Stato birmano Kayah. Dal punto in cui torna a scorrere verso sud, il fiume demarca per un tratto di 120 km il confine tra lo Stato birmano Kayin e la Thailandia, dove viene chiamato Salawin. Anche questa zona è nota per le sue bellezze naturali, ricca di caverne, cascate, rapide e rocce di forme suggestive. La parte thailandese del bacino idrografico ospita un importante parco nazionale.[4]

Il fiume lungo il confine thai

Il fiume esce finalmente dalle sue profonde gole a 200 km dal mare quando riceve le acque del fiume Moen, che proviene da sud ed a sua volta fa da confine con la Thailandia.[4] Il Saluen entra così definitivamente in Birmania e, a circa 90 km dal mare, diventa profondo abbastanza da consentire la navigazione a grandi imbarcazioni. Passa tra le pianure attraversando le zone più popolate del suo corso ed entra nello stato Mon, i cui abitanti chiamano il fiume San Lon. Sfocia in mare con una biforcazione che riceve le acque degli affluenti Gyaing e Atarantra[2] e che separa la città di Mottama dalla capitale mon di Mawlamyine, nel golfo di Martaban. Il Saluen era il punto terminale di una strada e di una ferrovia che partiva dall'ex capitale Yangon.

Il ponte alla foce del Thanlwin

Dal 2005, un ponte ferroviario e stradale attraversa la foce del fiume e collega la parte continentale del paese con il sud. Misura 7.640 metri ed è il più lungo della Birmania.[5]

Bacino idrografico[modifica | modifica wikitesto]

Il bacino idrografico del Saluen e dei suoi affluenti copre una superficie di 320.000 km², le cui coordinate sono comprese tra i 16°15’ ed i 33°15’ di latitudine nord, e tra i 91° 00’ ed i 100° 00' di longitudine est. Tale area è suddivisa tra la Cina, che ne occupa il 53%, la Birmania, il 42%, e la Thailandia, che occupa il 5%. Tra gli affluenti birmani, i più importanti sono il Pang, il Teng, il Pawn, il Hka, il Hsim ed il Moei.[4]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La lunga gola che caratterizza il corso del fiume, segue la linea di convergenza tra la crosta del subcontinente indiano e quella dell'Asia continentale. La collisione tra i due blocchi, avvenuta circa 50 milioni di anni fa, ha generato molte aree geografiche correlate alla formazione del Saluen, come l'altopiano del Tibet e le catene dell'Himalaya, dei Nyenchen Tanglha e delle montagne della Birmania nordorientale.[6] La placca indiana spinse verso nord la precedente costa asiatica di circa 2.000 km provocando l'innalzamento dell'altopiano tibetano in un periodo compreso tra i 10 ed i 15 milioni di anni fa.[7] L'orogenesi creatasi nell'impatto tra le placche ha generato deformazioni sul lato orientale che hanno assunto una forma ad arco coincidente con l'alto corso del Saluen.[6] In questa regione, il fiume ha progressivamente eroso il terreno formato soprattutto da rocce sedimentarie marine, che si trovavano in origine sui fondali dell'oceano Indiano.[6]

Dighe[modifica | modifica wikitesto]

I tentativi di costruire grandi dighe sul fiume sono stati bersaglio di critiche e proteste. Il 1º aprile 2004 il premier cinese bloccò un progetto per la costruzione di 13 dighe sul Saluen nello Yunnan, che avrebbero dovuto fornire energia idroelettrica nel paese. Una di esse dovrebbe essere più grande dell'imponente diga delle Tre Gole, la cui costruzione fu molto discussa. Il governo birmano e quello thailandese ne hanno progettate due a scopi di irrigazione, il progetto per la diga di Hagty fu bloccato nell'agosto 2006 a causa di un'offensiva del governo birmano in quella zona contro i ribelli karen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Salween River, sul sito web del WWF
  2. ^ a b c Saluen, sul sito web dell'enciclopedia Treccani
  3. ^ Fonte: UNESCO
  4. ^ a b c (EN) The Salween River, su salweenwatch.org
  5. ^ (EN) Bridges, roads not for economic profit, but for regional development Mawlamyine Railway Station, Thanlwin Bridge (Mawlamyine) rail bridge open, su missions.itu.int
  6. ^ a b c The Marine Geological Record of Neogene Erosion in Asia: Interpreting the sedimentary record to understand tectonic and climatic evolution in the wake of India-Asia Collision, University of Aberdeen. URL consultato l'11 maggio 2012.
  7. ^ New findings from Tibetan Plaetau suggest uplift occurred in stages, UC Santa Cruz. 2008

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]