Partito Fascista Sammarinese

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1leftarrow.pngVoce principale: Fascismo a San Marino.

Partito Fascista Sammarinese
Partito Fascista Sammarinese.jpg
Leader Giuliano Gozi
Stato San Marino San Marino
Fondazione 10 agosto 1922
Dissoluzione 28 luglio 1943
Sede Città di San Marino
Ideologia Fascismo,
Nazionalismo,
Interventismo,
Socialismo nazionale,
Corporativismo,
Organicismo,
Anticomunismo,
Anticapitalismo,
Terza via
[senza fonte]
Collocazione Destra
Seggi massimi Consiglio Grande e Generale
60 / 60
Testata Il Popolo Sammarinese
Iscritti 8.000

Il Partito Fascista Sammarinese (PFS) fu il partito politico sammarinese espressione del movimento fascista.

Storia del partito[modifica | modifica sorgente]

Fondato il 10 agosto 1922 da Giuliano Gozi come rappresentante del piccolo ceto medio della repubblica di San Marino, nel settembre 1922 una squadra fascista devasta la Casa del Popolo di Serravalle e durante lo stesso mese una squadra fascista proveniente dall'Italia entra a San Marino per catturare l'onorevole Giuseppe Giulietti, rifugiato in repubblica. Il Giulietti riuscì a non farsi trovare ma la sua casa venne devastata.

Il 1 ottobre 1923 riuscì a far eleggere una reggenza filofascista, venne sciolto il quotidiano socialista Il Titano e cominciarono le violenze contro le opposizioni. Un esempio emblematico fu quello del socialista Gino Giacomini che riuscì a evitare una bastonatura barricandosi armato nella sua casa di Borgo Maggiore e nella notte del 14 ottobre fuggì dalla repubblica in compagnia di altri socialisti per andare in esilio a Roma, dove rimase fino alla caduta del regime.

Nel 1923 ci furono le elezioni con un programma simile al partito fascista italiano, sempre con carattere antidemocratico, ci furono numerosi episodi di violenza nei confronti delle opposizioni, nel 1923 venne sciolto il Consiglio Grande e Generale trasformato in Consiglio Principe e Sovrano, nel novembre 1922 vengono chiuse tutte le organizzazioni socialiste di San Marino, dal 1923 al 1938 si presentò alle elezioni l'unica lista del PFS. Nel 1926 si formò una lista (chiamata Lista Patriottica) formata soprattutto da fascisti con una piccola rappresentanza di cattolici e vennero sciolti, come in Italia, tutti i partiti d'opposizione; si instaurò quindi il regime.

Quindi venne cambiata la legge elettorale dal sistema proporzionale a maggioritario e rappresentanza proporzionale alla lista maggioritaria vengono assegnati 46 Consiglieri, il rimanente quinto (12 Consiglieri) veniva distribuito fra la lista di maggioranza e quella di minoranza. La mancanza di coesione interna portò all'avvicinamento al Partito Nazionale Fascista, facendo perdere a San Marino parte della sua indipendenza, Mussolini costruì la ferrovia Rimini-San Marino interamente finanziata dall'Italia.

Il quotidiano ufficiale era Il Popolo Sammarinese (ispirato al Popolo d'Italia), che incomincia a uscire solo dal 1926, nello stesso anno della visita di Mussolini in repubblica. Nel giugno 1933 l'ex Capitano Reggente Ezio Balducci, fascista dissidente, denunciato per aver tentato un colpo di stato a San Marino, viene arrestato a Roma e subito scarcerato. Il presunto golpe è definito dalle autorità italiane "un'assurda fantasia", il processo si terrà a San Marino nel luglio 1933 dopo aver aggiunto al Codice Penale del 1897 dove la parte relativa a reati contro lo Stato sono inasprite le pene come la Legge 15 luglio 1933, n.11 l'art. 3:

« Chiunque tiene intelligenza con stranieri per compiere atti di ostilità contro lo Stato Sammarinese ovvero commettere altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con prigionia da otto a dieci anni sempre che il fatto non costituisca reato maggiore »

Nel dicembre 1933 una legge attribuisce al Consiglio dei XII, organo giudiziario di terza istanza la competenza per giudicare i reati contro lo stato (come in Italia il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato). Nel marzo 1934 Balducci e altri presunti cospiratori sono condannati dai quattro ai vent'anni di lavori forzati, sentenze che non verranno mai eseguite e verranno annullate nel 1945.

Nel 1938 non vennero emesse le leggi razziali come nella vicina Italia, gli ebrei erano tranquilli nella repubblica di San Marino perché il Governo Fascista non ha applicato legge razziale ma li ha aiutati a nascondersi.

Il 28 luglio 1943, 3 giorni dopo la caduta del fascismo in Italia, il Consiglio Principe e Sovrano venne sciolto da un "Comitato della Libertà" (CL) e il fascismo sammarinese finì, ai politici fascisti di primo piano venne chiesto di abbandonare le cariche pubbliche.

Dal gennaio al settembre del 1944 ci fu in repubblica il Fascio Repubblicano di San Marino, poi ci fu tra la fine del 1944 e il 1945 l'epurazione.

Nel 1945 si svolse un processo che condannò 49 fascisti sammarinesi.

Segretari del PFS[modifica | modifica sorgente]

Monumenti ed edifici costruiti durante il fascismo[modifica | modifica sorgente]

  • Ara dei Volontari, edificata nel 1927 è dedicata ai 140 sammarinesi che tra il 1843 e il 1918 combatterono per l'Italia.
  • Ferrovia Rimini-San Marino, costruita tra il 1928 e il 1932, inaugurata il 12 giugno 1932 e distrutta nel 1944.
  • Palazzo delle Poste Sammarinesi, a San Marino nel 1932.
  • Teatro Titano a San Marino, nel 1941.
  • Ospedale della Misericordia, nel 1941.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]